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Halo 2 - Recensione

Inviato il 16/12/2004 da Redazione di Everyeye Network
Halo Combat Evolved condusse nel nuovo secolo quel genere ludico che, grazie in buona parte a Bungie, sta diventando il più amato anche al di fuori dell’ambito PC. Attingendo a volontà dall’esperienza dei grandi First Person Shooters
precedenti, ricamò sui loro punti di forza quell’armonioso “tutto” capace di elevarsi a capolavoro, nonostante una quantità di imperfezioni difficilmente riscontrabile in altri titoli considerati tali. A differenza di buona parte dei giochi che usiamo investire dell’appellativo più ambito, infatti, Halo edificò la propria magnificenza non tanto sull’impermeabilità da difetti, quanto sulla densità dei pregi. Forte di un organico raddoppiato (65 persone) e di un budget di staturacinematografica (20 milioni di $), Bungie Studios ha lavorato alacremente per tre anni, perseguendo l’assai ostico obiettivo di consegnare ai videogiocatori un prodotto in grado di superare, e spesso di schiacciare il suo predecessore sotto ogni punto di vista. E ci è riuscita. Signore e signori, date il benvenuto al nuovo benchmark del videogame blastatorio.
Master Chief raddoppia
Senza nulla togliere al valore incommensurabile delle altre stelle che illuminano il 2004, chi ama l’azione concitata, la visuale in prima persona e le atmosfere fantascientifiche ad ampio respiro, ricaverà da Halo 2 quanto di meglio possa
chiedere ad un videogioco: un’infinita serie di grandiose battaglie collettive, ed un’esperienza single player destinata a rimanere incisa negli annali. Lungo i 13 stages che compongono quest’ultima, si snoda una trama sci-fi degna di un
kolossal hollywoodiano, nella quale la difesa del nostro pianeta dall’offensiva aliena è soltanto il primo dei tasselli che vengono svelati. Eroismo, tradimento, intrigo, ripetuti colpi di scena e persino una spruzzata di tenero sentimento articolano la sceneggiatura di Halo 2. Una storia ad alta tensione, capace di tenere sempre vivissimo l’interesse del giocatore/spettatore; ora gasandolo, ora riempiendolo di dubbi, ora facendogli sfiorare la soglia dell’incredulità. E se la sostanza si rivela di primissima fattura, non si può dire peggio della forma: la regia delle cut-scenes, di livello non lontano dalle più blasonate produzioni orientali, è miscelata sapientemente a quella geniale narrazione in-game degli eventi che già tante volte mozzò il fiato nel prequel. Navi da guerra che solcano il cielo per cercarvi ed attaccarvi; esplosioni che illuminandolo testimoniano l’infuriare della battaglia; conversazioni via radio, e a tu per tu con l’Intelligenza Artificiale Cortana, che raccontano il misterioso ed entusiastico scorrere degli eventi. Halo, sebbene rimanga il degno ispiratore del suo seguito, soccombe quindi anche dinanzi all’eccellenza narrativa raggiunta da quest’ultimo. Pur presentando un contesto che, nel campo della fantascienza, non brilla certo per originalità, Bungie riesce a plasmarlo e a padroneggiarlo con invidiabile disinvoltura, riuscendo a mostrarlo a tuttotondo, tramite la brillante intuizione di farlo vedere e vivere dalle due luci opposte. La magistrale compenetrazione gioco-storia, dunque, genera naturali riflessi su alcune meccaniche, corroborando di ulteriore qualità un gameplay che già di suo è, seppure forse non il più innovativo, certamente quanto di più perfetto si possa trovare oggi in campo FPS. Anzi, direi che la dicitura First Person Shooter inizia a calzare stretta a Halo 2, cui sento forse di inquadrarne meglio il concept se lo definisco New-Generation Combat Game.

Proseguendo, infatti, sul binario rivoluzionario di Halo (primo titolo capace di soddisfare ambo i palati) questo nuovo capolavoro riesce ad intersecare ancor più massicciamente elementi tipici da gioco PC con elementi ricorrenti nei
titoli console. La fortemente incrementata alternanza fra sezioni da affrontare a piedi (con una rigorosa visuale in soggettiva), ed ampi tratti ove si è incentivati a procedere a bordo di uno dei molti veicoli (giocando in terza
persona), è soltanto la più riconoscibile delle suddette sinergie. Le quali trovano un altro evidente esempio nella scelta di eliminare il segmento a blocchi dell’energia vitale (e relativi medikits), velocizzando la ricarica dello scudo energetico: in questo modo, Bungie applica alla meccanica di gioco sia un ulteriore rilievo tattico, sia un boost d’immediatezza. I molti che hanno giocato al prequel avranno già un’idea del feeling ludico che saprà trasmettere loro questo titolo. Tatticismo, immediatezza, riflessione, furore, sono gli ingredienti concentrati in un cocktail irresistibile, in grado di pompare nel giocatore una sensazione di potenza senza eguali nel panorama degli action-games. Uno strumento eccellente per esplodere la propria furia combattiva, a discapito dei fondoschiena alieni, è costituito dall'utilizzo simultaneo di due armi. Dual Wielding significa deliro di onnipotenza.
