Brothers in Arms > Recensione
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Brothers in Arms - Recensione

Inviato il da Matteo "Buzzmat" Butti
Dobbiamo, senza tentennamenti, dirlo. La seconda Guerra Mondiale, benché foriera, a suo tempo, di morti e distruzione, esercita un grande fascino. Forse sempre di più lo farà, visto che ad oggi, ancora, non possiamo fare a meno di ricordare avvenimenti che si sono prodotti più di 50 anni fa, e siamo sempre disposti a disquisire su di essi. Sentimenti nobili e abietti, moderni e stantii, si accompagna(va)no alle discussioni in merito alla Guerra… Quella con la G maiuscola, non tanto per il bilancio dei morti (comunque disastroso) ma perché su quel terreno si scontravano 2 modi di interpretare la realtà. Era lì che si giocava tutto. Per fortuna la vittoria arrise agli Alleati, che (oltre alla diffusione della gomma americana) riuscirono a radicare nelle menti confuse dei nostri predecessori, l’amore per la libertà e la democrazia.
La storia è scritta dai vincitori e, stavolta, la si narra attraverso il più moderno mezzo di comunicazione: il videogioco. A narrarla, nuovamente, sono gli Statunitensi, che in questo caso si compendiano nei Gearbox.
Videogioco e cinema: ancora loro.
Inutile arricciare il naso. Il cinema e i videogiochi saranno sempre più un tutt’uno. Fino dai primi secondi avvertiamo quell’odore di fumo e terra bagnata, che ci ricorda alcune produzioni cinematografiche (Band Of Brothers in primis, oltre all’ormai onnipresente pacchetto gustativo di Salvate Il Soldato Ryan), che ormai hanno inciso la narrazione della seconda guerra mondiale, come Bruce Lee e il cinema dei Kung Fu movies. Le somiglianze non si fermano certamente qui. L’”odore” è, probabilmente, quello che è più facile da avvertire come elemento “non-originale”.
Ma se lavoriamo meglio possiamo anche, e senza troppo sforzo, scorgere, su tutta la narrazione, quel taglio emotivo a cui ci hanno ormai abituato i suddetti filoni cinematografici. E’ denso questo elemento, mentre impugnamo il Pad e ci accingiamo a farci strada fra le fila dei soldati tedeschi. I doppiaggi hanno, quasi, del miracoloso. Non sono, ovviamente, ai livelli cinematografici, ma sanno rendere bene quel clima di arresa e a tratti schizofrenica disperazione che, comprensibilmente, serpeggiava nelle fila dei combattenti. Non sarà raro assistere a dialoghi (tradotti, per chi non l’avesse capito, dall’inglese all’italiano) che adoperano un registro lessicale quantomeno… colorito. Ma quello che stupisce è che i doppiatori siano riusciti nell’impresa di riversare un certo pathos nelle battute dei personaggi. Ci dobbiamo sempre ricordare che una cosa è doppiare la voce di un espressivo attore in carne ed ossa e ben altro è donare la voce a qualcosa che non esiste nel concreto e che non sempre può definirsi “espressivo”. Non dovreste comunque avere timore riguardo alla credibilità dei vostri compagni, visto che saranno delineati abbastanza bene sotto il profilo psicologico. Unico appunto che si può muovere alla resa drammatica dei modelli è che, anche nelle fasi di concitata guerriglia, i nostri compagni terranno stampata sul volto una certa serenità. Non il massimo…
Un concept meritevole, ma…
Il gioco si presenterà nella veste di un FPS, ma si distinguerà in maniera percettibile da questo filone, grazie allo studio di una componente tattica. Di cosa consta questa componente tattica?
Essenzialmente, non sarà niente di nuovo, poiché di componenti tattiche legate alla seconda guerra mondiale ne abbiamo già viste. Tuttavia ci può apparire interessante questa nuova veste di un videogioco ispirato alla seconda Guerra Mondiale. Avremo a disposizione, durante le nostre missioni, dei “reparti” che ci affiancheranno e seguiranno gli ordini che noi impartiremo tramite la pressione dei grilletti destro e sinistro. Avremo a disposizione truppe che saranno adibite ad “inchiodare” dietro ai ripari i soldato nemici (elemento centrale, e alla lunga forse monotono in questa produzione), oltre ad altre amenità, come i reparti corazzati. Muoveremo i nostri alleati sul campo attraverso un piuttosto comodo, ma a volte impreciso, segnalino che apparirà con la pressione del grilletto destro. Se punteremo il segnalino su di un reparto nemico, i nostro compagni cominceranno a vomitare piombo sui suddetti reparti, costringendoli a trovare velocemente un riparo e a rimanervi “inchiodati”, con la conseguenza che non avranno la possibilità di rispondere al fuoco. Quindi avremo tutto il tempo necessario per cercare una via di accerchiamento, sia muovendoci noi in prima persona, sia comandando ad altri reparti nostri alleati di muoversi in una data posizione, di modo che abbiano modo di uccidere i nemici “inchiodati”.
