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Black Ops 2 - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Sorpresa: Call of Duty Black Ops 2 è il miglior episodio della serie dopo il primo Modern Warfare.
Treyarch stupisce tutti lanciando sul mercato un titolo dallo spessore eccezionale, inarrivabile per qualità narrativa, rifinito dal punto di vista tecnico, snello nelle dinamiche di gioco. Capace persino di scardinare alcuni dei concept alla base della saga, inserendo nella formula interessanti novità. Un Multiplayer ancora immediato, frenetico, ma finalmente ripulito da certe enormità di Mordern Warfare 3, ed un Singleplayer stratificato, ben raccontato, trottante e -inaspettatamente- vario, sono le pietre angolari attorno a cui si sviluppa questo esaltante Black Ops 2.
Sappiamo che si tratta di dichiarazioni abbastanza forti; del resto il lancio di ogni nuovo Call of Duty è un evento la cui portata nel panorama videoludico è ormai incalcolabile, e per i molti sostenitori di un gaming totalmente libero dallo logiche del Mass Market il titolo Activision è diventato il bersaglio preferito. Ma di fronte a quest'ultimo capitolo è veramente difficile questionare: c'era bisogno di un comparto online che tornasse ad avvicinarsi alle radici del primo capolavoro di questa generazione, e Treyarch ha ottenuto questo risultato. C'era bisogno di maggior spessore per il single player, e la campagna è pronta a dissolvere persino i dubbi degli “hater” più convinti. C'era bisogno insomma di un nuovo corso, e Black Ops 2 l'ha imboccato nel migliore dei modi.
Abbandonando il militarismo convinto dei vecchi capitoli (unico dettaglio che potrebbe far storcere il naso ai guerrafondai videoludici) per avvicinarsi alle mire di un Blockbuster hollywoodiano, Call of Duty Black Ops 2 arriva tonante su PlayStation 3, Xbox360 e PC, deciso a non deludere fan storici e nuovi adepti.
 
Dal Nicaragua a Los Angeles
The Night Will Always Win: sono le note malinconiche degli Elbow che aprono le danze in Black Ops 2, accompagnando un filmato che racconta di antichi torti, spiriti di vendetta e rivoluzioni, inquadrando con insolita intensità emotiva i confini delle vicende raccontate nel corso della campagna. L'avventura, come sanno ormai i lettori più attenti, rimbalza fra due linee temporali, schizzando dal 2025 agli anni '80. Le sequenze ambientate nel passato sono filtrate
"Incredibilmente vario per quanto riguarda ambientazioni e situazioni della campagna principale, coraggioso nel proporre una trama non lineare e persino missioni che spezzano le catene di un avanzamento molto inquadrato, Black Ops 2 fa molte cose che nessun altro First Person Shooter ha mai fatto prima di oggi."
dai ricordi di Woods, ormai decrepito, infermo, costretto in una pensione per veterani a spulciare le memorie di una vita bruciata sui campi di battaglia. Il suo racconto non è mai stentato, perchè ancora dolgono le cicatrici di un conflitto brutale, e molto nitidamente si dispiega davanti ai due nuovi protagonisti della vicenda: Harper e Mason. David Mason, ovviamente, figlio dell'ormai defunto Alex, controverso eroe del primo Black Ops. I due sono sulle tracce di Menendez, criminale internazionale che ha preparato con malevola e meticolosa precisione un piano per sovvertire l'ordine globale, insorgendo con il suo gruppo dissidente Cordis Die.
I tratti principali della vicenda possono sembrare abbastanza banali, ma vi assicuriamo che Call of Duty Black Ops 2 lavora in maniera eccellente sulla trama, scaturita dall'inventiva di David Goyer (sceneggiatore di Batman Begins e The Dark Knight Rises) e ricolma di scene assolutamente memorabili. Superate le prime due ore di gioco, in cui le cut scene mantengono lo stile un po' “schizofrenico” tipico dei precedenti capitoli e la narrazione appare disorganica e frammentata, l'ingranaggio narrativo di Black Ops 2 si mette in moto, avvolgendo il giocatore e mantenendo sempre una tensione ben palpabile.
Molte delle scene che più riescono a penetrare nel cuore duro del videogiocatore moderno sono legate proprio al tormentato “villain” di Black Ops 2: Raul Menendez. Nato in Nicaragua ai tempi dei Contra, ha visto la sua intera vita devastata dagli americani, dall'etica del capitalismo e dalle operazioni militari che hanno lacerato certi paesi del Centroamerica. L'indole instabile, il fare spietato e la freddezza di astuto calcolatore, lo spirito di vendetta e persino la rabbia repressa, dipingono uno dei personaggi più riusciti dell'intera serie, addirittura più rappresentativo del vecchio Makarov. Nel suo volto segnato, nel suo esibito disinteresse per il rischio e la morte, si leggono alcuni tratti di grandi antagonisti cinematografici: il Joker di The Dark Knight, ma anche Raoul Silva del recente 007 Skyfall.
E la similitudine con Skyfall non è casuale, perchè come dicevamo in apertura Black Ops 2 si allontana moltissimo da quel filone realistico che ha reso grande il primo Modern Warfare, per raccontare invece una guerra assai più “fantasiosa”, combattuta con virus informatici, documenti d'intelligence e gadget futuribili che superano molto spesso i confini del reale. I protagonisti non sono più soldati, legati alle gerarchie militari e tenuti ad agire secondo un codice ben preciso, ma veri e propri Eroi, che improvvisano, lottando sempre per un ideale ma facendo sfoggio di predisposizioni ed equipaggiamenti ben più creativi rispetto a quelli dei corpi speciali.

