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DoDonPachi Resurrection - Recensione

Inviato il da Nicolò Pellegatta
La scommessa di pubblicare anche in Europa Deathsmiles della Cave ha premiato il publisher Rising Star. Uno strategico calo di prezzo a poche settimane dalla pubblicazione e una confezione invitante (oltre al gioco anche la colonna sonora e oggetti per il Desktop), spinsero le vendite dello sparatutto Cave a base di streghette e scrolling orizzontale ben oltre l'usuale nicchia di appassionati.
DoDonPachi Resurrection bacia il Vecchio Continente nemmeno un anno dopo con la voglia di bissarne il successo. La formula è ben diversa, trattandosi in questo secondo caso di uno sparatutto bidimensionale futuristico e non gotico, dal gameplay molto meno variopinto incastrato perfettamente nella logica dei danmaku verticali. Un genere di cui Cave è perfettamente maestra, avendolo battezzato circa quindici anni fa con il capostipite della compagnia Donpachi, debitore a essere franchi del Battle Garegga di 8ing che lanciò la nuova deriva dello sparatutto bidimensionale arcade. Ma sono storie d'altri tempi: l'abbandono da parte dei videogiocatori delle sale giochi unito al disinteresse di molte compagnie verso questa nicchia ludica dall'elevato tecnicismo ha reso Cave la sola depositaria del maniac shooter. Negli ultimi venticinque anni la compagnia ha sfoderato innumerevoli capolavori come Deathsmiles, Mushihime-sama Futari, Ketsui e il già annunciato anche per il mercato PAL Akai Katana. Quasi nessuno di questi, però, ha ricevuto un seguito diretto, solo Dodonpachi ha conosciuto ben tre videogiochi, senza contare le innumerevoli conversioni per console e cellulari. Dal DoDonPachi del 1997, secondo gioco della compagnia e seguito dell'originale Donpachi all'apocrifo Dodonpachi II, passando per il vero sequel Dai Ou Jou del 2002 convertito per Playstation 2 e di recente anche per Xbox 360 passando per il bizzarro Star Soldier vs Dodonpachi Dai Ou Jou, crossover mobile tra la mitica saga Hudson e il franchise Cave.
Infine nel 2008 è uscito un nuovo episodio chiamato in Giappone Dai Fukkatsu, un nomignolo poco nobile prontamente rimpiazzato da Resurrection sulle cover occidentali.
Prima di passare alla disamina tecnica di quest'ultimo segnaliamo la presenza su AppStore di una discreta conversione, omaggiata di un paio di modalità disposte appositamente per i controlli touch.
Benedetta sia la morte
Per prima cosa recuperiamo l'arcade stick dall'armadio, quindi giriamo lo schermo in verticale nella modalità Tate. Uno stick da sala giochi è indispensabile per padroneggiare alla perfezione questo genere di titoli, così come lo scrolling verticale risulterebbe fin troppo compresso in 16:9.
Tenuto conto di questi accorgimenti avviamo il disco di DoDonPachi Resurrection, che ci accoglie con un look dei menù acido e minimale, ravvivato da artwork di fanciulle robotiche che sono anche i boss da sconfiggere a termine di ciascuno dei sei livelli.
La modalità base si chiama Xbox 360 mode e prevede una rivisitazione grafica in Alta Definizione. Il lavoro di porting è senza compromessi, meglio riuscito di quello di Deathsmiles dove alcuni dettagli apparivano un po' sgranati. Plaudiamo la scelta di Cave di non inserire l'Original Mode, conversione pari pari e in low res della scheda arcade: i precedenti titoli Xbox 360 di Cave presentavano entrambi i filtri grafici, mentre DoDonPachi Resurrection adotta l'immagine che meglio si confà alla console Microsoft.
Una volta selezionata la nostra ship preferita da una rosa di tre e impostato il sistema di bombing, ci si lancia nell'arena. Ben poco è cambiato rispetto ai precedenti due Dodonpachi: l'ambientazione futuristica si avviluppa in una girandola di proiettili rosa e blu, deflagrazioni imponenti e bombe con cui pararsi il fondoschiena. L'interessante novità è rappresentata dall'assenza di power up lungo gli stage, ragion per cui la scelta iniziale del mezzo è tutt'altro che una questione di mera cromia. L'assenza di un progressivo potenziamento della funzione di sparo affianca un feeling blastatorio imponente sin dalle primissime battute, tant'è che ad un navigato cultore del genere i primi due-tre livelli potranno sembrare fin troppo semplici. Le molteplici bombe disponibili per ognuna delle due vite (al cui esaurimento scatta il Game Over e l'inserimento simbolico di una nuova moneta da 500 lire) annichiliscono ogni nemico/proiettile situato nella porzione dove vengono sganciate, concedendo al giocatore la possibilità di tirare un sospiro di sollievo per il pericolo scampato e concentrare lo shooting verso altre porzioni dello scenario. Conservare una certa dose di bombe può rivelarsi una strategia saggia poiché la deflagrazione automatica di una bomba impedisce l'esaurimento della vita; un meccanismo estremamente invitante, forse eccessivamente indulgente nei confronti del giocatore, ma squisito nel proporre al giocatore l'alternativa tra la distruzione forsennata e la prudente sopravvivenza.
Come terza opzione di sparo si ha il Trigger Hyper Counter, un particolare potere sfoderabile completando una barra che s'incrementa assieme al punteggio. Una volta riempita il Trigger Hyper Counter vomita una quantità abnorme di proiettili, "congela" gli spari avversari direzionati direttamente contro di noi e concede una sorta di momentanea immunità. La durata è abbastanza elevata, proporzionale alla difficoltà con cui si riempie la barra, ed è sopratutto funzionale all'incremento del punteggio. Lo score system è alquanto basilare dal momento che premia le chain, ovverosia la capacità di far fuori quanti più nemici consecutivamente. Catene di distruzione tanto più durature sbloccheranno moltiplicatori sempre più generosi; in Trigger Hyper Counter mode inoltre ogni proiettile bloccato aumenta considerevolmente il punteggio.
L'obiettivo principe di ogni giocatore dedito agli sparatutto bidimensionali risiede nel completare il gioco senza alcun Game Over, un impresa veramente difficile da portare a termine! Per gli sparatutto Cave e in generale i danmaku tale obiettivo lo si conquista non con l'istinto, ma con lo studio e la metodica applicazione: i proiettili nemici seguono pattern d'attacco predefiniti capaci di impensierire il giocatore grazie al loro intrecciarsi a velocità supersoniche. Conoscere punto per punto tutti e sei i livelli boss inclusi di DoDonPachi Resurrection rappresenta una grande sfida, non alla portata di tutti ma dopo l'inaspettato successo di Demon's Soul/Dark Soul molti videogiocatori sono alla ricerca di compiti ardui e difficili da padroneggiare. Resurrection aspetta solo voi!

DoDonPachi Resurrection

Disponibile per: iPhone | XBOX 360
Genere: Scrolling Shooter
Sviluppatore: Cave
Lingua: Tutto in Inglese
Data di Pubblicazione:
XBOX 360: 04/11/2011   
DoDonPachi Resurrection
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ND.
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