| Ps3 vs Xbox360 |
| Per i titoli multipiattaforma è sempre importante poter scegliere consapevolmente la versione migliore, se esiste. Questo piccolo approfondimento tecnico si concentra esclusivamente sulle differenze grafiche riscontrate, e non sulle preferenze personali in termini di pad o eventuali servizi aggiuntivi online. Sono due i difetti tecnici più evidenti del motore grafico di Assassin's Creed 2: il pop-up, e l'assenza sporadica del V-sync, che determina la presenza di tearing. Quando la complessità della scena aumenta (ad esempio in presenza di moltissimi personaggi a schermo) il motore grafico disabilita il v-sync, provocando così lo spezzarsi orizontale dell'immagine: il tearing appunto. La versione Playstation 3 ne soffre in modo quasi costante, a differenza di quella Xbox360, che sebbene non ne sia del tutto immune, gira tendenzialmente scevra da questo difetto. Anche la costanza del frame rate, e quindi la fluidità, nella versione Xbox360 risulta generalmente migliore. Dal punto di vista del pop up degli elementi a schermo (modelli più definiti, texture aggiuntive e ombre più definite) le due versioni risultano praticamente identiche. Per una disamina visiva, correte a vedere il nostro . |
Il profilo tecnico di
Assassin's Creed 2 è di assoluto spessore, ma occorre scendere nei dettagli per valutarne tutte le sfaccettature. Se infatti appare incredibile l'impatto scenico di tutte le città, e perfetto il lavoro artistico, un'analisi minuziosa svela qualche nota fuori posto. I modelli poligonali di comprimari e personaggi secondari non sono sempre all'altezza delle aspettative. Alcune cut scene rivelano volti imperfetti, mani un po' goffe, silhouette tutt'altro che esemplari. E' lodevole il lavoro eseguito sulle animazioni o sul morphing facciale (che regala in certi momenti espressioni credibili), ma non si raggiungono mai vette d'eccellenza, ed in generale la bellezza della scena è compromessa da qualche imperfezione di troppo. Piccole compenetrazioni, ombre segmentate e tremolanti, volti spigolosi. In certi casi anche la gestualità dei personaggi, fin troppo eccessiva e quasi caricaturale (gli stranieri ci vedono così), rovina in parte il colpo d'occhio. E' però eccellente il lavoro di texturizzazione, che lascia pochissimo spazio a critiche: si tratti dei tessuti con cui è cucita la cappa dell'assassino, delle piastrelle decorate o dei drappi che adornano gli interni, il lavoro di digitalizzazione delle trame e dei materiali è di gran classe, e non manca qualche mappa superficiale a rendere meno piatta la scena.
Fra i difetti annoveriamo anche evidenti fenomeni di Pop-Up, occasionali “framerate drop” e qualche comparsata del Tearing, che si fa sentire in maggiore misura nella versione Ps3 (potete comunque vedere il nostro
Videoconfronto per ulteriori chiarimenti).
Venire a patti con la presenza di questi vizi tecnici non è poi così difficile, quando si guarda alla bellezza incommensurabile degli scorci che
Assassin's Creed 2 propone. L'impatto scenico è senza dubbio il punto di forza del comparto tecnico, ed il risultato ottenuto dal team di sviluppo non ha semplicemente paragoni in questa generazione, almeno per quanto riguarda la perfezione artistica.
Già la decisione del setting è in qualche maniera sconvolgente: l'Italia rinascimentale offre locazioni inedite, originali, mai esplorate, e suscita un'atavica curiosità nell'utente. E la realizzazione visiva sorregge tale curiosità a la sospinge ben oltre, fin quasi alla commozione di chi conosce in prima persona i luoghi visitati da Ezio.
Firenze è un borgo lussuoso e perfetto, le tegole delle sue case rosseggiano attorno ai grandi monumenti. Il Duomo ed il Campanile svettano sul profilo della città, e dall'alto della cupola di Brunelleschi si può vedere, d'intorno, palazzo della Signoria ed il mercato vecchio, o la chiesa di Santa Croce e San Lorenzo. Ogni edificio è immediatamente riconoscibile, modellato alla perfezione.
Venezia offre una vista forse ancora più esaltante: si estende a perdita d'occhio, dalla basilica di San Marco al Ponte di Rialto, con le sue superfici marmoree, ed i canali che la solcano, lunghi e freddi come lunghe cicatrici. Un giro in gondola porta attorno alla città, fino alla Scuola Grande ed alla chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. Anche le meno conosciute città di
San Gimignano e Forlì regalano le loro soddisfazioni. La prima, con le sue pareti di tufo e le tegole invase dalle mucillaggini verdi, si arrocca con le sue sette torri attorno ad una campagna vastissima, fatta di filari coltivati e vecchi ruderi romani. Un giro a cavallo è sufficiente per solcare le colline toscane e muoversi poi in direzione degli appennini.
Forlì è circondata dalle acque del Ronco, che la cingono dolcemente assicurandole una naturale protezione. La zona circostante, dominata dal grande faro dell'avamposto veneziano, è punteggiata dagli accampamenti poveri dei contadini. Il cielo è lugubre, funereo, e si sposa con le mura grigie della città, per uno scorcio che rappresenta una grande sorpresa, evocativo e ricco come gli altri.
Solo per il grande impegno nella ricostruzione, e per i risultati conseguiti,
Assassin's Creed 2 è un titolo da premiare, esemplare e bellissimo nella sua unicità. L'idea di condire tutto quanto con
una serie di schede storiche riassuntive, che in ogni momento è possibile vedere nel database, rende ancor più “monumentale” la produzione Ubisoft, che è quasi un bignami di storia rinascimentale, foltissimo di curiosità su edifici, personaggi, eventi.
A livello acustico, il doppiaggio è da applausi. Ben recitato e intonato, appropriato a tutte le situazioni, non si fa scrupolo di colorire le battute con qualche termine dialettale, ma senza sfociare mai in una prosodia caricaturale. A parte un paio di personaggi, chi compare sulla scena fa ascoltare un voice acting impeccabile, adeguato a colorire ogni battuta con il giusto piglio interpretativo.
Forse un po' meno incisive le musiche. Memorabili erano quelle del predecessore; qui il gusto più medievale della colonna sonora ha smorzato lievemente i toni epici, e sebbene non manchino i brani orchestrati dall'incedere deciso, sono meno frequenti i momenti in cui l'accompagnamento sonoro diventa superlativo. Resta però un buon compagno d'avventura, che affianca il giocatore con note suadenti mentre cammina sul selciato delle città antiche, e lo incalza con sonorità più accese quando deve fuggire da un manipolo di guardie.