Splinter Cell: Chaos Theory > Recensione
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Splinter Cell: Chaos Theory - Recensione

Inviato il 19/4/2005 da Giuseppe "Joe" Barrasso
Uno dei brand più acclamati degli ultimi anni, convertito persino per cellulari, è tornato per spazzare via la concorrenza ed imporsi nuovamente come leader nel campo degli stealth game e fare da apripista per le future generazioni di titoli incentrati sullo spionaggio.
Ancora una volta, dunque, non poteva mancare il one man show, avente l’ormai mitico Sam Fisher come protagonista. E’ lui che, come nelle storie precedenti, “canta e porta la croce”, ma stavolta più d’uno resterà sorpreso dallo scoprire che, in fin dei conti, Sam Fisher non è poi così asocialeÂ...
Migliorarsi ancora
Può un titolo che raggiunge le vette delle classifiche di vendita ed è osannato da pubblico e critica, riuscire con ogni nuova storia, magistralmente ideata dal famoso Tom Clancy, a coinvolgere e stupire sempre più, nonostante l’ormai collaudato e, probabilmente, vetusto gameplay? E può un collaudato gameplay essere migliorato e addirittura ampliato, offrendo nuove situazioni, nonché nuove modalità di gioco? Beh, il dubbio è presto sciolto: Chaos Theory riesce in tutto ciò, conferendo ormai un qualcosa di leggendario alla saga di Tom Clancy, grazie al perfetto connubio tra la formula collaudata di cui sopra e nuove modalità multiplayer che strizzano l’occhio sia all’offline che all’online gaming. Ciononostante la modalità “one man show”, di cui sopra, è ancora il cuore pulsante di un’avventura dai mille risvolti, accattivante e avvincente, in perfetto stile Clancy. Tanto per cambiare, dunque, il nostro agente Fisher sarà impegnato nello scovare un traffico segreto che è alla base di una crisi in Corea, con giochi di potere che si estendono fino in America Latina. Ovviamente Sam sarà solo nell’arco di 10 livelli costellati da missioni primarie e obiettivi secondari che faranno convergere la storia verso la soluzione di un intricato puzzle politico. La base di partenza di un gioco complesso e articolato come questo è sicuramente un buon tutorial, che strizza l’occhio ai neofiti ed esplica le nuove azioni a disposizione del nostro agente segreto. Una prima osservazione va fatta sull’equipaggiamento di Sam, spesso considerato sproporzionato rispetto alla natura delle missioni da lui intraprese. Stavolta, infatti, a differenza di ciò che accadeva in Pandora tomorrow, la scelta delle armi e munizioni è lasciata intermente all’utente, offrendo principalmente tre diverse categorie dalle quali selezionare il tipo di equipaggiamento che più si addice allo stile di gioco e alla missione che si va ad affrontare. Ovviamente le 3 scelte comprendono una versione più “leggera”, orientata cioè all’azione silenziosa e perciò arricchita di oggetti che favoriscono lo spionaggio vero e proprio, quali telecamere ad infrarossi da sparare sui muri per controllare alcune aree o proiettili silenziosi che dispensano scariche elettriche, una “Rambo-style”, ricca quindi di munizioni per le armi da fuoco (ogni commento è superfluo), ed una via di mezzo raccomandata dal capitano, probabilmente la più adeguata per il giocatore comune.
Un altro aspetto interessante è l’introduzione di un arnese da cucina come il coltello molto utile in diverse circostanze (no, non per tagliare il salame), grazie all’uso che Sam ne fa per tagliare tende o per accedere attraverso barriere “friabili”, nonché caratterizzare le proprie azioni di soppiatto con una presa alla gola non più puramente “tecnica”, ma molto più cinica e “riposante”, proprio grazie all’ausilio dell’utensile sopraccitato. Che la vecchiaia inizi a farsi sentire anche per il nostro eroe?
Provaci ancora, Sam!
E’ frustrante e avvincente allo stesso tempo affrontare una missione nei panni di Sam Fisher. Un connubio mistico è quello che spinge ogni videogiocatore ad essere attratto da quel disco per provarci ancora una volta e ancora di più a sfidare il “videoromanzo” di Tom Clancy, dimostrando così a se stessi di potercela fare. Importante, dunque, per alcuni vitale, la possibilità di immortalare la propria posizione all’interno di uno stage per poter ripristinarla in seguito in caso di fine prematura del gioco. Quante volte avrete imprecato a causa del fatto di dover ricominciare tutto daccapo! Bene, Ubisoft è di nuovo con voi e continua ad offrirvi questa splendida opportunità che, a nostro avviso, favorisce, e non poco, l’avvicinamento verso questo genere di titoli da parte anche del famigerato “casual gamer”. Fatta questa puntualizzazione per quelli che non lo sapessero, passiamo ad analizzare nel dettaglio l’azione vera e propria. Va detto innanzitutto che l’AI dei personaggi è migliorata sensibilmente. In Chaos Theory, infatti, le sentinelle non inizieranno a sparare all’impazzata e a correre verso Sam al primo rumore, bensì verranno semplicemente messi sul chi va là e portati ad investigare al fine di avere conferma delle loro sensazioni (tutto ciò, ovviamente, a patto che il nostro alter ego nel gioco non si esponga eccessivamente). A tal proposito si aprono dunque diversi scenari che favoriscono quindi la scelta del giusto approccio. Mettere semplicemente in allerta una guardia non significa provocare un allarme ed avere in men che non si dica tutto l’esercito addosso, ma semplicemente destare sospetti e portarla a compiere giri di perlustrazione, utili al nostro Sam per osservare nell’ombra i suoi movimenti e poter agire con il giusto timing. Spegnere una luce, ad esempio, in un luogo presidiato, porterà le guardie ad insospettirsi e a domandarsi cosa o chi può essere stato, spostandosi così dalle loro postazioni.
Sta a voi, dunque, decidere come agire e, come sempre ma ancor di più, questo terzo capitolo della saga lascia aperte diverse porte per arrivare a compimento di ogni missione. A tal proposito è d'aiuto l'utilizzo alternativo che può essere fatto della pistola, al fine di disattivare gran parte dei congegni di allarme o sorveglianza.
In aggiunta a quanto detto, va segnalata la presenza di ben 4 opzioni per aprire una porta: si va dalla leggera pressione, all’entrata con calcio in stile poliziotto, passando per la possibilità di spiare attraverso la serratura con un cavo ottico e la classica apertura dell’uomo comune.

Splinter Cell: Chaos Theory

Disponibile per: NGC | PS2 | XBOX | PC | NDS | N-Gage
Splinter Cell: Chaos Theory - XBOX
Tipo: ND.
Data di Pubblicazione:
NGC: 01/04/2005   
PS2: 01/04/2005   
XBOX: 01/04/2005   
PC: 01/04/2005   
N-Gage: 01/04/05   
NDS: 01/07/2005   
Splinter Cell: Chaos Theory
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