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Call of Juarez: Gunslinger > Recensione
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Call of Juarez: Gunslinger - Recensione

Inviato il da Andrea Vanon
Il Selvaggio West, o Vecchio West che dir si voglia, porta sempre con se un fascino intramontabile. Il setting tra Messico e Stati Amercani di fine ‘800, le bande di rapinatori e tagliagole, i Saloon e le mani di Poker, i duelli tra sceriffi e malviventi. Tutto questo è entrato oramai a far parte del nostro "DNA culturale" - un retaggio lasciatoci in primis dalla Storia ma poi, e forse con maggior vigore, dal mondo dell'entertainment, che ha saputo sfruttare ed ingigantire il fenomeno fino a renderlo un cult.
Se parliamo di intrattenimento, nel nostro caso digitale, non possiamo certo dimenticare le più popolari produzioni western in ambito videoludico - partendo dal duo delle meraviglie Red Dead Revolver-Red Dead Redemption fino al meno osannato (ma comunque interessante) Call of Juarez. La produzione Techland, negli ultimi tempi, ha però perso lo smalto degli esordi, andando ad esplorare realtà evidentemente non congeniali a team polacco. Narcotrafficanti, agenzie governative e protagonisti sotto copertura non hanno avuto successo in casa Techland che, anche grazie al pieno supporto di Ubisoft, abbandona il moderno per ritornare con decisione alle origini.
Call of Juarez The Gunslinger, disponibile tramite Xbox Live, Playstation Network e Steam dal 22 Maggio, è perciò un fiero ritorno al passato, ai duelli di fronte ai saloon, alla cavalcate nelle praterie sconfinate e agli assalti alle diligenze. E' uno shooter graffiante, ben confezionato e dal sapore nostalgico, che farà innamorare non solo gli appassionati del genere ma chiunque abbia mai apprezzato una pellicola firmata Sergio Leone.
 
