La Negazione della Modernità > Speciale
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La Negazione della Modernità - Speciale

Inviato il 04/12/2002 da Redazione
"Via, via,
via", ""Sono dovunque!" Le voci dei Covenant tradiscono paura. Halo, livello
leggendario. Sono nascosto dietro un pilone. La Warthog a pochi metri da me, ma
un intenso fuoco di sbarramento mi costringe ad attendere. Tensione, adrenalina,
il sangue freddo sembra non bastare. Voglio cambiare la carte in tavola, una mia
decisione repentina e mi involo verso la jeep. Un lanciarazzi mi ha nel suo
mirino, ma riesco ad evitare il primo colpo. Sto per salire sulla Warthog, ce
l'ho quasi fatta,
"- ma non hai ancora finito - ? "
Una voce, non di un avversario, non di un Marines, ma esterna al gioco,spezza la
magia.
"- Spegni quei giochini che mi serve il televisore -"
L'assalto dei Marines è finito. Dove i Covenant e i Flood hanno fallito, riesce
un terzo nemico, più oscuro , più subdolo, e infinitamente più potente. Colei
che ci ha dato la vita. Nostra madre.
Non è un mero scontro generazionale
quello che si consuma sui videogiochi. Non è una questione di non condividere
alcune vedute. E' un problema più profondo, a mio parere quasi insanabile, è
una spaccatura concettuale che contrappone un'avanguardia(la nostra
generazione) ad un conservatorismo intellettuale che segna i nostri
predecessori. Voglio subito arrivare al punto chiave. Il valore discriminante è
l'interattività. Intesa come una sorta di libero arbitrio, come una possibilità
di agire di fare le nostre scelte all'interno del media stesso. La differenza
abissale tra la televisione (o il cinema) e i videogiochi risiede in questo. Per
quanto predefinita sia una trama o uno schema di gioco, io interagisco dentro di
esso andandone a modificare le caratteristiche, le modalità di sviluppo gli
eventi ma soprattutto imprimendo al mezzo stesso la mia visione, la mia
concezione, il mio stile di gioco.Poco importa che ciò che io faccio vada poi a
buon fine nell' ambito della riuscita della missione o dell'obiettivo
propostomi. L'importante è che io, il mio Ego, venga coinvolto e stimolato in
un'esperienza attiva, al contrario del concetto del "subire passivamente" che
impongono gli altri due media considerati, cinema e TV.
Pensateci. In fin dei
conti, la TV offre l'immediatezza,la comodità , la staticità, il
"preconfezionato", il "ready-made". C'è anche qui, è vero una scelta, ma essa è
effimera, è una scelta fra uguali, ogni canale che potenzialmente possiamo
scegliere ci propone lo stesso standard,ci impone la stessa accettazione passiva
di programmi simili se non identici senza possibilità di interazione. Stesso
discorso che può essere fatto per il cinema, fuori o dentro casa. Una volta
scelto il film o il DVD da guardare sul divano,la nostra possibilità di decidere
finisce,siamo costretti a "subire" gli eventi, non c'è interazione tra noi e
l'oggetto del nostro divertimento. La caratteristica intrinseca e fondante dei
videogiochi, ovvero l'azione attiva, è ciò che secondo me spaventa e allontana
la generazione precedente e la fa chiudere in un rifiuto categorico del nuovo
mezzo di comunicazione.
E' strano però,sembra che la generazione prima di noi
non disdegni in toto il concetto di "nuovo". Il telefono cellulare, ad esempio
ha fatto breccia in maniera devastante nell'inconscio della gente, abituandola
ad avere un contatto diretto e continuo con la tecnologia avanzata, con l'High
Tech. I nuovi sistemi di riproduzione sonora in Dolby Surround sono stati
accettati in quanto estensione e miglioria dell'esperienza del
"preconfezionato", ovvero di TV e riproduttori di DVD. Eppure persiste un
rifiuto, uno strano ostracismo, una "negazione" del sistema videoludico da parte
dei nostri predecessori, che sembra temano la ventata di novità generale che
potrebbero portare i videogiochi. Ma che cosa in realtà allontana la gente
comune da questa "rivoluzione" dell' intrattenimento culturale ?
A mio parere
è l'ignoranza. Non considerata come valore negativo in sè, ma intesa come
"non-conoscenza", la "non esperienza di qualcosa", il non aver mai tentato di
capire o almeno di avvicinare il nuovo media. Spesso vi sarete chiesti il perchè
di tanto astio nei confronti di qualcosa che non si capisce, che non si vuole
affrontare. " - Sono solo dei giochini, cose da bambini - " ; una delle frasi
più ricorrenti che gli "adulti" affibiano all'intero mondo dei videogames. Ma
perchè quasi nessuno di essi ha il coraggio di provarli, questi "giochini", di
vedere cosa propongono, quali emozioni diverse possono dare rispetto alla TV ?
Considerano i videogiochi come l'essenza della futilità,del nulla, della
perdita di tempo. Ma non lo è forse anche la Televisione? Lo standard odierno
delle nostre trasmissioni ci permette di elevare la TV al di sopra dei
videogiochi in quanto ad esperienza, ovvero sperimentazione di emozioni ? Se
essi credono che la televisione non sia portatrice di soli valori negativi,
allora anche i videogiochi potrebbero avere qualche cosa di positivo da
trasmettere.

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