Grand Theft Auto: San Andreas > Recensione
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Grand Theft Auto: San Andreas - Recensione

Inviato il 22/07/2005 da Andrea "Solid Snake" Ranaldo
Non c’è più religione! O come minimo, sono cambiati i tempi. Come dimenticare la leggendaria epoca dei 16 bit, in cui gli arcirivali Sega e Nintendo si battevano a suon di esclusive? In questo modo la scelta del giocatore per una delle due contendenti lo obbligava a “sacrificare” qualche KA, ma perlomeno ogni console godeva di una propria identità. Con l’avvento dei 128 bit, invece, il processo si è invertito: eccetto i titoli programmati da first e second parties, ormai il panorama videoludico è quasi integralmente occupato dai titoli multipiattafforma, che saltuariamente godono delle attualissime “esclusive temporali”. Gta: San Andreas, da sempre icona del divertimento made by Sony, fa parte di questa lunga schiera di “finto elitarismo”, e dopo diversi mesi approda, per sommo gaudio dei “crociati verdi”, su Xbox.
Viulenza!
Probabilmente si è esagerato a considerare Gta un danno per la crescita dei bambini (addirittura Hilary Clinton si è battuta per estromettere dal mercato il prodotto di Rockstar Game), ma sicuramente è uno dei giochi più “political incorrect” che la storia ricordi. Per chi avesse vissuto sulla luna in questi ultimi anni, vi ricordo che Gta, nato su Psone, vi mette nei panni di un delinquente che vagando per città ricreate nei minimi dettagli, deve svolgere delle missioni via via più impegnative per racimolare qualche soldino e progredire nella storia.
La trama di questo San Andreas è rimasta invariata rispetto alla versione Ps2: ambientato nel 1992, in un’ America in cui la rivalità fra bande di quartiere è all’ordine del giorno, vestirete i panni di Carl Johnson, che dopo aver tentato fortuna altrove, è costretto a ritornare alla terra d’origine per investigare sul misterioso omicidio della madre. Si rivolge così ai componenti della sua ex banda, la Orange Grove Families, ma la temutissima gang che aveva lasciato è soppiantata da un gruppo allo sbaraglio sbeffeggiato dal resto della città. Proprio il ritorno di Cj è la molla per la riscossa, che si realizzerà, ovviamente, con atti intimidatori, azioni criminali e tanta, tantissima violenza gratuita.

Editor mon amour
Parliamoci chiaro: pur essendo ben caratterizzato, il buon Cj non si avvicina minimamente al carisma di Tommy Vercetti, protagonista dei precedenti capitoli. Tuttavia la Rockstar ha pensato bene di inserire alcuni elementi tipici degli RPG che permettono di personalizzare il protagonista. Come tutti i cristiani, anche Carl avrà bisogno di mangiare se non vuole stramazzare al suolo stecchito, ma col rischio del caso: se infatti lo farete abbuffare, ingrasserà a dismisura, perdendo notevolmente in velocità; se invece lo costringerete a pesanti sessioni di palestra, il fisico ne beneficerà, e la prestanza porterà anche ad un accrescimento del proprio sex appeal (perché anche i delinquenti hanno dei sentimentiÂ...). Ma esisteranno anche boutique, in cui è possibile crearsi un proprio guardaroba, e barbieri, in grado di realizzare i tagli più disparati (e assurdi). Tutto ovviamente ha un prezzo, ed inizialmente non avrete il denaro necessario per realizzare il malvivente dei vostri sogni; tuttavia vi basteranno poche ore di gioco per avvicinarvi al vostro modello ideale.

Grand Theft Auto: San Andreas

Disponibile per: PS2 | PC | XBOX
Grand Theft Auto: San Andreas - XBOX
Tipo: ND.
Grand Theft Auto: San Andreas
7.5
8.5
10
9.5
79 voti
8,5
ND.
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