Bounty Hunter
Call of Juarez: Gunslinger - recensione - XBOX 360 The Gunslinger è la storia di Silas Greaves, leggendario cacciatore di taglie oramai in ritiro che si ritrova coinvolto in una chiacchierata molto particolare. Ad Abilene -Kansas- gli avventori del locale saloon lo riconoscono, offrendogli da bere in cambio di qualche ora in compagnia delle sue storie. "Non credete a tutto quello che scrivono nei romanzi" tuona Silas, riprendendo quanto hanno scritto delle sue gesta ed iniziando a raccontare la reale versione dei fatti.
Prende così il via una narrazione molto particolare: tutta tramite flashback ma caratterizzata dal costante commento di Silas in prima persona, a sottolineare le sue stesse gesta, riproporre i dialoghi e modificare qualche dettaglio qua e là con tanto di mutamento di situazioni e scenari in tempo reale.
"Call of Juarez The Gunslinger è uno shooter arcade piuttosto lineare, dedicato soprattutto agli amanti degli sparatutto dal concept Western"
Si tratta di espedienti spesso volti a sottolineare le esagerazioni inserite da Silas stesso per darsi un tono, ma assolutamente funzionali al tipo di progressione voluta da Techland: un incedere senza fronzoli, dinamico ed assolutamente assuefacente. Una sola, breve cut-scene, introdurrà ogni capitolo, lasciando il resto alla voce del narratore/protagonista, incredibilmente efficace nell'immergere il giocatore nelle atmosfere del Selvaggio West. Ad un tempismo impeccabile nel raccontare quanto il giocatore stia eseguendo pad alla mano, si unirà il tipico gergo burbero dei duri da Far West, intriso da slang ed espressioni gergali oramai in disuso e volgarità molto ben dosate e per nulla eccessive. A fare da contorno i "personaggi secondari", ovvero gli avventori (più la cameriera ed il proprietario) del Bull's Head - il saloon che farà da dietro le quinte alla vicenda. Ad intervalli più o meno regolari ognuno di loro interverrà, interrompendo Silas per porgli qualche domanda, per chiedere se davvero quelli sono i fatti o più semplicemente per commentare. Ne risulta una narrazione molto più alleggerita rispetto all'autobiografia classica, non priva di spunti ironici e piacevolissima dall'inizio alla fine.
Ma non finisce qui perché anche la vicenda in se appare ben costruita e di sicuro impatto. Nel corso della campagna, infatti, ci scontreremo con i più grandi fuorilegge di tutti i tempi. Da Billy "The Kid" a Butch Cassidy, passando dalla banda dei fratelli Dalton al Mucchio Selvaggio, ogni appassionato di Western avrà di che entusiasmarsi. Peccato solo che, introduzioni artisticamente ricercate a parte, questi carismatici "boss" non siano stati caratterizzati dal punto di vista caratteriale - divenendo dunque semplici personaggi nella storia di Silas. Si è trattato, molto probabilmente, di una scelta ben precisa, con lo scopo di lasciare spazio al protagonista e di stringere i tempi di una produzione già piuttosto vasta per la tipologia Arcade.
Pur annoverando la mancata caratterizzazione dei nemici come un difetto, di pari passo con l'eccessiva linearità della progressione, non si può non ammettere che , dal punto di vista narrativo, Call of Juarez The Gunslinger funziona. Techland è riuscita a spingere sui tasti giusti, puntando sulla caratterizzazione dell'atmosfera e sul coinvolgimento degli amanti dei Western, realizzando dieci ore di campagna di buonissima fattura.
“Dio ha creato l’Uomo; Samuel Colt l’ha reso a lui pari”
Call of Juarez: Gunslinger - recensione - XBOX 360 A livello ludico Call of Juarez The Gunslinger non mette nulla di nuovo sul piatto della bilancia, anzi. Techland recupera le feature più classiche attribuite negli anni agli FPS in salsa Western, remixandole in una progressione molto ritmata e mai noiosa. Partendo dai controlli, i più classici che possiate immaginare in uno shooter (ma senza sistema di coperture), si arriva giù giù fino al Bullet Time, implementato qui in due diverse varianti. Un indicatore a forma di Revolver (naturalmente!) ci darà la misura della Concentrazione accumulata a suon di headshot, consentendoci, una volta riempito, di scatenare tutta la potenza di fuoco della nostra sei colpi. In tali frangenti l'azione rallenterà e tutti i nemici a schermo verranno colorati di rosso - in maniera da renderne ancor più agevole l'eliminazione. La stessa concentrazione -accumulata in maniera leggermente diversa e in un differente indicatore- ci darà la facoltà, con la salute prossima allo zero, di schivare un proiettile ed ottenere qualche secondo extra per recuperare un pizzico di energia e proseguire aggirando la morte.
E' ben chiaro dunque sin dal principio come livello di sfida e realismo non siano certo elevatissimi, anche se, già selezionando la difficoltà "Normale", alcuni frangenti ricolmi d'avversari si riveleranno particolarmente ostici. Ma Techland, per rendere appetibile il suo nuovo lavoro, non punta certo su questi aspetti, quanto più sul divertimento offerto da uno shooter totalmente arcade ed estremamente dinamico, che fa delle combo (headshot, esplosioni o qualsiasi altra cosa vi venga in mente) il suo Mantra. L'obiettivo principale, dunque, sarà concatenare le uccisioni, sfruttando al meglio la dotazione da cowboy che l'avventura, pian piano, metterà a disposizione del nostro Silas. Fucili a pallettoni e a lunga gittata, Revolver, Dinamite e doppi Revolver ci accompagneranno nei meandri di una progressione lineare ma adeguatamente diversificata grazie a particolari sezioni scriptate, intermezzi a volte "statici" (asserragliati dietro a rudimentali Gatling Gun) a volte veicolati da esili ma spettacolari Quick Time Event.
Il tutto culminerà nei Duelli, gli scontri cruciali tra Silas ed i malviventi di cui sarà costantemente sulle tracce. Per quanto le meccaniche siano leggermente diverse, le sensazioni sono le stesse che avevamo provato ai tempi di Red Dead Revolver. Partendo da un'inquadratura focalizzata sul bersaglio e sulla nostra mano destra, lo stick sinistro regolerà la distanza della mano dalla fondina mentre il destro il focus sull'avversario, segnalato da un reticolo di mira. Dovremo mantenere il bersaglio -in costante seppur lento movimento- centrato sulla figura e la mano quanto più vicina possibile alla pistola, per ridurne i tempi d'estrazione ed aumentare la precisione di fuoco. Ad un certo punto il cuore di Silas inizierà a battere più forte indicando il via libera al duello: da qui in poi sarà la dura legge del West ad aver ragione sui contendenti. Noteremo solo poi, in queste fasi, la possibilità di scegliere se portare a termine il duello in maniera "onesta" o "disonesta". A livello di meccaniche si tratta semplicemente di attendere o meno che l'avversario estragga prima di farlo a nostra volta; per quanto riguarda le conseguenze, nessun giudizio morale ma semplicemente un punteggio differente (minore se disonoreremo il duello) ed achievement/trofei dedicati.

