FABLE: An Evil > Speciale
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FABLE: An Evil - Speciale

Inviato il 05/11/2004 da Redazione di Everyeye Network
Non ritornerò sulle motivazioni, anche se credo
che molte siano legate ad una decisione di "chiudere" Fable in tempo, ma sono
diversi i punti in cui ci troviamo in situazioni ambigue. Ed una di queste, per
me, è la storia ma soprattutto i personaggi in sè. Il gioco ha una cura
SPAVENTOSA: ogni locazione è semplicemente perfetta nei colori, nell'impatto
visivo, ed i personaggi che le vivono sembrano tutti dotati di vera vita
propria. Si alzano, mangiano, si fermano a parlare, aprono i loro negozi,
espongono le merci, i bambini vanno a scuola, la sera vanno nei pub e poi,
quando sono stanchi, tornano a letto, alzano le coperte e si mettono a dormire.
Dal punto di vista del gameplay quindi sono goveranti da un'eccellente IA.
Perchè dunque non dotarli di una cosa tanto banale quanto veramente distintiva
come un nome proprio? Innammorarsi di un pg, corteggiarla/o, arrivare a
sposarla/o, arredare casa insieme, andarci a letto, e tante altre interazioni
molto personali che fanno sentire quel personaggio "vivo", per me sono
fortemente rovinate dal fatto che poi quel personaggio per noi non ha nemmeno un
nome. Con chi sei sposato? Con quel PG che ha il vestito rosa e vive nella terza
casa a Oakvale, si può rispondere. Sinceramente, poter dire "Mary di Oakvale"
avrebbe avuto per me un senso molto più profondo. E la cosa, ahimè, è presente
anche nei PG principali. La storia non è particolarmente brillante, ma nemmeno
troppo male, i personaggi invece, caratterizzati visivamente in maniera
ottimale, sono proprio anonimi. Partono con poco o nulla background, vi seguono
in alcuni punti, fanno una comparsata e poi scompaiono nella storia. Tempo per
affezionarci praticamente zero. Possibilità di conoscerne un pò di più la loro
personale vita, basse. Alla fine il gioco diventa veramente quasi esclusivamente
incentrato sul player-eroe. Le sue gesta riconosciute, il tempio in gilda che
guadagna affreschi dei momenti epici, i bardi che cantano le nostre imprese, ma
siamo sempre noi, ed in questo forse il titolo "Project Ego" era decisamente più
azzeccato.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
Teleport, maledetto teleport
Ed eccoci ad uno dei punti che più mi ha infastidito: il teleport.
L'eroe difatti guadagna molto presto la capacità di recallarsi (gergo
"UltimaOnline style" per indicare la possibilità di teletrasportarsi verso una
locazione) in ogni momento e quindi l'esplorazione ne viene fortemente
influenzata. Inutile dire che già a metà gioco ci troveremo a sfruttare
l'opportunità per raggiungere la locazione più vicina a quella dove dobbiamo
andare, per poi attraversare solo 2/3 locazioni. Questo distrugge molto il senso
di mondo, elimina il senso di avventura ed accorcia la longevità del gioco. E'
vero, è una POSSIBILITA', non un obbligo, ma io lo avrei limitato. A questo
punto però occorreva limitare anche lo spawn perchè uscire da una locazione,
rientrare il secondo dopo, e ritrovarla nuovamente piena di mostri non è il
massimo anche in termini di realismo. Spingere l'esplorazione e dosare lo spawn
(magari assimilarlo a quello delle città), sarebbe stato migliore, permettendo
sia un ritmo più tranquillo, sia un senso di continuità maggiore. Ed a
peggiorare le cose ci pensa la vostra gilda. Perchè? Semplice....
Corri al tavolo 8!
Se c'è
un'altra cosa veramente odiosa è la vostra gilda. Non farete in tempo a
terminare una quest che ad intervalli molto brevi la gilda vi dirà "C'è una
nuova carta missione per te". Ok, potete far finta e non sentirla, ma è ovvio
che è il gioco stesso che vi trascina a correre a seguire le quest. La cosa è
deleteria per tanti aspetti. Innanzitutto il gioco si brucia in fretta, non si
ha il tempo di assaporare i mille dettagli spesi nel rendere il mondo vivo, in
alcuni casi vi farà perdere quest secondarie che scompaiono col progresso della
storia e, in combo col problema precedentemente descritto, la storia in Fable
diviene un: prendo la quest, teleport al posto, risolvo la quest, riteleport
alla gilda. Non proprio il massimo in un rpg. E difatti Fable riesce a mostrarsi
più nei momenti di pausa, che il giocatore è quasi obbligato ad affrontare, dove
viene finalmente fuori il vero lavoro fatto dai BBB e l'eccezionalità stessa
del titolo. Giocatelo "correndo" come il gioco vi permette di fare, e come un pò
vi trascina anche a fare, e vi troverete con un buon gioco con poco di
speciale.

Fable

Disponibile per: XBOX
Tipo: ND.
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