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Battlefield 3 - Recensione

Inviato il da Andrea Vanon
In un panorama così affollato come quello dei First Person Shooter -soprattutto su console- solo i più forti possono sopravvivere ed essere ricordati (e giocati). Tra questi sicuramente Battlefield che, a braccetto con Call of Duty, negli anni, si è costruito una solidissima reputazione, mettendo in campo un'offerta completamente diversa rispetto al titolo Activision ma altrettanto competitiva. DICE ed EA hanno però il rammarico di non esser mai riuscite a superare il colosso Infinity Ward, prima di tutto in vendite (impresa a dir poco impossibile per chissà quanto tempo ancora) ed in secondo luogo al netto del giudizio di opinione pubblica e critica.
Con il maturare del brand e l'implementazione di scelte di desing e gameplay più consone all'epoca moderna, questo divario s'è via via assottigliato, invertendo -soprattuto in multiplayer- le tendenze passate. Quest'anno, con il neo-nato Battlefield 3, Electronic Arts conta di effettuare lo storico sorpasso, grazie ad un titolo che fa della tecnica spacca-mascella e dell'immersione nel campo di battaglia le sue carte vincenti.
Il titolo, ricordiamo, sarà disponibile per Xbox 360, Playstation 3 e PC a partire dal 28 Ottobre.
 
