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Gears of War - Recensione

Inviato il 20/11/2006 da Lorenzo "sonountoro" Rainiero
Gears of War - recensione - XBOX 360 Finalmente gli umani del pianeta Sera vivevano in pace e tranquillità; le guerre passate avevano lasciato il posto ad un ritrovato benessere, guidato dal fervido rifiore della cultura. Ma come la calma sottende l'arrivo della tempesta, così il giorno della comparsa di un nuovo nemico gettò l'umanità nel baratro di una drammatica lotta per la sopravvivenza. Un'orda di orribili locuste, creature dall'aspetto demoniaco, era riemersa dalle viscere del pianeta e ne reclamava il possesso. Col tempo venne sconfitta la fiera opposizione degli umani che, dopo miliardi di vittime, per non cedere al nemico distrussero la loro stessa civiltà. Ed ora la lunga lotta contro ogni possibilità ha raggiunto il suo tragico ed ineluttabile epilogo.
Sono passati ben quattordici anni dall'Emergence Day: il mondo intero è tuttora sconvolto dalle esplosioni. Sulla faccia della terra le città sono scomparse e le loro macerie hanno l'aspetto di desolati deserti... Tuttavia la razza umana è sopravvissuta. Nelle mani del veterano di guerra Marcus Fenix e della sua nerboruta squadra d'assalto sono riposte le nostre ultime speranze.


