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Marlow Briggs and the Mask of Death > Recensione
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Marlow Briggs and the Mask of Death - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Zootfly è un piccolo team che sembra avere l'intenzione di diventare il punto di riferimento per chi è cresciuto a pane e film d’azione degli Anni 80 e 90. Se tra i vostri miti senza tempo figurano l’immortale Sly, l’ex-governatore della California Arnold Schwarzenegger e il sempreverde Bruce Willis forse avrete apprezzato il discreto Narco Terror. Twin Stick Shooter senza grosse pretese che vi metteva nei panni di Rick Quinn: ex-agente speciale incaricato di sgominare, tutto da solo, un potente cartello della droga. Esplosioni a raffica, battute ad effetto e una figlia da salvare: quello che non offriva con una trama degna di questo nome, lo restituiva con gli interessi con un’azione adrenalinica, coinvolgente e “ignorante”.
Marlow Briggs and the Mask of Death recupera questi ingredienti, ma li declina al genere action. Copia quasi spudorata di God Of War e Devil May Cry, ci mette nei panni di un protagonista che sembra possedere un dono che va ben al di là delle sue straordinarie doti di combattente: tutto ciò che sfiora salta in aria. Toccherà una sorte simile alla sua bella fidanzata, una volta sottratta dalle malefiche grinfie del cattivo di turno?
Divinità azteche e un mucchio di esplosioni
Marlow Briggs and the Mask of Death - recensione - XBOX 360 Marlow Briggs è un fidanzato modello. Premuroso, pompiere di professione e dotato di un fisico statuario, ha raggiunto la sua dolce metà nel bel mezzo della Foresta Amazzonica per starle vicino mentre lavora, come archeologa e interprete, per un losco mercante di antichità. Poche righe di dialogo, giusto il tempo per le presentazioni, e la situazione subito precipita: Long, il losco mercante di cui sopra, prende in ostaggio la ragazza che aveva minacciato il licenziamento e uccide senza pietà il nostro pelato eroe. Tutto finito? In teoria. E invece dalla stessa antica arma con cui è stato trafitto Marlow sgorga lo spirito di una divinità azteca. Ne nasce un rapporto simbiotico vantaggioso in ambo i sensi: Marlow acquisisce una forza e un’abilità con l’arma bianca fuori dall’ordinario, il dio può finalmente dare sfogo alla sua sete di sangue, accompagnando il pompiere nella sua epopea di vendetta e salvataggio.
L’intreccio narrativo è piatto, prevedibile, privo di colpi di scena. Si esplora la foresta amazzonica, passando da gigantesche industrie inquinanti a grotte oscure, inseguendo continuamente Long alle prese con il suo piano malefico: entrare in possesso di una serie di reliquie capaci di donargli poteri straordinari.
Esattamente come nei già citati film d’azione degli Anni '90, a un plot privo di mordente, fa eco una sceneggiatura ben più frizzante e spiritosa. Marlow e la divinità si scambiano spesso pareri sui danni che combinano in giro, esibendosi in siparietti comici grotteschi e pittoreschi. Lo spazio vuoto lasciato dalla trama viene degnamente riempito dalla coppia di istrionici protagonisti che riescono inaspettatamente a fare breccia nel cuore dell’utente con la loro spiritosaggine.
Anche la regia delle scene d’intermezzo si fa apprezzare per coraggio e qualità. Sequenze in slow motion e inquadrature non perdono occasione di mostrare l’aspetto più spettacolare delle mosse effettuate da Marlow. L’impianto scenico, riempito com’è da esplosioni e panorami mozzafiato, ha il pregio di essere estremamente coinvolgente, quasi stordente.

