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DmC: Devil May Cry - Recensione

Inviato il da Andrea Vanon
Accolto in malo modo dai fan più sfegatati sin dal primissimo trailer d'annuncio, DmC: Devil May Cry è pronto, questo 15 Gennaio (il 25 nella versione PC), a far ricredere gran parte dei suoi detrattori. Chi pensava che il cambiamento di look ed il passaggio ad un team di sviluppo (Ninja Theory) sulla carta meno avvezzo ai tecnicismi avrebbe portato prima di tutto ad uno svilimento del gameplay dovrà completamente ricredersi. Come vedremo a breve, infatti, quello in arrivo per Playstation 3, PC ed Xbox 360 è un action game di ottimo livello; sicuramente non in grado di riscrivere il paradigma del genere, o di rivoluzionarlo, ma capace di coinvolgere e mettere alla prova tutti gli appassionati dell'action gaming impegnativo e profondo. Un istantaneo sistema di switching delle armi a disposizione ed una rinnovata attenzione per la fase acrobatica, rendono questo reboot veramente interessante, per quanto indissolubilmente legato ad un protagonista molto diversa da quello che conoscevamo. Si arrenda, a questo proposito, chi è ancora legato al Dante tenebroso: quell'affascinante figura oramai non tornerà. Ed è forse proprio questo, come stiamo per appurare, uno dei pochi difetti di questo DmC: Devil May Cry.
 