Ad un anno dal lancio, dopo un avvio altalenante, riuscirà finalmente xbox360 a soddisfare la ricerca della sua killer application e imporsi nel mercato quale scelta obbligata per la next-generation? E Gears Of War sarà capace di accattivarsi le simpatie dei fedelissimi del “Capo”?
Non resta che scoprirlo proseguendo la lettura della recensione del gioco offline, prima parte dello speciale su GOW. A giorni seguirà un'analisi dettagliata dell'esperienza LIVE.
“Adoro i piani ben riusciti”
Gears of War - recensione - XBOX 360 Per chi ancora non lo sapesse, il gioco in analisi è uno sparatutto in terza persona con elementi fortemente strategici, che però non snaturarno la natura prettamente arcade. Il giocatore è infatti parte attiva di una squadra d'assalto formata da quattro membri indipendenti, dei quali ha un controllo limitato, ma solo dopo aver conseguito in battaglia il grado di sergente. Mediante il dorsale sinistro è possibile richiamarli per un raduno, fargli aprire il fuoco o interromperlo; per il resto sono addestrati e autosufficienti. All'inizio però, Marcus è un soldato semplice, almeno durante il primo dei cinque atti dei quali è composto il gioco, e deve sottostare agli ordini dei suoi superiori. Non temete: questi ordini sono poco più che consigli, utili per entrare in perfetta sintonia con le meccaniche di gioco. La prima missione è di aprirsi un varco fra l'esercito di locuste, attraverso una serrata guerriglia cittadina lungo strade e palazzi in rovina, con percorsi prestabiliti. Fin dalle prime battute il nostro granitico militare si trova difronte a diversi bivi sul suo cammino, ciascuno con particolari dinamiche di combattimento: capiterà per esempio di dover scegliere se avanzare percorrendo una strada o fare da supporto aereo da palazzo a palazzo. Risulterebbe un gioco noioso e ripetitivo se fosse uno scontato rotolare da una copertura all'altra sotto una fitta pioggia di piombo nemico, considerato che gran parte del gioco si basa su frenetici scontri a fuoco contro l'indomito esercito delle locuste. E proprio qui sta l'errore: è vero che si tratta quasi esclusivamente di avanzare sparando, ma sono le variegate situazioni di ingaggio e le ambientazioni molto diversificate tra loro a rendere speciale ogni singolo combattimento, differente di partita in partita per le molteplici strategie adottabili. Affrontare le locuste in una piazzetta al centro di un'imboscata garantisce diverse strategie percorribili: mentre la squadra è barricata nella fontana principale Marcus può unirsi a loro aumentando le bocche di fuoco oppure sgattaiolare via e colpire il nemico alle spalle.
Ma le stesse armi in dotazione offrono spunti differenti di attacco o difesa, e basta prendere in esame i rispettivi mitragliatori in forza a locuste e umani per farsene un'idea. Mentre il mitragliatore delle locuste è più doloroso ma con raffica meno accurata e ridotta, utile soprattutto per gli assalti rapidi e alternativo al classico fucile, il “lancer” umano è più preciso e con raffica più voluminosa, ottimo per il fuoco di copertura e i combattimenti sulla distanza, ma debole per lo scontro ravvicinato dove entra in azione il suo impiego come motosega. Ogni arma in dotazione ha peculiarità e difetti propri, ciascuna in grado di variare la strategia di gioco, rendendo il titolo decisamente ragionato. Se il nemico è barricato, lo si può stanare con un cecchino puntando sulla precisione oppure abbatterlo con un lanciarazzi, una mina, con una freccia esplosiva conficcata sulla parete alle sue spalle, o perché no, se il satellite è collegato, nessuno vieta di usare il “Martello dell'Alba”. Purtroppo però oltre a quattro granate e una pistola, il giocatore può trasportare solo altre due armi pesanti, perciò deve fare bene attenzione ad una corretta lettura del campo di battaglia; mal che vada lungo il tragitto troverà tutto l'occorrente.
L'ottima intelligenza artificiale dei compagni, ma soprattutto quella degli avversari è un'ulteriore variabile alle scelte di gioco, e cambia in conseguenza ai nostri comportamenti: se l'opzione è l'aggiramento del nemico, i commilitoni restano nelle retrovie per impegnare le locuste, e viceversa se si apre il fuoco di copertura, provvedono loro all'accerchiamento. Ma il nemico non sta a guardare, e si organizza con fuoco incrociato per mettere fuori uso ad uno ad uno i membri del team, per poi in superiorità numerica andare a stanare il giocatore. Mentre, una volta ridotte in fin di vita, le locuste si lanciano impavide contro il loro nemico in un ultimo disperato tentativo di attacco. E' compito nostro tenere sempre d'occhio lo stato della squadra, provvedendo a coprirli e se occorre, o a rianimarli (il giocatore è l'unico a rischiare di morire, a meno che non ci sia uno spaventoso Berseker nelle vicinanze).
Per i “deboli di cuore”, non troppo avvezzi a tutta questa frenesia e spettacolarità del combattimento, il gioco offre fasi esplorative, alla ricerca di interruttori, munizioni (sempre e comunque abbondanti), e una trentina di piastrine COG per il riconoscimento dei caduti, utili a sbloccare tre obiettivi facoltativi. Le ambientazioni ben si prestano all'esplorazione, offrendo di volta in volta cornici che variano dalla fantascienza alla fantasia, con punte di horror e splatter, il tutto commentato dall'immancabile cinismo militaresco, splendidamente ottenuto grazie a dialoghi volutamente grezzi ma divertenti. Oltre all'esplorazione, sono da segnalare una spensierata gita cittadina con un bolide blindato, simile all'ultima batmobile cinematografica, e una forsennata corsa in treno che tanto ricorda il mediocre Pariah, fortunatamente con esiti diametralmente opposti.
Nella stanza dei bottoni
Gears of War - recensione - XBOX 360 GOW ha il merito di rendere spettacolare e frenetico un titolo di stampo strategico grazie a semplicità e immediatezza dei propri controlli. Grazie al solo tasto A è possibile compiere azioni e “combo” altamente gratificanti per il giocatore. Immaginate di voler uscire da una stanza senza però conoscere cosa vi aspetterà di fuori. Correte verso la parete e tramite il tasto A vi appoggiate al muro per poi scorrere fino allo stipite della porta; la visuale è ridotta, pertanto passate allo stipite opposto inclinando lo stick sinistro nella sua direzione e premendo A. Decidete di uscire con stick sinistro in avanti e A, per poi fare una capriola laterale premendo nuovamente A con direzione a piacere. A pochi passi dinnanzi a voi c'è una colonna a terra che può farvi da riparo, perciò, con il solito tasto, vi mettete a correre in quella direzione e una volta arrivati vi ci adagiate in copertura. Se siete solo di passaggio, una rapida pressione del pulsante principale con stick in avanti per saltare l'ostacolo, oppure di lato per aggirarlo. Tutto, insomma, grazie ad un solo tasto. Ma per una spiegazione più dettagliata dei controlli vi lasciamo allo splendido tutorial che potrete affrontare all'uscita di prigione. La curva di apprendimento è molto breve e il giocatore è presto in grado di muoversi con la massima efficacia in qualunque contesto di gioco. Consigliamo comunque di affrontare il titolo con difficoltà “casuale” onde evitare un alto tasso iniziale di prematura mortalità, dovuto soprattutto al senso di smarrimento causato dalla grafica.
Il sistema di puntamento è efficace: il bersaglio risulta “agganciato” in automatico sul nemico più vicino qualora non ci sia il tempo necessario per prendere la mira mediante il grilletto sinistro, che può essere aumentata in precisione grazie alla pressione dello stick destro per le armi dotate di zoom. In caso di copertura, sotto l'incessante fuoco nemico, data l'impossibilità di prendere la mira, è comunque possibile sparare o lanciare mine alla cieca sempre col solo grilletto destro di fuoco.
Merita menzione lo splendido sistema adottato per la ricarica delle armi: nel caso di una situazione tranquilla o comunque sotto copertura, procede in tutta calma tramite la pressione del dorsale destro, ma all'occorrenza può essere velocizzata premendo nuovamente il tasto, e con il giusto tempismo si può ottenere una ricarica perfetta o di inceppare l'arma. Se rimasti a secco difronte al nemico basta accompagnare la ricarica con una capriola e questa automaticamente avverrà in tempi molto brevi.

Gears of War

Disponibile per: XBOX 360 | PC
Genere: TPS Sparatutto in terza persona
Sviluppatore: Epic
Distributore: Microsoft
Pegi: 18+
Pegi Descrittore: Violenza
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 8 Giocatori
Sito Ufficiale: Link
Gears of War
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ND.
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