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I Giochi piu' Attesi del 2012 - Xbox360 - Speciale

Inviato il 01/01/2012 da Redazione
Dopo un inizio della generazione assolutamente scoppiettante, Microsoft ha ridotto il numero delle sue esclusive, ma non certo la loro consistenza. Quest'anno sono bastati Forza Motorsport e Gears of War 3 a fare felici i possessori della console Microsoft. Per l'anno venturo, a onor di cronaca, le cose non migliorano sul fronte della quantità. Eppure, c'è un Halo 4 che basterebbe da solo a far strappare i capelli di milioni di giocatori, ed il nuovo progetto legato ad Alan Wake. In molti sono rimasti un po' interdetti dal massiccio dirottamente di fondi ed energie creative in direzione di Kinect, ma chissà che non ne esca qualcosa di particolarmente brillante. Ciò che è certo, è che Xbox 360 sarà sostenuto, nel corso del 2012, da un numero eccezionale di produzioni multipiattaforma, che le terze parti rilasceranno sul mercato quasi senza sosta. A partire dal prossimo febbraio quindi, ci aspetta un 2012 davvero ricco. Vediamo insieme quali sono i titoli più attesi per la prossima annata videoludica.
Xbox 360 - I giochi più attesi del 2012
Halo 4
Il nuovo progetto legato al brand di Halo e diretto da 343 Industries si appresta a dare il via ad una nuova trilogia che, almeno inizialmente, ci vedrà scendere nuovamente nei panni di Master Chief, alla deriva nello spazio assieme a Cortana. Le notizie per quanto riguarda questo nuovo capitolo sono ancora molto frammentarie, anche perché non abbiamo nemmeno la certezza che si tratterà di una produzione Xbox 360 piuttosto che del titolo di lancio della prossima console Microsoft.
Da quanto trapelato, Halo 4 sfrutterà in maniera ancora sconosciuta il supporto di Kinect, ci metterà nei panni di un Master Chief rinnovato ed all’interno di ambientazioni che strizzano l’occhio al primo indimenticabile Combat Evolved, recuperando una progressione meno lineare, in grado di offrire al giocatore molti approcci differenti e la possibilità di rallentare il ritmo dei combattimenti semplicemente fermandosi ad ammirare (o esplorare) le ambientazioni. Poche informazioni per quanto riguarda il gameplay vero e proprio che, a quanto pare, farà tesoro di un nuovo incremento della dotazione bellica (ottenuto grazie al reverse engeneering dalle tencologie Covenant) e, finalmente, una convincente interazione ambientale. Aldilà delle premesse è davvero impensabile non considerare la produzione Microsoft tra le più attese dell’anno e degli anni a venire.

Nuovo titolo Bungie
Ancora tutto tace su questo fronte. Lasciata la pesante eredità di Halo nelle mani di 343 Industries, Bungie ha stretto un accordo con Activision per la pubblicazione del suo nuovo videogame multipiattaforma. Gli annunci tardano ad arrivare, anche se c'è chi scommetterebbe che nel DNA del Team sia preponderante l'urgenza per un nuovo FPS Sci-Fi.
Che sia proprio questo il nuovo Call of Duty futuristico di cui si è sempre più spesso vociferato? Ci sembrerebbe davvero riduttivo, e del resto Bungie sembra lavorare più a suo agio con nuove IP. Drizziamo le orecchie e attendiamo un annuncio, probabilmente in occasione del prossimo E3.

Alan Wake American Nightmare
Non sarà proprio Alan Wake 2, ma siamo ben contenti dell'annuncio di American Nightmare. Il nuovo prodotto dedicato al mercato del Digital Delivery potrebbe trovare una nuova formula per portare alla ribalta il meritevole lavoro di Remedy. Il primo trailer dice ancora poco su quelli che saranno i tratti caratterizzanti del progetto, e mostra soprattutto sequenze d'azione.
Il motore di gioco e le dinamiche sembrano le stesse già viste nel capitolo principale, e la speranza è quella che il titolo mantenga anche la solita enfasi narrativa e i momenti più rilassati, che creavano un'interessante amalgama. Vedremo quali saranno le novità e la formula adottata per il rilascio (probabilmente un'avventura ad episodi).

