Call of Duty: Modern Warfare 3 - Hands on
Inviato il 10/10/2011 da Nicolò Pellegatta Qualora Call of Duty: Modern Warfare 3 andasse male - dubitiamo fortemente - Glen Schofield e Robert Bowling potrebbero formare una nuova coppia comica. Gli Stanlio e Olio del ventunesimo secolo: imponente e palestrato il primo, smilzo e timido il secondo. I classici opposti che si attraggono: hanno fatto la conoscenza più o meno due anni quando Activision chiese ai rispettivi studi di sviluppo (la neonata Sledgehammer Games e Infinity Ward già orfana di West e Zampella) una joint venture con l'obiettivo di sviluppare Call of Duty: Modern Warfare 3. Schofield ha all'attivo quel Dead Space rivelatosi uno dei migliori videogame in circolazione, è un tipo alla mano dallo spiccato accento. Di contro, Bowling si è trovato improvvisamente a gestire uno dei migliori team di sviluppo del pianeta, lui che fino alla sera prima fraggava di brutto insieme ai compagni del clan. O almeno così ci piace immaginarlo...
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
L'inizio di un conflitto globale
| Elicotteri |
Non avete probabilmente idea della quantità industriale di elicotteri che durante ogni missione irrompe sullo schermo. A New York mitragliavano le navi dall'alto, in quel di Parigi offrono supporto all'avanzata della fanteria, mentre a Londra addirittura irrompono nella metropolitana. La presenza di tali mezzi aerei si ispira - racconta Bowling - al Black Hawk Down di Ridley Scott; l'effetto delle pale che girano è estrapolato da una celebre scena del film. |
Insieme hanno dato vita all'ultima incarnazione del franchise Call of Duty, un terzo capitolo che dovrebbe (condizionale d'obbligo) porre fine alle vicende dei precedenti Modern Warfare. La Russia è in procinto di muovere i propri carrarmati contro la coalizione NATO. Un sottomarino moscovita veleggia verso la Statua della Libertà mentre in superficie si scatena l'inferno tra le rispettive flotte: l'indiavolata battaglia per la conquista del porto di New York è il primo atto dell'invasione degli Stati Uniti d'America e il primo frammento di gameplay presentato in occasione dello scorso E3. Ma ci sono altri scenari di guerra altrettanto caldi: il Medio Oriente con propaggini nel Corno d'Africa, ma sopratutto l' Europa Centrale. E' un escalation. Armi di distruzione di massa ritrovate nei sobborghi di Londra scatenano il panico nella capitale inglese, mentre nel frattempo Amburgo è invasa dai russi e non è sufficiente una seconda primavera di Praga per ricacciarli. Ora Parigi è l'ultima frontiera, la linea Maginot deputata alla salvezza dell'Europa. Parte degli eventi europei tratti dalla campagna single player di Call of Duty: Modern Warfare 3 ci sono stati introdotti dal duo Schofield-Bowling non molti giorni fa. Non abbiamo avuto l'opportunità di provarli direttamente, ma li abbiamo goduti ugualmente dinnanzi ad un imponente 52": un'occasione assolutamente ghiotta dal momento che eravamo a digiuno del single player praticamente dalla fiera losangelina, avendo parlato di co-op alla Gamescom di Colonia, di Elite e multiplayer durante la prestigiosa Call of Duty XP di inizio Settembre. Gustatevi una bisteccona farcita di ben due missioni della campagna, con contorno di multiplayer e una nuova prova delle Spec Ops. Avvertimento dello chef: non ingozzatevi, alla data di uscita, l' 8 Novembre, manca ancora un mese!
Iron Lady

Un nucleo Delta Force passeggia tra i vicoli ottocenteschi. L'esplorazione armata subisce una battuta d'arresto quando pochi passi più in là un elicottero si abbatte sul pavé. La carcassa fumante, la turbina ancora rotante. Parigi vista dall'alto. Visore notturno attivato: piccole milizie dell'Est pattugliano la città. Li disperdiamo dalla nostra postazione volante molte miglia più in alto con un fuoco di mitraglietta. Gli ordini cambiano una volta che nelle piazze storiche della capitale francese si intravedono i primi carrarmati. Distruggeteli con gli RPG prima che siano loro a tarpare le ali, gracchia confusa la radio. Quando infine alcuni elicotteri russi si librano nel cielo e dirigono le loro testate al nostro indirizzo. All'avvertimento acecombatiano " Missile Warning" il pilota dimena la carena dell'aereovolante e rende più difficoltoso colpire il prossimo bersaglio. Distruggere alcuni edifici storici dove sembra si annidino nugoli di truppe nemiche. Non siamo le belle arti e siluriamo le fondamenta con sommo gusto. Il sistematico annichilimento di Parigi si spiega con la presenza di reparti dell'esercito americano assediato in quella che potrebbe essere la sede di un ministero. Prima di smontare dalla torretta nell'alto dei cieli falcidiamo gli assedianti nel cortile centrale. E ora prendiamo il controllo di un soldato appiedato, visuale in prima persona e mitraglietta d'ordinanza. Siamo all'interno di un edificio fatiscente, abbattuto dalle cannonate. Prima cosa uscire dall'edificio pericolante: il primo scontro a fuoco per guadagnare una via di fuga avviene all'interno di una serra e quindi nell'antistante chiostro. L'eleganza settecentesca del tempietto sopra un piedistallo fa a pugni con le violenti mitragliatrici sistemate dietro alcuni parapetti marmorei. I russi sparano dalle balconate frontali; insieme alle loro cervella si frantumano brandelli di colonne e scalinate. La porzione di missione da noi osservata, disponibile circa a metà della Campagna, si conclude con la richiesta di supporto aereo per un recupero dei soldati assediati. Ma non è che l'inizio dell'epica liberazione di Parigi... A pagina 2 sparatorie nel ventre della metropolitana londinese!
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