
Narrativamente parlando l'intreccio di
Crysis 3 è fortemente collegato al precedente capitolo, tanto che il dev team ha ben pensato di inserire un'apposita opzione per visionare un sunto dei fatti. L'avventura si svolge ben
ventitrè anni dopo l'epilogo di Crysis 2, con le milizie CELL che hanno ormai preso il controllo delle più grandi metropoli. L'operazione ha avuto successo grazie alla costruzione di gigantesche cupole "protettive". L'isolamento completo di città come New York (ambientazione di questa terza avventura) ha eroso pian piano le possibilità di sopravvivenza umane, lasciando il pianeta in balia della natura, che si è ripresa i suoi spazi.
La speranza, però, non è del tutto perduta. L'organizzazione ha letteralmente strappato le nanotute dai soldati agli ordini di
Prophet, uccidendone la maggior parte nel processo ed alimentando un fortissimo senso di vendetta nei sopravvissuti. Questi hanno formato negli anni una milizia ribelle, cresciuta nell'ombra e divenuta ogni giorno più forte, grazie soprattutto alla ferrea volontà di
Psycho - di ritorno dopo
Crysis Warhead. Sarà proprio lui, nei primi istanti dell'avventura, a liberare Prophet dalla prigionia CELL: una sorta di crio-sonno indotto per studiare la sua fenomenale integrazione con il DNA Ceph.
"L'impianto narrativo di
Crysis 3 si risolleva in larga parte dalle incertezze del secondo capitolo, convincendo con solo qualche riserva"
Nei panni del ritrovato protagonista (Prophet) dovremo in primis fare luce sulle reali motivazioni che hanno portato CELL ad isolare New York e le altre metropoli, per poi tentare di sventarne il terribile piano. Uno svolgimento abbastanza lineare, che viene arricchito però dalle
forti personalità degli attori digitali. Non solo Prophet e Psycho ma anche i principali componenti del gruppo ribelle, mostrano nel corso dell'avventura una caratterizzazione psicologica di valore. Alle vicende nude e crude -ed al solito un po' troppo intricate- si affiancano i drammi personali di protagonisti e comprimari, capaci di dipingere nel complesso
un quadro altamente toccante. Da una parte il sacrificio estremo di Prophet, che ha rinunciato da tempo alla sua umanità; dall'altra Psycho, con il pesante fardello di un senso d'inferiorità incolmabile e i tremendi ricordi dell'operazione per strappargli la nanotuta di dosso. Un'amalgama brutale di sentimenti e risvolti spesso inaspettati che colpisce il giocatore allo stomaco, lasciandolo stranito di fronte a un intreccio tra i più maturi nel genere d'appartenenza. Il merito va anche ad una performance attoriale altamente convincente, capace di sottolineare efficacemente ad ogni
cut scene i sentimenti degli interpreti, coinvolgendo il giocatore.
Chiudendo i battenti con un finale degno di questa trilogia, l'impianto narrativo di
Crysis 3 si risolleva in larga parte dalle incertezze del secondo capitolo, convincendo con solo qualche riserva. E' solo lo stile stesso della narrazione a presentare qualche problematica.
Crytek preferisce affidarsi ancora ad un intreccio a tratti criptico (e un po' spocchioso), profondamente legato al generale filo conduttore e da approfondire anche in autonomia, tramite audio e text log sparsi qua e là. Un approccio non del tutto "amichevole" o adatto a tutti, che non scalfisce in ogni caso la bontà di un reparto convincente ed interessante per l'intera avventura.

