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Fist of the North Star: Ken's Rage 2 > Recensione
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Fist of the North Star: Ken's Rage 2 - Recensione

Inviato il da Andrea Vanon
Se parliamo di Buronson (nome d’arte di Yoshiyuki Okamura) e Tetsuo Hara, a molti dei videogiocatori più attempati che ci leggono brilleranno gli occhi. Questo perché in cuor loro sanno perfettamente che stiamo per introdurre un contenuto legato all’universo di Ken il Guerriero. Si tratta, in questo particolare caso, del seguito di Fist of the North Star: Ken’s Rage, uscito in Europa (per Xbox 360 e Playstation 3) nel 2010. Questo secondo capitolo, battezzato senza troppe sorprese Fist of the North Star: Ken’s Rage 2, resta ancora aderente alle logiche del Musou, ma tenta di migliorare ogni aspetto del predecessore.
Sarà riuscito il team di sviluppo a smussare l'estrema ripetitività che, nonostante sia connaturata per certi versi al genere d'appartenenza, è stata assieme ad una qualità tecnica discutibile uno dei difetti peggiori del primo Ken’s Rage?
Rimpinguando anche l’aspetto narrativo e migliorando la fedeltà alla saga, il team ha tentato in questo sequel di superare i limiti connaturati al genere. Ma il risultato, lo anticipiamo, è riuscito solo in parte.
Vediamo quindi nel dettaglio cosa funziona e cosa non funziona in Fist of the North Star: Ken’s Rage 2, in arrivo nei negozi l’8 Febbraio per Xbox 360 e Playstation 3.
 
Tra Sogno e Leggenda
Le vicende narrate in Ken’s Rage 2, semmai ci fosse bisogno di specificarlo, sono esattamente quelle del Manga Ken il Guerriero, uscito in Italia sotto l’effige Granata Press prima e Star Comics poi. Per chi non conoscesse la storia di Kenshiro e compagni, un mini-riassunto è doveroso. In un mondo dove le guerre nucleari hanno decimato l’umanità e sgretolato la società, vige la legge del più forte. I maestri d’arti marziali spadroneggiano e i deboli sono continuamente vessati dai prepotenti. Kenshiro, principale protagonista della vicenda, è il discendente della più antica e prestigiosa delle discipline: la Sacra Scuola di Hokuto. Al suo interno è ancora in atto una feroce lotta per la successione, poiché Raoul, fratello maggiore di Ken proclamatosi Re del Mondo, non accetta l’esclusione. Quella della successione è però solo una delle mille trame che si intrecciano nelle due saghe che compongono il Manga. Ken, ad esempio, inizia il suo viaggio per cercare l’amata Julia, rapita dal rivale in amore Shin (a cui deve le famigerate sette cicatrici sul petto). All’inizio del suo viaggio, inoltre, l’eroe si lascia “intenerire” da due orfani, Lynn e Burt, assieme ai quali diventerà simbolo di speranza per i più deboli. L’intreccio complessivo ruota sostanzialmente su questi temi, forte del carisma di tantissimi personaggi.
Passando al gioco, comunque, è la modalità Leggenda quella che ha il compito di ripercorrere le gesta di Kenshiro.