Fable: The Journey
Diciamo la verità: nonostante i proclami, Kinect non è mai entrato nelle grazie dei videogiocatori incalliti. Visto che l'appuntamento con Ryse dei Crytek è rimandato alla prossima generazione di console, potrebbe farlo quest'anno con Fable: The Journey. Peter Moulineux non ha proposto soluzioni sempre efficaci, per la sua serie di GDR, ma almeno ha il merito di infondere nei suoi prodotti una verve creativa che pochi altri possono vantare.
The Journey non vuole essere, nonostante le prime impressioni, un semplice adventure game su binari. Permetterà invece di esplorare il mondo di gioco e compiere quest principali e secondarie, sfruttando Kinect per controllare diversi veicoli, interagire con oggetti o semplicemente lanciare incantesimi. Sboccerà finalmente l'amore fra hardcore gamer e motion control?

Kinect
Dopo il mezzo passo falso di Rise of Nightmare e l'esaltazione motoria di Child of Eden, Kinect ha ancora in serbo qualche carta.
Purtroppo i nomi sono gli stessi che si sentivano un anno fa: Haunt (dal brillante Suda 51), Project Draco (una sorta di Panzer Dragoon di nuova generazione), Steel Battalion. Non ci sono però novità di rilievo, mentre i titoli (tutti nipponici) non si sono mostrati neppure al recente TGS. Non ci resta che attendere.

Fortnite
Mentre lavora intensamente al progetto chiamato “Samaritan”, Epic Games sta sviluppando anche Fortnite, titolo annunciato di recente agli Spike Award. Si tratta di un titolo stilisticamente molto lontano dalla saga di Marcus Fenix. Sarà infatti uno shooter co-operativo, che mescola inoltre elementi strategici e dinamiche di gioco tipiche dei Tower Defence.
Il giocatore dovrà gestire un gruppo di sopravvissuti che hanno costruito un fortino per difendersi dalle creature mostruose che sbucano di notte dal sottosuolo. Durante il gioco dovremo raccogliere le risorse necessarie per sopravvivere e costruire barricate, mentre la sera dovremo difendere dall'orda delle tenebre quello che abbiamo messo in piedi. Lo stiel grafico cartoon, molto simpatico e brillante, avvolge comunque nel mistero quella che sarà la grafica in-game.

The Witcher 2
Dopo aver letteralmente spopolato su PC, uno degli RPG più apprezzati dell'anno sbarcherà anche su Xbox 360, rappresentando di fatto una delle “esclusive” più attese sulla bianca console Microsoft. Nonostante un lieve downgrade grafico, il colpo d'occhio è davvero eccellente e rispettoso dell'enorme lavoro di caratterizzazione che CD Project ha infuso nella sua creatura.
A livello ludico, il titolo si presenta come un action RPG piuttosto sostanzioso, che presenta un interessante sistema di crescita del personaggio ma, soprattutto, un sistema dinamico di scelte morali davvero funzionale, in grado di incidere notevolmente sull'esperienza di gioco.

Prey 2
Il primo Prey fu un titolo molto apprezzato dagli utenti Xbox 360, ma non raggiunse mai vette qualitative particolarmente vertiginose. Bethesda è attualmente al lavoro sul secondo capitolo, ma ha cambiato totalmente le carte in tavola, ristrutturando storytelling e sistema di gioco. Prey 2 è sempre uno sparatutto in prima persona, ambientato stavolta su un pianeta distante. Il protagonista è uno US Marshall che viene catturato e deportato in questa multirazziale colonia dello spazio.
Qui si trasforma in uno spietato cacciatore di taglie. L'approccio da Sandbox ci permetterà di esplorare ben tre città, compiendo missioni principali e secondarie. La libera interpretazione di ogni incarico garantisce la possibilità di catturare i soggetti vivi o morti, così come quella di ricercare informazioni sui nostri bersagli nella maniera che più crediamo opportuna, lecita o meno che sia. Dal punto di vista del gameplay, le fasi da shooter sono vivacizzate dalla presenza di numerosi gadget da potenziare, nonché da un sistema di arrampicate libere che, seguendo gli insegnamenti del parkour urbano, permette di muoversi senza costrizioni negli ambienti di gioco.

