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Brothers: A Tale of Two Sons > Recensione
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Brothers: A Tale of Two Sons - Recensione

Inviato il da Alessandro Sordelli
Brothers: a Tale of Two Sons è un insolito puzzle game nel quale vestiremo i panni di due giovani fratelli, impegnati nella missione più importante della loro vita: salvare il padre afflitto da una malattia che lo sta inesorabilmente uccidendo. Raccontata con i crismi dell'industria indipendente, la software house che ha dato i natali ai due capitoli di The Chronicles of Riddick, il primo capitolo di The Darkness e il recente remake di Syndicate, Starbreeze Studios, ritorna sui propri passi per dedicarsi allo sviluppo di giochi la cui essenza ludica è posta al centro dell'esperienza. Già analizzato in un un precedente hands on, abbiamo finalmente messo le mani sulla versione completa del titolo prodotto dall'italianissima 505 Games.
 
STORIA DI DUE FRATELLI
Brothers: A Tale of Two Sons - recensione - XBOX 360 Come suggerisce il titolo stesso o come forse avrete intuito guardando i video di gameplay rilasciati nel corso dei mesi scorsi, Brothers; a Tale of Two Sons è una surreale, fantastica avventura, avente come con protagonisti due inseparabili fratelli. Il gioco ha inizio con il più piccino dei due che osserva malinconico il tramonto accanto alla tomba della madre defunta. Il padre dei due ragazzi, malato e in gravi condizioni di salute, è il fulcro della vicenda e ciò che spingerà i personaggi ad intraprendere un lungo viaggio alla ricerca dell'Acqua della Vita, l'ultima speranza per sanare un male apparentemente incurabile. I toni sono quelli di un'avventura dall'ambientazione fantasy medievale, con le atmosfere fiabesche che hanno caratterizzato una lunga serie di videogiochi dell'attuale generazione, Fable in primis. In questo caso però, il mood è decisamente più malinconico e per certi versi drammatico. Come afferma l'incipit, i due protagonisti dovranno farsi forza l'un l'altro e collaborare per riuscire nella difficile impresa, proprio come due fratelli sono tenuti a fare nei momenti di difficoltà. I personaggi sono piuttosto taciturni e interloquiscono sempre con toni pacati. Quando parlano tra loro, utilizzano un particolare grammelot - un linguaggio di fantasia fatto di versi e parole prive di vero significato - comprensibile a chi sta di fronte allo schermo solo grazie ad un'attenta regia, a delle scenette perfettamente contestualizzate e ad un sapiente uso della mimica. Ai due fratelli si uniranno presto una serie di simpatici personaggi, tutti splendidamente caratterizzati e inseriti nel bel, seppur lineare, plot narrativo. L'assenza di dialoghi e la soundtrack suonata da viole, rievoca inevitabilmente il capolavoro di ThatGame Company, Journey e le sue splendide atmosfere. Anche in questo caso abbiamo una missione pericolosa e avvolta da un fitto alone di mistero, anche se in questo caso il gameplay ruota attorno ad elementi assai diversi.
LEGAME INDISSOLUBILE
Brothers: A Tale of Two Sons - recensione - XBOX 360 Il gameplay, così come il sistema di controllo, è uno dei più interessanti provati di recente e ci conferma ancora una volta la genuina genialità mostrata da alcuni dei più talentuosi team di sviluppo. Il gioco di Starbreeze ci chiede infatti di prendere le redini dei due fratelli contemporaneamente e con il solo uso di un controller. Il joypad nelle nostre mani è letteralmente diviso in due metà, con la levetta analogica e i grilletti di destra che controllano i movimenti e le azioni del fratello più grande, e la parte sinistra che invece ci permette di prendere il controllo del più piccino fra i due. La sfida sta nel fatto che per completare gli enigmi proposti nel corso dell'avventura, dovremo controllare entrambi i personaggi contemporaneamente, talvolta con estrema sincronia. La complessità del gameplay risiede nel fatto che le due mani lavorano indipendentemente, così come i due emisferi del nostro cervello. All'inizio potreste avvertire una strana sensazione di conflitto, ma con un po' di pratica e buona volontà, presto imparerete a padroneggiare l'intricato sistema di controllo. La visuale ruota automaticamente a seconda dell'esigenza, ma nella risoluzione di alcune sequenze è richiesta la pressione dei pulsanti RB ed LB per intervenire manualmente. La curva di difficoltà è crescente, quindi se le prime azioni da portare a termine in questa bizzarra simbiosi sono semplici e immediate, le fasi avanzate di gioco proporranno invece sequenze complesse e molto articolate.
"Il gioco di Starbreeze ci chiede infatti di prendere le redini dei due fratelli contemporaneamente e con il solo uso di un controller."
I due fratelli hanno corporatura e struttura fisica diversi, pertanto ognuno avrà abilità e doti differenti. Per esempio, il fratellone può prendere sulle spalle il piccolo per issarlo su di un'altura, così come il minore dei due può infilarsi in stretti passaggi o punti impervi quando il maggiore non riesce. La diversità di stazza e gli abiti di colore divergente, aiutano il giocatore a riconoscere rapidamente i due a schermo negli attimi di gioco più concitati. Ma i due protagonisti differiscono anche caratterialmente: se uno è infatti serio e posato, l'altro si dimostra irriverente e molto più spontaneo, elementi che vanno invece considerati quando dobbiamo interagire con i personaggi che s'incontrano sul lungo cammino verso la meta. Ma dopo un primo approccio single player ci siamo detti, "se non possiamo condividere il gioco con una modalità cooperativa ad hoc, perché non condividere il sistema di controllo?" Ed è così che ci siamo decisi ad impugnare il pad di Xbox 360 con un amico, condividendo qualcosa di più della sola esperienza ludica e calandoci letteralmente nella parte. Brothers diventa così uno squisito esperimento videoludico dal risvolto sociale, esattamente com'è stato per il già citato gioco di ThatGame Company, ma con una componente coop questa volta accuratamente "nascosta", o forse solo occultata dalla barriera della convezione videoludica per la quale ogni giocatore deve utilizzare il proprio input device. Proprio grazie a questo approccio alternativo e per certi versi inaspettato, possiamo quindi scorgere e scoprire un ingranaggio videoludico molto più complesso e ben strutturato di quanto appare di primo acchito.
COME UN DIPINTO