Fanta-conflitto cercasi
L'incipit di Battlefield 3 è di quelli inusuali, che lasciano il segno. Prendendo le sembianze di un avatar non ancora identificato ci ritroveremo intenti ad assaltare un treno della rete metropolitana di New York, a bordo del quale un gruppo di spietati terroristi ha posizionato un potente ordigno esplosivo, in grado di spezzare migliaia di vite. Gli intensi istanti d'adrenalina iniziale vengono placati poco dopo dal primo di una serie di flashback che caratterizzeranno, come nelle più ricercate produzioni hollywoodiane, l'intera sceneggiatura. Il sergente Henry Blackburn (nostro alter ego principale) si trova in uno degli uffici "fantasma" della CIA, intento a rispondere alle pressanti domande di due non certo amichevoli avventori, che lo accusano di complicità in una serie di atti terroristici di cui il nostro sembra essere al corrente solamente per sommi capi.
Come nei migliori patriot-movie americani tutto parte dall'incursione di truppe a stelle e strisce in Iran, in un non ben determinato conflitto post-Bin Laden (alla cui morte si fa riferimento -al passato- durante la campagna stessa). Il gruppo ingaggia uno strenuo conflitto a fuoco con un gruppo di separatisti locali (People's Liberation and Resistance - o PLR), nel tentativo di fermare un traffico d'armi chimiche che vedrebbe uno dei leader del movimento come principale acquirente. La situazione precipita quando l'unità di cui facciamo parte cade vittima di un devastante terremoto, ed il nostro eroe si ritrova -completamente solo- in lotta per la sopravvivenza.
Da questo momento in poi il plot prende una brusca impennata, catapultandoci in una situazione sulle prime non troppo comprensibile (complici -forse- alcuni salti temporali di troppo). Alcuni spezzoni nel presente (il "famoso" interrogatorio che farà da intercalare ad ogni missione) riporteranno fortunatamente la normalità in una vicenda che prende ben presto la via del cliché e della linearità, proponendo tuttavia situazioni drammatiche e mature che riusciranno a catturare con sapienza l'attenzione del videoplayer. Altrettanto non si può dire, invece, per i protagonisti, che perdono -ovviamente- la verve scanzonata dei quattro della Bad Company a favore di un piglio inquadrato e serioso. Una caratterizzazione sommaria ed un piglio recitativo italiano leggermente sottotono rispetto alla controparte originale, tuttavia, fanno si che il chara design (se possiamo definirlo così) venga lasciato piuttosto in disparte, non permettendo al giocatore di immedesimarsi nei personaggi e soffrire con loro.
Script-oriented
Battlefield 3 - recensione - XBOX 360 Come abbiamo detto più volte nel corso di questi mesi il gameplay di Battlefield 3 non esula dai canoni classici dell'FPS, denigrando persino la possibilità offerta da alcuni congeneri di posizionarsi -con la semplice pressione di un tasto- in copertura. Niente di nuovo da questo punto di vista ma un ammodernamento generale della struttura di gioco (resa molto più varia) che si basa soprattutto sulle tendenze della concezione moderna di First Person Shooter (soprattutto su console), indissolubilmente legata alla spettacolarizzazione introdotta anni fa da quel capolavoro di Modern Warfare (il primo, s'intende). Ecco dunque che Battlefield 3 prende ancor più le distanze da quella struttura simil-free roaming che aveva caratterizzato il primo capitolo, incanalando l'azione nei binari di una regia che guida il giocatore attraverso una sequela di eventi decisamente emozionanti. Al rocambolesco assalto al treno di cui sopra affianchiamo tranquillamente la scena d'abbattimeno (letterale) del cecchino nemico -e della facciata dell'hotel che lo ospita- del famoso video gameplay Fault Line; le esplosioni che caratterizzano un affannoso inseguimento tra le vie di Parigi e, ultimo ma non meno importante, il volo di ricognizione a bordo di un F-18. Scatta su quest'ultima sessione in particolare una riflessione, che ci porta a storcere leggermente il naso a fronte dell'induzione in binari forse troppo elevata in alcuni frangenti. La missione a bordo del caccia da combattimento è tra le più belle (scenograficamente) mai viste in uno sparatutto in prima persona ma, aldilà dell'impatto scenico, non coinvolge. Il videogiocatore non riesce ad immedesimarsi in un secondo pilota le cui uniche azioni all'interno dei primi dieci minuti sono l'osservazione del panorama e il lancio dei flare come contromisura ai missili scagliati dal nemico; con la necessità di abbattere altri aerei (solo quattro) ed il viraggio verso il raid a terra le cose cambiano, ma solo leggermente. Per fortuna la campagna di Battlefield 3 è anche piena di momenti in cui saremo davvero protagonisti: un esempio su tutti è la mitica missione Thunder Run, durante la quale, a bordo di un carro armato, saremo noi a decidere come posizionarci, dove andare, quando e come sparare.
E' tuttavia chiaro come l'eccessiva voglia di spettacolarizzare ogni istante (riuscita, sia chiaro, a meraviglia) sia stata foriera di qualche limitazione di troppo per quel che concerne il gameplay, studiato quasi esclusivamente in funzione della teatralità, ed in maniera spesso anche più marcata rispetto al Call of Duty, oramai metro di paragone per tutte le produzioni sui generis. Chiaro esempio di quanto intendiamo è la mediocrità diffusa nelle routine comportamentali della CPU che, nel pieno rispetto dei "canoni moderni", si comporteranno come perfetta carne da macello, funzionale alla progressione scriptata e lineare che DICE ha previsto per tutti i suoi acquirenti. Le cose non cambiano più di tanto nemmeno a livello "Normale" o "Difficile", selezionando i quali osserveremo un semplice aumento del moltiplicatore per il danno.
A dover tirare le somme, consci che la maggior parte dei difetti descritti faranno storcere il naso ai soli puristi dell'FPS "duro e puro", le sei/sette ore necessarie al completamento della campagna scorrono comunque in maniera piacevole, grazie ad un'ottima varietà di situazioni (indotta anche dai numerosi eventi QTE) e dal tasso d'adrenalina elevatissimo instillato ad ogni istante di gioco. La parte del leone, seppur dietro le quinte, la fa -ovviamente- la curatissima ricerca bellica effettuata dal team svedese, capace ancora una volta di rendere unica ogni bocca da fuoco (per rateo, rinculo, tempi di caricamento, animazioni...) e di contornare la produzione con un senso di partecipazione sensoriale al conflitto davvero sublime.

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Battlefield 3

Disponibile per: PC | PS3 | XBOX 360
Genere: FPS - Sparatutto in Prima Persona
Sviluppatore: DICE
Distributore: Electronic Arts
Publisher: Electronic Arts
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online oltre i 32 Giocatori
M. Offline: Multiplayer offline fino a 2 Giocatori - SplitScreen
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Offline e Online
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 28/10/11
Battlefield 3
9.5
9
9
9
229 voti
8.7
ND.
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