Call of Duty 4: Modern Warfare > Recensione
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Call of Duty 4: Modern Warfare - Recensione

Inviato il 15/11/2007 da Andrea Vanon
Dopo il successo ottenuto dal brand Call Of Duty con il primo ed il secondo episodio e la mancanza di profondità e personalità del terzo, Infinity Ward, responsabile proprio dei primi due capitoli, ha deciso di tagliare i ponti con il passato, ritenendo questa generazione sufficientemente matura per proporre un grosso cambiamento.
Modern Warfare è infatti ambientato ai giorni nostri, rifuggendo quindi l'oramai spolpato setting ricalcante i terreni del secondo scontro mondiale; tali modifiche hanno richiesto una completa rivisitazione dell'intero arsenale, delle dotazioni tecnologiche, dei mezzi di supporto e dell'equipaggiamento leggero (dai vestiti alle armi bianche).
Si capisce quindi come il lavoro che sta dietro a questo prodotto, in fase di sviluppo fin dall'uscita del secondo episodio, sia stato mastodontico, specialmente per la completezza e la precisione alle quali il team, in passato, ci ha abituato.
Proprio per scendere nei minimi dettagli i ragazzi del gruppo di programmazione hanno ingaggiato un espero in combattimento, tattiche ed in armi da fuoco, Hank Keirsey, ex Marine dalla decennale esperienza in conflitti internazionali.
Call Of Duty 4: Modern Warfare, distribuito da Activision per Microsoft Xbox360, PC, Nintendo DS e Sony Playstation 3 è disponibile sul mercato dal 9 Novembre.
Infinity Ward goes to Hollywood
Il plot che dona spessore alla campagna single player di Modern Warfare non è tanto diverso, in termini di caratteristiche intrinseche, a quello dei precedenti episodi.
Ci troveremo di fronte alla minaccia terroristica rappresentata da un leader ultra nazionalista russo (Imran Zakhaev) che, in preda ad un irrefrenabile desiderio di grandezza, si è impadronito di alcune testate nucleari e, in seguito ad un colpo di stato in medio-oriente, si è alleato con il leader di una fazione estremista anti-americana (Kahled Al-Asad) nell'intento di creare un “regno del terrore” capace di annientare una volta per tutte gli Stati Uniti.
In questo contesto impersoneremo un soldato della prima forza di ricognizione dei Marines americani (il sergente Paul Jackson) ed un militare della 22esima divisione della S.A.S britannica (il sergente John "Soap" MacTavish).
La storia, come da “copione Call Of Duty”, sarà articolata attraverso i punti di vista di entrambi i protagonisti, legati dall'unico destino possibile: salvare il mondo.
A differenza dei precedenti capitoli, tuttavia, non mancheranno colpi di scena, oscuri retroscena ed alcuni flashback mirati a far luce sull'intreccio quando quest'ultimo sarà già ampiamente sviluppato.
La trama, piuttosto lineare e dai contenuti tutt'altro che nuovi, viene raccontata senza grosse interruzioni nell'azione, grazie a brevi cut-scene realizzate con il motore del gioco e briefing in tempo reale utili a spiegare, atto dopo atto, l'evolversi della situazione.
Gli eventi, a differenza di molte altre produzioni analoghe, non sono assolutamente collaterali all'azione ma vi si integrano aumentando esponenzialmente il coinvolgimento del giocatore umano; tutto ciò è reso possibile grazie ad una regia ed un taglio fotografico di stampo prettamente cinematografico, capaci di dar vita a situazioni spettacolari ed allo stesso tempo epiche, davvero mai viste in un videogioco.
La chiave di lettura di tanta immedesimazione va cercata anche nell'esplicita decisione dei programmatori di aumentare i “salti” da un protagonista all'altro, in modo da tenere sempre viva l'attenzione del giocatore.
“L'arma più letale al mondo è un Marine con il suo fucile”
Call of Duty 4: Modern Warfare - recensione - XBOX 360 Il gameplay di Call Of Duty 4 non si scosta dagli episodi precedenti ricalcando la classica struttura di FPS moderatamente frenetico che ha fatto la fortuna della serie.
Gli upgrade riguardano in primis la dotazione bellica, ampliata e modernizzata: oltre ai classici fucili d'assalto, shotgun, uzi e chi più ne ha più ne metta potremo contare su cariche al plastico dotate di detonatore, mine Claymore, Javelin (lanciamissili con funzione lock-on) ed una serie di gadget (dal visore notturno al puntatore laser) che contribuiranno non poco al completamento dei classici obiettivi, indicati da checkpoint, indispensabili per portare a termina l'avventura (spalmata in 18 missioni).
Particolarmente interessante la presenza del mirino laser per il fucile d'assalto in dotazione di base; utilizzando il visore notturno, infatti, saranno visibili tutte le tracce laser, il che faciliterà la mira e permetterà di rivelare facilmente la presenza dei compagni che, oltretutto, saranno dotati di una speciale placca fluorescente sull'elmo, in modo tale da evitare perdite causate da fuoco amico.
