Shenmue II: > Speciale
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Shenmue II: - Speciale

Inviato il 31/07/2003 da Luigi "BadBoy" Busetto
Cosa dire su Shenmue? Un gioco del quale si è detto tutto, tra le tante e più comuni cose è stato definito come “la poesia fatta videogioco” oppure “lo stato dell’arte dei videogiochi”. Sono solo esagerazioni oppure c’è una base di verità? Queste affermazioni non sono esagerazioni ma sono senza dubbio condivisibili e il nostro scopo è proprio quello di cercare di portarvi nel mondo creato da Yu Suzuki, un mondo fantastico dove la realtà incontra il sogno, dove la purezza incontra l’equilibrio dell’universo (per entrare già in atmosfera di pensiero orientale). La saga di Shenmue è infatti tutta orientale e lo spirito di questa antica e saggia cultura viene sprigionato da ogni singolo pixel del gioco.
L’universo di Shenmue (perché di universo si tratta) racchiude a sua volta diversi microcosmi indipendenti l’uno dall’altro che sommati tutti assieme portano a questo videogioco/esperienza epocale. Cosa ha di speciale questo Shenmue allora? La prima cosa che verrebbe da dire, anche se banale, è la cura per i particolari sconcertante, presente e straripante in ogni schermata, incessantemente dall’inizio alla fine del gioco. Sotto questo aspetto, Shen Mue si pone ben al di sopra della media, ed il giocatore stesso, che pur deve solo limitarsi a “giocare passivamente”, si sente come improvvisamente investito da un’onda furiosa. Particolari che non si limitano ad essere solo visivi, ossia venendo a ricreare un ambiente di gioco estremamente credibile, reale e vivo, ma che si nascondono dietro ogni sfaccettatura della trama, dietro ogni parola o espressione facciale di un qualunque personaggio. La cura per i particolari è di certo importante, ma pur essendo questa una verità cristallina, sarebbe troppo facile liquidarla come
l’unica causa di ciò che rende Shenmue speciale, mentre ci sono decine di cose altrettanto importanti da menzionare. Shenmue è un piccolo/grande universo che al suo interno ospita un mondo vivo, un universo che ha storie da raccontare, un universo che racchiude sentimenti, delusioni, gioie, malinconie e soprattutto un'universo nel quale è fortissimo il tema dell’amicizia, spesso velata, sussurrata, altre volte più esplicita ma sempre e semplicemente amicizia, nel suo senso più genuino e puro. Nel corso dei due capitoli infatti molte sono le amicizie da stringere, alcune di breve durata, altre più profonde, ma tutte lasceranno il segno, ponendo l'accento sul doloroso tema del distacco. Questo succede quando Tom ci da notizia della sua partenza per gli Stati Uniti, mentre noi, in partenza dal Giappone in direzione Hong Kong, siamo è costretti a ripensare a Fuku-san, a Goro, a Ine-san, a Guhizang e, soprattutto, comprenderemo che non vedremo più Nozomi; tutto ciò solo nel primo episodio.

Nel secondo invece saremo costretti a malincuore ad una serie di dolorosi addii a persone importanti come il piccolo Wong, la simpatica Joy , il mascalzone e compagno di avventure Ren, la piccola e allegra Fang Mei, la malinconica
Xiuying; tutti personaggi composti da insignificanti pixel ed esistenti solo all’interno di un asettico DVD, personaggi che riescono però addirittura a guadagnarsi uno spazio nel cuore del giocatore, grazie ad una complessità emotiva per ognuno di loro davvero eccezionale. Numerose saranno quindi le amicizie, altrettanto numerosi gli addii, in Shenmue le fotografie (e nella versione Xbox anche la possibilità di scattare foto in qualsiasi momento) sono
quasi indispensabili per ricordare gli amici oppure anche solamente i luoghi visitati, le avventure vissute, per mantenere sempre vivo il ricordo di un’esperienza indimenticabile. Abbiamo ormai appurato alcuni motivi per i quali
Shenmue è una saga unica, ma sarebbe tale senza la magia delle pioggie improvvise nel porto di Yokosuka, senza le lievi e soffici nevicate che si posano su Skuragaoka e che il giorno seguente lasciano le loro tracce nei tetti della case e negli alberi, senza la luce radiosa del mattino, la malinconia del tramonto, il tocco di sogno della notte accompagnata da timide stelle. Questa magia Shenmue la deve ai pescatori di Hong Kong che passano la loro giornata in attesa che qualche bel pesce abbocchi, la deve ad ogni singolo lavoratore di ogni piccolo negozio pronto a raccontare qualche storia, oppure a quando nel tardo pomeriggio si vedono gli stessi negozianti chiudere le proprie attività, salire in bicicletta e andarsene a casa per un meritato riposo. Questa atmosfera viva e trasognante Shenmue la deve a maestri di arti marziali felici di insegnarci a maturare lo spirito e la tecnica, la deve ad una foresta di una
bellezza incantevole e mozzafiato, al volo aggraziato e libero di un’aquila, alla furente voglia di vendetta trasmessa al giocatore, alla maturazione interiore ed esteriore che il giocatore vive attraverso Ryo. Tutto ciò Shen Mue
lo deve alla tristezza di un addio. Per non parlare dello scorrere del tempo.

stupendo è vedere il cielo iniziare a tingersi di arancione al tramonto, donando a tutto l’ambiente circostante un tocco più profondo e intimo. Al sopraggiungere del crepuscolo invece si apre tutto un altro mondo, che si prepara per la vita notturna, con luci che accompagnano il nostro cammino, rendendo l’atmosfera ancora una volta diversa, ancora una volta nuova e bellissima. Come abbiamo fatto notare precedentemente, la Saga di Shenmue si svolge nell’antico e mistico Oriente (o almeno i primi due capitoli), più precisamente in Giappone e Cina.

