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Of Orcs and Men > Recensione
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Of Orcs and Men - Recensione

Inviato il da Andrea Vanon
In un genere così legato al tradizionalismo come quello degli RPG non è facile dissestare pilastri saldi da anni tentando di proporre, in un modo o nell'altro, qualcosa di interessante e fresco. Cyanide Studio, sviluppatore francese già responsabile del "non bellissimo" (per usare un eufemismo) A Game of Thrones RPG ci vuole provare lo stesso, dimostrando gran coraggio e, soprattutto, una decisa voglia di riscatto. Of Orcs and Men, ultima produzione dello studio transalpino in arrivo l'11 Ottobre su Xbox 360, Playstation 3 e PC, ci mette nei panni di quelli che idealmente sono i cattivi. Impersoneremo infatti un tremendo Orco ed un subdolo Goblin in un'avventura all'insegna dell'annientamento dell'impero umano. I puristi, o chi avesse alle spalle una background influenzato da Warhammer -prima- e World of Warcraft poi, potrebbero già storcere il naso di fronte ad un'idea che tuttavia, alla luce dei fatti, funziona piuttosto bene, offrendo spunti interessanti grazie anche ad una trama nel complesso ben studiata. Come vedremo meglio a breve, tuttavia, quanto di buono messo sul piatto dalle peculiarità narrative (e non solo) di Of Orcs and Men viene quasi irrimediabilmente rovinato da un gameplay non soddisfacente e da una linearità, specialmente in fase di level design, quasi imbarazzante. E' dunque un peccato, lo anticipiamo immediatamente, non vedere del tutto compiuta una produzione piuttosto promettente come questa, che sopperisce alle mancanze tecnico/artistiche di A Game of Thrones con decisione, recuperandone però la scomoda eredità di combat system e progressione.
 
