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Final Fantasy XIII - Recensione

Inviato il da Davide Acs
Dopo tre mesi dalla release Giapponese, avvenuta il 17 Dicembre del 2009, Final Fantasy XIII arriva in Europa. Un ritardo così grande nella consegna di quello che, senza ombra di dubbio, è l'RPG più atteso di quest'anno, ci riporta con la mente ai tempi d'oro della prima Playstation, quando noi videoplayer del vecchio continente dovevamo attendere i biblici tempi delle localizzazioni. Con la differenza che stavolta un ritardo così marcato sembra dipendere dalle fumose considerazioni commerciali di Square-Enix. Senza star troppo a recriminare sui dispiaceri dei mastodontici tempi di latenza, vediamo di scoprire quali sono le caratteristiche di questa nuova Fantasia Finale. Come sapranno i nostri più affezionati lettori, Everyeye ha proposto qualche tempo fa, in esclusiva per l'Italia, la recensione della versione Nipponica di Final Fantasy XIII. Un lavoro d'analisi puntiglioso e preciso, che ha saputo identificare -crediamo- in maniera abbastanza limpida tutte le caratteristiche di questo controverso RPG. Vi riproponiamo dunque quell'analisi, capace di sviscerare non solo pregi e difetti del Combat System o della struttura generale, ma anche di fare il punto sulla qualità della trama e della caratterizzazione dei protagonisti. Troverete solo qualche appunto sull'ottimo lavoro di traduzione e sul doppiaggio inglese, ma per il resto il titolo resta invariato. Vi consigliamo dunque di leggere attentamente, se non l'avete ancora fatto, le tre pagine di questa review, poiché le reazioni di fronte a questo capitolo della serie possono essere condizionate in maniera evidente dal vostro orizzonte di attesa. Come avrete modo di scoprire proseguendo nella lettura, questo Final Fantasy è tutt'altro che classico, ed abbandona elementi tipici della serie quali l'esplorazione libera o il controllo diretto su tutti i membri del party. Piuttosto che chiamarlo, come hanno fatto molto giapponesi, una “truffa videoludica”, cercate invece di carpirne i punti forti, le specificità. Augurandovi buona lettura, vi lasciamo anche alla videorecensione in italiano, a cui potrete accedere dalla Web Tv o dal box video appena sottostante.
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Primo impatto
Accesa la console veniamo accolti, come da tradizione, da un lungo e spettacolare filmato in CG, che ci svela alcune delle scene che incontreremo nel corso della lunga avventura, accompagnato da una splendida melodia del bravissimo Masashi Hamauzu, qui al posto dello storico Nobuo Uematsu ma assolutamente all’altezza della situazione (quella di FFXIII è, come vedremo, una tra le migliori colonne sonore degli ultimi anni). Selezionato “New Game”, veniamo introdotti al primo capitolo che compone il gioco (di tredici totali), con la famosa irruzione via treno (FF7 docet) della protagonista Lightning, accompagnata dall’afro Sazh, personaggio lontanissimo dagli stereotipi che hanno caratterizzato Final Fantasy dagli inizi ad oggi.
Le prime ore servono esclusivamente come introduzione per il cast e per la storia che fa da sfondo all’avventura, volutamente confusa in questo frangente, con il sistema di combattimento minimizzato e solo poche opzioni disponibili. Senza svelare niente, possiamo dire che nei primi momenti di gioco ci si imbatte in 5 dei 6 protagonisti che si andremo ad incontrare. I primi due capitoli, dunque, rappresentano il prologo del gioco, l’antefatto del viaggio, e solo con l’inizio del terzo si comincia finalmente Final Fantasy XIII.
Lezione di Storia