La presenza di questi Gadget influenza in una certa misura anche il Gameplay, che si mantiene comunque in linea con quello dei suoi predecessori, pur presentando qualche novità decisamente interessante. Black Ops 2 resta un First Person Shooter molto diretto, in cui prontezza di riflessi e attento utilizzo dei ripari offerti dall'ambiente diventano fondamentali per sopravvivere agli assalti dei nemici. Soprattutto alle difficoltà più elevate (“Veterano” resta, granate a parte, una sfida che solo i più tenaci avranno l'ardire di affrontare) bisogna procedere con cautela, acquattandosi quando si può per minimizzare l'esposizione ai colpi, e giocare con i due tasti dorsali, per attivare l'indispensabile Iron Sight e bersagliare gli avversari con raffiche precise e mirate. Le emozioni provate nel corso della campagna sono le stesse di sempre: l'esaltazione nel ripulire una zona ben presidiata, o l'economica pulizia degli headshot; tutte veicolate da un engine che replica in maniera stilizzata ma efficace le reazioni delle armi da fuoco.
Quello che fin da subito convince è il lavoro che il team di sviluppo ha effettuato per mantenere una progressione ben inquadrata senza però far sentire troppo il peso dei vincoli al giocatore. Come sempre la progressione di Black Ops 2 sarà lineare, diretta dalle mani sapienti di un regista invisibile, che continuerà a posizionare attentamente soldati, esplosioni, e quei (pochi) eventi scriptati che rendono la missione principale molto animata e ben strutturata. Stavolta però il tanto chiacchierato “effetto corridoio” è ridotto ai minimi termini, ed anzi in certi casi si scopre persino che è possibile seguire strade secondarie. Niente di trascendentale: scegliere una viuzza piuttosto che la parallela un isolato più in là, oppure decidere di attraversare la piazza antistante ad uno “shopping mall” invece che l'interno del supermercato stesso sono le opzioni concesse al giocatore, ma chi da molto tempo gioca ai titoli di Infinity Ward e Treyarch sa quanto possa risaltare una novità del genere nell'economia del prodotto. Spesso e volentieri poi le zone di guerra si aprono discretamente, per fare in modo che anche nel caso di ripetuti Game Over l'utente possa testare diverse strategie ed approcci. Non sono solo questi accorgimenti che liberano Black Ops 2 delle catene di un Level Design troppo sorvegliato: esplorando attentamente gli stage si trovano anche stanze o casse da aprire con il fido “Access Kit” in dotazione ai soldati, che permettono di avere qualche vantaggio. Si possono trovare corpetti che riducono i danni causati dalle esplosioni, ma anche gadget più utili: droni di supporto da indirizzare verso i nostri bersagli, tirapugni elettrici che rendono più rapido l'attacco corpo a corpo, radio per richiedere bombardamenti aerei.
Tutte le missioni della campagna guadagnano così un discreto dinamismo, ed anche grazie ai numerosi intermezzi che come sempre costellano l'esperienza di gioco (postazioni di gioco fisse, l'ormai celebre sequenza a bordo di un Jet, e altre sorprese che non vogliamo svelarvi), la campagna di Black ops 2 è una delle più varie nell'alveo della saga.
Alternate agli stage principali ci sono poi le missioni Strikeforce, intermezzi che propongono un gameplay ibrido fra quello di un First Person Shooter e quello di uno strategico. In queste missioni non dirigeremo un singolo soldato, bensì diverse squadriglie e mezzi corazzati che si catapultano sul campo di battaglia. E' possibile prendere il controllo di qualsiasi unità, oppure dirigerle complessivamente utilizzando una mappa tattica. L'efficacia di questa novità non convince appieno, soprattutto perchè i tempi di reazione di soldati e mezzi non sono troppo snelli: la mappa tattica diventa quindi un utile strumento per controllare il posizionamento del nemico, ma poi è opportuno andare in prima persona a sporcarsi le mani. Sapendo di avere a disposizione una pedina rimpiazzabile, il rischio è quello di procedere a testa bassa e snaturare in parte l'approccio “tattico” che le Strikeforce vorrebbero proporre. In certi casi, comunque, il nuovo sistema riesce a stuzzicare: tutto dipende dalla natura della missione: quelle “difensive”, in cui resistere agli assalti dei nemici per lunghi minuti, risultano un po' noiose e difficili da interpretare al meglio, mentre quelle d'assalto o di recupero riescono a tenere alta l'attenzione del giocatore. Complessivamente si tratta di intermezzi piacevoli, che allungano un po' la longevità del prodotto e influiscono anche potentemente su quelli che saranno gli esiti della storia. La più grande novità di Call of Duty Black Ops 2 è infatti questa sua storyline non lineare, che si modifica in dipendenza delle azioni e delle capacità del giocatore. Una volta terminata l'avventura principale, che dura circa otto ore a livello normale e si allunga fino a lambire le dieci ore di gioco per chi decide di impostare l'opzione Hardened (vivamente consigliata), si scopre che in ogni singola missione della storia ci sono eventi che possono far deviare l'andamento della missione. Troviamo momenti in cui al giocatore si chiede di fare una scelta esplicita, salvando o sacrificando un personaggio chiave, ed altri eventi più nascosti: riuscire a raggiungere o meno un terrorista in fuga con un bersaglio chiave potrebbe cambiare integralmente le vostre chance di scoprire qualche dettaglio in più sulla cospirazione cibernetica di Menendez, e alle volte il futuro della missione dipenderà anche dalla vostra attenzione nel corso degli incarichi. Eliminare con un proiettile preciso un soldato che sta bruciando documenti segreti vi permetterà di leggere informazioni riservate che successivamente potrebbero risultare fondamentali per raggiungere quello che il team di sviluppo definisce il “Perfect Playthrought”. E' difficile spiegare a parole l'influenza che il sistema di “Branching Stories” ha sul gioco, ma una volta finita l'avventura e ravvolta la sequenza di eventi, certi mutamenti avranno un impatto incredibile sulle convinzioni del videogiocatore. Vi avvertiamo: il single player di Black Ops 2 vi lascerà ammutoliti, stupefatti e a bocca aperta.

