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Fable 3 - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Non è facile catalogare un prodotto come Fable III. Di fronte all'estro artistico profuso nella sua realizzazione, e ben consapevoli dell'impegno concettuale che il team di sviluppo ha riversato in questa sua ultima creatura, pare riduttivo ricorrere alle solite categorie ed etichettare il prodotto come un semplice Gioco di Ruolo. Fable III, di fatto, è l'apice di un percorso ludico e creativo che dura ormai da sei anni. Un iter produttivo guidato con sentimento dal visionario Peter Moulineux, intrapreso con la volontà di regalare all'utente un videogame diverso, immaginifico, intriso di una forte emotività e di una drammaticità non comune. Fable III è, anche, un affresco in movimento dotato di un'artisticità tutta particolare, caratterialmente imponente: la solidissima “digitalizzazione”, appunto, di una favola d'altri tempi. E' un mondo incantato che si materializza, plasmato da mani sapienti.
Ma Fable III è anche, che lo si voglia o no, un videogioco. E come tale deve essere interpretato. Di fronte alla meraviglia di certe scelte, all'importante fattore dell'innovazione, c'è anche una struttura ludica, narrativa ed interattiva, che -così come quella del primo e del secondo capitolo- è funestata da scelte francamente poco condivisibili. Opposta al senso di meraviglia per la vastità del mondo di Fable III, c'è la riduzione infinitesimale del gameplay, semplificato e banalizzato. Di fronte alla strana capacità di far sentire all'utente il peso delle responsabilità, ci sono i numerosi buchi scavati nel plot. Un titolo attraversato dunque da luci ed ombre.
 