I punti accumulati ci consentiranno di accedere ad uno skill tree triplicemente ramificato: da una parte le abilità per la gestione contemporanea di due pistole e dei Revolver in generale, dall'altra la focalizzazione su carabine e colpi dalla distanza. Al centro qualche power up per il corpo a corpo ed, in generale, per il combattimento ravvicinato. Tutte abilità passive, ovviamente, per non rovinare il feeling immediato e genuinamente arcade della progressione. Un feeling sottolineato soprattutto nella Modalità Arcade, parallela alla Campagna ma giocata negli stessi scenari. In questi casi conterà solamente la corsa al punteggio: quante più teste in fila riuscirete a far saltare nel minor tempo possibile, tanto più gli svariati modificatori vi premieranno. Semplice e conciso, con un solo pizzico di "condimento" dato dalla presenza di preset di abilità ed equipaggiamento predefiniti da espandere nello sviluppo del game mode.
Techland chiude con la modalità Duello, nella quale affrontare tutti e quindici i tagliagole presenti nella Campagna in sequenza, con sole cinque vite a disposizione. I risultati, come nell'Arcade Mode, andranno a tratteggiare complete classifiche online.
Pad alla mano, la commistione tra abilità come la ricarica veloce, le particolari meccaniche di gioco e la dinamicità della progressione, risultano in una struttura vincente e convincete. Spigolosità e difetti non mancano (non perfetta gestione dello strafe, reticolo di mira a volte impreciso), ma si tratta di dettagli per nulla debilitanti di fronte ad un titolo arcade da non perdere, soprattutto per gli amanti del Western.
Comic Book Style

A livello tecnico questo nuovo Call of Juarez compiace senza far gridare al miracolo. Alcune texture fuori posto e diversi problemi di pop-in non danneggiano un colpo d'occhio assolutamente evocativo. Un cell shading di discreto livello caratterizza alla perfezione le atmosfere da Selvaggio West, sottolineando con tratto deciso e spesso ruvido e grossolano tutti gli aspetti salienti dei quali gli Spaghetti Western di Sergio Leone (e i Western di Bud Spencer e Terence Hill) ci hanno fatto innamorare. Anche l'effettistica particellare svolge il suo ruolo in maniera soddisfacente, lasciando a desiderare solo in qualche caso sporadico. Da un Live Arcade, in ogni caso, è lecito non aspettarsi un comparto grafico da urlo e, considerando la categoria, The Gunslinger si difende piuttosto bene - tra una modellazione non eccelsa, qualche stonatura tecnica e la riuscitissima caratterizzazione artistica dell'ambientazione.
Particolarmente azzeccata la realizzazione delle cut-scene, inserite capitolo dopo capitolo come fossero le tavole di una graphic novel da sfogliare. Alcuni elementi elementi in stop motion e qualche effetto aggiuntivo rendono il tutto ancor più godibile, per un comparto in definitiva ben confezionato.
Chiude un reparto sonoro meno impattante: il doppiaggio (inglese con sottotitoli in italiano) riesce a catturare efficacemente l'attenzione; al contrario le campionature ambientali accusano una certa fiacchezza, dando solo in parte la sensazione di impugnare una delle rumorosissime armi di quegli anni.
Call of Juarez The Gunslinger è uno shooter arcade piuttosto lineare, dedicato soprattutto agli amanti degli sparatutto dal concept Western. Ma anche con un setting piuttosto di nicchia, siamo certi che la produzione Techland riuscirà a farsi largamente apprezzare. I suoi meriti, a partire dall’ottimo rapporto prezzo-qualità fino al gameplay immediato, funzionale e divertente ed al curato comparto narrativo, sono innegabili e capaci di rendere questo uno degli arcade games più interessanti del 2013. Peccato qualche difetto intrinseco alle meccaniche e l’elevata linearità di cui sopra ne sporchino il curriculum, che in ultima analisi risulta comunque quello di un’ottima produzione. Assolutamente da non perdere.
VOTOGLOBALE8
Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Call of Juarez: Gunslinger

Disponibile per: XBOX 360 | PC | PS3
Genere: FPS - Sparatutto in Prima Persona
Sviluppatore: Techland
Distributore: Distribuzione digitale
Publisher: Ubisoft
Data di Pubblicazione:
XBOX 360: 22/05/2013   
PS3: 22/05/2013   
PC: 23/05/2013   
Call of Juarez: Gunslinger
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