Sbaragliare un gruppo di sbarramento Covenant, coniugando plasma e proiettili, regala soddisfazioni di caratura picchiaduristica. Vuotare i caricatori di due Sub machine guns su quel malcapitato mostriciattolo volante che ha osato
cogliervi alle spalle, vi spingerà a ripetere le barbare urla di Ferruccio Amendola in Rambo. Come tutte le novità introdotte da Halo 2, tuttavia, il Dual Wielding gode anche dei suoi efficaci risvolti tattici. Essendo la mano sinistra
impegnata altrimenti, attacco corpo a corpo, lancio di granate ed estrazione dell'arma di scorta comportano il disfarsi della bocca da fuoco mancina. Intelligente, in tal caso, il fatto che il gioco lasci automaticamente nella destra del proprio avatar l'arma meno scarica (qualora se ne stessero utilizzando due dello stesso tipo). D'altro canto, con un sapiente sfruttamento dei grilletti si può alternare l'uso di due armi, di modo che mentre si dà fondo al caricatore di una, si cambia quello dell'altra (o se ne attende il raffreddamento): questa tecnica consente un approccio più onchisciottesco che mai, specie agli scontri sulla media distanza, andando a beneficio del divertimento e della varietà del gameplay. Laddove è raddoppiato lo spettro delle scelte d'attacco, altrettanto ha fatto la quantità di strumenti offensivi utilizzabili. Bungie, infatti, non si è limitata a ricalibrare il già folto arsenale di Halo, bilanciandone meglio le caratteristiche, ma ha inserito svariati nuovi ferri del mestiere, senza peraltro commettere la diffusa imprudenza di non giustificarne esistenza ed impiego mediante un'adeguata diversificazione delle situazioni ludiche. E' facilmente intuibile che il pezzo forte si trovi ora nella Energy Sword, spada laser con cui gli Elite che la brandivano, causarono più d'un grattacapo durante la prima sortita di Master Chief. Ora sarete voi a studiarne le qualità di taglio, operando su quegli squamosi e luccicanti cadaveri che matureranno la folle idea di affrontarvi in spazi angusti. La Energy Sword non è un'arma qualunque. E' uno stile, una filosofia. Se l'incantevole fucile di precisione viene giustamente considerato come l’indice di Marte, la scintillante spada è senza dubbio il suo dito medio. Perché ogniqualvolta un nemico si presenterà irriverente al vostro cospetto, e voi sguainerete la spada, ascoltandone il fruscio elettromagnetico, è l’elegante “fuck” del dio della guerra che gli starete mostrando. Accingendovi a riesumare quel frammento di Hayabusa sempre presente in voi. Efficace espediente per far sentire a casa anche i più estremisti giocatori da console, è il disinserimento della visuale in prima persona occorrente quando si è alla guida di un veicolo.

L’angolo della camera si solleva e si allontana, stabilizzandosi lungo la bisettrice tra un’ottica a volo d’uccello ed una pseudosoggettiva da tergo. Grazie anche all’ingegnoso sistema di controllo, mutuato da Halo ed ulteriormente potenziato, il giocatore meno talentato nella meccanica in soggettiva troverà nella guida e nel combattimento su mezzi un’ampia sede ove rinfrancarsi. Potrete scorrazzare su e giù per il campo di battaglia di gran carriera, raggiungendo rapidamente i compagni bisognosi di fuoco amico, se avrete con voi la moto aliena Ghost (magari dopo averla abbordata al volo, e cacciatone a pedate il precedente ospite). Ingaggerete coreografici duelli ad alta quota, eludendo le manovre offensive nemiche mediante loop e piroette, una volta saliti sul caccia Banshee. Il mitico veicolo alieno corazzato, quel Wraith finalmente utilizzabile, e soprattutto il devastante carroarmato marine Scorpio, consentono di fronteggiare imponenti sbarramenti ed assalti di massa, plotoni di fanti nemici ed intere squadriglie aeree. Ad ogni buon conto, nella generosa offerta della nuova concessionaria, la palma di mezzo più versatile resta nelle mani del mai abbastanza lodato Warthog. La reincarnazione della storica jeep lunare beneficia di un restyling tecnico-meccanico atto a renderne più funzionale la fruizione, il che si rivela oltremodo necessario, avendo questa volta a che fare con una complessità ed un’interagibilità ambientali di categoria superiore. A bordo del Warthog, vi apparirà agevole abbattere postazioni e ingaggiare feroci duelli col nemico, mentre vi spostate celermente su suoli accidentati, trasportando commilitoni da una zona all’altra.
