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Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure > Recensione
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Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure - Recensione

Inviato il da Andrea Vanon
Kinect è oramai entrata in gran parte delle case dei possessori "più casual" di Xbox 360. Con una diffusione ben oltre le aspettative degli addetti al settore, dunque, i titoli dedicati hanno presto iniziato a fiocarre, dimostrando come i peggiori incubi degli hardcore gamers fossero del tutto fondati. Siamo infatti stati letteralmente sommersi da una cascata di Kids Games, dedicati, come la stessa categoria suggerisce, ai piccoli e alle loro famiglie. E così la stampa specializzata ha dovuto "aprire la mente" verso una serie di produzioni che, fino ad un paio d'anni fa, sarebbero state accantonate con un sorriso, o bocciate in poche righe.
Proprio per questo siamo qui oggi ad analizzare l'ennesimo di tali prodotti, quel Kinect Rush che liberamente s'ispira al Disneyland Adventure già trattato sulle nostre pagine. Il titolo presenta quindi, come avrete intuito, una progressione suddivisa in stage dedicati a questo o quel film animato, ma traendo questa volta spunto dalla Pixar. La produzione risulta quindi immediatamente più appetibile, specialmente alle nuove generazioni che, come vedremo, troveranno in Kinect Rush una sostanziosa fonte di divertimento. Vediamone le motivazioni.
Corri Forrest, corri!!
Kinect Rush: Un'avventura Disney Pixar - recensione - XBOX 360 Prima d'iniziare saremo sottoposti ad una creazione avatar del tutto disfunzionale ad un titolo pensato per il divertimento dei più piccoli. Il software chiederà infatti continue verifiche della posizione, della luminosità della stanza e quant'altro, guidandoci per cinque abbontanti minuti nella scannerizzazione del nostro corpo, per riprodurlo poi a schermo in maniera persino sommaria e stilizzata. Per quanto la manciata di minuti necessaria possa sembrare un'inezia per un adulto, la poca pazienza dei più piccoli e la voglia di sperimentare subito il videogioco, rilegherà presto quest'inutile funzione nel dimenticatoio, anche perché la selezione d'avatar di default risulterà più che sufficente.
Entrati nel vero mondo di gioco ci si accorgerà subito di quella che, a conti fatti, risulta la più grossa pecca della produzione Microsoft - il sistema di movimento nel parco giochi Pixar. Per far avanzare il nostro piccolo alter ego saremo infatti costretti a muovere le braccia come in una sessione di footing, aumentando o diminuendo il ritmo per regolare la velocità. Sin qui, in effetti, nessun problema, se non per la fatica a cui tale azione potrebbe sottoporre i bimbi più sedentari. Le vere problematiche verranno a galla al momento di girarsi. In questo caso ci verrà chiesto di ruotare il busto nella direzione interessata: un gesto abbastanza scomodo che verrà peraltro rilevato con esagerata precisione dai sensori della telecamera. Questa sensibilità ci vedrà spesso incappare in cambi di direzione non voluti o esagerati, che di tanto in tanto ci impediranno di raggiungere con la dovuta semplicità (dopo tutto si tratterebbe solo di "passeggiare") il punto prestabilito.
Detto questo bisogna però sottolineare come una volta entrati nei vari mondi (Cars, Ratatouille, UP, Incredibili e Toy Story) le problematiche s'affievoliranno, lasciando spazio ad un divertimento che, grazie alla magia Pixar, potrebbe coinvolgere anche i più grandi per qualche sporadica sessione di gioco. Verremo introdotti a ciascuna mini-avventura da uno dei molti bambini presenti nel parco, che ci presenterà agli amici nel caso superassimo con successo il "suo stage", in maniera da sbloccarne sempre di nuovi (grazie ai punti acquisiti in game) e sperimentare quindi una longevità davvero inaspettata per un titolo del genere.

