XBOX 360: Notizie, Recensioni, Anteprime e Video
Dark Souls > Recensione
291 Commenti
Stampa
+0
     
+0
+0
+0

Dark Souls - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Demon's Souls è stata una vera e propria rivelazione. Spuntato dal nulla in un momento storico in cui l'Hardcore Gaming era ormai dato per spacciato, il capolavoro From Software si profilò fin da subito come una delle più conturbanti esclusive Playstation 3, ammaliando i giocatori più duri con una struttura ed una difficoltà esemplari. Vero e proprio fenomeno di culto in Giappone, il titolo varcò in ritardo i confini della patria, ma arrivò anche in occidente a reclamare gli unanimi entusiasmi della critica. Strutturato come un Action RPG solido e duro, una sorta di avanguardistico Dungeon Crawler, Demon's Souls atterriva con una difficoltà sopra la norma, risultando però sempre stimolante. E fu anche il fascino di un Fantasy cupo, malato, corrotto, a sostenere l'ammirazione di milioni di videogiocatori.
Oggi, a due anni di distanza dal rilascio europeo, Form Software pubblica il "seguito spirituale" del suo lavoro più celebre. Diversa l'ambientazione, praticamente immutata la sostanza ludica, al di là di molti accorgimenti che di fatto rendono unico e pienamente identificabile questo nuovo capitolo. Nel tentativo di allargare la fanbase, inoltre, questo Dark Souls sarà disponibile, oltre che per l'ammiraglia Sony, anche in versione Xbox360. E siamo sicuri che gli utenti Microsoft non vedono l'ora di mettere le mani sul successore di uno dei prodotti più invidiati di questa generazione.
Ma attenti: Dark Souls, così come il suo antecedente, è pronto a distruggere tutte le vostre convinzioni in un batter d'occhio. Per addentrarsi nei suoi labirinti è necessaria tanta convinzione, forza di volontà, ed un amore incondizionato per un genere che può essere sadico come pochi. Preparatevi, quindi, a morire.
 
