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Gears of War 3 > Recensione
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Gears of War 3 - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Sappiamo tutti cosa aspettarci da Gears of War 3. La più importante esclusiva Microsoft dell'anno, sviluppata dalle roboanti personalità di Epic Games, veicola un'estetica esagerata ed un gameplay martellante, per portare ancora una volta all'eccesso un approccio ludico chiassoso e sregolato. E alla serie che ha rivoluzionato i Third Person Shooter, lasciando un segno indelebile su tutta questa generazione ludica, davvero non si può chiedere altro: ritmi isterici, spropositate dosi di piombo, ed un colpo d'occhio spettacolare e sovrabbondante.
Eppure questo Gears of War 3 è riuscito a stupirci. Il pacchetto confezionato dal team di Cliff B è un concentrato esplosivo di adrenalina ed epicità. Supera in un lampo le incertezze narrative del secondo episodio, e ci incuriosisce con una progressione sempre sul filo del rasoio, varia all'inverosimile e ben diretta. Ma soprattutto ci sommerge, oltre che con uno story mode corposo e articolato, con una serie di modalità multiplayer, cooperative e competitive, che non hanno nulla da invidiare, per quantità e divertimento, a nessuna delle produzioni moderne.
Complice il lungo periodo di ottimizzazione (il titolo era inizialmente previsto per Aprile), Epic ci consegna insomma un prodotto perfettamente rifinito, che mantiene il suo carattere da smargiasso ma giunge alla piena maturazione, desideroso di incidere una nuova tacca nel cuore dei fan.
 
Senza Speranza
Sera è un pianeta ormai allo sbando. Dopo l'invasione delle locuste, la resistenza umana è andata avanti a tentoni, cercando di contenere un assalto evidentemente troppo meticoloso e ben organizzato. Sacrificando milioni di vite il Martello dell'Alba ha tentato di spazzare via la minaccia venuta dalle viscere della terra, ma senza successo. In seguito, il sacrificio estremo di Jacinto è stato necessario per inondare i tunnel delle beste schifose. Ma una piaga ulteriore si è abbattuta sul pianeta: contaminate dall'Imulsion, le locuste sono mutate, trasformandosi in enormi aberrazioni senza controllo: gli Splendenti. Ogni speranza è ormai vana, e il COG (Coalizione dei Governi Organizzati) è allo sbando, senza più una guida. Gruppi di “Arenati” cercano di sopravvivere sulla terra, mentre molti soldati sono di stanza nelle navi che solcano i mari infestati. Proprio su una grossa nave comincia la storia di Gears of War 3, mentre Marcus, Dom e altri compagni sono intenti a proteggere l'equipaggio dagli assalti irregolari degli Splendenti. L'opprimente quotidianità viene però interrotta dall'arrivo di Prescott, ex-presidente della Coalizione, che porta assurde novità. Il padre di Marcu, Adam Fenix, è ancora vivo, e sta lavorando ad un progetto segreto che potrebbe mettere una volta per tutte la parola fine all'invasione. Comincia così il lungo viaggio del protagonista, alla ricerca di un padre che credeva perduto per sempre.