Sin dal primo contatto con le meccaniche di gioco ci si accorge che
il feeling di Crysis 3 non è cambiato rispetto al secondo episodio. Un sistema di controllo a tratti un po' troppo complesso ci permette di accedere alla solita dotazione di base (fucile automatico e pistola silenziata), nonché ai poteri della
Nanotuta - marchio di fabbrica di Crysis. Un tocco sul dorsale sinistro ed attiveremo una
Corazza in grado di assorbire il danno dei proiettili o di una brutta caduta; uno sul destro e potremo avvalerci della
Mimetizzazione Olografica, indispensabile per agire nell'ombra. Immutati anche i potenziamenti alle capacità fisiche, che ci consentiranno di eseguire balzi sovrumani, spostare o lanciare pesantissimi oggetti. Poche (ma come vedremo sostanziali) le modifiche all'arsenale bellico: recuperando le varie bocche fuoco ne sbloccheremo anche gli accessori, da sfruttare a piacimento grazie al sempre intuitivo menù a scomparsa. Una struttura collaudatissima, che Crytek ha pensato bene di non modificare per dare continuità al
brand e mettere immediatamente a proprio agio il giocatore.
La novità è però il sale del successo, ed il team tedesco lo sa bene. Proprio per questo, partendo dalla dotazione,
Crysis 3 mostra spunti interessanti. Si parte dal chiacchierato
Arco, il vero "
game changer" di questa terza incarnazione. Silenzioso e sempre letale consente da solo numerosi approcci differenti, grazie all'ampia gamma di frecce. Si parte dai normali dardi a punta penetrante, ideali per eliminazioni a distanza senza fare alcun rumore e si passa alle frecce caricate elettricamente, capaci di mandare in tilt i sistemi difensivi nemici o di "friggere" più avversari contemporaneamente. Infine, per il distruttore che alberga in ognuno di noi, Crytek ha messo a disposizione ben due tipologie di frecce esplosive. Queste ultime, oltre che per distruggere unità corazzate o Ceph particolarmente resistenti, potranno essere sfruttate per mettere in atto
indispensabili diversivi, colpendo ad esempio bidoni di carburante per attirare l'attenzione lontano da Prophet. Un
incremento enorme della varietà, che spinge il giocatore verso un approccio
stealth altamente soddisfacente. A questo proposito il
dev team ha mantenuto davvero ogni promessa. I quadri di gioco di un'avventura comunque lineare (l'approccio
free roaming non è più fra le priorità di Crytek) mostrano una vastità fuori dal comune, ed un'architettura tanto complessa da sposare molto più efficacemente le caratteristche sandbox già ricercate nel precedente capitolo. Edifici diroccati, sentieri secondari ben nascosti ed ampie distese d'erba altissima ci permettono di sfruttare
tattiche sempre diverse per avere la meglio sul nemico.
"Il connubio di precise e profonde dinamiche stealth e frenetiche sparatorie all'ultimo sangue funziona a meraviglia. I meriti sono da ricercarsi in un level design ricercatissimo, curato e complesso, nonché nella riscrittura di diverse routine comportamentali"
Possiamo passare totalmente inosservati senza mai colpire, sgattaiolare alle spalle per eliminazioni furtive o sfruttare ogni caratteristica di uno
splendido level design per mettere a segno uccisioni mirate. Una marea di diversi approcci tattici che vanno di pari passo con il
netto miglioramento dell'intelligenza artificiale - annoverata tra i difetti più evidenti del secondo capitolo. I nemici umani si muovono prevalentemente in gruppo, costringendoci ad un'attenta pianificazione di ogni minimo movimento. Per un'azione efficace è necessario tenere in conto la durata dell'invisibilità, la necessità di recuperare dai cadaveri le frecce scagliate e la conformazione dei livelli. L'elevato tasso di attenzione delle truppe nemiche, l'intelligenza tattica nell'accerchiamento ed il sapiente sfruttamento della dotazione sono aspetti completamente rinnovati dell'IA, che pone il giocatore di fronte ad un alto livello di sfida già a media difficoltà. Sfruttare il
Visore Tattico per taggare i nemici e studiarne le
routine è quindi fortemente consigliato.