Ancor più interessante la possibilità, in alcune situazioni, di sparare attraverso le superfici di spessore non elevato (legno, lamiere, muri divisori): quest'opportunità sarà regolata da uno speciale algoritmo di natura molto complessa che calcolerà la traiettoria e la forza cinetica di uscita dal foro, tenendo conto di parametri quali calibro dei proiettili, spessore della superficie, vicinanza alla stessa e materiale di composizione.
Il risultato determinerà la forza con la quale il bossolo impatterà il corpo del nemico ed il danno che il colpo provocherà; questo elemento dona nuove possibilità al giocatore che, conoscendo il nascondiglio del malcapitato potrà equipaggiare, qualora ne fosse in possesso, un'arma pesante e tentare l'uccisione attraverso la copertura che, nel peggiore dei casi, potrà anche essere distrutta.
A questo proposito, in molti livelli, sarà possibile sparare ai veicoli in sosta dietro ai quali si accamperanno i terroristi, facendoli esplodere o bucando semplicemente le gomme per abbassarli quel tanto che basta a scoprire la testa del nemico.
La struttura di controllo è pressochè identico ai precedenti ed il sistema di mira risulta preciso e funzionale; la modifica più importante, in questo frangente, è stata l'inserimento della facoltà di abbassarsi fino a sdraiarsi a terra, offrendo così nuove possibilità tattiche specialmente quando si è al controllo di un cecchino.
Anche l'intelligenza artificiale dei nemici e dei compagni di squadra ha subito dei pesanti rimaneggiamenti: i commilitoni non si butteranno più nella mischia abbozzando azioni in solitaria ma seguiranno rigorosamente gli ordini del più alto in grado, lavorando molto più spesso in maniera corale e coprendosi l'un l'altro quando necessario.
Le forze nemiche, dal canto loro, reagiranno in maniera molto più intelligente ad ogni nostra mossa organizzando imboscate, sfruttando al meglio il campo di battaglia ed evitando di esporsi in maniera scellerata al nostro fuoco.
Va sottolineata, in particolare, la bontà delle curva di apprendimento, che funziona quasi come se, durante l'arco delle 18 missioni, ripercorressimo una carriera militare: nei primi schemi, infatti, sarà la CPU ad avanzare eliminando gran parte dei nemici ma, con il prosieguo dell'avventura, i compagni saranno molto più avvezzi a seguire il protagonista e fungere da copertura.
Si nota, specialmente a livelli di difficoltà più elevati ed in sezioni particolari (a respawn illimitato), la tendenza dei commilitoni guidati dalla CPU a rispondere al fuoco avverso senza incisività, lasciando al giocatore la gran parte delle responsabilità.
Tali sessioni -per fortuna poche- sono indubbiamente il più grande difetto nell'ottimo gameplay di Modern Warfare in quanto presentano, fino al raggiungimento del successivo checkpoint, la continua rinascita dei nemici e, per par condicio, dei compagni di squadra; specialmente in questi frangenti, come già fatto notare, la CPU tenderà a lasciare al riparo la nostra squadra esponendoci, di fatto, alla totalità del fuoco nemico che, di tanto in tanto, sembra a dir poco “calamitato”.
Ad ovviare alla frustrazione indotta da tali elementi e dalla linearità tipica del brand concorreranno un buon level design, che darà la possibilità di variare gli scontri a fuoco, ed una serie di missioni alternative capaci di spezzare la monotonia; tra queste non possiamo fare a meno di citarne due da premio Oscar: il pilotaggio dell'AC-130 e l'incarico “stealth” a Černobyl'.
La longevità non eccelsa (circa 10 ore con un buon tenore di gioco giornaliero) viene leggermente allungata da una serie di obiettivi secondari legati alla Gamercard o utili a sbloccare alcuni trucchi (salute infinita, proiettili illimitati); la seconda tipologia, di carattere più interessante, consisterà nel ritrovamento di 30 portatili sparsi nella varie location e contenenti “intelligence” nemica.
Una volta finita la campagna, inoltre, verrà resa disponibile una modalità Arcade dalla scarsa utlilità e dall'ancor più scarso grado di interesse: tale sezione sarà infatti un mero ripercorrere le missioni della campagna con l'unica variante di ottenere punti dalle kill, apparendo in seguito in leaderbord online appositamente create.

Call of Duty 4: Modern Warfare

Disponibile per: PS3 | XBOX 360 | PC
Genere: FPS Sparatutto in prima persona
Sviluppatore: Infinity Ward
Distributore: Activision
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 8 Giocatori
Data di Pubblicazione:
PS3: 09/11/2007   
Call of Duty 4: Modern Warfare
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ND.
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