Il Replay Value è sostenuto anche dalla presenza di diversi obiettivi secondari da ottenere nei singoli stage, che a sua volta sbloccano alcuni Perks con cui equipaggiare i soldati (si può impostare il “loadout” anche prima delle missioni single player).
Arrivando a stringere sulla campagna Single Player di Black Ops 2 non si può che fare un plauso ai ragazzi di Treyarch, che dopo tanti anni di fatica sono riusciti a scalzare dal trono la serie considerata principale e prioritaria. Se già con il primo Black Ops il team aveva dimostrato di avere a cuore una narrazione più strutturata e intrigante, con questo sequel diretto e l'apporto di Goyer il Call of Duty annuale esplode letteralmente, travolgendo le convinzioni di appassionati e detrattori. Incredibilmente vario per quanto riguarda ambientazioni e situazioni della campagna principale, coraggioso nel proporre una trama non lineare e persino missioni che spezzano le catene di un avanzamento molto inquadrato, Black Ops 2 fa molte cose che nessun altro First Person Shooter ha mai fatto prima di oggi, e con questo si assicura il diritto di mettere a tacere tante lamentele.

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Call of Duty: Black Ops 2

Disponibile per: PS3 | XBOX 360 | PC | Wii U
Genere: FPS - Sparatutto in Prima Persona
Sviluppatore: Treyarch
Distributore: Activision-Blizzard
Publisher: Activision
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 16 Giocatori
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PS3: 13/11/2012   
XBOX 360: 13/11/2012   
PC: 13/11/2012   
Wii U: 30/11/2012   
Call of Duty: Black Ops 2
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