Rivoluzione Popolare
Sono passati cinquant'anni dall'ascesa al trono dell'ultimo Eroe di Albion. Il regno, un tempo fiorente, è oramai sconquassato delle nuove conquiste dell'industrializzazione. Bowerstone è avvolta dal grigiore dello smog, dalle architetture contorte delle fabbriche. I liquami si riversano nel lago, ed il colore delle acque non è più quello della speranza. Un tempo le cose erano diverse: l'erede al trono, Logan, aveva avviato un regno illuminato, che conservava tutti i valori morali saldamente difesi da suo padre. Gradualmente, però, il regno di Logan si è trasformato in una turpe tirannide. Attento solo agli interessi della cassa reale, il Re ha represso nel sangue ogni forma di protesta per le esagerate tassazioni e gli scempi all'eredità naturale di Albion.
E adesso, non è più tempo di titubare. Il popolo è pronto per una rivoluzione, un assalto ai luoghi del potere. Ma cerca un capo, un Leader. Il videogiocatore impersona, principe o principessa che sia, il secondogenito dell'antico sovrano, fratello o sorella di Logan. Costretto a fuggire dal palazzo per la crudeltà assurda del Re, sarà chiamato a guidare egli stesso la rivolta. Ma la strada che dovrà intraprendere è lunga, tortuosa ed incerta. Attraversando tutte le terre di Albion e spingendosi addirittura oltre il grande mare su cui si affaccia, il giocatore dovrà incontrare popoli lontani e tribù locali, guadagnando la fiducia dei loro capi per assemblare un esercito rivoluzionario degno di tale nome. La prima parte della trama scorre così, trascinando il giocatore prima nei campi nomadi degli Stanziali, poi nelle tane segrete della resistenza di Bowerstone, ed infine nelle terre desertiche di Aurora, un continente tutto nuovo. L'incedere è abbastanza lineare, e sebbene lo svolgimento del plot sia in massima parte prevedibile, le personalità che calcano la scena sono più che interessanti. Fin da subito Fable III fa di tutto per focalizzarsi sul senso di responsabilità. Al termine di ogni quest principale, il protagonista è chiamato a siglare un patto con i popoli che vuole avvicinare, in previsione di un futuro in cui sarà, finalmente, Re. Purtroppo, nonostante questo suo insistere sul peso delle scelte, l'avanzamento non compie quasi mai guizzi inattesi, se non per i meriti di una sequenza surreale e onirica nell'oscuro deserto che circonda Aurora. E proprio quando la trama ingrana davvero, si incappa in leggerezze narrative poco eleganti, per cui persino i momenti che dovrebbero essere i più epici (l'assalto al Castello), sono invece presentati in maniera sbrigativa, con pochissima verve. A questo si aggiunge il tono dimesso e scanzonato di molte sequenze, che si sforza di inserire qualche goccia d'ironia anche dove non servirebbe, riducendo in continuazione al solennità del racconto per ridurlo ad una dimensione più umana, quasi “provinciale”. A Fable III, insomma, mancano davvero gli strumenti espressivi degni del blockbuster. Persino il finale è sbrigativo, e tutta la sequenza che porta al pessimo scontro con l'ultimo “boss” viene liquidata in una manciata di minuti, nessuno dei quali è davvero degno e pieno di Eroismo. E' un peccato che, sforzandosi di trasmettere emozioni forti attraverso l'interazione coi i cittadini, con i figli, con il proprio cane, Fable III si dimentichi invece di lasciarne un po' anche per la narrazione principale.
Slash 'n' Slash
Fable 3 - recensione - XBOX 360 Durante questa prima fase del gioco, quella che porta, vedremo, alla piena sovranità, si ha modo di familiarizzare con il nuovo sistema pensato da Lionhead per gestire progressione del personaggio e scontri. Qualsiasi azione, sia essa la metodica distruzione di Piagati e Hobbe, o l'instaurazione di un sincero rapporto affettivo con la popolazione, comporta l'accumulo progressivo di Sigilli della Gilda. Questi svolgono il ruolo della più classica esperienza, in quanto sono necessari per aprire i forzieri ubicati nella “Strada per il Trono”, una sorta di percorso immaginario che contiene tutti i potenziamenti che è possibile accumulare. I vari settori della strada vengono sbloccati automaticamente mentre si prosegue nella main quest, e l'utente deve scegliere come spendere l'abbondanza di sigilli guadagnata sul campo. Nella “Strada per il Trono” non si trovano solo i potenziamenti nel senso stretto del termine (quelli che riguardano le capacità belliche), ma anche forzieri che includono nuove espressioni, nuove tinture per vestiti e capelli, e infine casse che attivano il sistema economico, permettendo di comprare ed affittare abitazioni, e di migliorare le proprie qualità come fabbro, pasticcere o suonatore. A conti fatti, non c'è una vera e propria libertà nelle scelte da compiere: inizialmente i sigilli sono abbondanti e permettono di sbloccare tutte le opzioni di base, e successivamente basta concentrarsi su due dei rami del combattimento (corpo a corpo/a distanza/magico). Già questo sistema lascia capire che Fable III percorre la via della semplificazione a tutti i costi, riducendo al minimo la componente ruolistica legata alla progressione del personaggio ed eliminando ogni possibilità strategica. La conferma di questo approccio si ha incontrando il sistema di combattimento. Ai tre front button del pad è assegnato, come un tempo, un attacco di ogni tipo. Non ci sono variazioni di rilievo alla tipologia di attacchi: tenendo premuto il pulsante più a lungo, si effettua un colpo più potente, e niente più. L'uso della spada permette tuttavia di parare i colpi avversari (tenendo premuto), quello del fucile garantisce la possibilità di mirare in prima persona, mentre gli attacchi magici possono essere direzionati contro un singolo bersaglio o lanciati in modo che colpiscano l'area circostante al personaggio. Andando avanti nell'avventura si scopre che il Button Mashing è all'ordine del giorno, mentre le routine comportamentali degli avversari sono talmente basilari che basta qualche capriola per non subire danni. E' possibile, senza perplessità, terminare l'avventura senza mai morire una volta. Spiace inoltre constatare che il set di nemici presentato da Fable III sia lo stesso di quello del vecchio capitolo: Balverini, Hobbe, Piagati e briganti. Certo, la serie ormai ha una sua precisa “mitologia”, ma qualche novità più interessante non avrebbe guastato. In ogni caso, per quel che riguarda il sistema di combattimento, Fable III si avvicina troppo ad un Hack 'n' Slash disimpegnato,e non impensierisce minimamente l'utente. Se volete un Gioco di Ruolo profondo, cercate altrove: Fable III non ha neppure un vero e proprio sistema di gestione dell'equipaggiamento: con il tasto Start non si accede a nessun menù, ma ad un santuario etereo in cui è possibile cambiarsi d'abito, usare il trasporto istantaneo, o selezionare una delle pochissime armi a disposizione. Il gioco, piuttosto che offrire un set variegato di strumenti bellici, preferisce concederne in dotazione una coppia che si evolve in maniera automatica, incrementando il danno con l'uso continuato.
Sono tutte scelte mirate a ridurre l'impegno, la concentrazione, la dedizione. Forse pensate per avvicinare un certo tipo di pubblico. E sono tutte scelte che scontenteranno i puristi, e buona parte dei fan del vecchio episodio.
Ma, prima che vi scoraggiate, è bene precisare che le vere qualità di Fable III sono da ricercare altrove.
Un mondo Vivo
Ciò che Fable III riesce a costruire in maniera impeccabile, è un contesto fiabesco e sognante, un mondo vivido e ricchissimo, fatto di possibilità ed incline a soddisfare tutte le curiosità degli utenti più esigenti. Dal vecchio episodio, Fable III eredità il sistema di gestione dei rapporti con i cittadini, che possono essere compiaciuti, corteggiati, e adesso persino accompagnati per mano nei luoghi a noi più cari. Scoprire le mille interazioni possibili, che arrivano fino al matrimonio ed all'adozione, è un piacere che forse non interessa a tutte le tipologie di giocatori. Ma per guadagnare la fiducia della gente (misurata anch'essa in sigilli della gilda), potrebbe essere una delle strade da percorrere. Così, mentre i più combattivi si adopereranno nelle varie sub quest, altri potrebbero decidere di prendere moglie, o di scendere in piazza e convincere il popolo a forza di buffe espressioni.
Ognuno dei due percorsi offre le sue soddisfazioni: finalmente, infatti, anche il set di missioni secondarie è divertente e ben costruito, vario come non mai. Attraverso le sub-quest Fable III ci presenta piccole storie a volte anche più interessanti di quella principale. O ancora, ironizza in maniera creativa sui clichè dei giochi di ruolo. E non solo: Fable III propone un mondo davvero pieno di cose da fare. Fatto di curiosità nascoste, di tomi segreti da recuperare, di chiavi sparse nelle mappe di gioco. Più del secondo capitolo, quest'ultimo episodio riesce ad incanalare gli sforzi dell'utente, che si sente stimolato ad esplorare tutto il mondo di gioco anche per i meriti di un level design davvero eccezionale.
E non si deve poi sottovalutare il sistema economico, che finalmente ha un riscontro importante. Anzi, forse il più importante di tutti.

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Fable 3

Disponibile per: XBOX 360 | PC
Genere: Gioco di Ruolo
Sviluppatore: Lionhead Studios
Distributore: Microsoft
Pegi: 16+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Offline e Online
Data di Pubblicazione:
XBOX 360: 29/10/2010   
PC: 17/05/2011   
Fable 3
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