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Kinect Adventures - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Kinect Adventures è il titolo che, fra i tanti della sua line-up, Microsoft ha selezionato per accompagnare il lancio del suo Motion Control. Come ogni buon software lanciato in bundle con una nuova “periferica”, il suo compito è dunque quello di introdurre gli utenti alle inedite dinamiche di gioco, anche se i vaticinanti proclami sulla quarta copertina (“Il controller sei tu”) sottintendono un'esperienza ludica immediata e subito comprensibile. Più che fungere da Tech Demo, quindi, Kinect Advetures abbraccia un componente ludica già evidentemente marcata, proiettando direttamente l'utente al centro dell'azione. Ma, come vederemo, il titolo fallisce nell'intento di far piacere al primo colpo il fu Project Natal. Al di la di un look accattivante, la raccolta di minigiochi e attività risulta infantile e poco creativa, e persino funestata da qualche problema di reattività e rilevamento.
Attività
Kinect Adventure presenta, oltre all'opzione di gioco libero (che permette di affrontare a piacere una delle cinque attività incluse nel disco), una sorta di “story mode”: una progressione organizzata, che accompagna il giocatore (o i giocatori) in mille “stravaganti” avventure. Introdotto al videoplayer il “Club dell'avventura”, attivo dal 1921 e per sempre alla ricerca di azione e nuove scoperte, entrarne a far parte è questione di secondi. Il nostro compito? Guadagnare le “Statue Viventi”, simbolo del nostro carattere intrepido e dell'indomita voglia di nuove esperienze.
Fin dalla presentazione, sottolineata da una voce fin troppo colma di entusiasmo, si capisce che Kinect Adventure punta ad irretire un target ben preciso di giocatori. Nonostante il feeling audiovisivo possa sembrare abbastanza maturo per compiacere tutti i videoplayer, l'utente-tipo di Adventure è piuttosto indietro con l'età, e ancora stimolato da una curiosità infantile. Ai giocatori più navigati la presentazione, i colori sgargianti, i riconoscimenti ed il concitato sprono della voce narrante, sembreranno un po' triti e poco entusiasmanti. L'idea che il titolo sia orientato, più che ai Casual Gamer in senso lato, alle fasce più giovani della popolazione videoludica, si fa strada anche leggendo gli strambi nomi delle cinque attività previste, che spaziano tra “Riflessi Convessi” e “Pallaspialla”. L'interesse per il pacchetto introduttivo, a questo punto, comincia a vacillare: se è vero che Kinect avrebbe potuto rivolgersi, grazie alle sue inedite caratteristiche, ad un pubblico vasto e curioso, Microsoft ha scelto per Adventure una “collocazione” un po' banale. Sempre incuriositi dalla prima prova del nuovo sensore, in ogni caso, ci lanciamo subito fra torrenti e bolle spaziali.

Il primo gioco con cui Kinect Adventure ci mette alla prova è il già citato “PallaSpialla”. Si tratta di una delle prime tech demo con cui Porject Natal venne presentato al grande pubblico. Il compito del giocatore è quello di utilizzare il proprio corpo per far rimbalzare una palla e scagliarla contro dei bersagli posti all'interno di una stanza chiusa, in una sorta di “Arkanoid in profondità”. Dopo aver lanciato la sfera con lo slancio del braccio, bisogna dimenarsi per prevederne le traiettorie e non farla passare. Al contempo, si può provare ad indirizzarla per abbattere tutti i blocchi di legno e di bersagli posti nella stanzetta. Alla prova dei fatti questo è uno dei giochi meno ispirati di tutto il pacchetto. Noioso e poco divertente, riesce anche a stimolare una sincera frustrazione: gli schizzi velocissimi della sfera male si addicono al ritardo fisiologico con cui Kinect rileva la posizione. Un “Lag” ridotto rispetto alle Early Demo, ma ancora presente. E se è vero che il rilevamento della spazialità appare davvero buono, di fatto è impossibile rispedire la palla sul fondo con cognizione di causa, in un minigame che per altro si fa beffe del rilevamento in profondità e appare regolato da leggi tutte sue. Impossibile infatti determinare con precisione la direzione dei rimbalzi. E se anche così fosse, il “nucleo ludico” di Pallaspialla appare così esile da essere davvero risibile.
Meglio spostarsi, dunque, alla seconda attività: “Torrente Travolgente”. In questo gioco saremo alla guida di un enorme gommone da rafting, e dovremo cercare di direzionarlo con il movimento del corpo (a destra e sinistra), in modo da imboccare scorciatoie e rampe bonus. Il compito principale è quello di accumulare “spille”, ubicate nei posti più assurdi del percorso. Saltando al momento giusto è possibile raggiungere vie sopraelevate (correndo addirittura fra le nuvole), mentre il movimento a destra e sinistra determina i movimenti della zattera. Inizialmente si fatica non poco a gestire naturalmente i movimenti del gommone. Il ritardo di cui sopra, seppur meno avvertibile, rende le cose lievemente più difficili (soprattutto nel momento in cui è necessario spiccare un salto con il giusto tempismo). Le cose si fanno più divertenti, soprattutto, quando il titolo ci invita a ripetere i percorsi già affrontati, e ci si può dedicare alla ricerca di strade alternative. E', questo, l'unico spunto davvero “avventuroso” in un prodotto che di entusiasmante ha solo il nome, e che altrimenti procede troppo guidato e forzatamente sorridente. Torrente Travolgente, in ogni caso, resta forse una delle attività più riuscite del pacchetto, pur senza esaltare. Meno adatto al gioco di coppia di altri minigame, si fa apprezzare per qualche decina di minuti, ma quando le prove della “Story Mode” sono tutte concentrate su questo rafting semplificato, la stanchezza concettuale si fa sentire in maniera evidente.