Altrettanto comoda e duttile si dimostra la sua controparte aliena, piccolo capolavoro di design Covenant, che se non arriva a divertire quanto il Warthog, è soltanto a causa della sua levitazione propulsiva, giocoforza incapace di
regalare sensazioni paragonabili al caro vecchio pneumatico che sgomma e derapa nel fango, nella neve, nell’erba, sul metallo, ed in tutte le superfici dei tanti, vari ambienti in cui potrete servirvene. In Halo 2, infatti, si attraversa un’eterogeneità di ambientazioni a dir poco stupefacente. Ritroviamo la contrapposizione tra la stazione spaziale umana, con la sua alternanza di corridoi grigi e hangar spigolosi (ora arredati con oculati tocchi floreali), e
quella Covenant, in cui tutto, dagli angusti cunicoli alle mastodontiche sale multipiano, è lucido e tinteggiato di viola. Lo scenario urbano di Mombasa vi vedrà protagonisti di guerriglie al cardiopalma, fra gli anfratti e le rovine della Città Vecchia, nonché di folli corse nelle autostrade del sottosuolo, alla riemersone dal quale avrete a che fare con ciò che vi attende nella Città NuovaÂ...
Il punto forte di un contesto scenografico sempre oscillante fra l’ottimo e l’eccellente, si scopre ancora una volta nell’ambientazione naturale. Ora evocativo giardino di templi in stile Maya, piuttosto che di esagerate costruzioni futuristiche, ora lussureggiante cornice di battaglie à la Rambo, la vegetazione di Halo 2 rischia seriamente di prosciugare le ghiandole salivari, già in crisi dinanzi a quasi tutte le altre, meravigliose locazioni. Esplorerete crateri vulcanici e ghiaioni innevati, conoscerete i magnificenti stili architettonici di differenti civiltà galattiche, e vi soffermerete spesso ad alzare lo sguardo, contemplando estasiati alcuni fra i panorami più epici che si siano mai potuti ammirare in un videogioco. Durante la creazione dell’aspetto scenografico di Halo 2, la megalomanìa di Bungie deve aver viaggiato a braccetto con il suo spirito innovatore, perché essa non si è limitata ad imbottire i suoi ambienti di lussuosa tappezzeria, ma si è prodigata per intarsiarvi un’interazione egregia. L’engine fisico di Halo 2 è ben istante, naturalmente, dalle rivoluzionarie features del Source di Valve; tuttavia riesce ad affiorare di qualche spanna al di sopra degli altri FPS, incluso il prequel, non essendo impiegato al solo scopo di riprodurre in modo convincente i sobbalzi di un veicolo o gli effetti di un’onda d’urto sulla marmaglia circostante. Certo, servirsi di un lanciarazzi per catapultare spocchiosi Elite a venti metri di distanza resta spassoso nonché spettacolare. Cionondimeno apprezzerete fragorosamente, ad esempio, la possibilità di appostarvi su di una sporgenza e distruggere un Ghost nemico facendogli cadere addosso, nel momento in cui vi passa sotto, un pesante cassone metallico. Con ottime probabilità di regalare all’autista un biglietto di sola andata per l’Inferno. Il pregevole ventaglio di soluzioni che offre il motore fisico di Halo 2, compatibilmente con la conformazione dello scenario, s’insinua nella ricetta dell’antico gameplay, cancellandone i segni del tempo, rinvigorendone l’attualità ed amplificandone varietà, profondità tattica e soprattutto divertimento. Notare, poi, che i personaggi controllati dalla CPU sono perfettamente consci di come sfruttarlo, allarga notevolmente lo smisurato sorriso già disegnato sul volto del giocatore. Dimenticatevi Halo, dimenticatevi Far Cry e pure l’ottimo Half-Life 2: l’Intelligenza Artificiale di Halo 2 è la più complessa ed evoluta mai apparsa in un videogame. Non si avvicina ancora a qualcosa di vagamente realistico, e non è certo scevra di imperfezioni: occasionali blocchi al singolo algoritmo che governa il comportamento di un personaggio, depotenziano all’improvviso (e talvolta azzerano) le capacità senzienti di quest’ultimo. Ma si tratta, come detto, di bachi isolati, incapaci di scalfire lo stupore che si prova assistendo a decine di