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Assassin's Creed 2 - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Dimenticatevi di Assassin's Creed.
Prendetene, ovviamente, preamboli narrativi e personalità di spicco, giocabilità e concept, ma lasciate tutto il resto -ambientazioni, metodi e struttura- nelle scatole dei ricordi videoludici più cari (chissà?). Fatelo, perchè il secondo capitolo è davvero un gioco nuovo, diverso, profondamente distante da tutto quello che Altair ha simboleggiato. E', anch'esso, un titolo che ha un suo modo strano di suscitare emozioni private, un prodotto che sbeffeggia con divertito successo il canone videoludico moderno, ma rappresenta al contempo una cesura imponente con i metodi del primo, indimenticabile assassino. In tutti i campi: dalle maniere della sceneggiatura (stavolta molto più diluite e meno incisive) alla gestione della progressione, passando per quantità e qualità degli elementi “accessori”.
Assassin's Creed 2 non è il secondo capitolo di una trilogia annunciata. E' un nuovo inizio, il passo d'avvio su di un altro percorso, ugualmente brillante e vivido.
 
Storie di un Assassino
Assassin's Creed 2 - recensione - XBOX 360 Il finale interrotto del primo capitolo avrà pure suscitato le ire di qualche giocatore, ma se non altro aveva il merito di essere memorabile. La trama di Assassin's Creed 2 riparte proprio da lì, con Desmond Miles, ignaro discendente di una setta antica quanto il tempo, rinchiuso nei lugubri laboratori della Abstergo, pedina inconsapevole di una guerra che dura da millenni.
I primi momenti di gioco scorrono nervosi, con Desmond che, al fianco dell'affascinante Lucy, fugge dall'edificio. Trafugando, anche, i banchi di memoria dell'Animus.
Grazie ad essi, una volta raggiunto il “quartier generale” di una ridotta rappresentanza della sua setta, Desmond può “sincronizzarsi” con un altro dei suoi avi. Si fa così la conoscenza di Ezio Auditore da Firenze, protagonista di questa seconda avventura, figlio di una nobile casata fiorentina, e vissuto nel bel mezzo del Rinascimento Italiano.
Da questo momento il in poi il passaggio di testimone è quasi definitivo. In questo secondo capitolo Desmond sparisce quasi del tutto, per lasciare spazio a sequenze estese vissute nel XV secolo. La storia di Ezio comincia ai tempi della sua dissoluta adolescenza, fra scazzottate per difendere l'onore della sorella e corse sui tetti con il fratello più grande. Una vita serena, su cui si staglia però l'ombra di una cospirazione. Il padre di Ezio è infatti un rispettabile membro della gilda degli Assassini, impegnato nella sua lotta contro l'ordine dei Templari. Ufficialmente distrutto in Francia nel 1302, l'ordine è invece sopravvissuto, e continua, come ha sempre fatto, a lottare per la conquista del potere e della conoscenza assoluta.
Vittima di una congiura, il padre di Ezio ed i suoi due fratelli vengono catturati ed impiccati sulla pubblica piazza. Da allora, l'unica volontà del protagonista sarà quella di ottenere vendetta, scoprendo chi si cela dietro all'atto depravato.
In verità, indagare nell'ombra porterà Ezio a scoprire che l'attacco alla famiglia Auditore è parte di un piano ben più esteso, atto a conquistare il dominio delle più importanti città italiane. Dalla congiura dei Pazzi (a Firenze) all'ascesa della famiglia Barbarigo (a Venezia), Ezio contrasterà in prima persona l'operato dei loschi figuri che tramano nell'oscurità, in quella che sarà, a tutti gli effetti, la sua personale iniziazione.

Dovendo esaminare la qualità del plot, tuttavia, si incontrano le prime (ed uniche?) storture della produzione. Se inizialmente la leggerezza della sceneggiatura poteva essere adeguata a rappresentare i licenziosi costumi di un giovane fiorentino, andando avanti si nota che, sfortunatamente, la trama fatica a prendere corpo. Il “leit motiv” che guida Ezio è solo il proposito di vendetta, e la progressione è scandita semplicemente dalla scoperta di nuovi cospiratori, da uccidere in sequenza per raggiungere i vertici dell'organizzazione. La caratterizzazione dei comprimari, che costituiscono in questo caso una rosa abbastanza nutrita, non è ai livelli del primo episodio, così come le linee di dialogo, che appaiono molto meno evocative. I dialoghi surreali che si ascoltavano sullo sfondo bianco della memoria una volta portati a termine gli assassini, lasciano il posto a qualche scalcinata battuta, prima che Ezio ripeta la sua funerea litania (“Requiescat in pace”). Mancano insomma le dissertazioni sulla fede e sulla conoscenza, sull'obbedienza cieca e sulla redenzione. Manca quell'alone quasi “letterario”, quell'idea di “romanzo ludico” che più volte ci aveva ricordato le grandi opere storiche postmoderne (“Il nome della Rosa” su tutte). Se il primo episodio si focalizzava sul “credo” degli assassini (da cui il nome), questa appare un'avventura meno “raccontata”: tutta da giocare, insomma, incuriositi più dalla bellezza degli ambienti e dalla presenza di nomi noti (Leonardo, Machiavelli, Caterina Sforza), che dal fascino della regia e della narrazione. Con qualche eccezione: in un paio di occasioni sembra di nuovo di assistere ai fasti di un tempo. Poco prima della metà del gioco si torna finalmente nei panni di Desmond Miles per giocare una sequenza da lasciare a bocca aperta, una sezione misteriosa e bellissima. E poi il finale, superbo, dal ritmo eccellente, in cui si ascoltano alcuni dialoghi eccezionali, pomposi, ben scritti, prima di lasciarsi rapire da un misticismo sovrannaturale pacato ed appropriato.
E' un peccato, dunque, constatare che tutta questa verve creativa venga usata con troppa moderazione. Soprattutto se, a due terzi dell'avventura, si assiste ad un salto temporale che appare un po' frettoloso, e che avrebbe potuto essere trattato con più cautela.
Non c'è comunque da preoccuparsi. Come avrete modo di leggere, il gioco riesce ad irretire il videoplayer, affascinandolo oltre misura con i suoi scorci da sogno, e con una grande quantità di attività intriganti, che si mescolano ad una struttura delle missioni davvero esemplare. Non prendete dunque questo paragrafo come la lamentosa esposizione di un difetto noioso: Assassin's Creed 2 è bello da attraversare e da vivere, affascinante e magico. Solo, i suoi protagonisti sono meno carismatici, i suoi dialoghi hanno meno colore. In questo caso, la bellezza del tutto arriva dalle coreografie, insolite e desuete, dalla varietà, dal numero fuori proposito di cose da fare.

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Assassin's Creed 2

Disponibile per: XBOX 360 | PS3 | PC | iPhone
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: Ubisoft
Distributore: Ubisoft
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
Data di Pubblicazione:
iPhone: 17/11/09   
XBOX 360: 20/11/09   
PS3: 20/11/09   
PC: 04/03/2010   
Assassin's Creed 2
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