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Motocross Madness > Recensione
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Motocross Madness - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Imparentato solo per omonimia con lo splendido e leggendario Motocross Madness, che nel 1998 catalizzò l’attenzione di tutti gli appassionati del genere, il prodotto partorito dai ragazzi di Bongfish Interactive Entertainment è a tutti gli effetti un fiero rappresentante della collana di videogiochi Avatar FameStar. Come il nome lascia intuire, protagonisti assoluti saranno gli Avatar di Microsoft che vestiranno i panni dei piloti che si daranno battaglia sui vari circuiti. Chiaro lo stile arcade della produzione: nessuna pretesa di realismo, cromatismi accesi e toni rilassati, per proporre un gioco di corse divertente e adatto a tutta la famiglia.
Come avrete già intuito sbirciando il voto a fondo pagina, il risultato è più che soddisfacente, sebbene il problema principale di questo Motocross Madness sia fondamentalmente uno solo: l’assoluta mancanza di personalità, o di tratti distintivi che possano distinguerlo dalla lunga lista di giochi dello stesso genere presenti sul catalogo di Xbox Live.
Avatar sporchi di fango
Motocross Madness - recensione - XBOX 360 Motocross Madness è un gioco di corse arcade ambientato in tre diverse località: Egitto, Islanda e Australia. Alla guida della vostra moto dovrete destreggiarvi tra salti mozzafiato, boost di velocità e avversari da disarcionare al fine di tagliare per primi il traguardo, incrementare il livello d’esperienza, apprendere nuovi trick e acquistare potenziamenti per il proprio bolide.
Rispettando la natura del gioco, rivolto principalmente a un pubblico meno smaliziato, i primi circuiti vi serviranno per apprendere lentamente il semplice sistema di controllo. Con l’analogico si direziona la moto, con i due trigger si accelera e si frena, con un pulsante si piega il veicolo per effettuare le derapate, con un altro si attiva il boost. Per ricaricarlo potrete sia recuperare i power-up sparsi per il tracciato, sia esibirvi in spettacolari trick. Questi sono divisi in due gruppi, attivabili con la pressione di un corrispettivo tasto: quelli più semplici, ma che rimpinzeranno solo timidamente la barra del turbo, e gli altri di maggior complessità, ben più generosi.

All'atto pratico il sistema di controllo si rivela piuttosto affidabile, nonostante una reattività non proprio eccelsa. Dal momento che basteranno pochi giri di prova per imparare a cavarsela in qualsiasi situazione, i videogiocatori più navigati potrebbero lamentare una cronica mancanza di profondità. L’essenza estremamente arcade in effetti appiattisce lo stile di guida, che rimarrà pressoché identico anche variando mezzo, ognuno dei quali è caratterizzato da specifici parametri, e tipo di terreno nel quale è ambientata la corsa di turno. Affrontare una curva con una moto piuttosto pesante sulla neve dell’Islanda, non sarà poi molto diverso che farlo sulla sabbia del deserto con un mezzo estremamente più agile. Se questo rappresenti o meno un difetto dipende soprattutto da voi, a seconda del grado di realismo che cercate anche in un gioco arcade. Tuttavia, oggettivamente, l’assenza di elementi in grado di apportare varietà alla formula, alla lunga riduce l'attenzione del videogiocatore.
Anche in termini contenutistici il titolo non è del tutto esente da critiche. Solo tre le modalità di competizioni disponibili. Alla classica gara, si affiancano le battaglie di trick, dove a vincere sarà il giocatore che ha accumulato più punti effettuando ogni tipo di acrobazia, e il time attack, in cui sfidare i ghost degli sviluppatori nel tentativo di battere il loro tempo su giro. A queste si aggiunge poi la possibilità di esplorare liberamente le tre ambientazioni, le stesse che ospitano i circuiti, al fine di scovare monete, con cui acquistare vestiario per l’Avatar e nuovi pezzi per le moto, e altri collezionabili ben nascosti.
Questa relativa pochezza in termini contenutistici si prolunga anche al numero di tracciati presenti: solo nove. A difesa di Motocross Madness va sottolineata l’indiscutibile qualità del level design. Ogni gara è efficacemente vivacizzata da un’insospettabile ricchezza di strade alternative, salti vertiginosi e ricariche del boost in grado di influenzare pesantemente l’andamento della gara.
Al gioco in singolo si aggiunge naturalmente il multiplayer. In locale, grazie allo split-screen, due utenti potranno sfidarsi senza grossi patemi, mentre online il numero massimo di partecipanti previsto è otto. Come se non bastasse il Bike Club vi permetterà di visionare i record fissati dagli altri videogiocatori sparsi per il globo e potrete cercare di batterli in qualsiasi momento. Durante le nostre gare in rete non abbiamo riscontrato particolari problemi di netcode, mentre il matchmaking si dimostra leggermente lento a causa di una scarsa presenza di giocatori sui server.

Parlando strettamente del gameplay insomma, il gioco ha indubbie potenzialità e diverte più che degnamente grazie al ritmo sostenuto, alla relativa immediatezza ed alla creatività con cui sono stati progettati i vari circuiti. Purtroppo la cronica mancanza di profondità si farà sentire praticamente sin da subito, ma essa è talmente connaturata alla stessa filosofia del prodotto che lamentarsi eccessivamente significa aver completamente frainteso le ambizioni del team di sviluppo.
Graficamente ci troviamo di fronte a un lavoro più che discreto, ma non perfetto. Il frame-rate regge abbastanza bene, i modelli poligonali di moto e piloti soddisfano, ma a rovinare parzialmente le cose ci pensano alcune texture sgranate e un fastidioso e persistente pop-up.
Assolutamente anonimo il sonoro: se gli effetti si lasciano quantomeno ascoltare, le musiche non riescono ad infondere un minimo di adrenalina al tutto.
Parlando di longevità possiamo lamentare la presenza di soli nove circuiti, difetto che potrebbe essere risolto in futuro grazie a qualche DLC; per meno di dieci euro, in ogni caso, ci si porta comunque a casa un pacchetto relativamente ricco, grazie soprattutto al multiplayer.
Motocross Madness è un titolo senza grosse ambizioni, privo di guizzi e poco originale. Basta spulciare il catalogo Xbox Live per imbattersi in prodotti simili, se non sviluppati anche meglio.
Fatta questa premessa, è comunque innegabile una certa qualità realizzativa ed una struttura in grado di divertire, anche se il titolo è chiaramente confezionato per essere fruito da un pubblico poco pretenzioso e navigato. Il design delle piste è ispiratissimo e vedere il proprio Avatar darsi alla pazza gioia tra derapate e trick regala qualche risata. Se siete fan dei giochi di corsa estremamente arcade, adorate il binomio fango-moto da cross e magari siete in astinenza da titoli di questo genere dategli una possibilità: di sicuro non ve ne pentirete. Ma se sperate in un titolo all’altezza di quel Motocross Madness pubblicato nel 1998 preparatevi a una sonora delusione.
VOTOGLOBALE7
Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Motocross Madness

Disponibile per: XBOX 360
Genere: Racing Game Arcade
Sviluppatore: Bongfish Interactive Entertainment
Distributore: Distribuzione digitale
Publisher: Microsoft Studios
Costo Digidelivery: 9,99 €
Pegi: 12+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 8 Giocatori
M. Offline: Multiplayer offline fino a 2 Giocatori - SplitScreen
Data di Pubblicazione: 10/04/2013
Motocross Madness
7
7
6.5
6
5 voti
6.8
ND.
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