NPC, compagni ed avversari, che agiscono e reagiscono in maniera così squisitamente sveglia. Tanta avanguardia si esprime secondo un folto mazzo di variabili comportamentali. Non pensate di salvarvi dalla carica di un Hunter frapponendo mobilio tra voi e lui, perché non esiterà a mulinare i suoi possenti montanti per aprirsi un varco. Se inseguite un Elite dietro il suo riparo, e svoltato l’angolo vi ritrovate con un palmo di naso, aguzzate bene i sensi: il soldato alieno potrebbe già trovarsi dietro di voi. Oppure, potrebbe essere rimasto appiattito contro la parete, forte della mimesi ottica di cui è capace, attendendo l’istante propizio per sbucare dall’ombra e trafiggervi a tradimento. E badate di tenere a freno i vostri sentimenti quando scorgerete un piccolo Grunt rannicchiato in un cantuccio, che tremebondo per il furore della battaglia si nasconde il nasconde il viso con le mani: non è detto che la paura e la tremarella gl’impediranno di piazzarvi una granata al plasma tra le scapole, una volta che, mossi a pietà, vi sarete voltati lasciandolo in vita. Miriadi di avversari furbi, rapidi, organizzati, che con l’incremento del livello di difficoltà, aumenteranno in quantità, potenza di fuoco, riflessi, astuzia e forza fisica. Fortunatamente, per arginare le loro straordinarie doti combattive, godrete spesso dei servigi di una valida squadra di supporto. Non carne fresca per le fauci della legioni nemica. Non folli insubordinati che escono da un paravento e si gettano arrembanti, pistolina in mano, in una strada controllata dai cecchini avversari. I vostri nuovi teammates sapranno quando fornirvi un fuoco di copertura, quando effettuare azioni diversive e quando ripiegare dietro a protezioni più o meno improvvisate. Avrete la facoltà di delegare ad un compagno la conduzione di un veicolo, dedicandovi così all’artiglieria, e fidando serenamente che egli conosca la strada da percorrere e che sappia gestire con le opportune manovre anche la situazione più complicata. Assai utile, inoltre, è la possibilità di scambiare la vostra arma con la loro; a patto che non cerchiate di rifilargliene una scarica, s’intendeÂ... Allorquando vi ergerete sul retro del Warthog, cannoneggiando i cattivi di turno, non tremate per i colpi che la fauna nemica avrà messo a segno sul vostro corpo: il pilota compirà intelligenti manovre evasive all’abbassamento dello scudo energetico, girando al largo fino a che non si sarà ricaricato. Constatare la precisione con cui l’AI amica intuisce ciò che vorreste comandarle, agendo di conseguenza, vi lascerà frequentemente compiaciuti. Ma nei livelli più avanzati del gioco avrete modo di restare ancor più basiti, e di carpire chiaramente la vastità delle routines di Intelligenza Artificiale sviluppate da Bungie.

Accedendo ad alcune aree, vi scoprirete spettatori di gladiatorie battaglie tra opposte fazioni aliene. Se riuscirete a raggiungere un’alcova, un buio anfratto dove celare la vostra presenza, con un po’ di fortuna potrete assistere
indisturbati a duelli davvero interessanti e, talvolta, addirittura istruttivi. E nonostante la sbalorditiva credibilità manifestata dagli scontri tra le AI aliene, vi basterà ripetere la medesima sezione per verificare la messa al bando
di qualunque sorta di script. E’ superfluo, poi, sottolineare che, sebbene la lotta continuerà ad infuriare tutt’attorno, una volta scorti diverrete voi l’epicentro bellico della zona. Perché voi siete il Demon. Siete il terrore
dell’esercito Covenant. Siete il giustiziere degli infingardi Brutes, siete la spina nel fianco dei malefici Profeti. Sulle vostre spalle di carne ed acciaio, poggiano le speranze non solo dell’Umanità. Ma dell’intero Universo.

Halo 2

Disponibile per: XBOX | PC
Halo 2 - XBOX
Genere: FPS Sparatutto in prima persona
Sviluppatore: Bungie
Distributore: Microsoft
Halo 2
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ND.
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