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Deus Ex: Human Revolution Director's Cut - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Il presente di Deus Ex è fatto di fragili equilibri. L'implacabile avidità delle Corporazioni e delle grandi Multinazionali esercita una forte forma di controllo sulla società. È un mondo popolato da uomini che, spinti dai progressi ottenuti nella biomedicina e cibernetica, hanno accelerato l'evoluzione umana. Nell'ultimo decennio i successi tecnologici delle Sarif Industries hanno lentamente destabilizzato la morale collettiva: sostituire chirurgicamente gli arti e gli organi sani con quelli meccanici sta diventando una prassi comune, e nella convinzione di migliorare la propria condizione di semplice uomo si sta perdendo il senso della misura. L'ultimo confine etico viene superato quando le corporazioni in possesso di questa tecnologia - intuendone l'enorme potenziale economico nonché l'impatto nel campo militare - ne normalizzano l'uso su scala mondiale permettendo a chiunque, con la dovuta disponibilità economica, di potervi accedere.
Assottigliando il confine tra uomo e macchina gli innesti neurali e biomeccanici modificano irreversibilmente il concetto di essere umano. Adesso, in un mondo pieno di paure e conflitti, dominato dalla violenza e dall'oppressione, si lotta per rivendicare un'umanità ormai perduta.
L'eccezionalità del titolo Eidos, uscito su Pc, Ps3 e Xbox360 nell'agosto del 2011, stava anche e soprattutto nell'incredibile qualità con cui era stato caratterizzata l'ambientazione. Dotato di un gameplay sfaccettato ed interessante, Human Revolution colpiva anzitutto per la forza del contesto, costruito con una maniacale attenzione ai dettagli e popolato da personalità duplici e ingannevoli.
Considerato da molti come uno dei titoli più riusciti di questa generazione, ricordato per il look cannibalizzato dalle dominanti gialle, Deus Ex: Human Revolution arriva adesso in una versione restaurata, poco fantasiosamente chiamata Director's Cut. La nuova edizione è pensata soprattutto per WiiU: oltre ad interventi correttivi generici, infatti, è l'uso intensivo del touchscreen montato al centro del Gamepad che dovrebbe migliorare sensibilmente l'esperienza di gioco, mentre i miglioramenti grafici dovrebbero notarsi soprattutto sulla nuova ammiraglia Nintendo.
C'è da dire che in effetti la versione WiiU è la più interessante del lotto, ma bisogna anche ammettere che questo non giustifica la profonda differenza di prezzo che c'è fra questa e le edizioni Ps3 e 360. Human Revolution Director's Cut è venduto su WiiU a prezzo pieno, mentre per le altre console costa poco più della metà. Una strategia di pubblicazione tutt'altro che lusinghiera, simile a quella (già contestata) usata per Mass Effect 3.
Per fortuna si tratta dell'unico inciampo della produzione. Human Revolution mantiene intatte tutte le sue prerogative, e le novità riescono in linea di massima a smussare qualche spigolo presente nella versione originale.
 
Intrighi e cospirazioni
Vittima di un incidente che lo ha lasciato in fin di vita, l'Adam Jensen che ci si presenta dopo il prologo è profondamente tormentato. Salvato da un massiccio intervento della tecnologia Sarif, il suo non è più un corpo umano, ma un concentrato della più alta espressione della follia tecnologica. Gli innesti racchiusi in Adam non sono semplici potenziamenti, ma sono pura manifestazione del genio bellico delle Sarif Industries. I suoi dubbi, le sue insicurezze sulla validità di simili interventi sulla natura umana, sono ancora presenti, sono gli stessi dell'io fatto esclusivamente di carne ed ossa. Adam non ha scelto di essere potenziato: gli è stato imposto.
Gran parte del fascino della sceneggiatura di Human Revolution dipende proprio a questo conflitto interiore è violento e mal celato con cui il protagonista deve fare i conti, raccontato dai particolari che Eidos, con una cura maniacale per la regia, ha nascosto nello svilupparsi della storia.

Una storia che per altro si rivela interessante e ben diretta fino in fondo. Le Sarif Industries sono sotto attacco da parte di un gruppo terroristico che agisce per preservare la natura umana dalla manipolazione genetica ed Adam, appena rientrato in servizio, si vede costretto ad intervenire per risolvere una situazione pericolosa ed ambigua che lo trascinerà in una spirale di giochi di potere apparentemente senza fine. Il plot è sorretto da una ragnatela di doppi giochi, intrighi e personaggi dagli intenti tutt'altro che chiari, e risulta, fino al finale troppo sbrigativo, interessante e ben diretto.