Il nuovo Dante
DmC: Devil May Cry - recensione - XBOX 360 Narrativamente parlando quella di DmC: Devil May Cry è una vicenda senza troppe pretese. Nella realtà in cui vive il nuovo Dante i demoni controllano la società attraverso la tirannia incontrastata di Mundus (il fratello di Sparda), reincarnatosi nel multimiliardario Kyle Ryder. Il dev team ha fatto un discreto lavoro nell'attualizzare e contestualizzare il più possibile la vicenda: il magnate, infatti, gestisce la Raptor News Corp, controllando l'intera rete informativa e plagiando così le deboli menti umane, completamente sottomesse al suo volere. Detiene inoltre il controllo del debito mondiale, nonché il brevetto della bevanda più venduta - la Virility. Grazie a quest'intruglio, pubblicizzato come bevanda energetica in grado di favorire il dimagrimento ed aumentare le prestazioni sessuali, Mundus ha ancor più facile accesso alla psiche umana, indebolita da una particolare sostanza contenuta nella bevanda stessa. Un dominio totale, minacciato solamente da una figura: Dante. Essendo un Nephilim, incrocio tra un demone ed un angelo, il nostro "eroe" è l'unico, guarda caso, ad avere le capacità per sconfiggere Mundus, che dopo aver fatto uccidere la madre ed esiliare il padre è alla sua continua ricerca.
"Alidlà di un aspetto narrativo claudicante, a questo DmC: Devil May Cry ben poco altro si può imputare, soprattutto analizzando il gameplay portante."
All'oscuro di tutto per un'amnesia indotta, un lascivo Dante sarà spronato alla vendetta da Vergil, suo fratello gemello, e Kat, una fanciulla con un passato di violenza. Entrambi sono membri dell'Ordine - un'organizzazione clandestina nata come ultimo baluardo nella resistenza contro i demoni. Dopo una partenza non molto convinta, ed una volta recuperati i suoi ricordi originali, il nostro deciderà di unirsi alla causa, dando così il via all'avventura vera e propria.
Pur concedendosi qualche esagerazione, per quanto ricco di cliché e sempre abbastanza scontato, il plot appare leggero e mediamente godibile dall'inizio alla fine, come si conviene ad una produzione affatto incentrata sull'aspetto narrativo. A non convincere appieno è invece il charachter design, sin troppo stereotipato anche per i canoni di un action game esclusivamente votato al massacro. La star principale ha perso la sua verve tenebrosa, mantenendo tutte le caratteristiche da sbruffone che lo hanno sempre caratterizzato ma declinandole in questo caso in "salsa moderna". Quello presentatoci da Ninja Theory è infatti poco più che un ragazzino dalla parolaccia facile che si atteggia da "duro": un mix a volte divertente e probabilmente adatto ad attirare il pubblico attuale. All'occhio del videoplayer più navigato, tuttavia, i continui improperi e le scontate battutine a sfondo sessuale risultano più che altro un fastidioso sintomo di uno studio poco approfondito della psicologia del personaggio: aspetto che si riflette anche sul cast d'accompagnamento. Poco più che macchiette, gli altri componenti del cast non donano spessore alla vicenda, anche se, assieme all'eroe principale, dimostrano un buon piglio attoriale aiutato da un buonissimo doppiaggio in Italiano. Un peccato insomma non emergano le doti di Ninja Theory (ricordiamo Heavenly Sword) per caratterizzare almeno un nemico coi fiocchi, limitandosi al necessario per uno storytelling chiaramente collaterale ma che avrebbe sicuramente potuto fare di più.
Teniamo a ribadire, prima di proseguire, che quella di DmC è comunque una vicenda piacevole, soprattutto quando una volta finito il gioco ci accorgeremo di come il risultato s'incastri con quanto già sappiamo di Dante & Co., andando proprio per questo a caratterizzare una sorta di prequel.
Angeli e Demoni
Bloody Palace
Ad onor di cronaca citiamo la presenza di una modalità extra, in arrivo tramite DLC gratuito in un periodo imprecisato subito dopo il lancio. Si tratta di Bloody Palace, nella quale Dante dovrà ripulire più di 100 piani infestati da demoni, mostri e creature più o meno demoniache. Per ora le informazioni sono tutte qui, ma naturalmente Everyeye.it s'impegnerà a farne uno speciale dedicato non appena tale game mode verrà resa disponibile.
Al di là di un aspetto narrativo claudicante, a questo DmC: Devil May Cry ben poco altro si può imputare, soprattutto analizzandone gameplay e struttura. Il gioco presenta un andamento piuttosto lineare, caratterizzato da una progressione lungo venti livelli (per  poco più di dieci ore di gioco) sostanzialmente chiusi e non sempre perfettamente collegati tra loro. Nulla di diverso dai classici Devil May Cry, in ogni caso, dai quali DmC recupera anche l'ossatura di base del gameplay, fondata sull'abbattimento veloce e "stiloso" dei nemici. A farci compagnia il solito sistema di valutazione delle combinazioni, in grado di determinare un punteggio in seguito alle nostre performance in ogni area. Ed è proprio nel combat system e quanto ruota attorno ad esso che la produzione Ninja Theory mostra i muscoli, dando senza ombra di dubbio il meglio di sé.
Ad affiancare la Rebellion (la spada di Dante) ed Ebony&Ivory (le fidate pistole) ci saranno ben altre quattro armi per il combattimento ravvicinato e due bocche da fuoco. L'armamentario sarà suddiviso in due distinte tipologie: le armi angeliche, più rapide a scapito del danno e capaci di accumulare le anime dei nemici per potenziare momentaneamente i colpi, e le armi demoniache, dal ritmo d'attacco molto più blando ma dal potere devastante. Dapprima otterremo Arbiter -una possente ascia- ed Osiris, una longilinea falce; in seguito i robusti guantoni infuocati Eryx e le doppie lame circolari Aquila. Le combo di base per ogni arma si eseguono sempre con un singolo pulsante, che va premuto con il giusto tempismo, con pause cadenzate al giusto momento. Non manca poi l'attacco verticale, che permette di scagliare in aria i nemici, ed eventualmente seguirli per dedicarsi a qualche attacco aereo.
Ma il risultato migliore del sistema di combattimento è la fluidità con la quale tutti gli attacchi si combinano tra loro e la sua generale duttilità. Se la Rebellion resta l'arma principale, i tasti dorsali permettono di passare rispettivamente all'arma angelica o demoniaca, mentre un rapido tocco sul D-Pad è in grado addirittura di cambiare in corsa l'arma equipaggiata.

Un sistema del genere funziona a meraviglia, lasciando il giocatore libero di sperimentare le combinazioni più ardite. Ma Ninja Theory non si ferma qui, ed anzi aggiunge un ulteriore elemento distintivo: armi demoniache ed angeliche potranno essere istantaneamente tramutate in una sorta di arpione, in grado di attirare il nemico verso Dante o viceversa. Diventa così fondamentale gestire il posizionamento del protagonista rispetto ai nemici. Assalito da ogni parte, Dante schizza da un avversario all'altro, oppure allontana un nemico dal gruppo, muovendosi rapidamente senza interrompere il flusso di colpi.
Per avere un'idea dell'enorme grado di libertà concesso ai giocatori più spericolati, basta vedere le incredibili evoluzioni proposte nelle schermate di caricamento.
Ovviamente DmC non si nega la gioia di una progressione interna: la necessità di guadagnare punti esperienza eseguendo manovre sempre più ardue per sbloccarne altre, nonché l'ottenimento graduale della dotazione, sono il sale del circolo virtuoso messo in piedi da Ninja Theory.
Al tutto si aggiunge ovviamente il Devil Trigger, abilità speciale che, riempita l'apposita barra, scatenerà in Dante il vero potere del Nephilim, rallentando il tempo e potenziando pesantemente ogni attacco.
"La star principale ha perso la sua verve tenebrosa, mantenendo tutte le caratteristiche da sbruffone che lo hanno sempre caratterizzato ma declinandole in questo caso in "salsa moderna"."