Entrando nel vivo il gameplay consisterà nell'aiutare alcuni dei personaggi più famosi dei cartoni animati targati Pixar a risolvere situazioni spinose liberamente ispirate alle pellicole tanto amate in tutto il mondo. In Cars, ad esempio, ci troveremo prima ad essere esaminati da Cricchetto per essere considerati "idonei" per le gare e poi partecipi a competizioni-missioni che ricordano spesso le vicende di Cars 2. Il secondo scenario ci vedrà assistiti dall'agente segreto Holley Shiftwell nel recupero di una bomba piazzata addosso a Francesco Bernoulli, che dovremo inseguire e fermare. Le dinamiche, per quanto riguarda Cars, saranno molto semplici, quasi d'introduzione al gioco. Dovremo semplicemente far finta di guidare, ed impegnarci nelle sessioni di "air driving" solo per mantenere la traiettoria, con l'unica discriminante del salto, necessario per superare alcuni ostacoli. Le sessioni alla guida -dobbiamo dirlo- ci hanno favorevolmente impressionato, donando sensazioni convincenti e sempre abbordabili per quanto riguarda il comportamento dell'atuo.
L'analisi ci ha visti poi alle prese con Gli Incredibili, che spostano l'azione sul "piano pedestre". Saremo ancora una volta chiamati ad un'intensa azione di jogging, aggiungendo questa volta anche il movimento "skip" delle gambe. La progressione si rivelerà alla lunga faticosa, ma priva -se non altro- delle problematiche di direzionamento che abbiamo già sottolineato. In questo caso infatti saremo quasi costretti a seguire un percorso prestabilito - un binario dall'inizio alla fine del livello. Naturalmente anche negli Incredibili il compito del giocatore, tramutato in un super-eroe, sarà aiutare i componenti della famiglia protagonista del lungometraggio. Le meccaniche di salto già desctitte (ossia la necessità di saltare fisicamente) saranno in questo caso parte ben integrante degli stage, che vi chiederanno spesso di superare con un balzo gli ostacoli. Tra gli ostacoli anche vetri da sfondare raccogliendo e lanciando pesantissimi oggetti (mimandone i reali movimenti) e baratri da superare appendendosi a funi (mantenendo le braccia protese verso l'alto) e scivolandovi come nei migliori action movie. Lo svolgimento rimane sempre molto molto facile e guidato, ma varia inserendo in continuazione alternative, tra le quali vanno segnalate gradevoli sezioni in scivolamento lungo suprfici oblique e di caduta libera, dove direzionare il proprio avatar muovendo le braccia parallelamente.
"L’unione dei personaggi e la magia Pixar con stage sempre piuttosto accattivanti riuscirà indubbiamente a catturare moltissimi bambini, tra i più e i meno cresciuti."
Siamo a questo punto passati al bellissimo Toy Story, che rappresenta senz'ombra di dubbio la porzione più riuscita di Kinect Rush. In questo caso, al fianco di Woody o Buzz Lightyear, avremo a che fare con tutte le meccaniche già descritte ed alcune del tutto nuove. Ci saranno, ad esempio, divertenti sessioni d'inseguimento a bordo delle classiche macchinine telecomandate, da guidare esattamente come descritto poco più sopra per Cars. La progressione nei livelli sarà mediamente pedestre, con la sempre presente azione di jogging e skip, da intervallare stavolta -viste le dimensioni giocattolo degli eroi- alle arrampicate, veicolate tramite la proiezione alternata verso l'alto delle braccia. Ad inframezzare un'azione abbastanza frenetica e faticosa qualche facile enigma che ci indurrà a capire il funzionamento di alcuni giocattoli, sfruttandolo per risolvere le situazioni più disparate. Ed è proprio questo l'aspetto migliore delle sessioni Toy Story: la presenza di tantissimi giocattoli interattivi, di matite giganti e quant'altro possa appartenere ad un bambino dell'asilo. Una situazione che propizierà sicuramente l'aspetto giocoso del piccolo fruitore di turno, accompagnandolo in un'ambientazione che, dal nostro punto di vista, rimane tra le più "magiche" tra i film Pixar.
