Gears of War 3 - Hands on
Inviato il 16/04/2011 da Francesco Fossetti Tra qualche giorno sarà finalmente ora, per i fortunati in possesso della Limited di Bulletstorm, di saggiare le potenzialità online di Gears of War 3. Il titolo completo, lo ricordiamo, è previsto per Settembre in esclusiva Xbox 360. Al corposo e completo hands on (che trovate qui sotto) riguardante una sessione multiplayer eseguita direttamente negli studi di Epic Games, Everyeye intende aggiungere soltanto alcune considerazioni, alla luce di una nuova mappa e dei match a cui abbiamo potuto già prender parte grazie ad alcuni codici messi a disposizione da Microsoft. La Beta, che, come detto, diverrà pubblica a giorni, presenta anzitutto una nuova location: Old Town. Si tratta di una mappa piuttosto classica ambientata in una cittadina in riva al mare. Le molte biforcazioni, presenti soprattutto a centro città, offrono numerose soluzioni per l'accerchiamento e per l'aggiramento dei nemici; tali possibilità si sono rivelate decisamente funzionali soprattutto partecipando alla nuova "Capture the Leader", una delle modalità che troverete ampiamente descritte in seguito. Aggiungiamo, prima di lasciarvi alla lettura di quanto vi aspetta a partire da Lunedì, che, aldilà delle conferma delle ottime impressioni di qualche mese fa, denotiamo un'eccessiva facilità d'accesso ai punti di respawn che, nel caso di match senza comunicazione o senza una squadra affiatata, rendono l'esperienza leggermente frustrante, con avversari letteralmente intenti a camperare allo spawning point, che si sposterà soltanto in momenti predefiniti nel corso del match. Va in fine precisato che -al momento- non è stato possibile valutare le condizioni dei server dedicati, poiché ad accoglierci, all'ingresso delle beta, ci attendeva un messaggio di benvenuto in cui si precisava che, al momento, i suddetti sever sono offline ed il gaming avviene alla "vecchia maniera". Le partite sono risultate allo stesso modo fluidissime...ma con poco più di cinquanta giocatori online nel mondo non poteva essere altrimenti. Ottimo invece il matchmaking che, in men che non si dica, ci ha permesso di battagliare assieme ad altri giocatori italiani. Segnaliamo, in conclusione, la presenza di bot (piuttosto scarsi) ad occupare eventuali posti vuoti nelle partite non classificate, in maniera da non attendere lunghi tempi morti prima di buttarsi nella mischia.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
Bigger and (much) better
Epic Games ha lavorato con in testa un solo obiettivo: potenziare ogni singolo aspetto del già fascinoso multiplayer del secondo Gears of War. Col senno di poi, ci comunica il Lead Designer delle modalità online, il multi del vecchio capitolo rappresenta un punto di partenza, e non certo d'arrivo. Gears of War non mira dunque a migliorare e rifinire, ma ad espandere: più armi, più mappe, più possibilità. E, soprattutto, molta più attenzione anche per la struttura globale, che deve giocoforza diventare più stabile e ospitale. Il primo grande annuncio dell'evento, dunque, è proprio la conferma dei server dedicati. Un obiettivo che rientra nei piani di Epic già dai tempi del primo capitolo, ma che solo adesso viene finalmente raggiunto. I benefici sull'impianto di gioco saranno concreti e tangibili: oltre alla concreta riduzione di lag e latenze, per una stabilità senza compromessi, verrà ridotto drasticamente lo “strapotere” dell'Host. Partite dunque “egualitarie”, nonché introdotte da un matchmaking più rapido ed attento. Anche su questo versante, ci confermano i portavoce di Epic, il lavoro svolto sarà evidente, in modo che gli algoritmi possano “costruire” partite ottimali, tenendo conto persino delle necessità territoriali. Anche gli utenti europei, dunque, non dovrebbero avere problemi a trovare match ben composti.
