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Harry Potter e Il Principe Mezzosangue - Recensione

Inviato il da Gabriele Caruolo
Nell’ormai lontano 1997 esplode in Inghilterra il fenomeno bibliografico Harry Potter. I libri sul maghetto adolescente della scrittrice britannica J.K. Rowling raggiungono il loro massimo successo nel 2001, quando arriva anche la prima versione cinematografica della saga fantasy inventata dalla Rowling. Il successo ai botteghini consacra la nascita di un vero mito per milioni di fan in tutto il mondo, che scoprono un mondo fantastico di magia, stregoneria e avventure adolescenziali. Il fenomeno Potter non ha potuto ovviamente che influenzare anche il panorama video ludico, che ha da sempre proposto titoli ispirati alla versione cinematografica delle avventure del giovane mago. Anche quest’anno, poco prima dell’arrivo dell’ultimo film della saga, esce sugli scaffali dei negozi di videogames il relativo gioco su licenza. Il prodotto, targato come sempre Electronic Arts, non sembra però aver superato i problemi che affliggevano i capitoli precedenti e si presenta, senza troppi giri di parole, come il più mediocre e classico dei tie-in.
Il Principe Mezzosangue
A tutti coloro che non hanno ancora letto il penultimo libro della saga, sconsigliamo fortemente di buttarsi in questa avventura videoludica! Difatti, sebbene la trama riprenda gli eventi principali proposti nel romanzo della Rowling, una sceneggiatura frammentata e poco comprensibile non riesce a creare coesione tra i vari eventi presentati: se non si conosce già la storia nei minimi dettagli, si fatica non poco a seguire le sconclusionate cut-scene. Anche nel caso conosciate già la storia del principe mezzosangue potrete notare la scarsa qualità del comparto narrativo, sempre molto disorganico, contratto e assolutamente non all’altezza di una produzione che dovrebbe puntare molto sulla qualità della trama. Probabilmente anche i fan della serie avrebbero gradito più cura nella sceneggiatura, e soprattutto una maggiore attenzione registica e un carattere più cinematografico delle varie cut-scene. L’impressione è che l’intera vicenda sia narrata superficialmente, frettolosamente e per sommi capi. Un vero peccato insomma: nonostante la straordinaria ambientazione e i tantissimi spunti offerti dal libro e dalla trasposizione cinematografica Il principe Mezzosangue, delude proprio dove non ci si aspetta: a livello narrativo.
Quidditch, pozioni e duelli
Come i suoi predecessori, anche quest’ultimo tie-in si presenta come un action adventure in terza persona, in cui impersoneremo quasi sempre i panni di Harry. Ad accompagnare il protagonista nell’avventura ci saranno come sempre Ron ed Hermione (e stavolta anche Ginnie, la sorella minore di Ron). Anche in questa nuova trasposizione videoludica è stata ricreata fedelmente la scuola di magia di Hogwarts, e saremo liberi di esplorarla come meglio crediamo: ovviamente dovremo prima sbloccare le varie aree, a cui inizialmente ci sarà precluso l'accesso. Per far ciò basta semplicemente avanzare nell’avventura, e gradualmente potremo esplorare nuovi anfratti e nuovi passaggi segreti della più importante scuola di magia dell’universo fantasy. Se avete già giocato Harry Potter e l’Ordine della Fenice, l’esplorazione di Hogwarts non sarà però molto divertente ed entusiasmante: sostanzialmente non è cambiato granché dall’ambientazione del precedente capitolo, e ritroverete le stesse scale magiche e gli stessi ambienti di sempre. Il Gameplay di questo titolo è davvero molto semplice e lineare: di sicuro strutturato per un’utenza molto ampia, presenta un grado di sfida sostanzialmente molto basso. Nel corso della nostra avventura non dovremo far altro che andare su e giù per Hogwarts e alternare tre eventi principali per conseguire i nostri obiettivi: il volo sulla scopa per vincere le partite di Quidditch, la creazione di pozioni, ed il trionfare in scontri “bacchetta contro bacchetta” con altri allievi della scuola (o -peggio ancora- contro pericolosi mangiamorte). C'è una minima componente legata al recupero di vari collectibles, che potrebbe risultare gradevole ai più piccoli: girovagando per l’immenso maniero di Hogwarts dovremo raccogliere gli stemmi che sbloccheranno nuove abilità o modalità di gioco, inoltre sarà necessario anche recuperare degli oggetti luminosi che compongono a loro uno stemma quando se ne raccoglie un numero sufficiente. Le fasi esplorative e quelle "di raccolta" richiedono di utilizzare semplici incantesimi in dotazione al maghetto per superare diversi ostacoli ambientali; la progressione non risulta però molto stimolante, data la semplicità delle azioni. Si qualifica in positivo soltanto il sistema di controllo, affidato agli stick analogici, che ci permettono di controllare i movimenti della bacchetta per lanciare i diversi incantesimi.