Lande dei Lord
Dark Souls - recensione - PS3 Dark Souls si ambienta in un universo completamente diverso da quello del suo predecessore. Ma il mondo di gioco rappresenta ancora una volta un bellissimo esempio di lavoro creativo, portato avanti nel rispetto di una tradizione Fantasy oscura e cupa. Dark Souls parla di un mondo ormai corrotto, plasmato anticamente da cinque Lord, a partire da una grigia materia informe. Turbato l'equilibrio immutabile (fatto "di rupi grige, alberi giganti e draghi eterni"), i Lord dettero inizio all'era del Fuoco, in cui l'uomo riuscì a prosperare. Ma ben presto il segno dell'oscurità comparve a disseminare orrore sulla terra. Nati col marchio circolare della morte, come una voglia malefica incollata alla pelle, i nuovi uomini cominciarono a svuotarsi, fino a perdere il senno e vagare come Non Morti impazziti. Esiliati nelle tetre terre del nord, questi esseri senza umanità attendono semplicemente il giorno in cui un giudizio implacabile di abbatterà su di loro. Eppure, le profezie raccontano di un non-morto speciale, in gradi di fuggire dalle prigioni e raggiungere Lordran, la terra dei Lord. Sarà lui a salvare il mondo da questa piaga nera, decidendo una volta per tutte il destino della schiera di esseri vuoti che ormai si diffonde. Ovviamente è proprio il protagonista del titolo, un personaggio creato a partire da un editor molto scarno, che porterà su di sé il peso di questa responsabilità, attraversando le magiche terre di Lordran. Ma se da Dark Souls vi aspettate una trama profonda e articolata, avete sbagliato di grosso. L'utente procede sulla base delle poche indicazioni che gli vengono fornite dagli NPC, esplorando a tentoni l'ambiente di gioco per compiere la sua missione. Prima suonare le due campane del Risveglio, situate nei borghi infestati da non morti, poi superare le trappole infami della fortezza di Sen, per raggiungere infine Anor Londo, l'antica città degli dei, e sfidare il loro potere. Non è il fine quello che conta, ma la rara bellezza del viaggio, che ci conduce attraverso ambientazioni sempre ricche di fascino. E' come se andando avanti, piuttosto che vivere la storia del nostro anonimo protagonista, riscoprissimo quella nascosta e antica di luoghi perduti. Ogni scorcio, ogni corpo morto lasciato al margine di un androne, o nei pressi di una trappola mortale, ha qualcosa da raccontare. E' il tassello di un mondo che fu glorioso, vasto ed elegante: lo si vede nell'ampiezza delle prospettive, nella statuaria imponenze delle costruzioni di pietra. Ma è un regno ormai caduto, avvolto nella nebbia e privato della luce e della bellezza, che arranca nei resti cadenti delle case e dei borghi. La direzione artistica, in ogni caso, ancora più cupa, ossessiva, gotica, da sola riesce a sostenere la curiosità dell'utente, spinto ad andare avanti per esplorare nuove sezioni di Lordran.
Differenze e conferme
Dark Souls - recensione - PS3 Prima di cominciare a giocare è necessario costruire il proprio personaggio. L'editor è molto scarno, poverissimo di opzioni per quanto riguarda la personalizzazione estetica, ma molto nutrito quando si tratta di selezionare classi ed equipaggiamento iniziale. Dark Souls presenta un'ottima varietà di classi di base, che garantiscono un approccio sensibilmente diverso all'avventura.
Il gioco comincia con il personaggio creato dal videoplayer chiuso in una cella della Prigione dei Non Morti, destinato a smarrire la sua anima. Dietro le sbarre si apre un corridoio lugubre e sozzo, infestato dai ratti. L'avventura parte così, con un essere dagli occhi di ghiaccio che precipita nel loculo un corpo morto, sul quale troviamo la chiave per aprire la sudicia stanza. I primi momenti costituiscono un breve (ma intenso) tutorial, in cui torniamo a familiarizzare con il sistema di controllo. Praticamente immutato rispetto al predecessore, il control scheme attribuisce ai dorsali l'attacco (o il lancio degli incantesimi, nel caso si impugni un "catalizzatore" o un "talismano") e la parata. Lo studio meticoloso delle animazioni avversarie è indispensabile per metabolizzare il timing corretto: necessario sia per effettuare i contrattacchi con lo scudo, sia per colpire con cognizione di causa, senza consumare a sproposito la barra della stamina (che regola anche la possibilità di eseguire arretramenti e schivate). Insomma non passa molto tempo perchè i veterani di Demon's Souls si sentano a casa, ancora pervasi da quel terrore sottocutaneo, veicolato dall'incertezza e dall'oscurità. Si capisce immediatamente che contro il giocatore non ci sono soltanto le schiere infinite di Non-Morti, ma anche l'ambiente di gioco, ricco di insidie letali. In un corridoio troppo stretto i nostri fendenti cozzano irrimediabilmente sul muro, mentre gli assalti degli avversari sono praticamente impossibili da contenere. Ma anche in bilico vicino ad un dirupo, è meglio andarci piano con i movimenti difensivi (capriole e arretramenti), se non si vuole precipitare per un banale errore di calcolo delle distanze. Dark Souls, insomma, è ancora ansiogeno e opprimente, con le sue stanze interamente avvolte nell'oscurità e i suoi angoli ciechi. Coi suoi rumori grotteschi, che ci assaltano in ogni momento: una giuntura che stride, i passi silenziosi di un essere senza più carne, o il filo di un arco che scocca una freccia letale. Il prodotto From Software non è adatto ai deboli di cuore.
Il gameplay basilare, insomma, è rimasto sostanzialmente invariato, ma il team di sviluppo ha fatto qualche importante modifica. Una fra tutte, la gestione degli oggetti curativi e delle magie, e l'introduzione dei Falò. Diversamente da quanto accadeva nel precedente episodio, il mondo di gioco non è più strutturato a schemi indipendenti l'uno dall'altro, ma è un'enorme struttura in cui ogni parte è collegata all'altra. Plauso sincero al level design, che di fatto collega in maniera intelligente luoghi apparentemente lontanissimi, sbloccando di tanto in tanto scorciatoie e trasporti. Esplorando il mondo di gioco si scoprono in ogni caso i Falò, attorno ai quali è possibile sedere per riposarsi. Questi flebili fuochi fungono da Checkpoint, dal momento che ad ogni morte prematura il nostro corpo tornerà a materializzarsi in prossimità dell'ultimo bivacco visitato. L'importanza dei Falò è fondamentale per scandire il ritmo della progressione, dal momento che ogni sosta "ricarica" anche le nostre magie e le fiaschette Estus. Diversamente dal primo capitolo, infatti, adesso gli incantesimi ed i miracoli non sono regolati dall'utilizzo di Punti Magia: semplicemente, ne abbiamo a disposizione un numero predefinito prima si esauriscano. Le Fiaschette Estus, invece, svolgono il ruolo di oggetti curativi: rappresentano uno dei pochi metodi per recuperare PV, ma tendono a sparire in fretta, vista la difficoltà proibitiva del titolo. Ecco dunque che il giocatore è costretto a tornare spesso al Falò, per rimpinguare le proprie scorte. Così facendo, tuttavia, fa ricomparire tutti i nemici uccisi fino a quel momento. L'avanzamento, in Dark Souls, si prefigura con un lavoro lento e costante, in certi casi molti ripetitivo. Certo, ogni volta che si torna al campo base è possibile spendere le anime accumulate per incrementare il proprio livello, e quindi le prestazioni miglioreranno di conseguenza, ma per andare avanti occorre anche fare la massima attenzione, e ottimizzare le proprie risorse, evitando leggerezze che porterebbero a perdere troppa vita o sprecare qualche magia. Per procedere, poi, bisogna darsi anche al Grinding spietato, e non è detto che tutti i giocatori siano intenzionati a ripercorrere più e più volte gli stessi sentieri. In generale, tuttavia, per chi è dotato di buona volontà, la progressione è ben scandita, anche grazie alla presenza di molti Mid-Boss che possono essere eliminati una volta per tutte, senza tornare ad insidiare il giocatore ad un secondo passaggio spesso necessario. Seduti al Falò è possibile anche sacrificare la propria Umanità per tornare a camminare fra i vivi. L'Umanità, in Dark Souls, è merce rarissima, ed è bene dunque usarla con parsimonia: serve soprattutto per ravvivare la fiamma, cosa che ci permette di ottenere il doppio delle fiaschette Estus, così da riuscire ad avanzare con meno preoccupazioni. Eppure, prima è necessario scoprire il "rito segreto", e sarà molto difficile riuscire a trovarlo prima delle venti ore di gioco.