Mass Effect 3
BioWare, da anni, è un garanzia d’eccellenza per la qualità delle sue produzioni. E di certo non possiamo aspettarci di meno per l’episodio che a Marzo è pronto a chiudere la favolosa saga sci-fi del comandate Shepard. Mass Effect 3 giunge all’apice del climax narrativo con l’ineluttabile invasione dei Razziatori ed il massacro indiscriminato che ne consegue. Ogni nodo qui viene al pettine. Quale sarà l’apporto dei compagni che abbiamo portato con noi e salvato nei primi due capitoli? Quale potrebbe essere stato il contributo di chi, invece, è rimasto indietro? Le risposte ci verranno fornite nel corso di un cammino epico, durante il quale il team di Ray Muzyka ha inserito ancor più elementi atti a rinforzare regia e sceneggiatura.
Di pari passo la progressione “giocata”, che segue le orme dettate da Mass Effect 2, rendendo ancor più dinamico il combat system (attacchi melee, nuove animazioni in copertura, stealth kill, istant kill...) ed inserendo un sistema di upgrade della dotazione molto simile a quello di Dead Space 2. Per la chiusura di questa saga, insomma, BioWare ha le idee chiare: niente sperimentalismi e componente ruolistica ancora sacrificata in nome dell’allargamento dell’utenza e del mantenimento di un ritmo palpitante: due scelte finora decisamente remunerative.

The Darkness 2
Dopo l’abbandono del team che ha curato il primo episodio (Starbreeze), The Darkness torna con un secondo capitolo sotto l’ala protettiva di Take 2. Il cambiamento più radicale è senza ombra di dubbio quello tecnico. Il motore di gioco sfoggia un toon shading dettagliattissimo, che con contorni nerissimi ma texture ben definite vuole avvicinarsi allo stile complessivo di un fumetto scuro e corrucciato. Anche dal punto di vista del gameplay si registrano pesanti novità, come ad esempio un notevole incremento del ritmo di gioco. Il design dei livelli sembra propendere maggiormente per l’approccio diretto, con Jackie carico del potere oscuro ed i nemici a giungergli contro a frotte.
I poteri del protagonista, in questa incarnazione, si manifestano sotto forma di due tentacoli che spuntano quando Jackie si trova al buio, da utilizzare come armi letali per interagire con gli elementi dell’ambiente di gioco, o afferrare e squartare i nemici La dinamica luce/ombra appare fondamentale, con gli avversari che tentano in ogni modo di mettere in difficoltà il protagonista, puntandogli contro riflettori e rifugiandosi sotto le lampade. Anche l’utilizzo del Darkling è profondamente diverso rispetto a quello del primo episodio: dimenticate gli innesti tattici: questa volta il vostro personale “minion” vi accompagnerà in maniera molto più diretta, assaltando gli avversari e mostrando di avere una spiccata personalità, che avrà un ruolo fondamentale anche all’interno della trama del gioco.

Prototype 2
Prototype 2 si apre esattamente dove il primo si era concluso. A seguito delle azioni di Alex Mercer, New York, ribattezzata New York Zero, è piombata all’interno di un vero e proprio incubo: il contagio globale. La città è stata divisa in tre zone: una rossa dove si cerca di mantenere circoscritti i mutanti senza speranza; una gialla dove in severa quarantena sono mantenuti gli umani potenzialmente infetti ed una verde, apparentemente sicura ma, poiché altamente militarizzata, fortemente corrotta dalla sete di potere e dominio dei più alti in rango. In questo marasma generale il protagonista non sarà Alex, che ritroveremo comunque nel corso dell’avventura, ma il tenente James Heller, il quale, dopo aver subito la perdita dell’intera famiglia, è più che deciso a vendicarsi della piaga, ponendo fine a qualsiasi costo alla piaga che ha messo in ginocchio la sua amata città.
Ancora una volta ci ritroveremo in controllo di un essere parzialmente mutato, che sarà in grado di attingere ad un’illimitata fonte di potere per distruggere qualsiasi ostacolo e mettere a tacere ogni essere gli intralci il cammino. Le meccaniche free roaming del primo capitolo vengono riprese ed estese, così come i poteri a disposizione. Alla struttura viene aggiunta una rete d’informazione chiamata Blacknet, che consentirà al nostro anti-eroe (una volta hackerata) di entrare in possesso dell’identità di ogni militare presente in New York Zero, controllando unità ed interi plotoni, per un approccio -si spera- sempre diversificato. Con lo spettro della noia sempre in agguato Activision ha deciso di puntare sulla formula Bigger & Better, espandendo il concept del primo capitolo. L’attesa è elevata ma, prima di dar ragione o torno al team, dovremo aspettare Aprile.