L'esplorazione, in ogni caso, risulta assai banalizzata dal fatto che nella nostra avventura sarà praticamente impossibile perdersi: avremo sempre qualcuno da seguire e nella peggiore delle ipotesi potremo chiamare Nick “quasi-senza testa”, fantasma di Grifondoro, che ci guiderà nel punto esatto che dobbiamo raggiungere per conseguire il nostro obiettivo.  Come già anticipato il gameplay di questo titolo non offre una grande varietà di situazioni. Nel Quidditch impersoneremo quasi sempre Harry nel ruolo di cacciatore, alla folle rincorsa del boccino d’oro, elemento chiave per vincere una partita. Il tutto si risolve in una corsa a checkpoint a bordo di una scopa volante: dovremo sbattere il meno possibile contro gli ostacoli e passare in mezzo ai checkpoint rappresentati da delle stelle, e una volta completata la rincorsa al boccino avremo vinto la partita. Tra allenamenti e partite questa modalità di gioco, che rappresenta in pratica un terzo del gameplay del titolo, stanca subito sia sua per la sua estrema facilità che per la sua incredibile ripetitività. Altro elemento chiave del gameplay è la creazione di pozioni, vera e propria novità introdotta in questo titolo dai programmatori. Per creare una pozione dovremo eseguire una serie di comandi che appaiono alla destra dello schermo, e che diventeranno sempre più complicati con l’avanzare dell’avventura. Inizialmente non dovremo far altro che selezionare il giusto ingrediente dal banco e versarlo nel calderone, fino al raggiungimento del colore della soluzione indicato dalle istruzioni al lato. Procedendo dovremo poi imparare a scaldare la nostra soluzione, a mescolarla, e a far reagire, scuotendo i contenitori, alcuni ingredienti prima di versarli nel calderone. Inizialmente troveremo divertente questo mini gioco, ma alla lunga anch’esso si rivelerà ripetitivo e poco profondo. Soprattutto, sarà riproposto davvero troppe volte nel corso dell’avventura: la maggior parte del tempo speso in Harry Potter e il principe mezzosangue sarà dedicato alla mescita di sostanze colorate e alla produzione di bizzarre pozioni.
Ultimo aspetto da considerare nel gameplay del titolo è quello dei duelli, che avviano senza soluzione di continuità nelle stanze della scuola di magia. A nostra disposizione avremo sei incantesimi di combattimento, che apprenderemo gradualmente. Questi incantesimi si differenziano tra quelli di attacco, difesa e blocco dell’avversario (alcuni incantesimi di attacco possono essere caricati per effettuare un maggior danno all’avversario). E’ presente anche un sistema di schivata attraverso la pressione, con il giusto tempismo, dei tasti dorsali del nostro pad. Come gli altri eventi cardine del gameplay, anche i duelli appaiono ripetitivi e poco vari: alla fine l’esito di ogni duello appare quasi sempre scontato, e il nostro maghetto ha sempre una marcia in più rispetto i suoi avversari.
Nel complesso il tie-in prodotto da EA non convince per nulla sotto l’aspetto ludico: poco vario, molto ripetitivo, fin troppo lineare e facile (sapremo sempre dove andare e cosa fare). C’è la possibilità di duellare offline con i propri amici, ma manca l’implementazione di un online mode per i duelli, e la longevità del titolo è davvero scarsa: solo cinque le ore necessarie per terminare l’avventura ed un fattore rigiocabilità praticamente nullo per chi non è davvero fissato con obiettivi e trofei.