Oltre agli elementi visivi che testimoniano lo stile orientale del gioco, anche le musiche sono tipiche di questa cultura, sempre aggraziate e mai indiscrete. La colonna sonora spesso svole un ruolo di accompagnamento velato ai nostri
spostamenti e vicende, solo il tema principale del gioco, riproposto più volte ed in diverse versioni , spicca su tutto il resto, bellissimo e dolce, capace di entrare nel cuore del giocatore che mai si stanca di ascoltarlo. I primi respiri
dell’opera avvengono in Giappone, nella casa di Ryo a Sakuragaoka, piccolo paesino vicino alla comunque non grandissima Dobuita. Questo piccolo microcosmo è ricreato in ambiente realistico e verosimile: non sono i luoghi ad essere belli ma il modo in cui sono realizzati (Suzuki si è limitato a ricreare una piccola cittadina giapponese, senza inserirvi falsi fasti) che rendono la realizzazione impeccabile, riportando su schermo una paese vivo e pulsante,
bellissimo nella sua normalità estetica. Alcune cose possono essere considerate delle piccolezze, come gli orari di apertura e chiusura dei negozi, il vedere la gente che durante la giornata svolge le proprie mansionii ndipendentemente dalle nostre azioni, in realtà sono solo finezze che si perdono in un mare di altre finezze, così come accade nel ondo reale, dove l'immagine complessiva del tutto è data da tanti piccoli particolari. Non a caso all’inizio del gioco dovremo cominciare a prendere coscienza di chi siamo, del luogo in cui viviamo, delle persone che ci sono vicine; è un momento rappresentativo del rapporto simbiotico che si instaurerà tra Ryo ed il giocatore stesso. Non a molti sarà capitato di lavorare in un videogioco: in Shenmue è possibile, così come è possibile aspettare l’autobus nell’apposita fermata per andare al lavoro o girovagare per la città senza uno scopo preciso, per esempio passando delle giornate intere nella sala giochi giocando ad Hang-On o Space Harrier (nel secondo capitolo
anche ad After Burner e Out Run), o, ancora, cimentandosi in sfide a braccio di ferro, di dadi, prove di forza, oppure cercando di battere qualche record a freccette.

Piacevole sarà scoprire cosa si cela dietro ogni singola porta di case o negozi, scoprire le persone che vi sono dietro, le storie che hanno da raccontare. Ma se la magia orientale è presente nel Giappone del primo episodio, lo è molto più nel secondo nel quale i fatti si svolgono nella Cina dei primi anni 80, inizialmente ad Hong Kong, luogo in cui si mescola modernità a tradizione. E’ proprio nel ricreare la più antiche e grandi delle civiltà orientali che Suzuki
ha realizzato qualcosa di indimenticabile, tanto grande quanto equilibrato, tanto sfarzoso quanto in armonia con il tutto. E’ ad Hong Kong che ogni cosa passa ad un livello superiore, con quartieri stupendi e diversi l'uno dall’altro, ognuno con le proprie peculiarità e bellezze, ognuno con la propria gente, con i propri negozi. Le differenze paesagistiche da un piccolo e tranquillo paesino ad una metropoli si nota non solo riguardo agli ambienti, è
lo stesso giocatore/Ryo che si sentirà inizialmente frastornato dal caos al quale non è ancora abituato e, come accaduto in precedenza, sorge immediatamente la necessità di prendere conoscenza e coscienza del posto nel quale si dovrà permanere per un certo periodo di tempo. Proprio ad Hong Kong il concetto di universo nell’universo si concretizza più che mai, con un grandissimo numero di negozi sparsi per ogni quartiere, con moltissime persone intente a tirare avanti e a vivere la propria vita nel miglior modo possibile. Ogni cosa fa storia a sé e fa parte della storia al tempo stesso. Ogni singolo elemento, anche il più insignificante, è stato inserito da Yu Suzuki e proprio questo è il motivo per il quale Shenmue ed i suoi luoghi pulsano vita ed energia costtante, perché il tutto è assimilabile alla realtà in un modo sconosciuto ai videogiochi fino all'avvento di Shenmue. Passeggiando per i vari quartieri della città si può ammirare di tutto, dai deliziosi alberi rossi ai templi che si insediano tra qualche grande palazzo, quasi nascosti; le persone occupate a fare spese al mercato oppure bambini che giocano felici e spensierati al sole, persone molto gentili disposte ad accompagnarci in qualche luogo di cui si va in cerca, fantastiche architetture che sembrano poter straripare bellezza da un momento all’altro. Bellissime sensazioni anche a Kowloon, città della Cina situata in luogo abbastanza sperduto, posta sull’estremità di un monte, tanto povera quanto stupefacente; è il luogo nel quale maggiormente è visibile la sottile convivenza tra antico e moderno, tra civiltà del presente e dinastie del passato. A Kowloon si ha realmente la sensazione di essere in un posto sperduto ma comunque molto attivo. Enormi costruzioni ormai segnate dagli anni sembrano parlarci se ad ogni sguardo, stagliandosi maestose e fendendo l’aria; grattacieli all’interno dei quali qualsiasi cosa può accadere, all’interno dei quali chissà quante cose sono accadute e quante ne accadranno. Tutto questo lungo cammino composto da avventure, da sensazioni e da sentimenti veri e propri porta in un solo luogo identificato come il famigerato quarto GD ROM su Dreamcast, su Xbox
semplicemente come la parte finale del gioco.