Come si evince, l’elemento strategico gioca un ruolo decisamente essenziale, che dovrà avere modo di essere ben gestito. Ma, come possiamo immaginarci, la visuale in soggettiva, non è quella più adatta per questo tipo di cose… Come fare? Ovvio che alla Gearbox avessero le idee ben chiare riguardo alla cosa, visto che hanno previsto una sorta di mappa tattica da attivare con la pressione del tasto “back”. Peccato che tale mappa sia gestita in modo non del tutto convincente. Tale mappa, infatti, non permetterà di visualizzare liberamente il campo, e saremo forzati a studiare le posizioni dei nostri nemici in maniera un po’ scomoda. L’unico modo col quale possiamo avere una visione utile delle truppe nemiche è quella di “selezionarle” in un menu in fondo alla schermata, dopodiché il gioco le inquadrerà. “Cosa c’è di scomodo?”, ci si può domandare. Scomodo è il fatto che, con la pressione del tasto “back”, la telecamera si esternerà dalla vostra visuale e salirà a volo d’uccello per una ventina di metri (salvo la possibilità di uno zoom, decisamente fine a sé stesso), con la ovvia conseguenza che si frapporranno, tra di voi e la truppa che vorrete visualizzare, gli elementi dello scenario. In un gioco ambientato solitamente in paesaggi più o meno rurali, tali elementi sono sovrabbondanti, e a poco vale l’idea di “bucare” l’elemento dello scenario per visualizzare la truppa, se poi detto elemento coprirà la totalità dell’ambiente intorno alla suddetta. Insomma, spesso si sarà costretti a ripetere qualche volta alcune sezioni, perché non avremo un’idea ben chiara della situazione, cosa che è di primaria importanza.
Difetto ulteriore è che, a volte, il segnalino col quale impartiamo alle truppe gli ordini sul punto in cui devono muoversi, non risulterà del tutto preciso, fatto che, unitamente ad alcuni episodi di idiozia artificiale, vi manderà, talvolta, su tutte le furie. Sarà possibile assistere allo sterminio dei vostri compagni perché hanno preso posizione al di là di un ostacolo che avrebbe dovuto servirgli da riparo. Altre volte il vostro segnalino (che, per chi non l’avesse capito, si sposterà sul terreno come una sorta di mirino al laser) si camufferà con l’erba e voi andrete sulla fiducia dell’Intelligenza Artificiale che non si dimostrerà sempre all’altezza.
Oltretutto, come già accennavamo più su nella recensione, alla lunga il meccanismo dell’ “inchiodare” diverrà un tantino scontato e ripetitivo, visto e considerato che gli scenari non offriranno poi tutta quella possibilità di sbizzarrirsi in manovre tattiche, poiché decisamente votati ad un gioco molto lineare, a causa della loro eccessiva semplicità strutturale (anche se il design risulta gradevole).
Nulla di nuovo sotto il sole:
Forse sembrerà un po’ penalizzante, ma ci è sembrato che alla Gearbox abbiano voluto focalizzarsi sull’atmosfera, piuttosto che sull’aspetto puramente tecnico. Lungi da noi considerare il lavoro sull’aspetto tecnico, un lavoro fatto male. Non è così. Tutto è stato svolto seguendo ciò che il buon senso detta in materia di “giochi WW2”. Scelta cromatica azzeccata (tutti i colori sono spostati sul verde), animazioni abbastanza credibili, volti dei personaggi sufficientemente caratterizzati e discretamente animati.
Non si può fare a meno, però, di notare come questo titolo si attesti in una posizione di mediocrità, nell’attuale scenario videoludico, sotto un punto di vista tecnico.
Per completezza, segnaliamo comunque l’effetto abbastanza suggestivo di “temporaneo smarrimento dopo un esplosione in prossimità del nostro personaggio”. Si oscurerà e ammutolirà tutto, salvo poi ricomporsi lentamente, sul nostro schermo, la scena di battaglia.
Una cosa che abbiamo particolarmente gradito è la presenza di una sezione extra particolarmente accattivante. In suddetta sezione, man mano che andremo avanti col gioco, si sbloccheranno foto, commenti e filmati relativi alla seconda guerra mondiale, ai suoi personaggi, ai programmatori, allo sviluppo del gioco stesso etc. etc. Per sbloccare tutto, si renderà indispensabile completare i vari quadri ottenendo alcuni risultati. Non male come Extra, visto che storicamente si documenterà tutto lo sbarco in Normandia (il tutto vissuto da una compagnia aviotrasportata Statunitense).
Il gioco sarebbe potuto risultare molto interessante, nel suo concept, ma purtroppo sono presenti almeno due difetti, di una certa consistenza.
Essi constano di due pecche a livello di struttura del gameplay (difetti, solitamente, pesanti).
Il primo è il succitato problema della ripetitività dell’azione di gioco (il meccanismo “inchioda-aggira-uccidi” vi stancherà alla lunga). Il secondo riguarda la scarsa “struttura” dei livelli di gioco. Essi risulteranno fin troppo “tiranni”, poiché lasceranno veramente poco alla vostra creatività. Questo, quindi, comporterà un certo stile di gioco “spalmato” sullo scenario. Vogliamo dire che l’azione sembrerà fin troppo pilotata, permettendo di poter superare i quadri tramite l’esecuzione di step che percepiremo come “prefissati”.
Se la Seconda Guerra Mondiale vi affascina, potete prenderlo, visto che, da un punto di vista storico, il lavoro è ineccepibile (sono stati consultati diversi archivi e rapporti di guerra).
Se cercate UN gioco sulla seconda guerra mondiale, potete prenderlo.
Se cercate un gioco di grande struttura, prestate attenzione. Potrebbe annoiarvi velocemente. Oggi possiamo ripiegare su ben altro.
VOTOGLOBALE7.5

Brothers in Arms

Disponibile per: XBOX | PS2 | PC
Brothers in Arms - XBOX
Tipo: ND.
Brothers in Arms
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ND.
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