New Gears

Potenziata la struttura a supporto dell'online gaming, si passa dunque ad una serie di novità di assoluto rilievo, capaci non tanto di cambiare il volto dell'esperienza presentata in passato, quanto di renderla ancora più vivace ed aggressiva. Tutto comincia dalle nuovi armi messe a disposizione. Le aggiunte al set bellico si inseriscono ottimamente nel contesto di Gears of War, stuzzicando la fantasia dei soldati più agguerriti. Si comincia ad esempio con il fucile “OneShot”, una bocca da fuoco micidiale, da utilizzare a lungo raggio. La sua potenza è devastante, ed i proiettili sono in grado di penetrare addirittura gli scudi, uccidendo all'istante qualsiasi nemico travolgano. Si deve però usarla con attenzione, dal momento che prevede lunghi tempi di ricarica, e che un lungo laser di puntamento stimola le prede a non rimanere ferme sul posto. Per i più diretti, oltre allo Gnascer (il classico fucile a pompa), è stato inserita una doppietta a canne mozze. A contatto ravvicinato, ogni bossolo esploso equivale ad una kill sicura, ma anche in questo caso i tempi di ricarica sono davvero biblici, e per non sprecare il colpo bisogna esser certi di restare praticamente a contatto con l'avversario. Un'arma più creativa permette invece di lanciare strani proiettili organici, che penetrano sotto il terreno per poi saltar fuori nel caso un nemico si trovi nei paraggi della loro traiettoria. Un'arma in grado di superare le coperture, così da stanare anche i nemici rintanati negli angoli più sicuri. Bellissimo poi l'effetto di un colpo sparato direttamente nel corpo del nemico, invece che nel terreno: in questo caso il “proiettile” scava la sua strada nel petto del malcapitato, dirigendosi al cervello per un'esplosione piuttosto cruenta. Impossibile non citare poi la granata incendiaria, che si aggiunge al set di base (esplosive, velenose, fumogene). Con un po' d'attenzione, questo tipo di granata è micidiale nei luoghi chiusi, in quanto colpendo il soffitto di una stanza è si otterrà una pioggia di fuoco utile per abbrustolire anche più di un nemico. Infine, fra le nuove aggiunte, troviamo il Pendulum Lancer, un modello più antico rispetto a quello che ormai conosciamo, che monta una lama acuminata al posto della motosega. Imbracciandolo, è possibile caricare gli avversari, per poi impalarli letteralmente (con un sadismo macabro da antologia). E' necessario però un po' di spazio per avviare la corsa, altrimenti la carica risulterà inefficace. Tutte queste aggiunte si collocano nel contesto di una generale revisione del bilanciamento di molte altre bocche da fuoco. In pratica, ogni arma di base (Lancer, Pendulum, Hammerhead) è caratterizzata da una diversa combinazione fra precisione ed efficacia, così che la scelta dei giocatori debba essere eseguita in base al proprio stile di gioco ed alle esigenze delle varie mappe. Alcune modifiche interessano anche il Lancer classico (adesso, una volta attivata la motosega, non sarà più possibile fermare la carica), e le granate fumogene (finalmente utilissime, in grado di abbuiare totalmente una stanza, semmai per preparare la carica alla cieca con i Pendulum Lancer).
New Abilities
| Beta! |
| Nel corso dell'evento il team di sviluppo ha confermato ufficialmente l'arrivo di una Beta nel corso del prossimo anno. Il fatto che il titolo sia stato rimandato, del resto, permetterà al team di eseguire un fine lavoro di ottimizzazione del codice. “Non è facile di questi tempi proporre una beta ai giocatori console. Diversamente da quanto accade per gli utenti PC, che sono abituati a testare prodotti allo stato embrionale, che subiranno diverse modifiche nei mesi successivi, i giocatori console si aspettano che una Beta sia in realtà identificativa della qualità del gioco completo. Il rilascio di una Open Beta è quindi un'operazione molto delicata: il ritardo nella commercializzazione ci permetterà di offrire agli utenti un pacchetto di prova che rispecchi la qualità del prodotto completo”. |
Questo nuovo set di bocche da fuoco basterebbe da solo a cambiare notevolmente l'approccio generale al multiplayer di Gears of War 3. Eppure, le novità non si fermano qui. Sono state introdotte infatti nuove abilità. Il team cita ad esempio il “Mantle Kick”: nel caso in cui un avversario si trovi al lati opposti della vostra copertura, alla pressione del tasto A è possibile scavalcarla e colpire il nemico con un calcio, destabilizzandolo quanto basta per piazzare un paio di colpi con un'arma ravvicinata. Rivisto anche il “Bag and Tag”, ovvero la possibilità di conficcare una granata nel collo di uno scudo umano, trasformandolo in una bomba a tempo: adesso sarà sempre possibile effettuare questa mossa, anche se avremo esaurito le granate a disposizione: afferrando un nemico in punto di morte ruberemo automaticamente i suoi esplosivi. Introdotta anche la possibilità di ritornare in vita senza l'aiuto di un compagno. Premendo ripetutamente il tasto A, anche in punto di morte è possibile recuperare lentamente energia. Solitamente una volta costretti in ginocchio si ha poco scampo: travolti anche solo da un singolo proiettile, si viene spediti senza pietà alla schermata di Respawn. Ma nel caso in cui fortunosamente si riesca a strisciare dietro ad un riparo, dopo qualche secondo sarà possibile tornare in piedi. Un'introduzione decisamente piacevole, ben congegnata, che non rovina l'ottimo bilanciamento dell'esperienza globale. Un'altra novità riguarda la possibilità di segnalare la presenza nemica ai compagni: premendo Y mentre si inquadra un avversario, si segnala al proprio team la sua presenza. Questo stimola senza dubbio il gioco di squadra e l'affiatamento. Infine, sono state riviste le funzionalità del Tac/Com: la visione tattica adesso informerà anche della posizione delle armi nella mappa, in modo tale da garantire una maggiore accessibilità a tutti i videoplayer.
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