U-Turn: Tom Clancy's Splinter Cell > Speciale
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U-Turn: Tom Clancy's Splinter Cell - Speciale

Inviato il 17/01/2004 da Redazione
Sentire l'emozione del
silenzio, il respiro dei nemici, fondersi con le tenebre per poi agire. Simili
sensazioni sono difficili da trasmettere in qualunque lungometraggio, figurarsi
in un videogioco. Qualcuno ci è riuscito. Far provare qualcosa alla persona che
è dall'altra parte dello schermo è spesso l'unità di misura utilizzata per
riconoscere il successo. Lo sanno bene i programmatori di un qualunque
videogioco, e dimostrano di saperlo a pieno titolo quelli della Ubisoft. A
distanza di un anno circa ci proponiamo di analizzare queste sensazioni, per
capire se ancora oggi restano insuperabili, o se, forse, ci siamo fatti
trascinare in maniera eccessiva qualche tempo fa. Di quale gioco stiamo
parlando? Lo avete già capitoÂ...
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
Splinter Cell, la rivoluzione
“Stealth”: dall'inglese, “procedimento
segreto” - “segretezza”. Un tempo ci divertivamo mangiando palline in un
labirinto o sparando a fantomatiche navicelle spaziali; oggi vogliamo il brivido
dell'imprevisto, provare le emozioni dei grandi eroi o cimentarci nei lavori
più difficili. Moderni 007 si moltiplicano a vista d'occhio, concentrati su uno
schermo col sudore ghiacciato sulla fronte. Evasione. Pericolo. Solitudine. Un
uomo contro tutti e una missione per cui vivere o morire. Splinter Cell valica i
confini raggiunti con Metal Gear Solid e ci porta ben oltre. Un concept semplice
e profondo al tempo stesso, atmosfere contagiose. Gli inglesi la chiamano
“immersion”, non a torto, poiché vestire i panni di Sam Fisher è come tuffarsi
in un nuovo mondo senza ricordi di quello precedente. La trama, gli scenari e la
perfetta localizzazione guarniscono quasi alla perfezione quello che
apparentemente può sembrare un semplice dvd. Chi ha letto i libri di Tom Clancy
sa bene di cosa stiamo parlando: un genio che ha oltrepassato i confini
esistenti tra videogioco e letteratura, fondendoli in maniera armoniosa ed
essenziale. Sì, perché il peso della storia non si farà mai sentire nel corso
della nostra missione e avremo sempre la sensazione di godere di un “libero
arbitrio videoludico” mai ottenuto in precedenza. Anche il respiro spesso sarà
nostro nemico, e pigiare i tasti del joypad diventerà quasi un'arte nell'arte,
che potrebbe estromettere a pieno titolo gli “smanettoni” da Tekken e Fifa. Qui
tocchiamo un altro tasto: Splinter Cell, capolavoro di spionaggio, è un prodotto
per tutti? Probabilmente no, ma non per questo può essere considerato un gioco
d'elite. Il best-seller della Ubisoft può far avvicinare chiunque allo “stealth
game”, pur rimanendo nel complesso un'impresa ardua da portare a termine.
Sbloccare serrature e disattivare telecamere non è la sola abilità che bisogna
sviluppare; c'è una sottile logica, quasi invisibile, in tutte le nostre
azioni. Basta sgarrare di un millimetro, a volte, per mandare all'aria
un'intera operazione. Il comportamento dei nemici resta tutt'oggi quanto di
meglio visto in un videogioco. Dimenticate il pur eccelso Metal Gear: qui i
conflitti a fuoco sono ridotti all'osso e le persone reagiranno secondo criteri
molto più logici. Non si tratta semplicemente di camminare lungo la linea
sottile che separa le fasi stealth/non stealth; anche quando si viene scoperti,
infatti, si potrà sempre rimediare alla situazione, spesso con escamotage banali
quanto funzionali (vedi lattina lanciata per fare rumore altrove). I vari 007,
Dead to Rights e Max Payne non possono essere minimamente paragonati ad un gioco
di precisione e nervi come questo. La strategia di marketing adottata dalla Ubi
lo sta imponendo come nuovo punto di riferimento nel genere, aprendo nuovi
confini sullo sviluppo della sua trama sfruttando (e non solo) “Xbox Live!”,
grazie al quale si possono ad oggi scaricare missioni aggiuntive per il nostro
agente segreto. I modelli, le animazioni e gli effetti di luce parvero già
all'avanguardia tempo addietro, e il filone dedicato alle avventura di Sam
Fisher può essere arricchito senza il timore di riproporre qualcosa di datato, e
dal punto di vista tecnico, e dal punto di vista meramente ludico. Il doppiaggio
dell'agente, inoltre, è realizzato da uno dei più grandi doppiatori italiani:
Luca Ward, voce inconfondibile di Keanu Reeves, Pierce Brosnan e Russel Crowe,
tra gli altri. Ad oggi, dunque, Splinter Cell appare come un'operazione
commerciale solida e duratura, non solo grazie al prossimo “Pandora Tomorrow”.
Sam è ormai un'icona sulla strada dei vari Mario e Sonic, rappresentante
dell'evoluzione del videogioco, non più fatto da mondi fantastici e colorati,
bensì da situazioni iper-realistiche e simil-cinematografiche. Può apparire come
una contraddizione, ma realismo e cinema spesso si fondono e danno risultati
meravigliosi e, soprattutto, coinvolgenti. Come Splinter Cell.

Splinter Cell

Disponibile per: N-Gage | NGC | GBA | PC | PS2 | XBOX
Splinter Cell - XBOX
Tipo: ND.
Data di Pubblicazione:
XBOX: 29/11/02   
NGC: 06/06/03   
GBA: 06/06/2003   
PC: 14/11/2003   
PS2: 21/11/03   
N-Gage: 15/12/03   
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