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Haunt - Recensione

Inviato il da Danilo Marinaccio
Ai tempi in cui Kinect era un oggetto sommariamente misterioso, avvolto in una densa nuvola di promesse e potenzialità, una delle più grandi preoccupazioni di un pubblico ben affezionato alla console di casa Microsoft riguardava la supposta “svolta casual” che la periferica avrebbe determinato.
A conti fatti non si può certo dire che i timori del popolo fossero infondati, dal momento che una parte troppo consistente della Line-Up di esclusive è ad oggi composta da titoli pensati per una platea che definiremmo “molto estesa”. Mentre atteniamo quindi Fable The Journey e Ryse (ormai nella prossima generazione e molto probabilmente con un nuovo Motion Sensor), accogliamo con curiosità l'uscita di Haunt. Il titolo, sviluppato dal geniale creatore di Parappa the Rapper, fu infatti presentato al Tokyo Game Show di qualche anno fa come uno dei prodotti che avrebbero inaugurato il nuovo corso di Kinect, assieme a Project Draco e Rise of Nightmares. Atmosfere al contempo tetre e scanzonate che rimandavano direttamente a quelle del celebre Luigi's Mansion, e la promessa di una dilettosa variazione su tema all'approccio On-Rail bastarono per stuzzicare la nostra curiosità. Sfortunatamente, un po' come l'Horror firmato SEGA (apparso quasi dal nulla e con i risultati che tutti conosciamo), Haunt è sparito dai radar per molto tempo, spuntando all'improvviso sotto forma di Xbox Live Arcade. Al prezzo di 800 Microsoft Points possiamo scaricare comodamente questo esperimento. Ma ne varrà la pena?
Buffi Fantasmi
L'avventura di Haunt comincia con il protagonista che si sveglia intontito dopo una brutta caduta, finito per caso nel labirinto di cunicoli e corridoi che solca i sotterranei di un lugubre castello. Una voce misteriosa ci chiede di allungare la mano per afferrare una torcia elettrica, lo strumento che ci accompagnerà di qui in avanti nell'esplorazione delle stanze del castello.
La voce che ci ha accolto è quella di Benjamin, un elegante spettro intrappolato per sempre nei quadri del maniero, che ci guida nel corso di un lungo tutorial ed è pronto ad accompagnarci in tutta l'avventura. Ben presto scopriremo che il nostro compito è quello di recuperare le “fantafiasche”, misteriosi artefatti dal potere sconosciuto, che sembrano destare uno spropositato interesse nel nostro mentore ectoplasmatico.
Bastano pochi istanti, comunque, per familiarizzare con il sistema di gioco, che pone davanti ad una strana avventura in prima persona, in cui abbiamo minime facoltà di controllo dei movimenti. Spostando la mano possiamo direzionare il fascio di luce della torcia, fino ad arrivare ai margini dello schermo per ruotare a destra e sinistra la visuale. Per camminare dobbiamo invece “marciare sul posto”, stando bene attenti a sollevare i ginocchi in modo che la periferica riconosca i nostri movimenti. Il sistema di rilevamento degli input motori è più che buono, e riconosce i nostri passi senza troppe incertezze, ma un gameplay così strutturato finisce per essere abbastanza scomodo e poco immersivo, mentre ci muoviamo come ingessati soldatini di fronte allo schermo. Rise of Nightmares, nonostante fosse carente in troppi aspetti, aveva per lo meno un concetto di base tutto sommato funzionale.
Al di là di queste considerazioni, non si può definire Haunt un titolo completamente libero nell'esplorazione. Il castello è suddiviso in stanze, all'interno delle quali è possibile muoversi senza costrizioni, interagendo però con un numero limitatissimo di elementi. Per spostarsi da una stanza all'altra, poi, si attraversano scale e corridoi strettissimi, in cui l'avanzamento è praticamente automatico.