Chi sono questi sconosciuti?
Pochi sono i Tie-in che brillano e che spiccano dal punto di vista tecnico: la maggior parte di queste produzioni, del resto, non si caratterizza per un ampio budget e mira ad un pubblico poco esperto e poco critico. Ad ogni modo un buon tie-in cerca di riportare al proprio interno le atmosfere del prodotto cinematografico a cui si ispira. In Harry Potter e il principe mezzosangue è davvero dura riuscire a respirare e a vivere le stesse atmosfere della controparte cinematografica, soprattutto per via di una grossolana costruzione dei modelli poligonali dei personaggi principali. Harry è il più curato, ma comunque non è molto preciso e dettagliato come ci si aspetta, Ron è praticamente deforme (con una testa piccolissima rispetto al resto del corpo), Hermione ha l’espressività di uno Zombie e si fa fatica a riconoscerla! Anche la sorella piccola di Ron, Ginnie, e tutti gli altri personaggi principali del film e del libro sono ricreati all’interno del prodotto video ludico in maniera superficiale e poco credibile. Sempre a livello grafico deludono in pieno le animazioni ed in particolar modo quelle di movimento dei personaggi; le cose vanno un po’ meglio nei duelli, dove però si palesa la scarsissima varietà di animazioni implementate dai programmatori.
Aspetti positivi dal punto di vista grafico possiamo trovarli nelle texture, specialmente in quelle ambientali, e nell’illuminazione sempre molto precisa. Di discreta fattura anche alcuni effetti particellari, in particolar modo quelli presenti durante i duelli al lancio degli incantesimi.
Come già commentato in apertura, le cut-scene deludono molto dal punto di vista registico, e sono stati rilevati anche clamorosi errori di lip-sync (in particolare segnaliamo un’intera cut-scene verso la fine dell’avventura dove il professore Silente parla ad Harry senza muovere le labbra). A salvare un po’ l’atmosfera magica del libro e dei film della saga ci pensa l’accurata ricostruzione di Hogwarts, che fornirà un buon elemento di svago e di piacere per i fan della serie. Tuttavia l’interazione ambientale è abbastanza scarsa
. Anche a livello acustico il gioco lascia l’amaro in bocca, dato che il doppiaggio non è effettuato dai doppiatori del film. Gli effetti audio sono tutto sommato nella media.
Insomma, una terribile costruzione dei modelli poligonali dei personaggi, la mancanza dei doppiatori ufficiali, molti problemi a livello fisico e delle cut-scene davvero poco ispirate rendono questo titolo carente sotto molti punti di vista.
Nessuno si aspettava di trovarsi tra le mani un capolavoro o una pietra miliare, ma perlomeno era lecito aspettarsi una produzione che si assestasse sui livelli di sufficienza dello standard video ludico attuale. Una trama praticamente impossibile da seguire se non si è già letto il libro, una sceneggiatura molto superficiale e scevra di ogni spessore artistico (a dispetto del grande valore del libro), ma soprattutto un Gameplay davvero poco vario, affossano le possibilità del gioco di piacere anche agli utenti che non nutrono particolare attrazione per il contesto di riferimento. Il gioco si articola solo in tre momenti principali, tutti molto ripetitivi, mentre le passeggiate per Hogwarts, non riescono a ravvivare la progressione. A livello tecnico il gioco delude in toto, dai modelli poligonali irriconoscibili dei protagonisti e alle animazioni davvero poco avvincenti. Harry Potter e il Principe mezzosangue si presenta come un tie-in troppo traballante, che ci sentiamo di consigliare solo agli stretti fan del mago occhialuto.
VOTOGLOBALE5

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Harry Potter e Il Principe Mezzosangue

Disponibile per: PS2 | PS3 | PC | Wii | NDS | XBOX 360 | PSP
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: EA Bright Light
Distributore: Electronic Arts
Pegi: 12+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Offline: Multiplayer offline fino a 2 Giocatori - SplitScreen
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 03/07/09
Harry Potter e Il Principe Mezzosangue
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ND.
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