Come spesso accade si passa dalle stelle alle stalle, ed in particolare quando si passa agli scenari dedicati ad UP. Per quanto anche qui vi sia un gradevole inserimento di tutti i personaggi della pellicola ed un'ambientazione selvaggia piuttosto gradevole, le meccaniche di gioco non ingranano. Noteremo infatti un pedissequo riprendere il semplice schema corsa-salto senza l'aggiunta di vere "novità". Qualche microscopico "enigma" richiederà un minimo di osservazione (rapportato ad un bimbo, naturalmente) ma, per il resto, verremo quasi guidati senza giocare lungo gli scenari. Movimenteranno leggermente le cose alcune sessioni a bordo di un kajak in cui dovremo affrontare le rapide, o altre di puro nuoto in acque calme. I movimenti, tuttavia, saranno assimilati a quello della corsa, riducendo divertimento e coinvolgimento.
Meglio, seppur non troppo, le avventure dedicate a Ratatuille. Il lungometraggio culinario si salva soprattutto per le atmosfere e per la presenza, come in Toy Story, di un'ambientazione piuttosto interattiva e di dimensioni estremamente più grande dei protagonisti. Saremo quindi costretti a porre attenzione agli oggetti più comuni, sfruttandoli però anche a nostro beneficio. Ad esempio le pompe d'irrigazione presenti sui terrazzi parigini, da sfruttare (previo movimento appropriato) per infastidire i piccioni che ci bloccheranno la strada sino a farli volare via. Anche in quest'ultimo caso, dunque, per quanto in maniera più blanda, il divertimento non mancherà.

Tirando le somme Kinect Rush funziona piuttosto bene, mantenendo alto il tasso di divertimento per quasi tutta l'avventura, e mantenendo costantemente in movimento il giocatore - un aspetto che alla lunga potrebbe stancare. Si tratta, anche per questo, di un videogioco dedicato "ai più grandi", diciamo tra i 7 e i 10 anni. L'assenza di feature come le foto coi protagonisti dei cartoni animati (una delle caratteristiche di punta di Disneyland Adventure) ed un'incedere decisamente più dinamico ed "avventuroso" lo rendono sicuramente adatto ai quasi ragazzini. Soprattutto quelli cresciuti con i cartoni animati della Pixar e che magari hanno a che fare con i giocattoli e con l'offerta Home Video di Disney Pixar.
Due parole vanno infine spese riguardo al comparto tecnico. Quanto a grafica, naturalmente, siamo lontani dalle produzioni core, per quanto il mix tra un design curato delle ambientazioni e la fedele riproduzione dei protagonisti Pixar componga una scena tutto sommato godibile. Da lode, invece, il comparto sonoro: in Kinect Rush troveremo tutti i doppiatori originali che hanno dato le voci italiane ai lungometraggi, con grande stupore soprattutto dei bambini, che prenderanno subito familiarità con la produzione. Anche i motivetti, di conseguenza, vengono estrapolati direttamente dai lungometraggi.
Considerando il target la produzione Microsoft non ammette moltissime critiche. L’unione di Pixar e stage sempre piuttosto accattivanti riuscirà indubbiamente a catturare moltissimi bambini, tra i più e i meno cresciuti. Peccato che, di tanto in tanto, la ripetitività ed i problemi riguardo le fasi motorie del titolo intacchino la struttura, rendendola monotona e non fruibile con l’agilità che ci saremmo aspettati. Ma se volete fare un perfetto regalo ai vostri figli, per unire magari anche un’aspetto motorio, ci sentiamo di consigliarvi senza remore Kinect Rush.
Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Kinect Rush: Un'avventura Disney Pixar

Disponibile per: XBOX 360
Genere: Avventura
Sviluppatore: Asobo Studio
Data di Pubblicazione: 20/03/2011
Kinect Rush: Un'avventura Disney Pixar
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