Respawn Entertainment
Jason West e Vince Zampella sono i due dissidenti pià famosi della recente storia videoludica. La querelle con Activision li ha portati ad abbandonare l'azienda sbattendo la porta, con grandi strepiti e susseguente tam tam mediatico. Infinity Ward, in ogni caso, ha proseguito indisturbata il suo lavoro, consegnando ai videogiocatori quel Modern Warfare 3 che ha chiuso la trilogia di Makarov e Soci. I due sviluppatori, ovviamente, non hanno tardato a trovare lavoro, raccolti prontamente dalla rivale di Activision: Electronic Arts. Respawn Entertainment, questo il nome del nuovo studio capitanato da West e Zampella, è già al lavoro su un nuovo progetto, ma non si sa se sia una nuova IP o la riproposizione di un Brand già consolidato. Molti puntano, se non proprio su un nuovo Medal of Honor, comunque su un First Person Shooter militaresco (magari futuristico), e certo uno degli obiettivi di EA è quello di strappare il predominio al concorrente su questo fronte (gli altri tentativi non hanno dato grandi risultati, e persino il recente Battlefield 3 non ha accorciato il divario in fatto di copie vendute). C'è anche da dire, però, che il dinamico duo potrebbe cercare nuove vie, esplorare soluzioni alternative, e trovare un sistema per declinare in maniera alternativa le proprie energie creative. Staremo a vedere.

Army of Four
C'era da aspettarselo. Insomma: bastava fare due più due. Il Third Person Shooter cooperativo di Electronic Arts non si è mai distinto per particolari meriti videoludici, derivativo come pochi e per certi versi molto sbilanciato (infine, neppure troppo bello da vedere). Però aveva il merito di essere piuttosto divertente, impegnativo quanto basta, sia online che in locale.
Il passo successo è quello di puntare ancora più in alto, mantenendo praticamente invariato il gameplay (fatto di fuoco alla cieca e coperture dinamiche alla Gears of War), ma confermando il supporto per 4 Giocatori. Manca ancora l'annuncio ufficiale, quindi su setting e protagonisti non si sa molto, ma che il titolo sia in sviluppo non è più un mistero. Speriamo che almeno il Netcode venga ottimizzato, vista la raddoppiata potenza di fuoco.

Spec-Ops: The Line
Annunciato oltre un anno fa e poi sparito completamente dai radar, Spec Ops è uno sparatutto in terza persona prodotto da 2K. Il titolo si ambienta nel futuro, nei pressi di una Dubai ormai mangiata dal deserto. Inspiegabili tempeste di sabbia hanno distrutto la città, e sul posto è stato inviato il Capitano Martin Walker, in una missione di soccorso per salvare la vita al colonnello John Konrad, disperso ma ancora vivo all'interno dell'inferno sabbioso. Il titolo aveva colpito fin da subito per una generale crudezza, sostenuta da un realismo bellico senza mezze misure. Gli ultimi trailer, pubblicati dopo un pesante restyle concettuale, fanno ancora leva su questo aspetto, evidenziando una progressione sempre tesa, al limite, in un contesto in cui lo stesso ambiente di gioco è nemico. Uno dei fattori più incisivi sul gameplay di Spec Ops sembra essere proprio la fisica della sabbia.
Il deserto è quasi un predatore vivo, pronto ad inghiottirci nelle sue buche. Crolli improvvisi, slavine, possono modificare in un lampo la conformazione del terreno, lasciando il protagonista appeso ad una delle coperture dietro cui si nascondeva, mentre sotto i suoi piedi si è formata un'improvvisa voragine. 2K vuole puntare tutto sull'intensità drammatica dello storytelling e su questo dinamismo, staremo a vedere se tali elementi saranno sufficienti a diversificare il titolo dagli altri congeneri.

