Hitman: Blood Money > Recensione
0 Commenti
Aggiungi ai preferiti / Condividi
0
Articolo utile? 0 voti
+0
     

Hitman: Blood Money - Recensione

Inviato il 09/06/2006 da Andrea "Zumcens" Centini
E’ una fredda e nevosa giornata d’inverno, le feste natalizie si respirano nell’aria ed un anziano magnate del giornalismo hard ospita un party nella lussuosissima villa di proprietà a Sacramento. Tra i numerosi invitati spicca il figlio di un noto uomo politico, implicato in un omicidio dai risvolti macabri e legati a doppio filo con le losche attività del riccone di cui sopra. Uno scomodo videotape incastra il giovane rampollo; qualcuno vorrebbe usare il nastro contro la campagna elettorale del padre, qualcun altro vuol far sparire prove e persone immischiate nella torbida vicenda.
Un uomo con una 24 ore, vestito di nero, si presenta alla festa come invitato; è chiaro sin da subito che i suoi interessi non sono rivolti a drink e consumazioni offerte dal padrone di casa.
La sorveglianza è strettissima, alcune aree di interesse non sono accessibili ed è nota la posizione di un solo bersaglio, fortunatamente non molto distante dall’entrata della villa.
Agente 47, l’uomo vestito di nero, si avvicina al figlio del politico con incedere sicuro, osserva la posizione della scorta e dei numerosi civili che lo circondano, e in breve tempo prende una decisione su come eliminare il proprio obiettivo. Voltando a sinistra con passo disinvolto si allontana dalla piscina esterna (naturalmente riscaldata, date le temperature artiche) dove il ragazzo sta facendo il bagno: ha appena individuato la posizione in cui estrarrà il fucile di precisione dalla 24 ore. Deve essere rapido, preciso e silenzioso: non può sbagliare perché civili e agenti della sicurezza sono ovunque. Dopo aver premuto il grilletto deve dileguarsi dal luogo dell’attentato penetrando nell’abitazione da una porta laterale.
Il colpo va a segno, la tensione sale e gli istanti necessari per nascondere lo sniper con silenziatore nella valigia sembrano interminabili: agente 47 sparisce all’interno della villa, ma si presenta un problema: una guardia si avvicina intimandogli l’alt. In una rapida e scenografica sequenza due colpi di silverballer stendono il malcapitato.
Dopo aver sistemato il cadavere in un bagno, l’uomo vestito di nero prosegue nei corridoi della villa alla ricerca di un ascensore per raggiungere i piani alti, dove sicuramente si crogiola il riccone e dove presumibilmente è nascosto il nastro incriminato. Un’occasione ghiotta si presenta agli occhi di agente 47, poiché un fotografo per riviste scandalistiche è seduto proprio davanti a lui; quei vestiti potrebbero essere il pass ideale per superare la serratissima sorveglianza. Detto, fatto! Sistemato il poveretto con un’iniezione sedativa al collo, il nostro uomo raggiunge con facilità il terzo piano dell’abitazione grazie al provvidenziale travestimento. Ci siamo, gli appartamenti privati del bersaglio sono proprio lì davanti, ma gli agenti della sicurezza impediscono a chiunque di passare. Pochi secondi e agente 47 decide il da farsi, entra in uno stanzino dove si trova una guardia assonnata e la elimina con un colpo di pistola alla testa. Dopo aver nascosto il cadavere si traveste da bodyguard ed è pronto per entrare nuovamente in azione: nasconde la pistola silenziata sotto la giacca, posa la valigetta col fucile, ed entra velocemente nelle stanze del target numero 2. Il bersaglio è in piedi e cammina nervosamente tra i corridoi, seguito da un barboncino e da alcune guardie che controllano le stanze: “ci sarà pure un momento in cui verrà lasciato solo”, pensa agente 47. L’uomo, sempre seguito dal suo cane, esce dal balcone di casa: sono pochi istanti ma perfetti per l’esecuzione. Tre colpi secchi pongono fine all’esistenza dell’anziano farabutto, uno anche a quella della povera bestia, che sin da subito si era però dimostrata un fastidioso problema.
Agente 47 torna sui suoi passi, le guardie ancora non sospettano di nulla ed in poco tempo anche il prezioso videotape è nelle sue mani: la missione è compiuta. Il nostro uomo deve solo trovare una via di fuga senza compiere mosse azzardate.