Il plot di Gears of War 3, composto come da tradizione da Cinque Atti, non sarà certo originalissimo nei presupposti, ma è impeccabile nello svolgimento e nella direzione. Il team di sviluppo ha cercato in ogni modo di vivacizzare le cose, investendo il videoplayer con una storia lunga e tortuosa, sempre piacevolissima. Già nel primo atto si scopre qualche scelta coraggiosa, mentre seguiamo alternativamente le disavventure di due gruppi di Gears: il primo, impegnato sulla nave, il secondo, capitanato da Cole “Train”, alla ricerca di provviste nel territorio circostante Hanover. L'avanzamento parallelo, nonché qualche momento tutto particolare vissuto nei panni del'ex-campione di Trashball, mettono subito in chiaro che la sceneggiatura è tutt'altro che banale o stereotipata. Al fare chiassoso dei soldati (più esibizionisti che mai) si contrappone il ricordo nostalgico di un tempo fuggito fra i bombardamenti e le troppe morti, mentre il gruppo di eroi si sposta in città-simbolo di disgrazie umane (il “Ground Zero” del Martello dell'Alba) o personali (la città in cui Dom viveva con la moglie defunta). Ci sono, insospettabilmente, momenti seriamente toccanti nel corso della progressione, sottolineati da importanti scelte di rottura per quel che riguarda l'utilizzo della colonna sonora, che senza ombra di dubbio resteranno marchiate a fuoco nella mente di ogni videoplayer. Ma al contempo Epic Games non smette mai di divertirci con personalità assurde, linee di dialogo che superano impunemente la soglia del politically correct, strappando più di un sorriso. C'è sempre, nei personaggi, un certo “immobilismo psicologico”; eppure il plot lo nasconde benissimo, tenendoli sempre impegnati a lottare contro le locuste o con i fantasmi del passato, ed assemblando di capitolo in capitolo manipoli sempre diversi. Per gli appassionati, incontrare così tante personalità di spicco dell'universo di Gears sarà senza dubbio un enorme piacere, in quello che è senza ombra di dubbio il plot più riuscito della trilogia.
Un'avventura Indimenticabile
Gears of War 3 - recensione - XBOX 360 Mettiamolo subito in chiaro: per quel che riguarda la sostanza ludica -la struttura portante- Gears of War 3 non cambia di una virgola. E per fortuna. A cinque anni di distanza dal rilascio del primo capitolo, la formula fatta di coperture dinamiche, fuoco alla cieca e ricarica attiva funziona ancora.
Se avete qualche dubbio, è probabilmente legittimo: complice un'IA non proprio performante ed un level design con qualche elemento da rivedere, arrivati in fondo al secondo episodio (pubblicato tre anni fa) si poteva avvertire un po' di stanchezza. Ben consapevole di questo fatto, Epic Games ha ben pensato di rimpolpare il pacchetto da una parte introducendo nuove armi, dall'altra organizzando un'avventura onnicomprensiva, senza pause, varia all'inverosimile.
Chi ha seguito con attenzione lo sviluppo del titolo sa bene quali novità attendono i Gears per ciò che concerne l'equipaggiamento. Il Lancer Rétro è un modello antico utilizzato ai tempi dell'Emergence Day, e spara proiettili più grandi ma con meno precisione. Al posto dell'iconica motosega monta una baionetta, con cui è possibile caricare le locuste per impalarle senza alcuna pietà.
C'è poi il “Digger”: spara un razzo a trivella che si conficca nel terreno, superando tutti gli ostacoli per poi esplodere a mezz'aria come una mina letale. Ma tornano, ovviamente, tutte le armi dei vecchi capitoli, che compongono a conti fatti un arsenale vasto come pochi. Archi che sparano dardi esplosivi, Lanciagranate, Pistole e fucili a pompa, si uniscono alle mastodontiche bocche da fuoco che possono essere trascinate ma non conservate nell'inventario. Mortali fucili da cecchino (OneShot) o mitragliatrici fisse, o addirittura un'enorme mannaia con cui affettare le orde di locuste che si avvicinano.
Il punto di forza di Gears of War 3 è però, unitamente all'enormità dell'arsenale, la capacità di invogliare il giocatore a testare nuove soluzioni. Complice il munizionamento spesso contenuto (non certo in tutte le situazioni), e l'alternanza di armi reperibili sul campo di battaglia, nel corso dell'avventura il giocatore è spronato a fare di necessità virtù, sfruttando quel che trova e sperimentando nuove soluzioni.