Graficamente parlando, il titolo di Starbreeze Studios è relativamente semplice e in linea con tante altre recenti produzioni offerte dal servizio Live Arcade di Microsoft, ma al tempo stesso gradevole e decisamente accattivante. Le ambientazioni sono senza dubbio il punto di forza della produzione di 505 Games. La palette cromatica mette in mostra i colori autunnali tipici della natura morta, con un'illuminazione in grado di valorizzare gli ambienti naturali, come le scogliere, il piccolo villaggio e i campi coltivati al limitar del bosco. Le lunghe ombre disegnate dai personaggi nel corso di tutta la prima sequenza del gioco, sono evocative e rafforzano senza dubbio il valore emotivo della produzione. Anche l'acqua che scorre tra le rocce dei piccoli torrenti e giù per le cascate, è meravigliosamente realizzata, incorniciando perfettamente alcuni splendidi scorci paesaggistici. I personaggi sono invece l'elemento che più ne risente, eccessivamente caricaturali e in parte poco espressivi, così come le animazioni, spesso semplificate o ridotte all'osso, dando anche luogo a rari effetti di compenetrazione poligonale, una piccola nota dolente in un comparto tecnico comunque di pregevole fattura. Buono anche il comparto audio, che mette in risalto campionature interessanti seppur essenziali: stupenda la colonna sonora, che pur non raggiungendo la maestosità dei temi presenti in altri recenti titoli, accompagna perfettamente gameplay e narrazione, rendendo più saporita la ricetta di Starbreeze.
Come Journey, anche Brothers: a Tale of Two Sons porta il videogiocatore a compiere un viaggio, nel mondo videoludico ma soprattutto interiore. Soave, emozionante e poetica sono gli aggettivi che useremmo per descrivere questa insolita quanto affascinante IP. Pur partorito da una software house ormai entrata nell'ingranaggio dell'industria videoludica, quella dei grandi produttori internazionali, l'avventura dei ragazzi svedesi ha tutto il fascino del gioco indipendente. Ad un costo di circa 15 euro non possiamo che consigliarne l'acquisto, per un gioco che, siamo sicuri, saprà dare grandi soddisfazioni a tutti i giocatori. Il titolo Live Arcade di Starbreeze è già disponibile su Xbox Live Arcade mentre la versione Playstation 3 e PC è in dirittura d'arrivo e pianificata per la fine del mese.
VOTOGLOBALE8.8
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Brothers: A Tale of Two Sons

Disponibile per: XBOX 360 | PC | PS3
Genere: Avventura
Sviluppatore: Starbreeze Studios
Distributore: Distribuzione digitale
Publisher: 505 Games
Data di Pubblicazione: 07/08/2013
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