Proprio questa parte finale è il momento trascendentale in cui tutto ciò che si è vissuto si accumula per poi potersi dileguare, confondere nella pace ed estrema bellezza della foresta di Guillin, percorsa assieme alla dolcissima
Shenhua. La bellezza di questa “passeggiata” è indescrivibile, l’unica cosa percettibile è la pace che circonda tutto e ci si può perdere ed abbandonare completamente nella bellezza della foresta cosparsa di splendidi fiori, di magnifiche farfalle, di grazia ed armonia. Questo è il momento di riflessione in cui Ryo è chiamato a confrontarsi con il proprio passato e con la propria coscienza, in un luogo lontano e talmente splendido dal sembrare immune al male, talmente paradisiaco dal poter infondere la pace dell’anima, e non a caso è proprio qui che Ryo ripensa ai propri amici, agli addii che ha dovuto affrontare, il momento in cui è necessario capire perché il vento ed il destino lo hanno guidato sino a quel luogo. Ogni sensazione ed ogni sentimento accumulati dal giocatore nel corso del favoloso viaggio vengono conservati gelosamente nel cuore sino a quando non si arriva alla fine del viaggio, quando ci si trova davanti all’albero denominato, appunto, Shenmue (e del quale i fiori si chiamano Shenhua). Tutto si infrange contro un muro di bellezza accecante e la pace dei sensi viene donata come per incanto, non c’è più nessun motivo di
aver timore, c’è cosi’ tanta bellezza attorno che ci si rende conto che le cose non possono andare male, che la vita è bellissima pur riservando momenti terrificanti; questo è ciò che si è indotti a pensare di fronte a tale magia, a tale poesia. Non si può rimanere indifferenti al calore e la forza emanati da queste scene. L'albero Shenmue è il simbolo della poesia del gioco stesso, viene visto solamente alla fine del secondo episodio ma quando ci si arriva ci
si rende subito conto di come il suo spirito sia dentro ogni piccola cosa presente mondo che prende il suo nome; l’albero ha in sé tutte le nostre avventure, conosce la nostra storia e da una grande sensazione di protezione, quasi quanto un padreÂ...Â...esattamente quasi quanto un padreÂ..... A questo punto, dopo tante sensazioni provate, è il momento di chiedersi se è normale che dei personaggi digitali o degli scenari artificiali possano addirittura mancarci una volta finito il gioco. La risposta è più semplice di quanto si possa pensare, Shenmue colma il nostro bisogno di sognare, il vuoto della vita quotidiana; giocando non si ha solo giocato un videogioco ma vissuto un’esperienza, affrontato un’avventura come se fosse stata nostra e non solamente di Ryo. Tutto ciò grazie al realismo maniacale riprodotto dal maestro Yu Suzuki. Di fronte ad un ambiente quasi familiare (perché estremamente reale) si ha un’immedesimazione progressiva man mano che si procede, sentendo sulla propria pelle le sensazioni che il gioco vuole trasmettere. In un certo senso Shenmue è una storia che vorremmo vivere davvero, ha le persone che realmente vorremmo conoscere e degli amici che vorremmo avere, cosi’ come per i luoghi in cui vorremmo essere stati. Tuttò questo va ben oltre ciò che basta a rendere un videogioco bello, Shenmue si pone su un livello superiore rispetto alla media in ogni cosa, basti anche far notare che i momenti riflessivi e di “sentimento” si mescolano perfettamente a scene di azione, di avventura. Non ci si trova mai di fronte al banale, al frustrante, con situazioni sempre nuove e diverse a rappresentare uno stimolo continuo. Tutto finisce in poesia, la saga è iniziata, ora ci rimane solo la speranza di poter rivedere i nostri vecchi amici, di rivedere la casa ed il paese di Ryo, di scoprire cosa il futuro riserva , di poter continuare questa magnifica, poetica e speciale avventura, Shenmue.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE

Shenmue 2

Disponibile per: XBOX | DC
Shenmue 2 - XBOX
Tipo: ND.
Sito Ufficiale: Link
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