Lo scarico fognario conduce proprio all'immenso oceano. Siamo sotto il porto di
New York e qui inizia la nostra missione. Un sottomarino russo recante testate nucleari da dirigere verso i grattacieli di Manhattan: l'intelligence ci ha informato tempestivamente e procediamo verso il ventre del bestione con lo scopo di applicarvi una mina.
Esatto, questo è la demo mostrata in apertura della conferenza
pre-E3 di Microsoft.
Il nuovo episodio di
Call of Duty, sempre per tenere fede alle sane vecchie abitudini, dopo l'escursione negli anni '60 firmata da
Treyarch, torna nel mondo cupo, disperato e violentissimo di
Modern Warfare.
Gli sviluppatori stavolta non hanno badato ai convenevoli, evitando il filmato di rito e procedendo, fra lo stupore di tutti gli invitati
Microsoft, direttamente con una demo live in cui una squadra dei corpi speciali sta avanzando sott'acqua in quella che sembra un'infiltrazione dietro le linee nemiche. Il nostro protagonista, di cui non sappiamo ancora il nome, ha a disposizione un minisub e, insieme ai suoi commilitoni, si sta facendo strada, quando, all'improvviso il nostro obiettivo comincia ad avvicinarsi: si tratta di un'enorme sottomarino nucleare, naturalmente inconscio della nostra presenza. Così dopo aver raggiunto il più silenziosamente possibile l'elica del bestione, siamo pronti a portare a termine il nostro compito, ovvero la distruzione totale del mezzo. Il bello però comincia proprio qui. Una volta abbandonato il minisub ed essere riemersi ci troviamo davanti a uno spettacolo difficile da descrivere a parole: la baia dell'
Hudson è in fiamme, mentre una lower
Manhattan fumante si staglia all'orizzonte con - di profilo - la
Freedom Tower (completata nell'immaginario del gioco che, dunque, pare situarsi in un anno successivo al 2014) colpita dall'artiglieria nemica. L'immagine, epica nella sua drammaticità ne evoca altre, reali, che avremmo volentieri evitato di ricordare, ma
Infinity Ward sa stupire e non si fa spaventare dalle polemiche, come dimostra l'analoga, "sequenza dell'aeroporto" che tante discussioni aveva sollevato nel gioco precedente.
Dopo l'emersione il gioco riprende con il nostro alter ego (sempre guidato in
real time da uno degli sviluppatori) che tenta l'assalto al sottomarino di prima, gravemente danneggiato dalle esplosioni e costretto a una riemersione d'emergenza. La sequenza successiva ci vede infatti impegnati nel più classico dei gameplay à la CoD, in mezzo agli strettissimi corridoi del mezzo con l'obiettivo di eliminare le resistenze nemiche e attivare le testate strategiche nascoste nel suo ventre d'acciaio. Dal punto di vista del gameplay poco o nulla ci pare cambiato rispetto agli episodi precendenti,
Modern Warfare 3 sembra mantenere lo stesso stile dei predecessori unendo una buona dose di azione pura con l'uso intelligente degli script, sia nella gestione degli eventi esterni che nell'IA dei nostri colleghi. Una volta usciti dal sottomarino e attivata la procedura di lancio dei missili dovremo, naturalmente fuggire, ma, anche qui, nulla è come sembra. Fra navi da guerra russe che circondano
New York e il relitto di una portaerei lentamente ingoiato dal mare, la nostra fuga in gommone si rivelerà più difficile del previsto, costringendoci anche ad affondare una corvetta russa particolarmente insistente nell'inseguirci.
La demo si conclude con i nostri eroi raccolti, naturalmente all'ultimo millisecondo disponibile, da un provvidenziale elicottero pronto a portarci verso la prossima missione.

Nel caos diffuso, mentre la Grande Mela collassa su sé stessa e gli iconici grattacieli cascano sul fondale marino, ha epica conclusione tale missione giocata sotto i nostri occhi da uno sviluppatore di
Sledgehammer.
Siamo pronti ad assistere ad un altro stage di gioco. Il titolo è
Mind the gap e s'ambienta in una
Londra periferica. La squadra d'assalto fa incursione all'interno di un complesso di magazzini. Da qualche parte è nascosta un'arma fondamentale per gli equilibri della guerra: trovatela e portatela al sicuro. Dura poco l'infiltrazione silenziosa con il favore dell'oscurità, tant'è che ci vuole poco perchè le guardie si accorgano della nostra presenza. Riusciamo a recuperare il prezioso ordigno e fuggiamo via: ci infiliamo sul cassone di un camion, mentre gli altri ci tallonano a bordo dei treni della gloriosa metropolitana londinese.
Anche questa missione si conclude con un'esplosione generale, fuoco e deflagrazioni si susseguono a catena lungo i cunicoli scavati nel sottosuolo della capitale londinese.
Le due missioni ammirate insistono sulla spettacolarizzazione del conflitto a fuoco, in un crescendo inedito per il franchise verso la distruzione (scriptata sia chiaro) dell'intera ambientazione. Così vale per il lungomare newyorkese, così per le linee della metropolitana londinese.
Dal punto di vista tecnico
Modern Warfare 3 si appoggia ancora all'ormai collaudatissmo
Unreal Engine 3, riuscendo a garantire il solito ottimo comparto grafico mentre ci rimane qualche dubbio sull'interattività degli ambienti, ancora abbastanza imprecisa e legata a un motore fisico che, purtroppo inizia a mostrare i suoi anni. In ogni caso siamo sicuri che gli sviluppatori da qui a Novembre sapranno raggiungere l'eccellenza tecnica cui ci hanno abiutiati.
I colori risultano molto meno spenti e cupi rispetto a
Black Ops: gli sviluppatori hanno deciso di valorizzare gli ambienti rischiarandoli con fonti di illuminazione naturali ed artificiali. Una soluzione capace di imprimere maggior veridicità al comparto visivo.
A pagina 2 tutti i dettagli sulle Spec Ops e su Call of Duty Elite