In sostanza Marlow Briggs and the Mask of Death non si farà certo ricordare per il suo intreccio narrativo, ma mentre vivrete la vendetta del suo protagonista godrete di momenti elettrizzanti ben alternati ad altri più comici.
Fortunatamente, anche quando dovrete premere come pazzi i pulsanti le cose funzionano a dovere. Zootfly non si è inventata nulla nemmeno stavolta, pescando a piene mani dalla serie di God Of War. L’emulazione, al limite del plagio, è dichiarata, tanto che l'onestà del team finisce per giocare a favore della sua creatura: del resto un clone non è per forzatamente qualcosa da osteggiare, tanto più se questo ha dalla sua delle innegabili qualità. Come è nel caso di Marlow Briggs and the Mask of Death per l’appunto, che si propone con un combat system indubbiamente semplificato, lontano dai tecnicismi dalla sua fonte d’ispirazione, ma ugualmente appassionante e divertente.
Con un dorsale ci si difende, l’analogico destro è al servizio della schivata, con un pulsante si salta, con un altro si effettua la presa, con i restanti due si effettuano le mosse principali. Progredendo nell’avventura si ottengono diverse magie, naturalmente limitate dalla disponibilità del mana: si va da efficaci attacchi a distanza a tecniche che devastano l’area circostante.
Non manca nulla a cui il videogiocatore moderno non sia ormai abituato da decine di titoli simili, ma nonostante le numerose combo a disposizione dell’avatar, concedersi un po’ di sano button mashing ètutto sommato piacevole. Se i puristi del genere storceranno il naso, i più accondiscendenti si abbandoneranno senza troppi pensieri a un combat system permissivo e in grado di regalare grandi soddisfazioni a chi non ha tempo o voglia di apprendere tutte le mosse del personaggio.
Anche il comportamento dei nemici, che attaccano all'unisono e a testa bassa, sottolinea l’anima da Action Movie di serie B che la produzione abbraccia senza troppi misteri e che ostenta sin dal menù principale. Lievemente più impegnativi e tattici gli scontri con i boss, per quanto siano ridotti di numero e risultino, rispetto a tutto il resto, stranamente sottotono quanto a presentazione e impatto scenico.

Tra un combattimento e l’altro non mancheranno naturalmente sezioni platform in cui mettere alla prova le capacità ginniche del risorto Marlow. Dotato del doppio salto e della capacità di arrampicarsi su alcune pareti, lo vedrete superare indenne vertiginosi burroni, dondolarsi da una fune all’altra e barcamenarsi tra strutture che crollano e giganteschi ingranaggi industriali. Il sistema di controllo non brilla per raffinatezza, qualche volta si muore senza colpe, e il level design vivacchia di soluzioni già esplorate da altri esponenti del genere, ma in fondo grazie a scenografie impattanti e panorami mozzafiato vi divertirete anche saltando da una piattaforma all’altra.
Tra nuove armi e punti esperienza che incrementano l’indicatore di salute e mana, non mancano i classici momenti in cui imbracciare un cannone gatling per eliminare interi sciami di elicotteri, o altre sequenze scriptate molto movimentate.
Ad un gameplay poco attento ai dettagli, ma dal retrogusto saporito (per non dire esplosivo), fa eco un comparto grafico tecnicamente non sempre all'altezza, ma sostenuto da un art design accattivante. Animazioni e modelli poligonali non sono proprio al top e non mancano sporadici pop-up e rallentamenti. Tuttavia la varietà di luoghi che esplorerete e le bellezze naturali della Foresta Amazzonica ben si assemblano con la quantità inaudita di effetti speciali che riempiranno lo schermo.
Sottotono il sonoro, che si salva solo grazie all'ottimo doppiaggio (in inglese) del duo di protagonisti. In particolare l'attore che ha prestato la voce alla divinità azteca è sempre in parte e a suo agio nel restituirci il cinismo che caratterizza ogni commento del personaggio che interpreta.
Esattamente come sarebbe stupido guardare un Die Hard per la qualità del suo intreccio, è assolutamente inutile cercare in Marlow Briggs and the Mask of Death la stessa raffinatezza ostentata da un God Of War o un Devil May Cry qualsiasi. Il pompiere risorto e la divinità azteca sono al centro di una vicenda ridicola e si affidano a un combat system che i puristi del genere troveranno raffazzonato e fin troppo votato al button mashing.
Eppure mentre si ride a crepapelle per l'ennesima battuta della divinità azteca e mentre si manda in mille pezzi un altro complesso industriale, ci si scopre divertiti ed elettrizzati dall'epopea del povero pompiere in pena per la sua fidanzata. Le otto ore necessarie per sgominare il cattivo di turno scorrono via veloci, non senza un pizzico di rammarico: effettivamente una maggior cura per il gameplay ci avrebbe restituito un'opera di tutt'altro spessore, sicuramente adatta a un pubblico più eterogeneo. Così com'è, la creatura di Zootfly resta ad appannaggio di un pubblico non troppo raffinato, pronto a scendere a compromessi con un combat system (molto) accondiscendente, e che sa esaltarsi anche solo facendo saltare in aria tutto ciò che si muove sullo schermo.
VOTOGLOBALE7
Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Marlow Briggs and the Mask of Death

Disponibile per: XBOX 360
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: Zootfly
Distributore: Distribuzione digitale
Publisher: 505 Games
Costo Digidelivery: 14,39 €
Pegi: 16+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Data di Pubblicazione: 25/10/2013
Marlow Briggs and the Mask of Death
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ND.
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