Sulla base di questa struttura, Haunt propone al giocatore una piccola avventura fatta di quick time event, brevi combattimenti, e prove da superare, aromatizzando questa impostazione con un pizzico di senso della scoperta, che tuttavia non appare mai preponderante. Nel corso della prima ora di gioco, Haunt mostra più o meno tutto ciò che ha da offrire. Mentre camminiamo nei corridoi, ad esempio, ci lancia incontro fantasmi poco raccomandabili o oggetti fluttuanti, da schivare seguendo fedelmente le indicazioni che appaiono a schermo. Un'armatura animata che tenta di affettarci la testa è dobbiamo abbassarci di scatto, un pericoloso ectoplasma che ci carica, svoltando l'angolo, e basta inclinare il busto a destra o a sinistra. Dovessimo disgraziatamente fallire, vedremmo scendere drasticamente la nostra vitalità, da rimpinguare recuperando sfere viola nascoste nei mobili del maniero. Per aprire scrigni, cassetti e ante, si fa ovviamente uso del rilevamento motorio, ma ad onor del vero le soluzioni di Haunt sono già state abbondantemente superate da molti altri prodotti. Il titolo propone una componente ludica davvero minimale, che si amplifica leggermente quando dobbiamo affrontare i fantasmi in combattimenti diretti, schivando, rispondendo agli attacchi con pugni ben assestati, e poi seguendo la sagoma dello spettro per danneggiarlo con il nostro fascio di luce. Più avanti nell'avventura, la cui durata è decisamente modesta, superando di non molto le tre ore di gioco, qualche prova leggermente più interessante si affaccia sulla scena, ma la sostanza complessiva non è certo solida.
Basta poco, insomma, per capire che Haunt è un'avventura pensata per i più piccoli, che sicuramente si divertiranno ad interagire con la periferica, quando dovranno coprirsi gli occhi o le orecchie per evitare le grida stridule dei fantasmi, o quando dovranno urlare il proprio nome per infrangere barriere acustiche a protezione delle Fantafiasche.
Ad apprezzare massimamente Haunt, insomma, saranno proprio i videogiocatori in erba, che probabilmente non si stancheranno mai di aprire polverosi armadi aspettando che un fantasma esca all'improvviso per fare una “spaventosa boccaccia”. Ai giocatori più scafati, tuttavia, Haunt avrà davvero poco da dire. Rispetto al Trailer di debutto, abbastanza tetro e discretamente lugubre, molto è cambiato. La grafica di gioco molto più scheletrica e un'atmosfera sicuramente meno spaventosa si affiancano ad uno spietato riciclo di situazioni ed ambienti, escludendo quasi a priori la possibilità che Haunt risulti un'esperienza divertente per un adulto.
Il titolo ci riporta con la mente ai tempi in cui leggevamo con vorace curiosità il “Manuale del Cacciatore di Fantasmi”, ai pomeriggi monopolizzati dai “Biccoli Brividi”, alle feste di compleanno a tema horror, fatte di Dracula, di Frankenstein e di scienziati pazzi. Ed ecco che non possiamo che accogliere questo Haunt con una dolcissima nota di malinconia. Sicuramente, per chi ancora si lascia trasportare dall'entusiasmo della fantasia, l'avventura nel castello di Benjamin sarà in qualche modo divertente ed indimenticabile. Se avete figli, nipoti, cugini ancora in tenera età, non privateli della possibilità di scoprire un altro modo di interagire con spettri e spiritelli dispettosi.
Un po' di amaro in bocca resta, nello scoprire che Haunt è un prodotto pensato per un pubblico di giovanissimi, poco intrigante per chiunque possa già definirsi teenager. Ma inquadrato nell'ottica di un gioco “Kid Oriented”, il prodotto ha una sua ragion d'essere. La misteriosa avventura all'interno del castello, fatta tutta di fantasmi colorati, armature animate e armadi che scricchiolano, quanto meno propone un'atmosfera insolita ed un utilizzo eterogeneo di Kinect, senza dimenticare di puntare sul piacere della scoperta e dell'esplorazione. Un delizioso regalo per i più piccoli, e nulla più.

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Haunt

Disponibile per: XBOX 360
Genere: Survival Horror
Sviluppatore: Microsoft Game Studios
Costo Digidelivery: 800 MS Points
Data di Pubblicazione: 18/01/2012
Haunt
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