C'è da dire però che anche questo capitolo si porta dietro la maledizione dell'IA e dell'estrema facilità. Giocato a livello Normale, il titolo offre pochi stimoli all'utente scafato, che nona vrà problemi a massacrare quintali di avversari, e verrà sopraffatto rarissime volte (anche perchè i compagni son sempre pronti a rianimare prontamente il protagonista caduto). Il consiglio è quello di procedere immediatamente alla selezione di un livello di difficoltà superiore: in questo caso gli avversari tenderanno a scoprirsi meno possibile, anche se resteranno carenti sul fronte della tattica di battaglia. Dal momento che i danni subiti aumenteranno considerevolmente, sarà comunque opportuno procedere con cautela, senza assalti alla cieca e sfruttando al meglio le varie coperture. E' indiscutibilmente questo il modo di godere al meglio l'esperienza proposta da Epic, anche perchè in certi momenti, per la massiccia presenza di coperture totalmente distruttibili, dovremo mantenere una discreta mobilità e impegnarci per non incappare in un Game Over prematuro. La difficoltà standard garantisce comunque un eccellente Entry Level per i neoffiti o per chi cerca un divertimento meno impegnato, in cui il massacro indiscriminato sia anzitutto un “esercizio di stile”. E, fidatevi, non c'è titolo migliore di Gears of War 3 per dedicarsi ad un'indiscriminata opera blastatoria sentendosi davvero il Re (Tamarro) del Mondo.
Dicevamo sopra che un altro dei pregi del titolo in esame è l'enorme varietà che contraddistingue la progressione. Gears of War 3 lascia davvero stupiti sotto questo aspetto, proponendo un'alternanza di situazioni che non lascia respiro, galvanizzando continuamente il fruitore. Ci sono ovviamente (e sono preponderanti) sequenze molto classiche in cui ripulire le zone infestate, ma in ogni atto non manca una variazione, una sorpresa. Prima si sale a bordo di mech da combattimento dalla potenza devastante, poi su una marea di mezzi di trasporto, che ci trascinano per cielo e per terra mentre vomitiamo tonnellate di proiettili dalle postazioni fisse. Si incontrano poi stimolanti boss fight, e viste le propensioni e l'esibizionismo tipico della serie, vi lasciamo solamente immaginare le proporzioni delle bestiacce che dobbiamo abbattere. Le sorprese non finiscono, mentre ci troviamo a combattere addirittura con una nuova piaga: esseri malati che si lanciano addosso ai protagonisti come Zombie impazziti, con corpi fragili (imbevuti di Imulsion) ma presenti in enormi quantità. Anche quando le situazioni rientrano in canoni più noti, il team di sviluppo nasconde abilmente la potenziale monotonia (per nulla avvertibile) trascinandoci in luoghi diversi, insoliti, affascinanti: ora nelle distese sabbiose delle DeadLand, ora negli ultimi fortilizi in cui si sono arroccati i ranghi del COG. Insomma, Gears of War 3 è un concentrato di spunti visivi, insolite prospettive e attività extracurricolari, che entusiasma praticamente dall'inizio alla fine. Ed il bello è che la longevità dell'avventura principale si avvicina con estrema facilità alle dodici ore di gioco. Ore densissime, ricche e strabordanti.
Dei cinque atti che compongono la storia, l'ultimo è forse quello meno riuscito, sia per quel che riguarda il Level Design che sul fronte visivo. E forse si sarebbe potuto chiedere qualcosa in più ai “bivi” che di tanto in tanto si presentano, ma che non sono affatto significativi e incitano solo marginalmente il secondo Playthrough. Ma sono davvero piccolezze in un pacchetto confezionato ad arte. Sapendo di non voler innovare, Epic ha semplicemente scacciato lo spettro della noia componendo un titolo che incalza costantemente: vivace e serrato come pochi, rappresenta un'esperienza davvero trascinante.

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Gears of War 3

Disponibile per: XBOX 360
Genere: Sparatutto in Terza Persona
Sviluppatore: Epic Games
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 16 Giocatori
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Online
Data di Pubblicazione: 20/09/2011
Gears of War 3
9
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9.5
8.5
162 voti
8.8
ND.
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