Fallout 3 > Recensione
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Fallout 3 - Recensione

Inviato il 30/10/2008 da Luca Forte
Ci sono giochi capaci di conquistare le persone solo grazie a pochi semplici dettagli, piccolezze che denotano una cura magistrale nella realizzazione del contesto in cui si ambientano: una radio che gracchia una canzone anni '50, uno scenario post atomico capace di affascinare con la sua distorta bellezza, o i cartelloni di strampalate pubblicità di rifugi antinucleari. Ci sono produzioni che ereditano un nome importante, legato, nell'immaginario collettivo, ad una certa idea di stile, gameplay e maturità dei contenuti non riscontrabile in molti titoli moderni. Ci sono anche giochi da sempre relegati ad un pubblico di nicchia, che per sopravvivere puntano a trasformarsi in successi commerciali, grazie a campagne mediatiche senza precedenti. Sfortunatamente, molti di questi videogame non sopravvivono alle attese degli utenti, troppo spesso vittime dell'hype, che distorce le aspettative e corrompe la capacità di giudizio.

Solo nell'attuale generazione di console si possono contare diverse vittime illustri, da Halo 3 a Mass Effect, passando per Assassin's Creed. Tutti titoli estremamente validi che, quasi per reazione, una volta usciti hanno subito una "campagna mediatica" volta a demolirli, facendo leva su quei difetti che, di fronte ad un giudizio critico, inevitabilmente emergevano.
Così, il lavoro del redattore, lo spietato lavoro d'analisi e dissezione, deve procedere cauto. Il privilegio di poter provare un titolo tanto atteso molto prima della sua uscita ufficiale è bilanciato dalla responsabilità di rendere oggettiva l'analisi, di fronte ai serpeggianti commenti che nei forum, a priori, già classificano il titolo come un capolavoro assoluto. Oltre a tutto ciò occorre cercare di superare persino le proprie grandi aspettative, per rispettare quegli standard di imparzialità e rigore che una testata come Everyeye sta cercando di mantenere da un po' di tempo a questa parte.
Questo lungo proemio, dunque, consiglia cautela e attenzione. Per cercare di giudicare al meglio si dovrebbero sospendere i giudizi preliminari. Difficile appare però nel caso di un titolo dalla complessità disarmante, che nei mesi precedenti alla sua uscita è riuscito a calamitare intorno a se tantissimo rumore e aspettative fuori misura. Parliamo, ovviamente, di Fallout 3.

Fallout 3 - recensione - XBOX 360 La guerra non cambia, è vero, ma per colpa sua il mondo è cambiato. Trascinato sull'orlo del tracollo dalla follia nucleare che nel 2077 ne ha devastato la superficie, costringendo la popolazione a trascorre la propria esistenza all'interno dei Vault, piccoli rifugi antinucleari, sorti come ultimo baluardo per la conservazione della razza umana. Dentro di essi si è perpetuata la vita, isolata dal resto del mondo, ancorata alla cultura e alle tradizioni abbandonate il giorno stesso in cui la civiltà ha deciso di autodistruggersi. Da quel momento, per i successivi 200 anni, ogni comunicazione con l'esterno è stata troncata, per timore del Fallout, la letale polvere radioattiva prodotta dalle esplosioni atomiche che, una volta esaurita la spinta causata dalla detonazione, è tornata a ricoprire il terreno, trasformando l'antica Washington D.C. in una landa sterile e desolata, chiamata Wasteland. All'interno del Vault 101 si nasce e si muore incastonati di un meccanismo scandito da piccoli e grandi eventi, come il raggiungimento dei 10 anni, segnato dalla consegna del Pip-Boy 3000, o l'avvicinarsi alla maturità, in cui il famigerato test G.O.A.T ci assegnerà il lavoro che si svolgerà per il resto della propria vita. Il tempo vola all'interno del Vault ed i volti incontrati invecchiano con noi, sempre così pochi e familiari, tanto che le amicizie non possono che consolidarsi e gli antagonismi perpetuarsi. La vita all'interno del Vault è semplice, perché a parte le poche, prestabilite decisioni che si è costretti a prendere, si sa già dove andare, che cosa fare e a chi parlare. Ognuno ha un ruolo all'interno della comunità e rappresenta un tassello fondamentale per il buon funzionamento della stessa. Poche cose sfuggono allo sguardo vigile ed attento dell'Overseer, il padre di Amata, la vostra migliore amica. Lui controlla e organizza la vita in maniera autoritaria, tanto che persino i bulli sono stati scelti da lui per portare avanti il loro fastidioso ruolo. Ma è anche grazie al suo aiuto che il Dottor James, mio padre, ha potuto crescermi, nonostante la prematura dipartita della moglie.

La vita all'interno del Vault procede con la solita incrollabile routine, fino a che, una notte viene sconvolta, dopo secoli di pace ed isolamento, proprio da mio padre, fuggito improvvisamente nel mondo esterno. L'Overseer, furioso, vuole scoprire il motivo del suo folle gesto, per questo Amata, nel cuore della notte, mi tira giù dal letto e mi impone di raccogliere le mie cose e fuggire, prima che le guardie mi catturino. Ancora sconvolto dall'accaduto ed assolutamente ignaro delle motivazioni che possono aver spinto mio padre a fuggire, mi trovo a dover scappare, e soprattutto a dover far ricorso alla violenza ogni volta che la mia abilità a muovermi furtivamente si rivela insufficiente per raggiungere i sotterranei celati sotto la scrivania dell'ufficio del leader della comunità. Qui è nascosta la grande porta che divide il Vault dal mondo esterno. Con l'aiuto di Amata attivo il meccanismo che ne regola l'apertura. I grossi cardini cigolano per lo sforzo, ma troppo lentamente. Il servizio di sicurezza del Vault è ancora sulle mie tracce, li sento arrivare. Il battente finalmente si apre con un boato. Un ultimo saluto ad Amata, una fugace promessa per il futuro e mi getto a capofitto nel buio corridoio davanti a me, appena un attimo prima di essere raggiunto dalle guardie. Dopo poco mi fermo, mi rendo conto di essere solo. I miei vecchi amici si sono fermati più indietro. Per loro la vita all'interno del Vault termina con quella porta che non hanno il coraggio di attraversare. Bloccati sulla soglia mi urlano insulti, mi impongono di tornare, ma ho troppa paura di quello che potrebbero farmi.

Mi giro. Lentamente torno sui miei passi. Magari se riuscissi a spiegare all'Overseer che non so nulla di quello che è successo, che mio padre mi ha abbandonato senza spiegazioni...
Ma è tardi, mi sono allontanato troppo. I miei compagni hanno già smesso di chiamarmi. Lentamente hanno cominciato a richiudere l'ingresso. Provo a correre, ma nulla. Si sono risigillati all'interno del Vault. Non mi resta che procedere dall'altra parte. risalgo verso la superficie, verso l'uscita del tunnel. Apro la porta di legno che cela l'ingresso del bunker ad occhi indiscreti. Vengo investito da un raggio luce. Mi rendo conto che la mia vita all'interno del Vault è finita. Ne comincia un'altra; fuori. E, finalmente, sono libero.



Fallout 3

Disponibile per: PC | PS3 | XBOX 360
Fallout 3 - XBOX 360
Genere: Action RPG
Sviluppatore: Bethesda
Distributore: Atari
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PC: 31/10/2008   
PS3: 31/10/2008   
XBOX 360: 31/10/2008   
Fallout 3
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ND.
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