Call of Duty
La politica di Activision è chiarissima su questo punto: un Call of Duty ogni anno. Non sappiamo ancora a chi toccherà nel 2012, ma certamente il prossimo novembre troveremo sugli scaffali un altro episodio del first person shooter più rappresentativo di questa generazione.
In rete le dicerie sono tante, e fra le più accreditate si trova l'ipotesi di un Black Ops 2, seguito diretto dell'ultima fatica Treyarch. Del resto la linea narrativa, fatta di operazioni segrete nei lunghi anni della guerra fredda, può dirsi tutt'altro che chiusa.
Altri invece scommetterebbero su una rivoluzione totale, un cambio di fronte imprevedibile, anche se le guerre moderne non sono poi così affascinanti da rappresentare (dal Golfo alla Prima Guerra Mondiale, tutta in trincea). E allora perchè non un bello sparatutto futuristico? Alcuni affermano infine che il progetto di Sledgehammer games di un Call of Duty in terza persona non sia ancora morto. Non resta che attendere l'annuncio ufficiale.

Risen 2
Il secondo capitolo della famosa saga Action RPG cambia direzione artistica e feeling generale, abbracciando un'ambientazione piuttosto insolita: quella piratesca. Una cittadina marittima e molte isole, mostri dal design più maturo, moschetti e magia VooDoo.
L'ambientazione piratesca è scintillante, lo humour tutt'ora incontenibile, il coefficiente esplorativo ben dosato: questo seguito è infatti ben impostato, imperniato su piccole isolette da esplorare e in cui tornare liberamente. Il sistema di gioco è classico, per il genere d'appartenenza, ma vivacizzato da una serie notevole di abilità diverse, mentre il colpo d'occhio compiace non solo per l'ottimo character desing, ma anche per l'eccellente qualità di texturizzazione e modellazione poligonale. Una ventata d'aria fresca nel panorama del genere?

Aliens Colonial Marines
Da Gearbox, software house divenuta famosa per Borderlands -prima- e per aver salvato dall’oblio Duke Nukem -poi-, arriva nel 2012 l’ennesimo salvataggio speciale. Si tratta di quell’Alien Colonial Marines che sembrava oramai destinato alla definitiva cancellazione. In mano al team statunitense, tuttavia, il concept originale (quello di un action-RPG) sembra esser stato abbandonato a favore di una deriva più lineare ed action oriented, trasformandosi sostanzialmente in un FPS puro che pare voler puntare interamente sulla spettacolarità.
Tale aspetto viene sottolineato anche da un’impatto visivo di tutto rispetto, che mantiene intatte -se non altro- le cupe atmosfere che hanno da sempre caratterizzato il marchio Alien. Le dimostrazioni, in ogni caso, sono state troppo poche per trarre delle conclusioni: Gearbox potrebbe riservare ancora qualche sorpresa.

Metro: The Last Light
Metro 2033 è stata una delle sorprese del 2010: malgrado alcuni difetti ha offerto un’ambientazione inedita e tremendamente affascinante quale la metropolitana di Mosca. In Metro: Last Light, sequel diretto del primo capitolo, avremo di nuovo la possibilità di scendere ad esplorare i pericolosi cunicoli che una volta ospitavano i trasporti pubblici sotto al Cremlino, ormai abitati dai pochi sopravvissuti e da pericolosissime creature mutanti. il protagonista è nuovamente Artyom, che, in una metropolitana oramai raggiunta dai primi raggi di sole, si troverà nuovamente a combattere per la sua sopravvivenza e quella dei suoi compagni.
In questo sequel, grazie ad un netto miglioramento della fisica ambientale e dell’illuminazione, si apriranno tantissime nuove possibilità d’ingaggio. Si parte dall’azione furtiva, che passerà dall’eliminazione di ogni fonte di luce per sgattaiolare alle spalle del nemico, fino ad arrivare agli scontri diretti, dove troviamo un feeling maggiormente credibile per le armi da fuoco e la possibilità di distruggere le coperture.