Alla profondità del combat system fa da controcanto un'ottima varietà di nemici, fra demoni da sconfiggere solo con armi angeliche, Arpie volanti o terribili Colossi: le caratteristiche di ogni avversario sono pensate per mettere alla prova il giocatore, spronandolo ad usare tutte le possibilità d'attacco e di difesa (persino delle counter da eseguire con perfetto tempismo). Dal punto di vista del gameplay, insomma, DmC soffre in ultima analisi di soli due difetti. Il primo consiste nell'assenza di un sistema di lock on, che in certi casi si fa sentire per via di un direzionamento degli attacchi non sempre facile da gestire, a cui si aggiunge la gestione della telecamera completamente in mano al videoplayer, non del tutto funzionale soprattutto nelle sessioni più concitate, dove non di rado capiterà di perdere di vista il nemico. Il secondo difetto è legato ai ritmi dell'avventura, che lascia in molti casi poco respiro all'azione. Come vedremo, l'alternanza costante fra fasi action e sequenze "esplorative" spezza un po' le gambe al combattimento, e almeno per i primi tre livelli di difficoltà sarà raro trovare sezioni estese, con molti nemici ad affrontare Dante: non semplice, quindi, esibirsi in combo molto lunghe e trarre ampia soddisfazione.
Questo aspetto è fortunatamente contrastato dalle Missioni Speciali, particolari prove d'abilità da scovare nei livelli, che ci metteranno da subito di fronte a sfide ben più toste. In questi frangenti dovremo dimostrare davvero tutte le nostre abilità, e come sanno i fan fan di vecchia data superare queste prove rappresenta davvero una sfida ardua e impegnativa.
In secondo luogo vanno citati i cambiamenti che sperimenteremo una volta sbloccato il primo livello di difficoltà "speciale". Come si conviene a giochi di questo tipo, e a Devil May Cry in particolare, il completamento di una singola "rush" sarà solo l'inizio della sfida: il riscaldamento. Già dal secondo playtrough, magari a livello di difficoltà Figlio di Sparda, noteremo la presenza sin dai primi livelli delle creature più potenti viste solo in seguito; i normali nemici, così come i boss (purtroppo solo quattro) otterranno anche nuovi pattern d'attacco e molto più vigore. Insomma DmC diventa ben più appagante quando lo si gioca per la seconda volta e anche oltre. Particolarmente efficace nel caso delle Boss Fight, il meccanismo vedrà trasformate quelle che prima potevano essere delle battaglie abbastanza facili e spesso anche scontate in veri e propri incubi dai quali non vedremo l'ora di fuggire. E se in questo caso diventerà indispensabile un oculato sfruttamento degli oggetti curativi acquistabili al negozio tramite classiche orb rosse, non vogliamo nemmeno immaginare quale possa essere il livello di sfida di "Inferno ed Inferno", modalità nella quale Dante morirà con un solo colpo mentre i nemici presenteranno la normale quantità di salute. Una follia sbloccabile al quinto playtrough, che farà felici i fan più sfegatati, soprattutto se consideriamo che morti ed oggetti andranno a penalizzare pesantemente il punteggio di ciascuna missione.
Alla luce di quanto detto, dunque, non si preoccupino affatto i titubanti: i combattimenti, in DmC: Devil May Cry, sono un vero e proprio spettacolo, con una carica in un certo senso innovativa ed una profondità che non si vedevano da diverso tempo.

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DmC: Devil May Cry

Disponibile per: XBOX 360 | PS3 | PC
Genere: Azione
Sviluppatore: Ninja Theory
Distributore: Halifax
Publisher: Capcom
Pegi: 16+
Data di Pubblicazione: 15/01/2013
DmC: Devil May Cry
8.5
9
8.5
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51 voti
7.9
ND.
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