Orchi e Goblin
Of Orcs and Men - recensione - XBOX 360 Le premesse narrative di Of Orcs and Men capovolgono sostanzialmente la consuetudine. Nel più classico dei conflitti di massa in terre di fantasia, Umani e "Pelleverde" (Orchi e Goblin) si sono scontrati quando i primi, imperatore Damocle in testa, hanno deciso di espandere a Sud il loro già immenso dominio. La battaglia non è però andata secondo le previsioni dei "pallidi", trovatisi decimati dalla forza dirompete dei fenomenali Orchi. Ritiratisi dal campo di battaglia, dunque, gli uomini hanno deciso di mettere preventivamente fine a qualsiasi tipo di rappresaglia, costruendo un gigantesco ed insormontabile muro a delineare i confini dell'Impero ed istituendo speciali milizie (Inquisitori) atte allo sterminio dei Pelleverde. Un genocidio ancora in corso quando ha inizio la vicenda che ci vedrà protagonisti in prima persona, ma dalla parte "sbagliata" della barricata.
"La progressione ci vedrà impegnati in un continuo vagare all'interno di quadri sostanzialmente chiusi, ora da barriere invisibili ora da ostacoli facenti parte dell'ambientazione stessa"
I primi istanti ci porteranno a fare la conoscenza di Arkail, della tribù della Mano Rossa - guerriero d'elite facente parte dei temibili (e temutissimi) Bloodjaw. La sua missione, quasi un suicidio: sorpassare il Muro, infiltrarsi (per modo di dire) tra le linee nemiche ed uccidere nientemeno che l'Imperatore per porre fine al massacro. Solo un duro come lui, forgiato dall'acciaio e dal sangue in mille battaglie può riuscirci.
Ma la forza bruta in questi casi non è abbastanza, se non altro per superare barriere, posti di guardia e tranelli eretti dagli umani. Ecco dunque entrare in scena anche il secondo dei due protagonisti - Stige (traduzione italiana di Styx), Goblin astuto ed opportunista. I due, inizialmente "legati" da uno scomodo rapporto d'affari, finiranno presto per scoprire più affinità di quanto non vogliano far trasparire, instaurando quella che si potrebbe definire un'amicizia piuttosto strana. Un rapporto di mutua collaborazione che li porterà a rischiare la vita in mille battaglie, incontrare nuovi amici, nemici e traditori, nel corso di un viaggio capace di regalare diversi momenti veramente epici. La vicenda non lesinerà poi qualche colpo di scena abbastanza inaspettato, pur non presentando biforcazioni tali da modificare uno sviluppo sostanzialmente lineare. Non bisogna infatti farsi ingannare dalle scelte multiple presentate in numerosi degli innumerevoli dialoghi che caratterizzeranno il prosieguo: pochissime saranno le volte in cui la scelta farà davvero la differenza, e comunque in maniera talmente minima (solitamente influenzando l'approccio ad una quest secondaria - o decidendo se prendervi o meno parte) da non dare nemmeno l'idea di aver influenzato gli accadimenti. Gli unici cambiamenti veramente di rilievo oltre all'imbarcarsi in sub-quest di sorta, tanto per intenderci, riguardano qualche punto extra alle statistiche di base, guadagnato "indagando" o approfondendo opzioni dialogiche riguardanti il Mondo di gioco, le razze coinvolte, il conflitto e via discorrendo.
Ben scritta e piuttosto coinvolgente, in ogni caso, la trama di Of Orcs and Men ne risulta senza ombra di dubbio la parte più brillante; forte anche di un characther design di livello più che discreto (almeno per quel che riguarda i protagonisti ed alcuni dei principali alleati/antagonisti) riuscirà a coinvolgere efficacemente il giocatore, soprattuto se particolarmente incline alle produzioni fortemente story-driven. Chiunque decida di approcciare alla produzione Cyanide deve infatti mettere in conto di attingere notevolmente alla sua pazienza, soprattutto nelle prime ore di gioco. Continue cut-scene delineeranno anche gli aspetti più marginali, trasformandosi tuttavia ben prsto da una (quasi) fastidiosa costante ad un funzionale espediente narrativo, capace di rafforzare il background sull'avventura stessa. Ammettiamo infine di esserci piuttosto divertiti ascoltando il continuo (ma mai gratuito) trash talking in cui i due protagonisti si producono - un tratto se vogliamo peculiare per delineare due razze rozze e senza pudore come Orchi e Goblin.
No exploration no party!
Of Orcs and Men - recensione - XBOX 360 Le lodi intessute parlando del comparto narrativo vanno inevitabilmente a scontrarsi con un gameplay in buona parte disfunzionale e noioso. La progressione ci vedrà impegnati in un continuo vagare all'interno di quadri sostanzialmente chiusi, ora da barriere invisibili ora da ostacoli facenti parte dell'ambientazione stessa. Il modello d'avanzamento ricorda -in un certo senso- quanto già visto in produzioni come Hunted: The Demon's Forge, presentando però un'ancor più elevata linearità. La piattezza di un level design del tutto trascurato (o quasi) si traduce nell'unica necessità, quadro dopo quadro, di condurre i propri personaggi dal punto A al punto B - spesso percorrendo corridi diritti. Ad onor del vero qualche bivio, soprattutto nei dungeon più articolati, si presenterà all'appello; tuttavia, con una mappa sempre a disposizione di click e la presenza di pochissimi extra di valore da recuperare, il gioco non varrà la candela. L'esplorazione, considerando anche l'importanza marginale del loot (presente in esigua quantità), diventa perciò un orpello, ed anche quando le ambientazioni si faranno più aperte non verremo mai travolti dal desiderio di esaminarle a fondo. A tal proposito dobbiamo segnalare una certa tendenza al riciclio di elementi architettonici e paesaggistici che ci accompagneranno capitolo dopo capitolo. Ognuno dei cinque atti è ambientato in un zona diversa, da percorrere e ripercorrere più volte (specialmente all'inzio) senza incontrare troppa varietà ma, anzi, assaporando una certa sensazione di deja vu. Un aspetto reo di aumentare notevolmente la "fretta" rispetto alla progressione verso il successivo punto di controllo, riducendo ancor più le velleità esplorative. Il team di sviluppo non ha pensato nemmeno d'inserire variazioni di sorta, rappresentate, ad esempio, da enigmi ambientali oppure oggetti chiave da trovare. Quella Cyanide Studio è una produzione basata insomma su un prosieguo piuttosto meccanico all'interno dei dungeon, colmi di avversari da massacrare. Per quanto la possibilità di controllare entrambi i personaggi e le loro peculiarità fisiche offrano in qualche frangente la facoltà di esplorare stretti viottoli o procedere sui tetti (dopo esser stati lanciati), i casi sono talmente ristretti e fini a se stessi da non influire sul gameplay.

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Of Orcs and Men

Disponibile per: PC | PS3 | XBOX 360
Genere: Gioco di Ruolo
Sviluppatore: Cyanide Studio
Publisher: Focus Home Interactive
Pegi: 16+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 11/10/2012
Of Orcs and Men
7.5
4.5
8
7
17 voti
6.6
ND.
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