Tom Clancy's: Rainbow Six Black Arrow > Recensione
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Tom Clancy's: Rainbow Six Black Arrow - Recensione

Inviato il 30/09/2004 da Redazione
Che cosa hanno in comune Tom Clancy
e Ding Chavez? Il primo (noto scrittore americano che da anni collabora con
UbiSoft) si occupa di scrivere storie di fanta-politica contornate da terroristi
vari e situazioni al limite dell’umana concezione. Il secondo, si trova
‘costretto’ (con armi, bagagli e squadra di supporto al seguito) a sventare i
piani criminosi partoriti dalla fervida fantasia del primo. L’unico dettaglio
degno di nota dell’intera vicenda è che, forse, il secondo ne farebbe volentieri
a meno. Ma questa è un’altra storia...
RS3 vs. RSBA
L’accoppiata vincente UbiSoft - Tom
Clancy rientra in grande stile, a distanza di un solo anno da Rainbow Six 3,
‘regalando’ a tutti gli amanti del genere, questo Black Arrow che ripropone
tematiche, concept di gioco collaudato ed un comparto audio-video di tutto
rispetto, ereditato dal predecessore. Sostanzialmente Black Arrow si differisce
da Rainbow Six 3, per l’introduzione di nuove modalità online, dieci scenari ed
una storia inedita; quindi possiamo parlare tranquillamente di un’espansione del
titolo originale (visto anche il prezzo di vendita particolarmente contenuto) e
non di un titolo a se stante. Per i novizi del genere, Black Arrow, rientra in
quella sfera di sparatutto tattici a squadre che hanno letteralmente invaso il
mercato Xbox e PC, proponendo una quantità impressionante di titoli in parte
validi, ma dal concept di gioco molto similare. Sostanzialmente in Black Arrow,
il nostro compito consisterà nel portare a termine un determinato numero di
missioni, a capo di un gruppo di una squadra d’elite, scaraventati in situazioni
assolutamente fuori del comune, in evidente inferiorità numerica rispetto al
nemico di turno, con un rapporto nemico-amico che il più delle volte rimane
costante sul 10 a 1.

Dimenticate però i vari ‘Rambo’ e ‘Terminator’ di turno. Voi non siete
invulnerabili ed il nemico è pronto, lì ad aspettarvi, armato di tutto punto e
con un solo imperativo comune: eliminarvi. Mettiamo in conto che molto spesso,
la nostra squadra sarà costretta a salvare ostaggi, disinnescare bombe ed agire
senza essere scoperta, risulta piuttosto chiara la tipologia di gioco cui si sta
facendo riferimento.
L’esperienza single player..
La modalità in single player comprende dieci missioni
(affrontabili con tre gradi differenti di difficoltà) legate l’un l’altra dalla
trama principale del gioco. Ciascuna missione è comprensiva di un certo numero
d’obiettivi da portare a termine (liberazione d’ostaggi, disinnesco di ordigni,
operazioni di sabotaggio), obiettivi ben descritti nel briefing iniziale che ci
accompagna in ciascuna missione. Generalmente ogni missione sarà affrontata con
l’intero gruppo di compagni al seguito (tre oltre al protagonista controllato
dal giocatore); molto spesso però alcune missioni andranno affrontate con il
gruppo ridotto o addirittura in solitaria. All’inizio di ciascuna operazione
sarà possibile armare il Leader con una moltitudine di ‘giocattoli’ che spaziano
dal fucile Dragunov (cecchino) al potente M1 (fucile a pompa, letale nel
combattimento ravvicinato), passando per vari fucili mitragliatori (G3A3) ad
armi secondarie (pistole, mitragliette) senza dimenticare granate a
frammentazione, incendiarie, stordenti, fumogene, lacrimogene e per concludere
l’immancabile maschera anti-gas. La dotazione standard di ciascun Rainbow
comprende inoltre: visore notturno e ad infrarossi, molto utili in caso di
scarsa visibilità. Affrontare una qualsiasi missione del gioco, richiede una
certa dose di pianificazione, soprattutto per quanto concerne gli ordini
impartiti alla nostra squadra. E’assolutamente indispensabile agire rimanendo il
più possibile coperti, sfruttando le numerose posizioni strategiche offerte
dall’ambiente di gioco. E’ altresì assolutamente sconsigliato affrontare una
mappa passeggiando tranquillamente allo scoperto ed esponendo a rischi inutili
il nostro gruppo, anche perché la durata della ‘passeggiata’ avrebbe un decorso
negativo istantaneo, portando irrimediabilmente alla morte dell’intero gruppo.

Ding Chavez (il leader, controllato direttamente dal giocatore) sarà abilitato
ad impartire una serie di ordini ‘passivi’ alla propria squadra, ordini volti
sostanzialmente alla copertura di una determinata zona o semplicemente di
avanzamento, ed una serie di ordini ‘attivi’ come l’irruzione ed eliminazione di
terroristi barricati all’interno di locali chiusi. Come già menzionato in
apertura, spesso l’appoggio della squadra, risulterà di vitale importanza per
non far correre rischi inutili al Leader; molto spesso però, la missione
richiederà un impegno di forze ridotte o addirittura dovrà essere affrontata in
solitario, aumentando di conseguenza il grado di difficoltà e costringendo il
giocatore alla pianificazione sistematica di ogni singola azione di
gioco.

Rainbow Six 3

Disponibile per: NGC | PS2 | XBOX | PC
Rainbow Six 3 - XBOX
Genere: FPS Sparatutto in prima persona
Sviluppatore: Ubisoft
Pegi: 18+
Data di Pubblicazione:
PS2: 26/03/2004   
NGC: 25/06/2004   
Rainbow Six 3
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ND.
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