Prince Of Persia Spirito Guerriero > Recensione
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Prince Of Persia Spirito Guerriero - Recensione

Inviato il 05/02/2005 da Redazione di Everyeye Network
Tanto
tempo fa, nell'arco di dodici mesi una casa di sviluppo riusciva
tranquillamente a produrre un videogame d'alto livello. Pensate, ad esempio, ai
quattro principali episodi per Sega Mega Drive della saga di Sonic The Hedgehog:
tutti capolavori indiscussi, usciti nell'arco di tre anni e mezzo risicati.
Oggi, nell'era del mass market, della grafica 3D, dell'audio posizionale e
dello stoccaggio su DVD, sono ben poche le softco ancora in grado di permettersi
una tale frequenza d'uscite. E in linea di massima, quelle capaci di aggiornare
una stessa saga ludica annualmente, senza limitarsi a riciclare il capitolo
dell'anno precedente, si contano sulle dita di una mano.
Ubi Soft siede di diritto tra queste. Dimostrando di vantare uno dei più
efficienti management del mondo degli sviluppatori, la softco Franco-Canadese
riesce ad intercambiare le sue abili squadre di programmatori, mantenendo fra
loro oculati vincoli collaborativi.
In tal modo, riesce non solo a produrre un'elevata quantità di giochi validi,
ma anche ad aggiornare periodicamente le sue saghe, introducendo svariate
novità.
Una formula guerriera
Prince Of Persia Spirito Guerriero, seguito di quel The Sands Of Time
ispirato alla leggendaria saga di Jordan Mechner, beneficia massivamente della
politica in questione. E' un Prince Of Persia indubbiamente anomalo, che farà
storcere il naso ad alcuni, e farà sentire profumo d'aria fresca ad altri.
Ma indipendentemente da come percepirete la variazione di atmosfera e l'aumento
in percentuale dei combattimenti, non potrete restare indifferenti dinanzi al
lavoro che è riuscita a compiere Ubi Soft in un tempo così ridotto. Spirito
Guerriero scaraventa nel cestino il simpatico look disneyano sia del vecchio
capitolo, che del suo stesso protagonista.
Il nuovo principe è più accattivante, più dark, più segnato dalla lotta e dalla
sofferenza, oltre che dall'inesorabile destino di morte che pare attenderlo.
Più che una fiaba per ragazzi, sembra uscito da un cupo poema fantasy (il
richiamo ad Aragorn diventa a tratti ineluttabile).
La scadente voce di Gabriel Garko non gli dona affatto, ma la qualità media del
doppiaggio italiano di videogiochi non lo fa apparire mediocre come in assoluto
risulterebbe.
Il principe esplora e combatte in un'isola che continua, giocoforza, ad
echeggiare antica Persia, ma l'alternanza fra ambienti fastosi e luoghi tetri e
crudi è piuttosto sferragliante.
Questa alternanza viene spesso narrativamente giustificata, mediante i viaggi
temporali che il protagonista deve compiere per sfuggire al proprio fato di
morte. Peccato non sia propriamente una motivazione bastante a placare
l'amarezza di coloro che avrebbero sperato di ritrovare l'aladinesca
ambientazione de Le Sabbie del Tempo.
Tuttavia, che aveva sensibilmente preferito Ninja Gaiden di Tecmo, potrebbe
restare ben compiaciuto dei grossi passi avanti effettuati nella sede
combattiva. La quantità di mosse e di combo realizzabili è stata
considerevolmente incrementata, grazie anche all'inedita facoltà di avvalersi
di una coppia di armi.
Gli elemento dello scenario che potrete sfruttare per compiere coreografiche
manovre d'attacco e di difesa, disorientando efficacemente alcuni avversari (se
sarete abbastanza abili, imparerete a coglierli da tergo e tagliare loro la
gola), appaiono assai più densamente implementata nella meccanica ludica.
Combattimenti a raffica, dunque, ad arricchire un Prince Of Persia che, ad ogni
buon conto, non rinuncia affatto alla sua brava dose di enigmi. Sebbene più
frequentemente inframmezzati da duelli all'arma bianca, infatti, sono rimasti i
corridoi a zigzag, irti di tagliole, spincioni seghe circolari semoventi e
strumenti di tortura d'ogni sorta, pronti a coglierci di sorpresa od a
solleticare il tempismo del nostro pollice.
Sono rimaste le camere naturali in cui arrampicarci e balzare da una roccia
all'altra, nonché i giganteschi stanzoni in stile mediorientale ricchi di
colonne, travi, sbarre su cui volteggiare, tende su cui scivolare, e funi con
cui dondolarsi.
Potere del tempo
L'alternanza tra azione e riflessione è settata ad un ritmo meno compassato
rispetto al prequel, ritmo che viene scandito da una colonna audio stavolta hard
rock, ma sempre baciata da sonorità tipiche delle Arabian Nights. La qualità
della musica fa il paio con quella degli effetti, funzionale e piacevole, ma non
certo ottimale.
Sotto il versante video, il nuovo Prince Of Persia continua a distinguersi per
l'assoluta bontà delle animazioni, per la buona fattura degli effetti
particellari e per ingegnosa distribuzione delle risorse dell'engine sui vari
elementi grafici. In generale, rimane un titolo multipiattaforma tecnicamente
sopra la media.
Certamente, se il capitolo dello scorso anno poteva lasciare compiaciuti perfino
i nababbi giocatori di Xbox, dopo aver tuffato gli occhi nella regale argenteria
di Ninja Gaiden, tornare a quella grafica restituisce oggi un'implacabile ed
inesorabile sapore di antiquariato.
Discorso che vale in generale anche per la formula di gioco: Ubi Soft, anziché
potenziare quella che aveva reso grande The Sands Of Time, ha ricorretto il
tiro, mossa da esigenze di mercato, costruendo rapidamente un prodotto sì
globalmente alla sua altezza, ma in verità meno capace di sorprendere, perché
non riesce a sostenere gli standard imposti, oramai diversi mesi addietro, dalla
pietra miliare di Tecmo.

Prince of Persia: Warrior Within

Disponibile per: NGC | PS2 | XBOX | PSP | iPhone
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: Ubisoft
Costo iPhone: 2,39€
Pegi: 12+
Lingua: Tutto in Italiano
Data di Pubblicazione:
NGC: 03/12/04   
iPhone: 26/06/2010   
Prince of Persia: Warrior Within
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ND.
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