Questo è Hitman: Blood Money, e questa è soltanto una delle numerose missioni messe a disposizione dalle sapienti ed esperte mani della Eidos (siamo al quarto capitolo della serie) per i novelli killer virtuali.
Un’esperienza videoludica adulta, violenta, cruda, ma che sa regalare emozioni fortissime se ci si lascia coinvolgere e trasportare dall’azione e dallo spirito del gioco. Nessuno ci vieta di estrarre shotguns, mitragliatrici, doppie pistole e chi più ne ha più ne metta per fare strage di poveri civili, poliziotti e nemici (avete capito bene, Hitman è un gioco tutt’altro che moralmente corretto), ma il fascino del prodotto sta proprio nel riuscire a rimanere insospettabili dall’inizio alla fine del gioco, ed i modi per riuscirvi sono numerosissimi.
Le premesse per uno stealth game coi fiocchi ci sono tutte; aspetto tecnico, giocabilità e longevità saranno all’altezza? Scopritelo continuando a leggere queste righe.
Tecnicamente parlando
Di una versione per Xbox360 di Hitman:Blood Money si è parlato soltanto nello scorso Aprile, ad appena un mese dal lancio del gioco su tutte le piattaforme. Chi spera di ritrovare nel prodotto quella profonda e meticolosa opera di “restauro” già sperimentata nell’eccellente Burnout Revenge rimarrà deluso; il motore del gioco è totalmente old gen e le uniche notevoli differenze con la versione per Xbox (oltre alla immancabile alta definizione) è una maggiore qualità delle textures per quanto concerne ambientazioni e personaggi (con particolare cura per i volti) ed una resa più realistica e precisa dell’illuminazione. Nel complesso la veduta d’insieme risulta godibile, con architetture variegate e strutture degli stages davvero ben riuscite; le stanze ed i locali sono arredati con gusto e si nota un certo impegno stilistico da parte dei grafici, la cui opera è sicuramente frutto di lunghi anni di esperienza. Inoltre ciascun livello è ricchissimo di vita: infatti decine e decine di persone (si può parlare addirittura di centinaia nello stage ambientato durante il martedì grasso di carnevale) popolano le varie ambientazioni rendendo la scena assolutamente credibile e verosimile. C’è gente che lavora, che chiacchiera poggiata ad una ringhiera o seduta al tavolino, c’è chi si bacia, chi fa jogging, chi pota le piante; tutto è amalgamato e concepito per ricreare lo spaccato di una situazione reale e tangibile, un contesto in cui muoversi, prendere delle decisioni ed agire è piacevole ed assolutamente divertente.
L’intelligenza artificiale non eccelle per brillantezza, ma nei livelli di difficoltà più elevati mostra un certo grado di affinamento, con alcuni comportamenti “complessi” che lasciano addirittura basiti. Durante una feroce sparatoria un anziano signore per salvarsi la vita ha raccolto la pistola dal cadavere di un poliziotto e ha cominciato a sparare contro il protagonista: piccola chicca che denota la cura con cui gli sviluppatori hanno caratterizzato il proprio prodotto.
Guardie private e gendarmeria inoltre non si lasciano sfuggire eventuali tracce o bagagli sospetti sul proprio percorso, restando in allerta e recuperando ciò che è di loro interesse (cadaveri ed indizi, come la valigia contenente il fucile di precisione, vengono portati nella “sala delle guardie”, indicata con una croce da sceriffo sulla mappa).
Alcune animazioni un po’ legnose, qualche compenetrazione di troppo soprattutto tra i cadaveri (comunque molto buona la resa dei proiettili sui corpi e relative reazioni una volta colpiti) fanno storcere un po’ il naso e non rendono completa giustizia ad un’opera che se fosse nata come progetto completamente next gen avrebbe avuto un altro spessore, almeno dal lato puramente tecnico.
Dal punto di vista sonoro, il titolo Eidos presenta alti e bassi, con spezzoni musicali sicuramente evocativi e d’atmosfera (l’ Ave Maria nell’introduzione ha sicuramente il suo fascino, così come molti altri pezzi suonati dall’orchestra di Budapest) contrapposti ad altri campionati con meno cura e di qualità inferiore. Gli effetti sonori sono buoni e se si dispone di un impianto Dolby digital 5.1 si apprezzano sensibilmente le differenze tra le varie armi ed il “surround” dei rumori ambientali, un poco ripetitivo il parlato delle persone che interagiscono con agente 47, mentre il doppiaggio dei protagonisti principali (in inglese, per ora non è ancora certa la distribuzione di una versione con sottotitoli e/o parlato nella nostra lingua per la nuova console di casa Microsoft) risulta convincente.
Nel complesso ci troviamo di fronte ad un prodotto tecnicamente discreto ma che sfrutta in minima parte la potenza hardware messa a disposizione dal Xbox 360, presentandosi comunque godibile senza troppi fronzoli.
Giocabilità