Molto diverso l'approccio allo scontro dei
Ceph, la cui bestialità e crudeltà si mostra anzitutto dai comportamenti in battaglia. A differenza delle truppe CELL, gli alieni si muovono seguendo soprattutto un innato istinto naturale, fiondandosi a perdifiato sulla preda non appena fiutata. L'approccio allo scontro è in questi casi diametralmente opposto. Potenza e reattività sono caso preferibili a pazienza e furtività: dovremo quindi sfruttare tutto l'arsenale a nostra disposizione e le coperture. Anche in questi casi
l'azione a schermo non mostra quasi mai incertezze. Alcune nuove bocche da fuoco e la possibilità di sfruttare diverse armi aliene si uniscono alla dotazione classica, dandoci modo di sperimentare continuamente nuove soluzioni. L'alternanza tra le file Ceph, dai rapidi e letali
Stalker ai giganteschi
Devastator, ci mette nell'ottica di variare costantemente l'approccio allo scontro, rinvigorendo la varietà anche a fronte di unità nemiche tatticamente meno sviluppate. Alla stregua della componente
stealth, dunque, anche quella "ad armi spianate" funziona benissimo, e non solo per la rinnovata varietà. Le dinamiche ludiche sono le stesse che chi ama Crysis ha da tempo imparato a conoscere. Dinamismo e frenesia della fase
shooter si sposano benissimo con l'elevata carica realistica del titolo, che mostra effetti rinculo convincenti ed un sistema di
hit detection tra i più precisi ed accurati in circolazione.
Il feeling è allo stesso tempo genuino ed altamente spettacolare: il paradiso per una vasta schiera di videogiocatori.
Crysis 3 non si limita però a quanto già descritto, aggiungendo alcuni elementi collaterali di varia natura. Partendo dai più marginali segnaliamo un paio di brevi sessioni
on rail altamente impattanti, ed altrettante di guida, utili quasi solamente allo spostamento da un'area all'altra. Sicuramente di maggiore interesse gli
obiettivi secondari che si presenteranno nel corso della progressione: nulla di particolarmente stimolante, se non per il fato che stimolano una fase esplorativa più intensa rispetto al predecessore. Aguzzando i sensi e sfruttando a dovere il Visore Tattico, potremo poi raccogliere importanti Kit di Potenziamento - semplici punti da spendere per la
Nanotuta. Attraverso un menù dedicato saremo in grado di migliorare diverse funzionalità della tuta: furtività, velocità di ricarica delle armi o quantità di danno massima assorbita dalla corazza. Scelte interessanti e funzionali al
gameplay, che culminano nelle nuovissime possibilità di
hacking. Inquadrando torrette sentinella o meccanismi elettronici di varia natura, Prophet sarà in grado di penetrarne le difese, rivolgendo la minaccia contro i suoi bersagli.
Volendo tirare le somme, dunque, la Campagna di
Crysis 3 mostra chiaramente i progressi fatti da Crytek ascoltando le lamentele degli utenti e migliorando la struttura di gioco in maniera coerente. Il connubio di precise e profonde dinamiche
stealth e frenetiche sparatorie all'ultimo sangue funziona a meraviglia. I meriti sono da ricercarsi in un
level design ricercatissimo, curato e complesso, nonché nella riscrittura di diverse routine comportamentali, ora davvero sorprendenti (per quanto qualche bug non manchi). Il risultato, frutto di una più ampia varietà e del mantenimento di tutte le solidissime dinamiche di partenza, è
un comparto ludico di ampio respiro, che saprà accontentare sia chi desideri l'azione immediata sia chi ambisca ai più cervellotici tatticismi. Tutto senza mai lesinare sul livello di sfida.
E' infine doveroso dedicare una piccola parentesi alla longevità. Personalmente abbiamo portato a termine l'avventura in poco più di dieci ore, senza saltare alcuna cut-scene ovviamente. Tuttavia il nostro approccio è stato stealth e ragionato fin quando i limiti delle tempistiche di
review lo hanno permesso, per poi vertere verso lo scontro a fuoco più caciarone. Siamo dunque dell'idea che approcciando tutte le situazioni che lo richiedono in maniera meticolosa, la durata del single player potrebbe arrivare a sfondare il muro delle quindici ore. Ci preme in ogni caso specificare che, anche al netto delle nostre dieci ore,
Crysis 3 si è sempre dimostrato un prodotto longevo e completo.