INVIA COMMENTO

Dark Souls

Disponibile per: PS3 | XBOX 360 | PC
Genere: Gioco di Ruolo
Sviluppatore: From Software
Publisher: Bandai Namco
Data di Pubblicazione:
PS3: 06/10/2011   
XBOX 360: 06/10/2011   
PC: 24/08/2012   
Dark Souls
7.5
8.5
9.5
8
118 voti
8.4
ND.
guida alle valutazioni su Everyeye.it
Registrati - Login per iscriverti al Mail Alert.
Registrati - Login per gestire la collezione.
Registrati - Login per scrivere una rece utente.
DragonDaemonis
Spiegare cos'è Dark Souls è un concetto troppo complicato. Tuttavia tutti sanno qual è il significato del gioco e le caratteristiche che lo contra...[Continua a Leggere]
9.5
Sad Blue Tear
OSCURA L’ANIMA L'accessibilità nell'industria dell'intrattenimento è un fattore chiave per le vendite: se un prodotto è facile da comprendere, m...[Continua a Leggere]
9.5
Premyerx4
L'action/gdr dei From Software ci omaggia per la seconda volta con il gusto ed il piacere di una "sana" difficolt immersa in uno scenario cos fant...[Continua a Leggere]
9
Everyeye.it © 2001-2014 - Editore:HIDEDESIGN SNC PI:05619350720
Registrati in pochi passi utilizzando un tuo account esistente
oppure
SCEGLI UN NOME UTENTE, E REGISTRA UN ACCOUNT PER IL SITO ED IL FORUM
EMAIL
PASSWORD