Dragon Ball Z Burst Limit > Recensione
4 Commenti
Aggiungi ai preferiti / Condividi
+1
Articolo utile? 17 voti
+0
     

Dragon Ball Z Burst Limit - Recensione

Inviato il 13/06/2008 da David "Debiruman" Mingotti
La saga di Dragon Ball del disegnatore Akira Toriyama, con undici anni di serie a fumetti (dal 1984 al 1995), tre serie televisive a cartoni animati e quasi sessanta videogiochi per una dozzina di piattaforme diverse (dal NES alla PS2), non ha bisogno di alcuna presentazione.
In Italia la serie a fumetti fu distribuita come la prima in assoluto in formato “manga”, con la lettura delle vignette e delle pagine da destra verso sinistra: una rivoluzione che ha influenzato tutto il successivo modo di concepire e trattare il fumetto di origine nipponica, mentre la serie animata è tuttora periodicamente riproposta in televisione ed in fascicoli-dvd in edicola.
Sul fronte videoludico, Atari, prima con la serie “Budokai” insieme ad Infogrames e poi con la più recente “Budokai Tenkaichi” per PS2 e WII, sviluppata da Namco Bandai (giunte entrambe al terzo capitolo), ha avuto il merito di elevare la resa visiva dei videogiochi dedicati a Goku & Co. ai livelli qualitativi del cartone animato: sfruttando un ottimo Cel Shading, gli sviluppatori hanno riprodotto fedelmente “l’appeal” dei protagonisti e le situazioni della serie animata.
Ora, gli stessi sviluppatori Namco Bandai, hanno presentato il loro primo titolo per i possessori delle console di nuova generazione, sfruttandone le rinnovate risorse hardware per una risoluzione senza paragoni, degna cornice di una meccanica di gioco semplice da padroneggiare, eppure appagante e varia. Il risultato è un ottimo titolo, ma che ha una qualche riserva, poiché le condizioni necessarie per poterlo apprezzare sono essenzialmente due: essere fan della serie Z e, soprattutto, amare la semplicità del gameplay dei videogiochi del passato, quando contavano più i riflessi che la strategia.
Viaggio in oriente
Dragon Ball Z Burst Limit - recensione - XBOX 360 Per i pochi che non conoscono la storia di Dragon Ball (chi la conosce può tranquillamente passare al prossimo capoverso), essa narra le vicende di Son Goku, personaggio ispirato al celebre (in oriente) Sun Wukong, protagonista dell’opera “Viaggio in occidente”, scritta da un anonimo nel 1590 e vero e proprio classico della letteratura cinese. Per capirne la grande influenza che ha avuto questa opera sulla cultura popolare, basti pensare che molti personaggi del panorama fumettistico giapponese si sono ispirati ad essa: tra i tanti citiamo “Monkey”, “Starzinger”, “Saint Seiya” e perfino “Naruto”. Le “Sfere del drago” del titolo sono sette sfere magiche attraverso cui è possibile evocare un enorme drago, che può esaudire i desideri di chi lo ha risvegliato: esse saranno lo scopo principale per cui si muoveranno i personaggi delle vicende nella serie. La storia inizia con Goku bambino, che con il suo carattere infantile, ingenuo, e sempre pronto alla lotta, insieme al suo bastone magico allungabile a dismisura ed al suo aspetto “scimmiesco” (Goku ha infatti la coda), richiama fortemente il personaggio letterario. Le sue avventure hanno inizialmente lo stesso carattere comico e dissacrante della serie “Dr. Slump e Arale”, scritta precedentemente dallo stesso Toriyama: a situazioni paradossali ed equivoche, velati riferimenti sessuali, e soprattutto una smisurata fantasia nella caratterizzazione dei personaggi e nelle situazioni in cui si ritrovano, fanno puntualmente capolino i combattimenti di arti marziali, vero e proprio cardine sulla quale ruota tutta la storia. Attraverso la sua smisurata forza, agilità ed abilità tecnica, con l’aiuto di amici e maestri, Goku attraversa il mondo colorato e vario della saga sconfiggendo a mani nude nemici sempre più pericolosi e forti, alcuni dei quali diverranno anche suoi alleati. Sviluppando a dismisura l’energia che permea l’universo e tutti gli esseri viventi, chiamata in giapponese “Ki”, i protagonisti della saga riescono a colpire anche a distanza i loro avversari, lanciando dai palmi sfere di plasma energetico, con effetti tanto distruttivi da poter cancellare intere città. La storia cambia tono e nome quando Goku cresce e, da bambino che era, appare ormai adulto: da qui in poi la saga si chiama “Dragon Ball Z”. I momenti comici diminuiscono repentinamente, e tematiche più adulte e serie fanno da contorno a combattimenti ancora più spettacolari: le fantasiose tecniche speciali lasciano sempre più posto ad allenamenti estremi e trasformazioni che amplificano esponenzialmente la forza dei protagonisti, rendendo sempre più la risoluzione dei conflitti una pura questione di forza. La serie, solo televisiva, di Dragon Ball GT, cercherà, con un passo indietro, di far conciliare meglio la comicità degli esordi con la successiva drammaticità, con risultati che spesso dividono i fan, tra i suoi sostenitori e detrattori.
Ma comunque la si giudichi, la serie ha nella sua interezza una fantasia e una varietà di situazioni da farla equiparare quasi ad un serial televisivo, dedicato però ad un pubblico più giovane.