Se il primo Ken’s Rage, a questo proposito, si prendeva qualche libertà, questo sequel fa di tutto per mantenersi quanto più aderente possibile alla produzione cartacea. Nel corso delle circa venti ore necessarie al completamento della Modalità Leggenda ripercorreremo il fumetto capitolo per capitolo, quasi pagina per pagina. La fedeltà all’opera di Buronson e Tetsuo Hara è totale. Purtroppo gli intermezzi che raccontano la storia sono privi di personalità, troppo statici e artisticamente poco ispirati. Più che alimentare il fuoco del coinvolgimento, dunque, questi intermezzi finiranno molto presto per annoiare.
Siamo tuttavia certi che questo difetto non scalfirà la voglia dei fan di rivivere le gesta di Ken, raccolte finalmente nella loro totalità. Dove Ken’s Rage si fermava, infatti, Ken’s Rage 2 prosegue, andando ad integrare quella che è considerata la seconda saga del manga (le vicende dalla Scuola Imperiale di Cento all’Isola dei Demoni Shura).
La modalità Leggenda ci porterà a reinterpretare tutti gli scontri, dai generali di Shin (Fiori, Picche e Cuori) al terribile Kaioh, passando naturalmente per l’indimenticabile Souther e per Raoul, che qui scandirà la metà dell’avventura e non la fine. Chi ha giocato al vecchio Fist of the North Star, comunque, arrivato a questo punto della lettura storcerà il naso: tutta la prima parte del gioco narra le stesse vicende del primo capitolo, e considerando persino alcune cut scene palesemente riciclate, perché pagare a prezzo pieno un videogame giocato e stra-giocato per metà ben tre anni fa?
La sostanziale identità di metà dell'avventura con quella proposta dal vecchio episodio si riscontra anche a livello ludico: non sembrano state fatte grosse modifiche al gameplay. Ken's Rage 2 ci metterà infatti di fronte all’ennesimo picchiaduro a scorrimento ma con ancor più nemici sullo schermo. Tra un corridoio ed uno stanzone, in un progressione dalla linearità disarmante, dovremo massacrare ora cinquanta, ora settanta, ora persino centocinquanta avversari di fila. E via così, prima di arrivare all’agognato Boss Fight. La ripetitività, insostenibile sin dall’inizio e persino più marcata rispetto al primo Ken’s Rage, è fortunatamente mitigata da alcune nuove introduzioni. Ken avrà sin dall’inizio a disposizione una serie mediamente varia di combinazioni, alle quali aggiungere le tecniche segrete di Hokuto. Queste ultime, acquisite in seguito alle Boss Fight più importanti, potranno essere selezionate in tempo reale tramite D-Pad e non verranno più accompagnate dalle mini cut scene che tutti ricordiamo. Un aspetto che alleggerisce notevolmente il gameplay, donandogli un pizzico di varietà in più. D’altra parte si rileva però un'aggressività praticamente nulla degli avversari, che non sono altro che carne da macello: tecniche e strategie diverranno perciò del tutto inutili, eccezion fatta per le Boss Fight. Si tratta dei momenti sicuramente meglio riusciti di Ken’s Rage 2: impegnative e fedelissime al Manga.
Fra le novità, inoltre, troviamo la schivata. Si tratta di un’animazione da attivare con tempismo, bruciando un pizzico dell’Aura necessaria anche per le tecniche di Hokuto. Sfruttando al meglio tale capacità avremo la facoltà di contrattaccare fulmineamente, mandando l’avversario in un momentaneo stato di confusione nel quale subirà molti più danni. Variabile decisamente più interessante dell’inutile presa, che renderà molto più vivaci i combattimenti principali risultando però totalmente superflua con gli scagnozzi.