Dal punto di vista del gameplay Deus Ex: Human Revolution è un FPS caratterizzato da una forte componente RPG che si manifesta soprattutto nelle possibilità di scelta. Il dipanarsi delle vicende è influenzato dalla nostra capacità di scegliere, in grado di determinare non tanto la storia principale, sempre confinata in una struttura ben precisa, quanto il modo con cui si affrontano le varie situazioni.
Libertà di scelta
Commentary
Il team di sviluppo ha inserito la possibilità di visualizzare un commento che, passo dopo passo, illustra le tappe del processo di sviluppo o spiega le decisioni del team creativo. Diciamo che si tratta di una scelta "alla maniera di Valve". Alcuni interventi sono anche molto interessanti, ma dubitiamo che, da sola, questa feature valga il prezzo del biglietto.
L'anima del gioco punta fondamentalmente verso lo stealth. Esso viene favorita dal level design che spinge il giocatore a muoversi nascondendo le proprie tracce, ed a prendere di soppiatto i nemici scegliendo se stordirli od eliminarli. In entrambi i casi una breve cut-scene molto spettacolare ci regalerà dei momenti esaltanti che non devono però distrarci dal dover nascondere il corpo del malcapitato - sempre che non si decida di lasciarlo in vista per fare da esca.
Il titolo non esclude comunque la possibilità di usare approcci più diretti, e tutto dipende in generale da come si decide di potenziare e sviluppare il protagonista.
Gli innesti neurali e biomeccanici sono una componente fondamentale di Deus Ex: Human Revolution, poiché in grado di influenzare lo sviluppo di un gameplay personale. Ad ogni passaggio di livello, o completamento di un obiettivo speciale, corrisponderà l'acquisizione di un “punto Praxis” che potremo spendere per ottenere determinati potenziamenti. Inizialmente non sarà semplice scegliere quale aspetto sviluppare di Jensen, soprattutto se consideriamo che i Praxis sono in numero finito e non sufficiente per ottenere tutti i rami dei potenziamenti. Dovremo scegliere il nostro stile di gioco, quindi se sviluppare le diverse parti del corpo o le capacità di Adam.
Preferire lo stealth-game significa puntare sulla mimetizzazione ottica, da associare ai potenziamenti delle gambe in grado di silenziare i nostri movimenti, o di sviluppare l'interfaccia retinica per acquisire la visuale a raggi-x che, combinata con il rilevamento dei coni visivi dei nemici sul radar, ci rende in grado di anticipare trappole altrimenti letali.

Scegliere un approccio diretto consente invece di sviluppare capacità distruttive e di rafforzamento. Oltre al classico scudo epidermico, che riduce i danni subiti, è indispensabile il sistema di attacco Typhoon, capace di lanciare mini cariche esplosive a 360 gradi. Potenziare la schiena rende capaci di assorbire i danni da caduta modulandone la velocità, ma soprattutto di piombare sui nemici dall'alto stordendoli con un violento impatto sul terreno, mentre il bi-respiratore consente di respirare anche se investiti da una pioggia di granate a gas. Questo è soltanto un esempio delle numerose combinazioni possibili, che includono anche innesti pensati per migliorare le capacitò di Hacking, spesso indispensabili per risolvere le varie situazioni, aprire strade secondarie e scorciatoie, riscrivere le routine dei sistemi di sorveglianza.
Il sistema di gioco, in questa versione Director's Cut, risulta decisamente galvanizzato dal totale restauro del sistema energetico che regolava l'utilizzo degli innesti. Mentre prima era necessario ricaricare le batterie di Adam usando oggetti specifici, adesso basta attendere pochi minuti per avere nuovamente a disposizione una delle celle energetiche che ci permettono di esibire tutta la potenza degli impianti. Chi vuole provare l'esperienza classica può sempre selezionare il massimo livello di difficoltà (in questo caso le batterie non si ricaricano), ma dobbiamo ammettere che l'avventura scorre molto meglio grazie a questo intervento correttivo, lasciando all'utente possibilità di sperimentare con più facilità soluzioni ardite e approcci particolari alle varie situazioni.
L'edizione WiiU si distingue anche per l'ottimo utilizzo del touchscreen, che serve quindi per gestire l'inventario, le schermate di potenziamento, ma anche il minigioco di hackning. Nonostante in quast'ultimo caso lo schermo non troppo reattivo del gamepad sia spesso d'impaccio, nel resto delle occasioni avere a portata di mano i molti menù di gioco rende l'esperienza complessiva sicuramente più morbida e piacevole.