Il punto di forza di Hitman: Blood Money sta proprio nella libertà d’azione, nel gameplay e nella possibilità di interpretare le varie missioni nel modo in cui più ci ispira, aumentando a dismisura il livello di rigiocabilità di ciascuna di esse ed il coinvolgimento. Il concetto alla base del gioco è piuttosto semplice quanto funzionale: abbiamo uno stage (che può essere una nave, un complesso urbano, una clinica, un teatro e via dicendo) degli obiettivi da eliminare all’interno di esso, una mappa e la più totale libertà di agire, a partire dalle armi e dai gadget che decideremo di portare con noi ad inizio missione.
Le possibilità di raggiungere il proprio scopo sono tantissime ed anche se il gioco ci consiglia alcune “opzioni” (come collocare una piccola carica esplosiva per far cadere un lampadario in testa a qualche sprovveduto) è nell’essere fantasiosi che si trae il massimo divertimento.
Si possono avvelenare cibi, piazzare esplosivi, spingere le persone nei baratri, utilizzare armi occasionali (coltelli, cacciaviti, sparachiodi, martelli e via discorrendo), il tutto ovviamente condito da travestimenti ad hoc atti a nascondere e a coprire le proprie intenzioni.
Come si diceva ad inizio recensione, nessuno ci vieta di entrare con un fucile a pompa o un mitra e fare una strage, sta a noi scegliere il modus operandi, ma si dovrà considerare che la nostra notorietà influenzerà il sospetto di civili e poliziotti nelle missioni successive; l’unico modo per farlo abbassare è pagare (per un killer è meglio rimanere in incognito, naturalmente).
Pur trattandosi di un gioco, tutta questa violenza può non essere adatta a tutti (ricordo che è rigorosamente etichettato con un 18 + ); inoltre in alcune sequenze ricorda il tanto discusso Manhunt di Rockstar, in particolare quando si fa uso di oggetti contundenti per eliminare silenziosamente la propria vittima, per cui è bene valutare attentamente questi aspetti se si è particolarmente sensibili al sangue (che scorre copioso) e alle scene molto crude.
I comandi del gioco sono piuttosto intuitivi e si rifanno a quelli canonici delle avventure in terza persona con alcuni meccanismi tipici da fps; è infatti possibile passare dalla visuale in terza a quella in prima persona premendo verso l’interno la levetta analogica di destra, funzione molto utile quando si prende la mira con le armi, ed in particolare col fucile di precisione (il cui zoom è gestibile tramite la croce direzionale). Al tasto X è affidata la funzione di “inventario”: tenendolo premuto, infatti, potremo scorrere tra tutte le nostre armi e gadgets a disposizione, sistema molto rapido e preciso.
Altri comandi principali e secondari sono sempre visualizzabili nella parte alta a sinistra dello schermo, poiché l’hud contiene una pulsantiera virtuale che ci indica le varie opportunità a seconda del contesto.
La longevità si attesta su buoni livelli per un titolo di questo genere, garantendo un elevato tasso di rigiocabilità grazie ai numerosi extra da sbloccare (nuove armi, upgrade e gadget) e alla possibilità di reinterpretare ciascuna missione nella maniera che più si preferisce, inoltre i vari livelli di difficoltà presenti influenzano profondamente l’intelligenza artificiale e altri aspetti importanti del gioco (come il numero dei salvataggi per missione, che può essere illimitato, numerato o disabilitato), donando ancor più spessore a questo prodotto.
L’infelice pubblicazione nel Marketplace di Xboxlive della demo del gioco (il tutorial, che ha davvero poco o nulla a che spartire con uno stage completo di Hitman: Blood Money) è stata una mossa azzardata che ha messo in cattiva luce l’intera opera made in Eidos; soltanto gli appassionati della serie hanno potuto carpire le innovazioni e cosa c’era di veramente buono in quel piccolo, insipido assaggio della nuova avventura dell’agente 47.
Ciò che conta è che il prodotto, nella sua interezza, si presenta godibile sotto ogni punto di vista, ed anche se non stupisce tecnicamente coinvolge come pochi altri titoli sanno fare, garantendo ore di svago, tensione ed immersione in torbide vicende di denaro ed omicidi. Peccato per la mancata localizzazione nella nostra lingua (persino i sottotitoli sono solo in inglese), ma siamo ancora in attesa di una eventuale conferma e/o smentita al riguardo, ipotesi tutt’altro da scartare dato che tutte le altre versioni sono uscite in italiano.
Un gioco adulto, consigliato a molti, ma non a tutti.
VOTOGLOBALE8.0

Hitman: Blood Money

Disponibile per: PC | PS2 | XBOX | XBOX 360
Hitman: Blood Money - XBOX 360
Tipo: ND.
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PS2: 01/06/2005   
Hitman: Blood Money
7
8.5
8
8
32 voti
7,8
ND.
guida alle valutazioni su Everyeye.it
Registrati - Login per iscriverti al Mail Alert.
Registrati - Login per gestire la collezione.
Registrati - Login per scrivere una rece utente.