Assolutamente futile è “Tappa la Falla”. Chiusi in una stanza sommersa, si devono tappare i buchi che sulle vetrate creano le sonore testate dei pesci. Più che un gioco di riflessi, si tratta di un minigame che ci costringe ad assumere le pose più assurde. Mostra, più di altri, il buon rilevamento della profondità (del corpo, non tanto degli arti), ma davvero niente di più.
Alla sessa maniera “Bolle Spaziali” ci colloca in una stanza a gravità zero, chiedendoci di spostarci nello spazio per scoppiare tutte le bolle generate ad ondate. Sbattendo le mani si sale, chiudendole lungo i fianchi si scende, mentre gli spostamenti (in profondità o laterali, sono regolati dal movimento del corpo. Come il minigioco di cui sopra, è uno dei meno riusciti a livello concettuale. Ripetitivo, poco divertente, tedioso. Quasi un riempitivo venuto da chissà quale passato dimenticato: l'evidente tentativo di riutilizzare in qualche maniera una delle prime tech demo.
Più interessante è invece “Riflessi Convessi”: disposti sul carrello di una grande montagna russa, dovremo schivare gli ostacoli, spostandoci di lato, abbassandoci e saltando, e raccogliere al contempo le spille, orientando le braccia e le gambe nelle posizioni più disparate. Di tanto in tanti è possibile darsi la spinta per ottenere un bonus di velocità ed un tempo migliore. Il minigame, assolutamente superfluo giocato da soli, diventa divertente quando si introduce, nella modalità “Gioco Libero”, una certa componente competitiva, affrontando i percorsi in compagnia di un amico. E attenti alle spallate!
Troppo sudore
Kinect Adventures - recensione - XBOX 360 L'offerta globale di Kinect Adventure è poverissima. Affrontando la modalità principale la noia sopraggiunge già dopo le prime sfide di livello intermedio. Mentre veniamo continuamente sbalzati fra cinque attività che si ripetono troppo spesso (a volte due o tre sfide identiche devono essere affrontate in sequenza), l'entusiasmo per la scoperta muore con una velocità impressionante. Esile quanto mai è anche la possibilità di giocare in gruppo. Intanto, le prove possono essere affrontate soltanto in due, e tra attività su cinque mal si prestano al divertimento in coppia.
Kinect Advetures ha poi l'irritante propensione a trasformare ogni sessione di gioco in una routine d'allenamento cardiaco. E, se non l'avessero capito alla Microsoft, magari non tutti sono interessati a sfruttare la propria Xbox come un Fitness Center. Le gioie del Motion Control possono essere esplorate anche senza “alzare i battiti”, mentre Adventure invita a dimenarsi costantemente (quello che, fortunatamente, il Wii era riuscito a non fare, neppure con i titoli sportivi).
Infine, c'è da considerare anche la necessità di spazio che Kinect richiede. All'inizio del gioco la periferica richiede un momento per la calibrazione: allontanandosi da Kinect si comunica alla console quanto spazio si ha a disposizione. Il minimo indispensabile sono due metri in profondità dalla televisione, ma per raggiungere una distanza “ottimale” si deve possedere un salotto di dimensioni ancora più generose (servono, dichiara il gioco, fino a 3 metri di spazio libero). Giocato nello stretto Kinect Adventures rende un un po' meno, soprattutto se si decide di affrontare le attività in coppia. Possessori di ristrette camerette d'un tempo, siete avvertiti.
Visivamente
Divertente e ispirato è fortunatamente il comparto tecnico del titolo. Inutile cercare lo sfruttamento intensivo delle capacità computazionali della macchina, ma lo stile dei personaggi ed i cromatismi accesi sono piacevoli da vedere. Le “Statue Viventi” con cui veniamo ricompensati, le medagliette che compongono la nostra cintura da membro del “Club dell'Avventura”, e la strana conformazione dei percorsi di Riflessi Convessi e Torrente Travolgente, mostrano un discreto impegno tecnico. L'accompagnamento musicale è senza ombra di dubbio l'aspetto migliore di Adventures. Riesce a divertire in ogni momento, rilassando durante i menù di pausa, intrattenendo con marcette serrate e jingle efficaci, e sempre dotato di buon ritmo.
Kinect Adventures è un titolo evidentemente insufficiente. Dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Cinque attività sono davvero poche, e percorrendo l'avventura di Microsoft non passa troppo tempo perchè si senta il peso della ripetitività concettuale. Alcuni Minigame sono esili e poco interessanti, ed abbracciano un concept ludico datato. I minigiochi più reattivi devono combattere con il fisiologico Lag della periferica, e tutta l'esperienza spinge molto sull'aspetto atletico, costringendo anche chi cerca una fruizione meno “sudata” ad attività che allenano il fiato (diversamente da quanto fa, ad esempio, Kinect Sports). L'esosa richiesta di spazio non può essere taciuta. Visti i risultati certamente migliori di Sports e di altri Launch Title, viene da chiedersi perchè Microsoft abbia scelto proprio questo titolo per presentare il suo Kinect. Forse, semplicemente perchè sarebbe stato davvero difficile venderlo separatamente.
VOTOGLOBALE5
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Kinect Adventures

Disponibile per: XBOX 360
Genere: Party Game
Sviluppatore: Microsoft Game Studios
Pegi: 3+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Offline: Multiplayer offline fino a 2 Giocatori - SplitScreen
Data di Pubblicazione: 10/11/2010
Kinect Adventures
6
5
5
7.5
57 voti
5.4
ND.
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