Rainbow 6 Patriots
Tra i titoli più attesi non poteva mancare, naturalmente, un nuovo capitolo di uno degli shooter più giocati di sempre; quel Rainbow Six che, con l’avvento dell’online, ha visto il popolo dei suoi fan crescere sempre più rapidamente.
Rainbow 6: Patriots sembra un prodotto riconoscente alla lunga tradizione che lo ha preceduto, ma non per questo timido nel proporre meccaniche capaci di reggere il passo con l’agguerritissima concorrenza.
Anzi: grazie a un plot estremamente intrigante e un multiplayer capace di premiare veterani e neofiti, pare possa avere tutte le carte in tavola per rappresentare non solo un nuovo straordinario capitolo della saga made in Ubisoft, ma una seria minaccia persino per un mostro sacro come Call Of Duty.

Ghost Recon: Future Soldier
Assieme al ritorno di Rainbow Six Ubisoft ha pianificato per il 2012 anche il ritorno di un altro grandissimo brand: Ghost Recon. Con Future Soldier la softco transalpina vuole calcare la mano sull’immedesimazione in una guerra proiettata nel futuro, ripartendo però da una più demarcata fase stealth. Abbandonate le velleità action di Advanced Warfighter al giocatore verranno elargiti molti interessanti gadget, come una speciale tuta in grado di camuffarlo completamente fino all’apertura del fuoco.
In questo senso sono state implementate anche delle nuove meccaniche contestuali, che permettono ad esempiodi mantenere i cadaveri eretti (in piedi) per evitare di essere scoperti e quant’altro. Nonostante tutto grande enfasi sarà mantenuta anche sulla spettacolarizzazione delle sezioni tipicamente third person shooter, assolutamente non abbandonate ma rese più eleganti da un’impronta più realistica.

Far Cry 3
Dopo il non troppo soddisfacente secondo episodio Ubisoft Montreal ci riprova, tentando di rilanciare nel corso del 2012 nientemeno che Far Cry. Questo terzo episodio, mantenendo un’ambientazione vastissima di tipo tropicale, abbandona le velleità da puro free roaming per incanalare la narrazione su binari prestabiliti che riescano a coinvolgere maggiormente il giocatore. Ad aggiungersi alla struttura ludica, per incrementarne spessore e spettacolarità, molti intermezzi di tipo Quick Time Event, che porteranno il giocatore ad essere protagonista di scene mozzafiato.
Molto più credibile, da quanto visto nelle poche presentazioni giocate a cui abbiamo assistito, anche l’Intelligenza artificiale, finalmente in grado di offrire una componente stealth appagante e -si spera- priva di tutte le problematiche del secondo episodio. Grande enfasi, naturalmente, per quel che concerne il comparto tecnico, come al solito fiore all’occhiello della produzione, con effetti, gestione dell’illuminazione e modellazione in grado, per l’ennesima volta, di stupire.

GTA V
Pur senza alcuna informazione precisa sulla data d’uscita siamo più che convinti nell’inserire GTA V tra le produzioni più attese del 2012. Rockstar North, da quanto trapelato dalle prime informazioni e dall’oramai famosissimo trailer, sembra star preparando qualcosa di veramente speciale. La location riprende nientemeno che San Andreas, riportando dunque Los Angeles in salsa videoludica sulle console in alta definizione.
Le infinite possibilità offerte dalla megalopoli (che implementerà sicuramente più zone da esplorare) si intrecceranno a quella che pare essere una storyline piuttosto articolata, che potrebbe addirittura mettere in ballo tre diversi protagonisti. In ultimo pare ci sia la possibilità di un ritorno del mitico Tommy Vercetti.

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