Restauri
Plus!
Una delle introduzioni più gradite di questa Director's Cut è il "New Game +", richiestissimo dai fan che furono molto delusi di non trovarlo al termine dell'avventura. Giocando una nuova partita ci si portano dietro tutti i potenziamenti sbloccati, ed è quindi possibile guadagnare i punti Praxis utili per rendere Jensen una macchina da guerra davvero completa.
Ovviamente le qualità di Human Revolution dipendono in larga parte dal lavoro preesistente: soprattutto da quello effettuato in fase di level design. La struttura delle città, dominate in superficie dai grattacieli e vessate sottoterra da un sistema fognario, ma anche quella degli edifici in cui ci infiltreremo, assicurano una componente esplorativa in grado di intrattenere per ore. Spesso, nel dover raggiungere un determinato punto, incontreremo ostacoli di vario genere a cui corrisponde sicuramente un percorso alternativo il più delle volte celato ai nostri occhi. Proprio in questi frangenti torna a farsi sentire il peso di aver compiuto una scelta. Infatti molti di questi percorsi sono strutturati in dipendenza dei potenziamenti fisici da noi posseduti: se ad esempio nel progredire della storia abbiamo preferito aumentare le capacità degli innesti cerebrali, probabilmente risulterà letale spostarsi da un edificio all'altro saltando sui tetti.
I primi problemi del gioco arrivano in quei momenti in cui, per un motivo o per l'altro, si rompono gli indugi e si ingaggia una battaglia frontale con i nemici. I soldati nemici si dimostrano agguerriti, dunque dovremo ricorrere ai movimenti in copertura che, con una continua alternanza tra visuale soggettiva e in terza persona alle spalle di Jensen, ci aiuteranno a studiare ogni locazione per trarne il massimo vantaggio. Il gameplay in questi casi tentenna un po', e spesso dopo una disattenzione che vi ha fatto scoprire sentirete semplicemente il bisogno di ricaricare l'ultimo checkpoint, invece che di gestire la situazione. In questa edizione Director's Cut sono state introdotte migliorie all'intelligenza artificiale, le stesse che si erano già viste nel DLC “The Missing Link” (incluso nel pacchetto). Non si tratta però di un intervento che risolve tutti i problemi, e spesso per i nemici non sarà facile stanarvi o rispondere a tono alle vostre offensive, nel caso in cui abbiate scelto di potenziare le componenti belliche di Adam.

Le problematiche ancora evidenti in questo settore sono comunque smussarte da tante altre trovate interessante, fra cui spicca il formidabile sistema di interazione sociale. I dialoghi rappresentano un aspetto formidabile di Deus Ex: Human Revolution e non devono essere trascurati, ma piuttosto ponderati e gestiti con cura. Ogni singolo personaggio (anche il mendicante all'angolo della strada) è in grado di interagire con noi in uno scambio di informazioni più o meno utili ma quasi sempre in grado di modificare profondamente le nostre possibilità di scelta. Dialogare ci permette di conoscere, e ad esempio successivamente di corrompere, un poliziotto dalla dubbia integrità professionale che ci farà entrare nel palazzo della Polizia per la porta principale, piuttosto che essere costretti a cercare una rischiosa soluzione dall'alto od uno scomodo passaggio nelle fogne. L'importanza dell'interazione sociale trova la sua massima espressione nei cosiddetti “dialogue-bosses”, personaggi importanti da affrontare non con l'uso delle armi, ma con virtuosi sofismi il cui esito peserà sul successivo sviluppo della story-line. Questi scontri risultano molto più stimolanti dei canonici boss presenti nel gioco che, anche se carismatici, risultano ingabbiati in modalità di scontro molto classiche. Proprio su questo fronte la Director's Cut prova a mettere una pezza, permettendo finalmente di affrontare ogni boss con strategie diverse rispetto a quella frontale, che nell'edizione originale era l'unica possibile. Adesso è veramente possibile “terminare il gioco senza sparare un singolo proiettile”, anche se gli avversari vanno in qualche modo uccisi e non possono essere risparmiati. E' comunque possibile affrontarli restando sottotraccia oppure usando le capacità di Hacking. Le soluzioni proposte sono alle volte ben integrate e alle volte un po' posticce, ma testimoniano comunque l'impegno forte e concreto del team di sviluppo, che ha allargato moltissimo le aree in cui si svolgevano gli scontri, con nuove stanze, nuove armi e dedali di condotti d'areazione. In linea di massima, comunque, i boss non sono moltissimi, e per quanto sia gradita questa attenzione, bisogna dire che gli equilibri complessivi del gioco non cambiano.
