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Guardians of Middle Earth - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Il genere dei MOBA è pressoché sconosciuto agli utenti console che mal digeriscono il PC gaming. L'acronimo, che sta per Multiplayer Online Battle Arena, fu ufficialmente coniato da Riot Games nel corso della presentazione del suo League Of Legends: l'esponente più di successo di questa nuova categoria videoludica. Le origini vanno però cercate altrove.
Toccò a Aeon of Strife, custom map di StarCraft, dare i natali ai MOBA, che fu immediatamente seguito dal ben più famoso Defense of the Ancients (DotA), che utilizzava come base Warcraft III: Reign Of Chaos And The Frozen Throne.
Convinti che si potesse cavalcare il successo, Warner Bros. ha deciso di catturare due piccioni con una fava: far esordire il genere su console e utilizzare come traino la quasi contemporanea uscita nelle sale cinematografiche di Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato. Assoldata Monolith Production, gli stessi di FEAR e Condemned, il risultato è questo Guardians of Middle Earth.
Il battesimo di fuoco ha dato i frutti sperati? Possiamo accogliere a braccia aperte i MOBA nel mondo di Xbox 360 e PS3?
 
Un esordio complesso
Guardians of Middle Earth - recensione - XBOX 360 Guardians Of Middle Earth, come ogni buon MOBA che si rispetti, è il punto d'incontro tra un hack'n'slash ed un RTS. In ogni battaglia non controllerete un esercito, né dovrete preoccuparvi di accumulare risorse per costruire avamposti e potenziare unità: vi limiterete a vestire i panni di un singolo eroe, stando ben attenti a supportare il vostro esercito fatto di "minions" controllati automaticamente dalla CPU, e con l'unico obbiettivo di abbattere i fortini nemici. Si tratta, come avrete già intuito, di prodotti pensati per essere fruiti esclusivamente online, dove combattere o allearsi con altri giocatori in carne e ossa. L'esperienza di ogni Moba che si rispetti, insomma, è fortemente competitiva, fatta solitamente di una conoscenza meticolosa delle caratteristiche del proprio personaggio. Del resto l'idea di ogni partita è quella di condensare in un'abbondante mezz'ora di gioco tutta l'esperienza "ruolistica" degli Rpg "Diablo-Like", fatta di sviluppo del personaggio, skill da potenziare, affanno nel crowd control.
"Un plauso va anche al matchmaking. Ogni qual volta avvierete una partita, il software si preoccuperà di imporre un limite di tempo entro il quale cercare altri giocatori: nel caso non ci riesca chiamerà in causa la CPU"
Le linee guida del gameplay sono pressappoco queste, ma parlando della Terra di Mezzo Warner Bros. si è ovviamente spesa per conferire al tutto un pizzico di magia "tolkeniana".
Traslando le regole basilari di ogni MOBA nell'universo del Signore degli Anelli, i Guardiani a cui fa riferimento il titolo sono ovviamente i numerosi personaggi visti all'opera nei film o nei libri. Da Gandalf il Grigio a Gollum, passando per Legolas e Uglùk non manca praticamente nessuno.
Scesi sul campo di battaglia, comprenderete piuttosto in fretta le regole che vi permetteranno di avere successo e vincere. Tanto per cominciare dovrete imparare a conoscere le abilità dell'avatar. Ogni guerriero è ricondotto a uno specifico gruppo d'appartenenza che vi aiuterà, nel momento della selezione durante il matchmaking, a capire al volo quali sono i loro punti di forza. Gli Incantatori come Gandalf sono abili nell'uso della magia e prediligono la lotta a distanza e gli incantesimi di alterazione dello stato. I Difensori come il Re Stregone conoscono la preziosa arte medica e possono rimpinzare la barra di salute degli alleati. L'Assalitore (Legolas fa parte di questo gruppo, ad esempio) è in genere un personaggio più rapido degli altri: utilissimo nei raid e idealo per un po' di sana guerriglia. I Guerrieri, infine, capitanati dal temibile Sauron, amano lo scontro diretto e possono contare su tecniche speciali particolarmente efficaci nelle lotte corpo a corpo.
La scelta del Guardiano non è un'operazione da prendere sottogamba: le loro specificità influenzeranno pesantemente l'approccio che dovrete adottare, tanto più quando capirete che Guardians Of Middle Earth non fa sconti a nessuno.
Raggiunto il terreno di scontro comincerete avanzando verso l'avamposto nemico, imbattendovi così nelle torrette difensive: basteranno poche frecce per mettervi fuori gioco e costringervi ad aspettare diversi secondi prima del respawn. Sorte simile vi attenderà non appena vi ritroverete circondati da truppe e Guardiani avversari. Dovrete quindi giocare di squadra con gli alleati e sfruttare a vostro vantaggio le unità che, senza mezzi termini, andranno utilizzate come mera carne da macello. La sopravvivenza sarà insomma garantita solo giocando intelligentemente e sfruttando a proprio vantaggio ogni situazione.