Final Fantasy XIII - recensione - XBOX 360 Senza voler rovinare la scoperta della trama, si può riassumere il plot in breve. Il pianeta orbitante di Cocoon, creato in antichità per il bene degli umani sopra la superficie di GranPulse, luogo inospitale e pericoloso, è governato da esseri chiamati Fal’Cie, creati a loro volta dai cristalli. La vita su Cocoon è solitamente regolata dal volere di questi esseri eletti, che richiedono agli umani particolari compiti, o “Focus” come vengono detti nel gioco, attraverso dei marchi impressi sul corpo delle persone. Questi prescelti, soprannominati L’Cie, non sanno invece quale compito preciso gli venga richiesto dal Dio, ma solo attraverso delle visioni vengono indirizzati al loro scopo. A loro viene concesso solo un determinato periodo di tempo per completare gli incarichi, pena la trasformazione in Cie Corpse, una sorta di mostri che vagano per la terra senza uno scopo. Il premio dato a coloro che riescano a portare a termine l’obiettivo è l’immortalità, guadagnata attraverso la mutazione in cristallo. Capirete pertanto che essere marchiati come L’Cie è visto dalla comunità come una maledizione, e di conseguenza si vive braccati dall’esercito e nell’odio dei civili.
Square-Enix, attraverso il team storico degli episodi 7 e 10, confeziona un eccellente intreccio narrativo supportato da un ottimo cast di personaggi, forse il più curato e profondo dell’intera saga, tornando allo sci-fi tanto caro ai fan. Se 6 personaggi possono sembrare pochi, bisogna sottolineare come non ce ne sia uno “centrale” per eccellenza, e simile a quanto proposto in FFVI: tutti sono protagonisti della scena, nessun riempitivo, e fino a metà gioco al giocatore viene chiesto di seguire l’evolversi della trama attraverso i vari punti di vista del cast. Indubbiamente i clichè del genere sono ancora presenti, con il personaggio serio e taciturno (Lightning), il ragazzino per forza di cose partecipe (Hope), la fanciulla solare e spensierata (Vanille), ma ciò che differenzia i protagonisti sono le motivazione date a questi e lo sviluppo psicologico nel corso dell’avventura. Un personaggio atipico come Sahz, l’afro di colore, padre alla ricerca del figlio Dajh, ci viene presentato ed approfondito in un modo davvero azzeccato, molto diverso dai classici energumeni tutti muscoli che troviamo spesso nei videogame.
Anche Hope, il più giovane del gruppo, con lo strano rapporto che si crea nei confronti di Lightning (diventata per lui una sorta di guida, di sorella), e la seria motivazione che lo spinge a combattere, denota una certa ricercatezza, e vivifica l’intenzione di voler donare spessore al cast principale che troppo spesso, anche in titoli di valore come Tales of Vesperia o Star Ocean 4, viene lasciato vittima di fin troppi stereotipi.
La stessa Lightning, scelta per rappresentare l’intera produzione, che dopo le battute iniziali potrebbe apparire un mix poco riuscito di Cloud Strife e Squall Lionheart in gonnella, si sviluppa in modo convincente: i suoi scontri con Snow, altro personaggio fondamentale, il distacco nei confronti degli altri che si trasforma poco alla volta in affetto ed amicizia, la lotta per la salvezza della sorella, sono temi che -pur non originali- vengono ben sviluppati.
Anche dalla parte degli antagonisti segnaliamo l’allontanamento dal “prototipo J-Rpg”, con nemici spinti da propositi un po’ più complessi del “distruggo tutto perché sono cattivo”, che almeno ci presentano alcune motivazioni più interessanti del solito. Forse il carisma di personaggi come Kefka e Sephiroth, ormai circondati da un alone inarrivabile, non è altrettanto presente in FFXIII, ma è indubbio come nella storia ci vengano proposti degli antagonisti credibili e ben fatti.
Insomma, dal punto di vista di trama, personaggi e nemici, pieni voti al nuovo lavoro Square-Enix, senza dubbio uno dei migliori capitoli della rinomata saga. Ma adesso è tempo di affrontare il “nuovo” sistema di combattimento messo a punto dai programmatori.

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Final Fantasy XIII

Disponibile per: PS3 | XBOX 360
Genere: Gioco di Ruolo
Sviluppatore: Square-Enix
Pegi: 16+
Data di Pubblicazione: 9/03/2010
Final Fantasy XIII
9.5
8
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9.5
480 voti
8
ND.
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rokkettaro98
ed eccoci all tredicesimo capitolo di una delle saghe più famose di tutti i tempi. come sarà andata a finire?...[Continua a Leggere]
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VersusBirth
La prima cosa che noterete appena inserito il disco nella console è il comparto tecnico. Come al solito la S-E porta il proprio titolo tra i migliori ...[Continua a Leggere]
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