Gli eventi narrati da “Burst Limit” sono divisi in tre distinti capitoli, in un elegante menù a finestre galleggianti, immerso in un’indovinata musica soft. Il primo è chiamato “la Saga dei Sayan”, nella quale Goku e compagni affrontano Radish, Nappa e Vegeta. Il secondo è “la Saga di Freezer”, che inizia con lo scontro con Recoom e Ginew e finisce con il lunghissimo duello contro Freezer, con le sue numerose trasformazioni. L’ultima è “la Saga di Cell”, nei quali gli avversari principali saranno gli androidi 17 e 18 e naturalmente lo stesso Cell, anche lui con le sue trasformazioni.
Rispetto alla lunghissima serie completa, trattata interamente in “Budokai Tenkaichi ”, ne è stata quindi considerata solo una parte: una scelta rischiosa, ma neanche velata, visto che in copertina campeggiano solo Freezer e Cell. Questa impostazione scontenterà gli amanti più fanatici della saga GT e chi auspicava di trovare coinvolto anche Majin Bu. Come abbiamo già accennato, è opportuno considerare Burst Limit un titolo “Only for fans”: il single player, infatti, pare esplicitamente strutturato per coloro i quali conoscono già la storia. Se nei titoli precedenti avevamo schede riassuntive dei personaggi e lunghi dialoghi narrativi, in Burst Limit abbiamo solo una sequenza di brevi sequenze introduttive e filmati finali (col motore grafico del gioco), assolutamente incomprensibili per chi non conosce la trama.
Una netta scelta di campo, che rende però il titolo meno "universale" e -forse- meno fruibile dal grande pubblico.
L’arrivo dei Saiyan
Dragon Ball Z Burst Limit - recensione - XBOX 360 Prima del menù iniziale, saremo accolti da una spettacolare introduzione, simile ad una vera e propria sigla del cartone animato: seguendo il trascinante ritmo di una bellissima canzone rock, cantata dallo stesso cantante della serie originale giapponese, vedremo i momenti salienti della saga muoversi con la splendido motore grafico del gioco, montati in sincronia con la musica, con un effetto finale davvero fenomenale.
Dal menù principale, accompagnato anch’esso da un’ottima musica, avremo la possibilità di selezionare diversi eventi, a cui si accede con caricamenti velocissimi. La prima modalità disponibile è chiamata “Cronache Z”. In questa modalità single player affronteremo la storia principale, divisa come dicevamo in tre capitoli, ognuno dei quali suddiviso a sua volta in incontri specifici della storia: inizieremo guidando Goku contro il fratello Radish e, una volta completato, sbloccheremo via via tutti gli altri incontri, oltre alla possibilità di poter poi selezionare l’avversario battuto nelle altre modalità. Alla fine dell’incontro ci verrà attributo un punteggio, considerati vari fattori, quali il tempo e le mosse speciali eseguite. Il numero complessivo di personaggi sbloccabili è relativamente basso: ventuno in tutto, molto distante dai 161 di Tenkaichi 3. C’è da dire però che ognuno di essi è ottimamente caratterizzato, ha attacchi individuali specifici, e che ogni volta che avviene una trasformazione, cambiano anche le mosse normali e speciali eseguibili: in definitiva una scelta qualitativa piuttosto che quantitativa, piuttosto riuscita. Da segnalare l’assoluta fedeltà delle azioni performabili in game con le vicende della serie: il cammino del giocatore riprende quello narrato dall'anime, ed è lodevole la scelta di dare nelle mani del giocatore il controllo anche dei “cattivi”, in quegli scontri nei quali anche nell’opera originale le forze del male hanno la meglio (come Nappa contro Tenshinhan o Freezer contro Piccolo). Sono poche purtroppo le arene sbloccabili e selezionabili: soltanto cinque, che però diventano una dozzina considerando i paesaggi aerei, accessibili dopo particolare sequenze di colpi, nelle quali uno dei due avversari scaglia lontano l’altro. Essendo vuote e prive di ogni elemento distruttibile, rimangono le arene uno dei pochi talloni di Achille del titolo, che passerà comunque in secondo piano di fronte ad una grandissima giocabilità. Nonostante 6 livelli di difficoltà, di cui solo tre selezionabili inizialmente, questa modalità è piuttosto semplice da completare in breve tempo: a livello normale impiegheremo circa 5 ore per terminare il gioco e sbloccare ogni personaggio e arena, e solamente a livello “Esperto” e “Z” il titolo diventa realmente impegnativo. Gli unici elementi che impiegheremo tempo a sbloccare interamente sono le cosiddette Scene animate, di cui parleremo più avanti.
