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Enslaved - Hands on

Inviato il 13/09/2010 da Andrea Vanon
Enslaved: Odyssey To The West sta lentamente conquistando un posto di tutto rispetto nella lista dei titoli più attesi di molti videogiocatori. Attirando inizialmente per l’ambientazione dal gusto particolare, il prodotto Namco Bandai si è progressivamente svelato di fronte ai giornalisti di tutto il mondo non facendo altro se non aumentare il clamore attorno a sé.
Dopo averne visto alcuni scorci alla GamesCom di Colonia abbiamo ricevuto in redazione un codice non ancora completo che ci ha permesso di saggiarne a fondo le caratteristiche percorrendo una buona metà della campagna.
Il titolo, in uscita per Xbox 360 e Playstation 3, è atteso sugli scaffali per l’8 Ottobre.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
Due stravaganti protagonisti
L’incipit narrativo di Enslaved è stato discusso più volte sulle nostre pagine; intendiamo quindi tornarci solo brevemente per collocare la vicenda e descriverne gli affascinanti interpreti.
A 150 anni da oggi gli abitanti della Terra sono stati decimati; i superstiti si sono riuniti in piccole comunità autosufficienti o, più semplicemente, si sono dati al saccheggio ed al vagabondaggio.
Tutto ciò che hanno costruito gli umani è in rovina e la natura, pian piano, sta riprendendo possesso del suo dominio.
In questo scenario apocalittico c’è però ancora spazio per quella che sembra essere una delle tante manifestazioni della crudeltà umana: orde di robot (non è dato sapere al soldo di chi) si aggirano infatti alla ricerca di esseri umani da rendere schiavi, trasportandoli chissà dove per mezzo di gigantesche navi-prigione.
E’ a bordo di una di queste navi che s’incontrano, in maniera del tutto casuale, i nostri due eroi: Monkey, un atletico giovane senza nome (Monkey è un soprannome datogli per le sue capacità d’arrampicata), e Tripitaka -o Trip-, una ragazza tanto attraente quanto indifesa ed impaurita.
Il parallelo tra Enslaved e Dragon Ball -ispirati alla stessa leggenda cinese- è evidente sin dalle prime battute, tanto che Monkey (“scimmia” per l’appunto) combatte con un bastone allungabile e, in alcuni frangenti, può utilizzare una sorta di skateboard gravitazionale che chiama “nuvola” e sul quale lui solo può salire, e Trip è un piccolo genio della scienza, capace, grazie ad un congegno portato sempre al polso, di manipolare qualunque accrocchio tecnologico.
Una fuga rocambolesca unisce quindi i due nell’impresa di sfuggire ai robot schiavisti che paiono averli presi di mira, e un “curioso” legame (sul quale preferiamo non svelarvi nulla) ne forza l’inizio di un’avventura collaborativa in cui la vita di uno dipenderà dall’altro e viceversa.
Arrampicate, enigmi e combattimenti
Enslaved: Odyssey to the West - hands on - XBOX 360 Per quel che concerne il gameplay Enslaved: Odyssey To The West è l’incarnazione perfetta dell’action adventure, dove si mescolano in egual misura elementi d’esplorazione, combattimenti e la risoluzione di qualche interessante puzzle ambientale.
Durante l’avventura vestiremo solo i panni del forzuto Monkey, guidando Tripitaka, quando ce ne sarà bisogno, attraverso un comodo menù radiale attraverso il quale sfruttare alcune sue capacità.
La ragazza potrà utilizzare il suo bracciale per aprire porte, attirare l’attenzione dei nemici, curare Monkey e potenziarne l’equipaggiamento, dandogli la possibilità di spendere le sfere raccolte distruggendo i droidi nemici ed esplorando i vasti livelli di gioco.
La combinazione di forza bruta ed arguzia dovrà poi essere utilizzata per risolvere i molti enigmi ambientali ai quali ci troveremo di fronte nel corso dell’avventura, partendo dal semplice sollevamento di rottami fino ad arrivare ad azioni complesse come l’attivazione simultanea di leve.
Infine dovremmo spesso sfruttare la stazza della minuta Trip per lanciarla oltre ostacoli o su piattaforme sopraelevate in maniera da farle esplorare ed analizzare la zona o attivare meccanismi che permettano anche a Monkey di passare.
Il nostro forzuto eroe (re dell’arrampicata) se la potrà comunque cavare sfruttando le sue doti funamboliche, finalizzate anche ad un’esplorazione metodica degli scenari (spesso molto vasti) alla ricerca di questo o quel segreto.
In buono stile Ninja Theory, in ogni caso, l’avanzamento nell’avventura si dimostra del tutto lineare, così come limitate ai punti “illuminati” sono le possibilità di arrampicata.
Scelte di questo tipo mostrano, sulle prime, sezioni platformiche estremamente facili dove, sostanzialmente, è necessario soltanto premere un tasto e, tuttalpiù, direzionarlo.
S’inserisce poi, fortunatamente, il fattore “tempo” che, vedendoci saltellare in continuazione da una struttura in rovina all’altra, ci costringerà ad affinare i riflessi se non desideriamo vedere il proverbiale Game Over.
L’elevata teatralità delle fasi d’esplorazione ed avanzamento nei livelli ha però costretto il team a rendere balzi e free climbing totalmente scriptati, non consentendo, come già accennato, di appendersi ovunque ne tantomeno di saltare ove non fosse contestualmente predicato, evitando così anche le proverbiali cadute per salti finiti corti.
Tra un’evoluzione e l’altra ci sarà ampio spazio per i combattimenti, un aspetto davvero molto approfondito ed importante di Enslaved.
La meccanica degli scontri sarà affidata al proverbiale schema di controlli che prevede combinazioni di attacchi deboli e potenti, parata, schivata ed uno speciale colpo caricato in grado di stordire i nemici per un certo intervallo di tempo.
Con il procedere dell’avventura ed il potenziamento combattivo di Monkey il sistema evolverà, dandoci la possibilità di inanellare contromosse ed utilizzare il bastone per sparare dardi energetici o elettrici, in grado di danneggiare o stordire i robot.
L’ottima varietà riscontrata è però figlia anche e soprattutto di una folta schiera di nemici diversi, caratterizzati da punti di forza e debolezza unici, ed in grado di mettere alla prova l’abilità del giocatore.
Alcuni, ad esempio, non verranno storditi dalle scariche elettriche, altri potranno essere abbattuti con un solo, accurato, colpo ed altri ancora dovranno essere giustiziati (in maniera, guarda caso, ultra-spettacolare) in maniera tale da prendere possesso delle loro armi.
Buona è parsa, anche a livello normale, l’IA che ne governa i movimenti; i droidi, infatti, non si sono mai limitati ad attaccare a testa bassa o subire i colpi del nostro beniamino ma hanno sempre tentato di parare/schivare e contrattaccare o ripararsi/fuggire quando colpiti da fuoco pesante.
Nel corso della nostra prova abbiamo potuto affrontare anche un paio di mini-boss ed un boss vero e proprio.
Gli scontri, per quanto non impossibili, hanno richiesto quella certa dose d’intelligenza delineata dai canoni stessi del genere, che richiede l’osservazione dell’ambiente e del comportamento dell’avversario prima d’agire.

Enslaved: Odyssey to the West

Disponibile per: PS3 | XBOX 360
Genere: Azione
Sviluppatore: Ninja Theory
Distributore: Atari
Pegi: 16+
Lingua: Tutto in Italiano
Data di Pubblicazione:
PS3: 07/10/2010   
XBOX 360: 07/10/2010   
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