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Nel Paese delle Creature Selvagge - Recensione

Inviato il da Giovanni Ferlazzo
Quello dei cosiddetti “tie-in”, ovvero i videogiochi realizzati su licenza, è un fenomeno piuttosto sfortunato per la nostra industria. Molti di voi si renderanno conto che è quasi impossibile giocare, dopo aver visto magari un bel film, il relativo videogioco consapevoli che quest’ultimo sia davvero di qualità. La maggior parte delle volte, che potremmo tradurre anche in un “sempre”, accade invece che queste produzioni si vantino solo del marchio, risultando dei lavori frettolosi e realizzati da sviluppatori i quali, con il massimo rispetto parlando, non possono ovviamente fare miracoli: né per le proprie capacità né per lo scarso tempo assegnato dal producer, indispensabile per rispettare una certa concomitanza temporale con la pellicola di turno.
Eppure talvolta emerge un po’ di luce dal crepuscolo. Citiamo ad esempio il recente Batman: Arkham Asylum, una produzione di qualità semplicemente epica, o il più vecchio The Chronicles of Riddick, riproposto per altro anche in questa generazione di videogiochi dopo aver debuttato, al tempo, su Xbox.
Nel caso de “Nel Paese delle Creature Selvagge”, il tie-in del film diretto da Spike Jonze basato sui famosi libri illustrati di Maurice Sendak e realizzato dallo studio Amaze Entertainment, dobbiamo invece tornare al solito, vecchio discorso.
Travolti dal mondo immaginario di Max Records
Il Film, e di conseguenza quindi il videogioco protagonista di questa recensione, narrano della incredibile e commovente storia di Max Record, un bambino con una fervida immaginazione. Vive con la sorella e la madre, ma sostanzialmente ama stare la maggior parte del tempo da solo, con il suo bel vestitino da lupacchiotto, e la convinzione di trovarsi in altri posti e vivere qualcosa di diverso, sebbene la bruciante realtà spezzi tutto inesorabilmente. E così, un bel giorno (ironicamente parlando, s’intende), di fronte all’ennesimo litigio con la madre, decide di correre via dalla propria abitazione fino alla riva del mare, dove, dopo aver preso possesso di una vecchia barca a vela abbandonata, comincia un lungo e travagliato viaggio che lo porterà fino ad un’isola sconosciuta dove fa la conoscenza di misteriose creature selvagge parlanti.
Max dichiara di essere lì come nuovo Re, chiamato da “qualcuno” per risolvere tutti i problemi dell’isola. Con un pizzico di sarcasmo, e nonostante gli appetiti iniziali, il bambino viene accolto nel bizzarro branco.
Questo incipit ci serve più che altro per farvi capire che genere di storia narrano i libri prima, il film poi ed il videogioco adesso. Una di quelle storie quasi dimenticate, dal tocco infantile ma di una profondità da far spavento a migliaia di produzioni letterarie o cinematografiche.
Struttura

Ma arriviamo al gioco. Ci piace considerare questo “Nel Paese delle Creature Selvagge” come una sorta di “action-adventure con piattaforme per più piccoli”. Il titolo Warner pare infatti ispirarsi ai migliori prodotti di questa tipologia partoriti nel corso del tempo, naturalmente non con la stessa cura nel design, ma perlomeno con una struttura capace di garantire gli stessi obiettivi ludici. I quadri che compongono l’intera avventura (purtroppo piuttosto breve) si focalizzano soprattutto nel guidare Max e i suoi compagni attraverso le fitte ed affascinanti foreste dell’isola, tra rampicate, salti nel vuoto, camminate in bilico su tronchi o sporgenze e così via. Nel mezzo stanno naturalmente i combattimenti, questi una delle parti meno riuscite del gioco. Non solo per l’eccessiva facilità e ripetitività che si riscontra durante le azzuffate, ma soprattutto per il fatto che per tutta la storia si incontrano sempre gli stessi nemici (delle grosse api), che variano solo nel colore. Non vi è alcuna possibilità di migliorare le capacità del piccolo protagonista, che quindi ripeterà sempre e senza esitazione la stessa mossa.
Fortunatamente, il gioco offre anche una sorta di modalità libera tra le varie missioni: una volta completato un livello, si torna infatti al villaggio delle creature, luogo nel quale potremo agire liberamente raccogliendo oggetti qua e là, danzando (o sfidando) i giganteschi e pelosi indigeni e così via. In verità, la cosa non ha una vera utilità, ma riesce a creare comunque un'atmosfera sognante, adeguata al pubblico di giovani giocatori a cui il titolo è diretto.
Nel Paese delle Creature Selvagge sa infatti essere divertente e molto leggero. Fila via come se niente fosse, esile ma stuzzicante. Ovviamente, i giocatori più navigati saranno quasi tediato dai difetti sopra elencati, o infastiditi dal fatto che il level design faccia poco per nascondere il riciclo di architetture e strutture che si nota nelle fasi avanzate. Eppure, i più piccoli, potrebbero trovare nel titolo una fiaba interattiva comunque interessante.
Grafica e Sonoro
Basta guardare “Nel Paese delle creature selvagge” per rendersi conto che si tratta di un prodotto che, senza la necessità di rispettare una certa data di uscita, sarebbe potuto diventare molto più di quel che è in realtà.
Il comparto grafico è semplice. Insomma, textures, shader, effetti di luce ed la realizzazione poligonale di ambienti e personaggi è molto elementare, e si limita ad offrire il giusto con il supporto, mai troppo abusato, dell’alta definizione. Praticamente, si ha come l’impressione di trovarsi di fronte ad un videogioco di qualche anno fa, con una grafica leggermente migliore, coadiuvata appunto da una risoluzione maggiore rispetto gli standard dei vecchi televisori.  Sebbene sia in grado di regalare, molto raramente, anche degli scorci gradevoli, è chiaro che la grafica non sia proprio il punto a favore di questa produzione.
Dello stesso appunto siamo per ciò che riguarda invece l’aspetto sonoro. L'accompagnamento si limita infatti ad offrire un modesto doppiaggio in italiano, qualche musichetta qua e là e degli effetti generali piuttosto nella norma, forniti però di una buona qualità audio.
“Nel Paese delle Creature Selvagge” è un titolo sul filo di lana. Si tratta del solito tie-in realizzato frettolosamente e senza la minima cura, ma è comunque opportuno affermare che siamo di fronte ad un videogioco in grado, più di altri della stessa fatta, di irretire il pubblico giovane, grazie ad un'atmosfera magica e ad struttura ispirata ai capisaldi del genere. Eccessivamente facile e talvolta monotono per i più grandi, si può sposare però perfettamente con le esigenze dei bambini.

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Nel Paese delle Creature Selvagge

Disponibile per: NDS | PS3 | XBOX 360 | Wii
Genere: Action/Platform
Sviluppatore: Warner Bros. Entertainment
Pegi: 12+
Lingua: Tutto in Italiano
Data di Pubblicazione: 27/11/09
Nel Paese delle Creature Selvagge
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