La seconda modalità è la “VS”, vero cuore pulsante del titolo: potremo definire ogni parametro di uno scontro (personaggi, mosse speciali, tempo, arena, ecc.) contro un avversario umano, contro la Cpu, o addirittura selezionare Cpu vs Cpu, per assistere ad uno spettacolare combattimento, come fosse una puntata del cartone animato. Il gioco supporta anche l’online: partite libere e match classificati potranno essere personalizzati in ogni parametro (ed è possibile anche selezionare il server). Particolarità della partita classificata è che ogni giocatore partirà con un bottino di 5000 punti, che aumenteranno o diminuiranno a seconda degli esiti degli scontri: i giocatori più bravi potranno vantare punteggi record, tali da intimidire e farsi rispettare da ogni altro giocatore. Gli incontri online sono, al pari di quelli sullo stesso schermo, il massimo del divertimento raggiunto dal titolo Atari: peccato per qualche problema di lag, e per la difficoltà sporadica nel trovare una connessione aperta (al momento della prova per la recensione).
Altra modalità è quella chiamata “Prova”, suddivisa in “Sopravvivenza” (raggiungere 100 vittorie senza mai essere sconfitti), “Attacco a tempo” (vincere il più rapidamente possibile) e “Punti battaglia” (accumulare più punti possibile). Purtroppo, essendo fin troppo simile alla modalità storia, questa opzione rimane solo un timido tentativo di allungare la longevità in single player e niente più.
Segnale della grande cura riposta nel titolo sono soprattutto le ultime due modalità. Come sempre è disponibile il “Tutorial”, che vedrà il giocatore nei panni di Gohan imparare da vari maestri (prima Piccolo, poi Crilin ed infine Goku) le tecniche base, i colpi e le mosse speciali performabili durante il gioco. L’aver inserito un esauriente training in un contesto coerente con il fumetto è una piacevole ed utilissima sorpresa, che farà felici tutti i fan della serie.
Imparate le tecniche, potremo liberamente praticarle nella modalità “Addestramento”, nella quale in ogni momento potremo cambiare mosse speciali e azioni dello sparring partner guidato dalla Cpu. Questa modalità è tutt’altro che accessoria: solo attraverso uno scrupoloso allenamento riusciremo a padroneggiare ogni tecnica di difesa e di attacco, esplorando a fondo un gameplay che sa essere semplice ma mai banale, anzi piuttosto profondo a livelli avanzati (sarà insomma sempre impossibile per i principianti battere un esperto con la pressione forsennata dei tasti).
Completano il quadro delle scelte delle Opzioni complete, che vanno dal comparto audio e video, ai sottotitoli e lingua parlata, passando per la configurazione dei tasti, interamente personalizzabile.

Dragon Ball Z Burst Limit

Disponibile per: PS3 | XBOX 360
Dragon Ball Z Burst Limit - XBOX 360
Genere: Picchiaduro 3D
Tipo: ND.
Sviluppatore: Namco Bandai
Pegi: 12+
Pegi Descrittore: Violenza
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 4 Giocatori
M. Offline: Multiplayer offline fino a 2 Giocatori - SplitScreen
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Offline e Online
Data di Pubblicazione:
PS3: 06/06/2008   
XBOX 360: 06/06/2008   
Dragon Ball Z Burst Limit
8.5
7.5
7
7.5
69 voti
7
ND.
guida alle valutazioni su Everyeye.it
Registrati - Login per iscriverti al Mail Alert.
Registrati - Login per gestire la collezione.
Registrati - Login per scrivere una rece utente.
sephiroth97
La serie di Dragon Ball Z arriva finalmaente su PlayStation 3 con questo nuovo capitolo:Dragon Ball Z Burst Limit,un grande picchiaduro per i fan dell...[Continua a Leggere]
8.5
Kratos86
Il successo ottenuto negli anni dal manga giapponese relativo alla serie di Dragon Ball, fece sì che il fumetto venisse subito esportato nel mondo ...[Continua a Leggere]
8