Dragon's Lair 3D > Recensione
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Dragon's Lair 3D - Recensione

Inviato il 20/03/2004 da Redazione
Da qualche anno siamo ormai abituati a
leggere sulle scatole dei videogiochi l'età limite sotto la quale è
sconsigliabile l'utilizzo di un determinato prodotto. Sulla copertina di
Dragon's lair 3D si sarebbe dovuto indicare 30+ e viene da pensare che quel 3+
che spicca sulla copertina sia solo un errore di stampa. Certo non ci riferiamo
ai contenuti del gioco, del tutto accessibili anche ai più giovani
videogiocatori, ma piuttosto al target che i programmatori della Ubi Soft
avevano in mente quando hanno messo in cantiere questo prodotto. Infatti tutti
coloro che hanno più di trent'anni, e che fin da ragazzini hanno sentito
pulsare la passione per i videogiochi, all'epoca solo da bar o poco più, non
possono dimenticare l'arrivo nelle sale giochi del 1983 di Dragon's Lair, il
primo gioco su laser disc, come allora veniva pubblicizzato. In realtà si
trattava di una serie di filmati che si attivavano se il giocatore di turno
interveniva con tempismo sui comandi, ma l'effetto che portò con sé fu
esplosivo: file interminabili, e lire, all'epoca si usavano quelle, che
andavano via come il pane.
Cosa è cambiato
Sono passati vent'anni e nulla è cambiato. O
meglio, la storia è sempre quella: il prode cavaliere Dirk è chiamato a salvare
la bella principessa Daphne (ma anche nel 1983 era così svestita?!), dalle
grinfie del mago Mordroc e del drago Singe che l'ha rapita (ancora non si è
capito cosa ci trovino dei draghi in queste fanciulle, oggi più procaci di un
tempo). Per fare questo dovremo entrare nel castello pendente dove la
principessa è stata imprigionata e superare ogni genere di ostacolo per giungere
fino all'amata. Questo il riassunto del filmato che ci accoglie al primo avvio
del gioco. A questo punto dovrebbero cominciare i cambiamenti, vent'anni non
possono essere passati invano: i cambiamenti ci sono, ma certo non quelli che
sarebbe lecito aspettarsi. Come dice il titolo l'avventura è a tre dimensioni,
e già dal punto di vista grafico la realizzazione si presenta buona, ma nulla di
più. I personaggi sono in cell-shading al contrario dello sfondo su cui si muove
l'azione, e la resa non è delle più felici. Peraltro l'ambientazione quasi
sempre al chiuso semplifica il lavoro dei programmatori, ma anche l'occhio
vorrebbe la sua parte. Non mancano comunque ambientazioni ben riuscite ed anche
coinvolgenti. Il gioco è accompagnato da una serie di numerosi brani musicali
che si alternano nell'accompagnamento dell'azione, ma il sonoro va poco più in
là. C'è da chiedersi se il nostro eroe non abbia perso la favella in qualcuno
dei suoi epici scontri, perché l'unica cosa che sa fare è sottolineare con
suoni gutturali e senza significato i suoi movimenti. Al contrario chi parla
molto è la principessa che fin dal vostro ingresso nel castello vi guiderà
dandovi consigli ed indicazioni utili attraverso un amuleto. Daphne parla in
inglese, ma tutto sarà reso più semplice dalla sottotitolazione in
italiano.
Salta.... ti ho detto: salta!!
Ma il punto su cui il titolo della UbiSoft mostra evidenti lacune è
il controllo di gioco, spesso assai impreciso. Una circostanza che assume
particolare rilievo se si pensa che la gran parte dell'azione si svolge tra
salti, trabocchetti, passaggi tra liane che spesso non vi riusciranno perché il
vostro paladino avrà deciso di fare qualcosa di completamente diverso da quello
che avete cercato di comandargli lasciando così che, in certe situazioni, la
frustrazione faccia la sua impassibile comparsa. Non vi preoccupate però, ogni
volta lo scheletro di Dirk riprenderà vita e vi permetterà di riprovare ancora.
Peraltro tutto il gioco è una fiera dei più classici ostacoli e trabocchetti del
genere: salti, enigmi, piattaforme che si muovono, martelli che tentano di
schiacciarvi, stanze che si riempiono d'acqua e chi più ne ha più ne metta. In
questo senso il gioco non si può certo classificare breve, però una certa
sensazione di ripetitività inevitabilmente assalirà parte dei videogiocatori.
Contribuisce a questa sensazione il sistema di combattimento, che si riduce ad
una serie di pressioni del tasto x nella più tipica applicazione dello stile:
dove colpisco, colpisco. D'altronde se funziona, perché cambiare?, si saranno
chiesti i programmatori... ma è davvero così?
I bei tempi che furono
Resta però, e questo è
indubbiamente il punto di forza del gioco, quell'effetto nostalgia che non può
non prendere chi abbia giocato a Dragon's Lair nelle sale giochi. I personaggi
sono gli stessi, le ambientazioni anche e molte scene e stanze riproducono
fedelmente quelle viste nell'ormai lontano 1983. Come dimenticare la scena del
disco che cade nel vuoto o quella dell'armatura che picchia con la spada sulla
scacchiera elettrica? Insomma, un prodotto consigliato ai giocatori non tanto
smaliziati, o a quelli, ormai con qualche capello bianco, che vogliono poter
dire “io c'ero” e rivivere i bei tempi andatiÂ... ed in fondo non fa mai
male.

Dragon’s Lair

Disponibile per: NDS | iPhone | PS3
Dragon’s Lair - XBOX
Genere: Azione
Tipo: DSiWare
Distributore: Distribuzione digitale
Costo iPhone: 3,99€
Data di Pubblicazione:
NDS: 01/01/2010   
Dragon’s Lair
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