Stile da vendere
L'anello mancante
All'interno della Director's Cut si trovano anche i due DLC che furono rilasciati due anni fa. Tong's Rescue e The Missing Link sono stati integrati nella storia principale, e vengono giocati adesso senza soluzione di continuità.
Cominciando la mini-avventura "L'Anello Mancante", che in origine copriva appunto un "gap" narrativo lungo 72 ore, si perdono comunque tutti i potenziamenti sbloccati fino a quel momento, ma per fortuna tutto viene recuperato una volta usciti dalla nave della Belltower.
Deus Ex: Human Revolution è stilisticamente sbalorditivo. Il mondo creato da Eidos rispecchia un futuro molto prossimo -a soli sedici anni dal nostro presente- e per questo Adam Jensen si muove in un contesto ultramoderno, ma mai freddo: la componente umana è forte e ogni cosa è una via di mezzo tra il vecchio e il nuovo. Negli scorci delle città visitate si respirano le atmosfere di Blade Runner e l'arte di Masamune Shirow del celebre Ghost in the Shell viene continuamente citata nelle figure ibride di umani e macchine, negli arti biomeccanici e gli innesti artificiali che richiamano fortemente quell'aspetto longilineo e solo superficialmente fragile dei cyborg del maestro giapponese. La stessa Shanghai, massima espressione della frattura sociale, rievoca lo spirito di decadenza sociale presente nell'opera di Yukito Kishiro Battle Angel Alita. Tutto viene accompagnato da una cura maniacale per il dettaglio, ogni elemento ha il suo posto, ogni cittadino ha il suo modo di pensare, ogni oggetto ci racconta una storia.
A livello visivo un leggero aliasing fa storcere il naso, ma i maggiori difetti sono evidenti soprattutto nella modellazione poligonale dei personaggi di secondo piano. La mancanza di una buona capacità di espressione facciale delle emozioni, in forte contrasto con la drammaticità di alcuni passaggi, rende infatti ingessati i protagonisti nella maggior parte delle cut-scene. L'edizione Wii U mostra gli stessi miglioramenti che si registravano nelle conversioni dei titoli “Ps360” in prossimità del lancio. Ci sono quindi shader migliori che rendono il colpo d'occhio molto piacevole, ma in certi momenti bisogna evidenziare qualche calo di framerate che sporca la componente tecnica.
Human Revolution resta, oggi come due anni fa, un gioco interessante, poliedrico, sfaccettato. Un titolo che ha provato a fare, con buon successo, qualcosa di diverso, allontanandosi anni luce della “monodimensionalità” che troppi prodotti, in questa generazione, hanno mostrato.
É un peccato che la lucida visione di Eidos non abbia influenzato altri game designer, e speriamo che in futuro l'approccio libero e aperto di questo Deus Ex possa essere considerato con un punto di forza da tanti altri creativi.
Questa Director's Cut arriva dimostrando un forte impegno produttivo: gli interventi correttivi sono molti, alcuni più riusciti di altri, e sicuramente tutti in linea con le richieste dei fan. Non diremmo che questi “innesti” variano in maniera sensibile la qualità complessiva dell'esperienza di gioco, e tuttavia riescono ad aggiornare il titolo in modo che si sentano un po' meno i due anni trascorsi dall'uscita originale.
Su WiiU si gioca sicuramente meglio, grazie all'utilizzo dello schermo sul GamePad, che permette una navigazione facilitata dei menù (disponibile anche l'Off-TV play, con un'interfaccia più simile a quella classica). E' comunque un po' poco per giustificare la differenza di prezzo fra l'edizione Nintendo e quelle Ps3 e Xbox360.
Nonostante la strategia di vendita non elegante, Deus Ex: Human Revolution Director's Cut resta un titolo consigliatissimo a chi non ha mai giocato l'originale: si tratta sicuramente della versione migliore e più completa del titolo Eidos.
E magari anche chi già conosce l'avvenutra di Jensen può provare a sperimentare nuove soluzioni.
VOTOGLOBALE8.5
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Deus Ex: Human Revolution

Disponibile per: PC | XBOX 360 | PS3 | Wii U
Genere: Action RPG
Sviluppatore: Eidos
Distributore: Halifax
Pegi: 18+
Wikipedia: Link
Data di Pubblicazione:
PC: 26/08/2011   
XBOX 360: 26/08/2011   
PS3: 26/08/2011   
Wii U: 15/05/2013   
Deus Ex: Human Revolution
8.5
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13 voti
8.8
ND.
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