Ovviamente affrontando i nemici, o dedicandovi all'eliminazione di alcune creature che abitano lo scenario, accumulerete esperienza. Questa vi permetterà non solo di incrementare la forza di attacchi e tecniche speciali, ma di potenziare le torrette difensive e le unità di supporto. Come se non bastasse potrete equipaggiare i Guardiani con speciali reliquie, gemme e pozioni in modo da regalargli bonus sin dall'inizio della partita.
E' inoltre necessario spendere qualche parola sul sistema di controllo. Gli appassionati del genere infatti, non potranno che trovarsi imbarazzati, inizialmente, nel vedersi sostituire il fidato binomio tastiera-mouse con un controller. Sarebbe ingiusto e insensato ricercare la stessa velocità d'esecuzione e agilità delle migliori produzioni PC, ma Guardians Of Middle Earth si difende piuttosto bene. L'analogico sinistro controlla l'avatar, quello destro direziona gli attacchi, dandovi la possibilità di un controllo a 360° in modo rapido ed efficace. Con un trigger attiverete l'attacco di base, mentre con l'altro e i quattro pulsanti frontali accederete a tutte le tecniche speciali che, naturalmente, implicheranno un certo tempo di ricarica (il così detto cooldown) prima di essere riutilizzati.
"Tecnicamente la produzione Warner Bros. non brilla particolarmente. Sebbene i modelli poligonali e le ambientazioni rispettino profondamente il design artistico applicato nelle pellicole di Peter Jackson, oltre al già citato problema dell'affollamento degli effetti speciali c'è ben poco da segnalare nel bene e nel male"
Il confronto con tastiera e mouse è naturalmente impari: è praticamente impossibile, anche solo per questa caratteristica, che la produzione Warner Bros. possa tramutarsi in una disciplina dei sempre più famosi Electronic Sports come invece capitato a tanti colleghi. Ciononostante, anche con un controller alla mano, gli esperti di MOBA non si sentiranno eccessivamente impacciati, lenti e imbrigliati. Se il tutto, sino a questo momento, sembra grossomodo convincente, purtroppo alcuni difetti minano l'ecosistema del gioco. Tanto per cominciare fin troppo spesso sarà il caos a fare da padrone. Gli avatar vengono facilmente fagocitati dagli effetti speciali esplosi ad ogni incantesimo, con il risultato di ritrovarsi obbligati a rovinosi respawn per colpe non sempre proprie. Inoltre, il più delle volte gli scontri si tramutano in guerre da trincea fin troppo logoranti e avare di soddisfazioni. Sebbene questa sia una caratteristica connaturata ai MOBA, che infatti presuppongono partite mediamente molto lunghe, ciò non toglie che i meno abituati potrebbero annoiarsi nel non riuscire a rompere un equilibrio che il più delle volte rimarrà tale per troppo tempo. La modalità Campi di Battaglia, proprio per questo, impone un limite di venti minuti a ciascuno scontro, al termine dei quali se nessuna delle due squadre è riuscita a distruggere la torre avversaria, verrà assegnata la vittoria calcolando il numero di uccisioni dei rispettivi Guerrieri. Pur sfruttando la chat vocale in-game per organizzare potenti offensive coordinate nei minimi dettagli e pur potenziando al massimo il proprio personaggio, il più delle volte ci si deve accontentare di "vincere ai punti", sfruttando una locuzione propria della boxe. Si ha sempre la netta sensazione che la difesa arcigna sia la miglior tattica da adottare con la conseguenza che gli utenti più avvantaggiati saranno quelli che attenderanno le mosse del nemico.
A peggiorare la situazione, le mappe presenti sono in tutto due: una più articolata e l'altra che presenta un unico corridoio con poco spazio se non allo scontro frontale. Ci rendiamo conto che la maggior parte dei MOBA si attengano a questa scelta di design che, anzi, è vista dai giocatori più smaliziati come una qualità visto il vantaggio che si può trarre dalla miglior conoscenza di uno specifico scenario, ma per il pubblico delle console, poco avvezzo al genere, ciò potrebbe risultare un malus piuttosto pesante. Ciò è tanto più vero quando si considera che Guardians Of Middle Earth costa comunque la bellezza di quattordici euro, contro gli zero richiesti da Riot Games per il suo League Of Legends.
Il giudizio sul gameplay è insomma piuttosto ambivalente. Da un lato l'aspetto ruolistico della produzione è curatissimo. Salire di livello, sentendosi progressivamente più potenti, esperti e temibili, regala immense soddisfazioni. Dall'altro ci si scontra con problemi di design, solo due mappe e gli invadenti effetti speciali; nonché tempi prolungati per portare a termine una singola partita, che mal si sposano con il pubblico console. Gli amanti del genere si troveranno comunque immediatamente a casa e, superato lo scoglio del sistema di controllo, faranno meno fatica ad apprezzare l'offerta di Monolith Production.
Le tante guerre per la Terra di Mezzo
Guardians of Middle Earth - recensione - XBOX 360 Oltre a Campi di Battaglia, sono presenti altre modalità. Campi di Battaglia D'Èlite comporta due importanti modifiche: elimina qualsiasi limite di tempo e impedisce alla CPU di prendere il controllo di alcuni Guardiani nel caso in cui il matchmaking dovesse protrarsi eccessivamente. Inutile dire che i veri utenti hardcore preferiranno questa modalità a tutte le altre visto che si dimostra la più fedele alla tradizione dei MOBA. Schermaglia invece allea tutti gli utenti umani contro un esercito guidato interamente dalla CPU. Partita Personalizzata, infine, permette di giocare con le (poche) opzioni per creare lo scontro più adatto alle proprie esigenze.
Completano il menù principale le voci Addestramento, che si dimostra un rudimentale e sbrigativo tutorial, e Equipaggiamento. Tramite questa opzione potrete gestire tutta una serie di slot di personalizzazione per i vari personaggi: pozioni curative, gemme, reliquie e tecniche speciali potranno essere rapidamente selezionate in questa sezione. Ad aggiungere ulteriore carne sul fuoco ci pensano poi le monete che guadagnerete al termine di ogni battaglia: con queste potrete sbloccare nuovi Guardiani, gemme e così via.
Il menù è insomma piuttosto ricco e non fa mancare nulla.
Un plauso va anche al matchmaking. Ogni qual volta avvierete una partita, il software si preoccuperà di imporre un limite di tempo entro il quale cercare altri giocatori: nel caso non ci riesca chiamerà in causa la CPU. Il risultato, nel migliorie dei casi, vi permetterà di imbastire scontri 5 VS 5 effettivi, mentre nel peggiore vi accontenterete di sfidare l'I.A. senza comunque perdere troppo tempo.

