Frontlines: Fuels of War > Recensione
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Frontlines: Fuels of War - Recensione

Inviato il da Francescostefano ''IoriYagami'' De Ponti
Frontlines: Fuels of War - recensione - XBOX 360 La crisi petrolifera del 1973, oltre che a mettere in seria difficoltà le economie di tutto il mondo (già ampliamente devastate dalla seconda guerra mondiale), portarono alla luce alcuni dettagli fondamentali soprattutto in merito alla scarsità di risorse ed alla loro difficile riproducibilità naturale (petrolio, carbone e gas sono infatti il risultato di millenari processi chimici derivanti dalla sedimentazione di materia organica nelle profondità della terra). Tralasciando per un attimo le varie teorie catastrofiste in merito al completo depauperamento delle riserve di tali composti organici ed alla conseguente distruzione del fragile ecosistema globale, vogliamo puntare l’attenzione sul lato più strettamente politico/economico della questione: come è ben noto la maggior parte dei pozzi petroliferi che riforniscono le industrie e le raffinerie di mezzo mondo sono situate nella regione del Medio Oriente, a cavallo fra Iraq e Kuwait. L’importanza strategica di questi siti è stata ampliamente conclamata dai vari e sempre attuali fatti di cronaca, dalla guerra del Golfo ai più recenti interventi per liberare dalla dittatura di Saddam Hussein il ricco emirato iracheno. Detto questo, cosa accadrebbe se, in un ipotetico futuro, la stragrande maggioranza dei pozzi petroliferi dovessero restare a secco? E cosa accadrebbe se gli unici impianti funzionanti dovessero venire presi d’assedio da una rediviva superpotenza che, in un accesso di megalomania, rivendicasse la supremazia su tutte le altre nazioni del globo? Per avere risposta a queste ed altre domande non dovrete fare altro che seguire le vicende narrate in Frontlines: Fuel of War, videogioco sviluppato dalla software house Kaos Studios e distribuito da THQ.
L’anno del Signore è il 2024 e l’inarrestabile macchina del progresso ha messo in ginocchio i fragili equilibri del pianeta terra, privando il sottosuolo di quasi tutte le risorse; il petrolio, l’oro nero che per tanti anni ha tenuto banco nelle contrattazioni economiche di tutte le borse delle nazioni, è quasi del tutto scomparso, gli unici pozzi ancora in grado di produrre barili di greggio sono quelli della regione del Mar Caspio. L’importanza di questo porzione di terra è divenuta tanto cruciale da mettere uno contro l’altro i due blocchi della Coalizione Occidentale (naturale evoluzione della NATO) e quello della Stella Rossa, un gruppo di stati orientali con a capo le redivive dittature comuniste di Cina e Russia; quest’ultima, reclamando la naturale appartenenza della regione del Caspio all’interno dei suoi confini, ha deciso di mettere in scacco la Coalizione Occidentale occupando le raffinerie impedendo così l’esportazione degli ultimi barili di greggio. D’altro canto, i governi degli stati membri hanno deciso, in nome dei sentimenti di giustizia e libertà, di dichiarare guerra alla Stella Rossa attaccando l’immaginario fronte della fu cortina di ferro per poter avanzare in territorio nemico ed attaccare direttamente il cuore della fazione nemica, ossia Mosca. Una così delicata operazione non poteva essere affidata che alla squadra dei Randagi, un gruppo di soldati sceltissimi (fra le cui fila sarà ovviamente presente il nostro alter ego digitale, un soldato semplice dalle belle speranze e dalla tempra d’acciaio) in mano ai quali sono state consegnate le più avanzate tecnologie belliche con l’unico scopo di ridurre a malpartito l’alleanza della Stella Rossa e far tornare a splendere il sole della pace sulle desolate lande al di là degli Urali.
Giocattoli pericolosi
Frontlines: Fuels of War - recensione - XBOX 360 Detto della trama sicuramente non originale (fra l’altro è disponibile all’interno del gioco una corposa sezione extra nella quale poter leggere tutta la sequenza cronologica degli accadimenti che han portato allo scoppio della guerra), Frontlines: Fuel of War si presenta al pubblico come un classicissimo First Person Shooter: al comando di uno dei componenti del team dei Randagi dovremo avanzare attraverso sette campi di battaglia portando a compimento alcuni obiettivi mentre verremo assaliti da centinaia e centinaia di soldati nemici. Mano a mano che completeremo una di queste missioni (le quali non si discosteranno molto dal “vai al punto X, spazza via tutta la resistenza nemica e piazza la bomba per neutralizzare la postazione Y”) verremo contattati tramite una canonica comunicazione via auricolare dal nostro capitano che ci darà ragguagli in merito alla nostra successiva azione bellica. Per poter adempiere al nostro compito ci verrà fornito un arsenale di primissimo ordine: fucili d’assalto, bazooka a puntamento automatico, fucili di precisione e granate a frammentazione saranno all’ordine del giorno negli scontri a fuoco, nei quali voleranno letteralmente quintali di piombo rovente. Le risorse a nostra disposizione tuttavia non sono finite qui: complice lo scenario futuristico nel quale è immerso il conflitto fra le fazioni di questo moderno bipolarismo potremo mettere le mani su alcuni gingilli che, se a prima vista potrebbero sembrare solo dei costosissimi giocattoli radiocomandati, si rivelano in realtà delle raffinate armi. Ecco dunque fare capolino carri armati ed elicotteri che non hanno nulla da invidiare alle loro controparti non in scala, obici in formato tascabile (o quasi) e persino dei letali mini quad imbottiti di esplosivo C4 ad altissimo potenziale esplosivo, in grado di ridurre un mezzo corazzato in un ammasso di rottami fumanti. Se però fate parte della schiera di persone che fanno del detto “più sono grossi, più fanno male” il proprio credo, ecco dunque fare capolino i fratelli maggiori dei testè citati mezzi: dall’ LVS (autoblindo poco corazzato, ma agile e dotato di una torretta mitragliatrice dall’altissimo rateo di fuoco) fino ad arrivare all’ elicottero d’assalto LHK 55 armato di letali missili aria-terra a ricerca calorica. Tutti i mezzi saranno messi a nostra disposizione con una frequenza mai vista sino ad ora negli altri esponenti del settore. Un vero peccato però che questa manna dal cielo sia stata dotata di un sistema di controllo alquanto legnoso e scomodo: i vari veicoli verranno pilotati tramite la sola levetta analogica sinistra (adibita quindi sia al movimento avanti-dietro che alla rotazione sinistra destra) mentre lo stick destro verrà utilizzato per il solo puntamento delle armi. Tale mappatura dei comandi, complice anche una calibrazione della sensibilità piuttosto bassa, renderà le manovre in più di un’occasione tediose e ad alto rischio di incastro con l’ambiente circostante compromettendo la nostra strategia. La situazione fortunatamente migliora passando sia ai miniveicoli (i quali, pur condividendo lo stesso sistema dei loro fratelli maggiori, risultano essere più agili e maggiormente precisi nelle manovre) sia procedendo sul campo di battaglia sulle nostre gambe virtuali: sotto questo punto di vista Frontlines adotta la canonica impostazione di tutti gli fps, serviranno quindi solo pochissimi minuti per poter avere tutto sotto il nostro controllo.
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Questo è il futuro. Non resta che prepararci.

Frontlines: Fuels of War

Disponibile per: XBOX 360
Frontlines: Fuels of War - XBOX 360
Tipo: ND.
Frontlines: Fuels of War
6
6.5
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ND.
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