Altrettanto superfluo, o comunque non così incisivo, il sistema di sviluppo, in parte cambiato dalla precedente iterazione. Oltre alla crescita automatica di parametri come Salute, Attacco e Difesa, avremo accesso alle Pergamene. Tra quelle reperite sul campo e quelle guadagnate in seguito al completamento dei capitoli, ne avremo sin dall’inizio abbastanza per sperimentare il curioso sistema di “combinazione” mutuato da One Piece: Pirate Warriors. Inserendo nei cinque slot a disposizione Pergamene con la stessa disposizione simbolica, andremo ad incrementare il parametro ad essi collegato, sbloccando a volte qualche interessante talento.
Purtroppo questi piccoli spunti non riescono a vivacizzare le cose, sormontati dalla ripetitività allucinante di Ken's Rage 2. Se il dev team avesse avuto il coraggio di diminuire il numero di avversari tra un Boss Fight e l’altro ed inserire le stesse soluzioni adottate in One Piece: Pirate Warriors (sicuramente il miglior esponente Musou nella Current Gen), ora staremo parlando di tutt’altra produzione. Invece Koei è rimasta ancorata al passato, implementando variabili deboli e poco convincenti, come un paio di sezioni stealth impalpabili.
In parte diversa la modalità Sogno, gradito mix tra il what if e l’approfondimento, nella quale interpretare a turno una serie di nuovi personaggi. Niente Ken, dunque, ma Shin, Shu, Rei, Mamiya, Toki e tantissimi altri, ognuno con la sua storyline e le sue cut scene dedicate. Un'aggiunta non da poco, soprattutto per i fan, che verranno coinvolti in decine di ore aggiuntive di gameplay. Tuttavia, per quanto non si possa non considerare interessante l’aggiunta della co-op (in locale ed online) e del multiplayer competitivo, ci si scontra ancora una volta col muro invalicabile della ripetitività e della piattezza. In questo game mode ci troveremo nuovamente di fronte alla ciclica necessità di svolgere missioni identiche tra loro e anche l’alternanza dei protagonisti (dunque dei moveset) e delle sotto-trame non sempre basterà a cancellare la noia. Una marcia in più, da questo punto di vista, sembra averla il multiplayer competitivo. Simile per certi versi a quello di Ninja Gaiden 3 (e non siamo sicuri sia un bene) tale comparto ha senz’altro il pregio di aggiungere qualcosa di nuovo alla struttura.
Tirando le somme, dunque, Ken's Rage compie qualche passo avanti rispetto al predecessore, ma questo non è sufficiente a migliorare in maniera netta i risultati. Fist of the North Star: Ken’s Rage 2 rimane dunque mediocre pad alla mano, quasi insostenibile nella sua ripetitività se non per un fan sfegatato di Kenshiro. Un vero peccato, poiché di spunti interessanti (soprattutto sul fronte delle modalità) se ne son visti: un pizzico di coraggio in più avrebbe certamente cambiato le carte in tavola.
Visivamente arretrato
Dal punto di vista tecnico Fist of the North Star: Ken’s Rage 2 è pesantemente sotto allo standard generazionale. A salvarsi sono quasi solamente i modelli poligonali di protagonisti e comprimari, abbastanza ben realizzati e discretamente ricchi di particolari. Nel corso dell’avventura, però, s’incontrano centinaia di “scagnozzi” riciclati integralmente.

I problemi peggiori, tuttavia, vi notano nel momento in cui l’engine si mette in moto, mostrando tutte le lacune di un comparto animazioni legnoso, ripetitivo e molto povero di alternative, nonché una gestione delle collisioni e della fisica ambientale del tutto inaccettabile agli sgoccioli di una generazione come questa. Il quadro è completato da texture ambientali quasi sempre slavate e qualitativamente sottotono. Molto scarno, lineare e monotono, infine, il level design. Si salva un'effettistica particellare sufficiente.
La produzione non convince appieno nemmeno a livello sonoro: i doppiatori giapponesi (nuovi rispetto all’anime) si comportano abbastanza bene, ma il lip sync è completamente assente come nel prequel. La soundtrack, un mix tra brani originali e creati ad hoc, punta su potenti riff tra il rock e l’heavy metal che, spesso ripetuti, stancano presto.
Quella di Fist of the North Star: Ken’s Rage 2 è una produzione con troppe ombre per uscire dalla mediocrità in cui ancora giace il suo predecessore. Bisogna però dare atto al dev team di aver lavorato in maniera interessante su alcuni aspetti del gameplay e della struttura ludica. Questi elementi si scontrano purtroppo con lo scarso coraggio nel distaccarsi dalle caratteristiche meno amate del Musou, e renderlo così più interessante come ha recentemente saputo fare One Piece: Pirate Warriors. Ripetitività e poca cura per i dettagli rendono Ken’s Rage 2 un videogame dedicato soprattutto -se non soltanto- agli appassionati.
Solo i fan di Kenshiro sapranno tralasciare i difetti, a fronte di una fedeltà davvero incredibile al Manga. Fist of the North Star: Ken’s Rage 2 è dunque un titolo consigliato soprattutto ai fedelissimi del fumetto, che lo troveranno probabilmente necessario per la loro collezione. Tutti gli altri rivolgano lo sguardo altrove.
VOTOGLOBALE6.5
Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Fist of the North Star: Ken's Rage 2

Disponibile per: XBOX 360 | PS3 | Wii U
Genere: Azione
Sviluppatore: Koei
Distributore: Halifax
Publisher: Tecmo
Pegi: 18+
Data di Pubblicazione:
Wii U: 07/02/2013   
XBOX 360: 08/02/2013   
PS3: 08/02/2013   
Fist of the North Star: Ken's Rage 2
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