Tecnicamente la produzione Warner Bros. non brilla particolarmente. Sebbene i modelli poligonali e le ambientazioni rispettino profondamente il design artistico applicato nelle pellicole di Peter Jackson, oltre al già citato problema dell'affollamento degli effetti speciali c'è ben poco da segnalare nel bene e nel male.
Il sonoro prosegue sullo stesso sentiero. Le musiche, in linea con quelle ascoltate nei film, si lasciano apprezzare, ma svaniscono nel nulla durante gli scontri, inghiottite da urla e suoni metallici non troppo credibili.
Difficile parlare di longevità. Virtualmente Guardians Of Middle Earth è eterno e perfettamente in grado di assuefare l'amante del genere. Tuttavia il prezzo a cui è venduto, quindici euro, lascia perplessi a fronte di due sole mappe disponibili e del fatto che il ben più famoso e rodato League Of Legends su PC sia assolutamente gratuito. Siamo sicuri che se il gioco avrà successo verranno rilasciati numerosi DLC capaci di espandere a dismisura i contenuti. Attualmente il rapporto quantità-prezzo non è molto favorevole.
Guardians Of Middle Earth rappresenta un esordio non troppo riuscito dei MOBA nel mondo console. La creatura di Monolith Production, ben lontana dall’essere un cattivo gioco, non riesce a proporre un gameplay del tutto convincente né a offrire all’utenza un quantitativo di contenuti proporzionato alla spesa richiesta.
Il gioco è comunque consigliato ai curiosi e agli appassionati del genere che non vedevano l’ora i MOBA sbarcassero anche su console, sfruttando il famoso brand de Il Signore degli Anelli. Senza alcun dubbio nei mesi avvenire giungeranno dei DLC ad ingrandire l’offerta per quanto, allo stesso tempo, l’ipotesi di un futuro sconto renda consigliabile posporre l’acquisto.

VOTOGLOBALE6.8
Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Guardians of Middle Earth

Disponibile per: PC | XBOX 360 | PS3
Genere: MMOG
Sviluppatore: Monolith Productions
Distributore: Distribuzione digitale
Publisher: Warner Bros. Interactive Entertainment
Costo Digidelivery: 14,99€
Pegi: 12+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 8 Giocatori
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PS3: 04/12/2012   
XBOX 360: 05/12/2012   
Guardians of Middle Earth
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