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Risen 2: Dark Waters - Recensione

Inviato il da Redazione
Il mondo dei Pirati affascina grandi e piccini oramai da generazioni immemori. Da Hook a Pirati, passando per la trilogia Pirati dei Caraibi, la cinematografia ci ha presentato queste losche e divertenti figure in tutte le salse, facendoci sorridere ed arrabbiare, piangere ed entusiasmare. Ma quella del cinema non è l'unica industria ad aver tratto enorme successo dallo "sfruttamento" di una figura così accattivante: dobbiamo infatti le prime emozioni legate alle avventure piratesche all'editoria, con romanzi di grande successo come L'Isola del Tesoro di Stevenson. Negli ultimi anni, infine, ad adeguarsi con enorme riscontro da parte di critica e pubblico, è stato anche il fumetto, con l'opera dell'oramai leggendario Eiichirō Oda. Anche i videogiochi, non dimentichiamolo, hanno la loro tradizione piratesca che, fino a qualche anno fa, si "limitava" all'ottimo Monkey Island, avventura grafica che ha reso grandi Ron Gilbert e Lucas Arts in ambito videoludico.
Qualsiasi sia il media di riferimento gli ingredienti sono sempre gli stessi: una ciurma d'individui irriverenti (e possibilmente divertenti), il mare, tanta azione, una bella donna ed un bottino succulento. Recuperando proprio questi fattori, nel 2009, i tedesci di Piranha Bites hanno deciso di sfruttare la cronica assenza dei pirati dallo scenario videoludico per produrre Risen, RPG rilasciato con discreto successo su PC ed Xbox 360. Ed è esattamente su quella scia che tenta di porsi, oggi, Risen 2 - seguito ufficiale disponibile da Aprile su PC (a questo indirizzo la recensione) e in arrivo su Playstation 3 ed Xbox 360 il 3 Agosto. La versione console, visto il ritardo, disporrà anche dell'espansione Il Tempio dell'Aria (a questo indirizzo la recensione), la più corposa tra le due rilasciate sino ad ora.
 
"yo ho yo ho la spada e il corvo e il mare"
Risen 2: Dark Waters - recensione - XBOX 360 Risen 2 inizia esattamente dove gli eventi del primo episodio si erano interrotti. L'avventura prende il via nella Città di Caldera, l'ultimo baluardo della civiltà umana d'occidente presso la fortezza di cristallo, sede dell'inquisizione (di cui il protagonista fa parte). La città, che si erge sul promontorio, è in fiamme e l'isola è ormai perduta. Così le giubbe blu decidono di attuare un grande piano d'evacuazione per mettere in salvo i superstiti ed abbandonare definitivamente Faranga. Ma i problemi non sono finiti, anzi, sono appena cominciati. La sequenza introduttiva ci mostra un veliero messo alle strette dal gigantesco Kraken al soldo della strega degli abissi Mara - una vecchia conoscenza di chi avesse completato il primo Risen. Ed è proprio qui che entriamo in gioco noi: come spie al soldo dell'inquisizione saremo incaricati d'infiltrarci tra i più sudici ranghi dei pirati e rintracciare Barba d'Argento, il più famoso e temibile corsaro dei Mari del Sud, uno dei pochi uomini a conoscenza dei segreti della potente signora del mare. L'unica speranza, come capiremo di lì a poco, è quella di raccogliere gli artefatti dei Titani, tre potentissimi strumenti magici in grado di contrastare l'immenso potere di Mara e delle sue malvagie creature. La missione è dunque semplice: garantirsi la fiducia dei peggiori pirati esistenti e farsi guidare direttamente agli artefatti...ma come? Fortuna vuole che, proprio dal veliero attaccato dal Kraken spunti l'ennesima vecchia conoscenza dell'eroe - Patty. La bella piratessa, figlia nientemeno che di Barba d'Argento, si unirà (non senza un minimo di sdegno) alla nostra causa, rimanendo al nostro fianco per l'intera avventura ed aiutandoci, almeno sulle prime, ad approcciare i temibili pirati.
Per quanto l'incipit non sia certo dei più entusiasmanti la vicenda, nel suo prosieguo, riserverà al giocatore più d'una sorpresa. La possibilità di reclutare sino a dieci membri dell'equipaggio ci consentirà di approfondire un minimo i rapporti umani, apprezzando la buona caratterizzazione dei personaggi messa in piedi da Piranha Bites. La facoltà di effettuare delle scelte (nei dialoghi come nella risoluzione di alcune quest), poi, renderà meno lineare lo svolgimento, lasciando qualche porta aperta anche per un'eventuale seconda (e terza) partita. Dal punto di vista narrativo, in generale, il titolo si presenta saldo e ben strutturato, con risvolti che valorizzano le azioni del personaggio e delle sue gesta. E' bene precisare però che ci troviamo al cospetto di un'avventura che non si sforza di essere innovativa od originale, lasciandosi andare per la maggior parte ai luoghi comuni dai quali il genere stesso trae origine, con tutte le fortune del caso.
Una struttura completa
Risen 2: Dark Waters - recensione - XBOX 360 Per quanto riguarda il gameplay Risen 2 ricalca i canoni fondamentali dell'RPG open world, presentandone le tre caratteristiche principali come fondamenta dell'esperienza. Esplorazione, Interazione e Combattimento saranno dunque i cardini di una produzione capace di mantenere il giocatore incollato allo schermo, specialmente in questa torrida estate di penuria videoludica. Partendo dal principio, dunque, notiamo con gioia la facoltà di esplorare liberamente e da subito (o quasi) l'ambientazione nella sua interezza. Il mondo in cui si ambientano le vicende di Dark Waters è disegnato come un grande golfo che racchiude svariate isole, e tutto intorno una serie di porti che cingono la distesa di acqua salata. I punti d'interesse sono raggiungibili cliccando sulla world map, che ci teletrasporta automaticamente a destinazione. Il galeone sul quale veleggieremo (anche se non dal primissimo istante), quindi, non svolge funzioni particolari al di fuori dei semplici spostamenti via mare tra un luogo e un'altro della mappa, e si limita a fare da "contenitore" per l'intero equipaggio reclutato durante i nostri pericolosi viaggi.
"Dal punto di vista narrativo, in generale, il titolo si presenta saldo e ben strutturato, con risvolti che valorizzano le azioni del personaggio e delle sue gesta. E' bene precisare però che ci troviamo al cospetto di un'avventura che non si sforza di essere innovativa od originale, lasciandosi andare per la maggior parte ai luoghi comuni dai quali il genere stesso trae origine, con tutte le fortune del caso"
Nonostante questo l'esplorazione è il punto di partenza fondamentale di molte side quest e missioni principali. Generalmente la prima cosa da fare una volta approdati in una nuova area è recuperare una mappa. E' possibile acquistarla, rubarla, oppure trovarla nascosta da qualche parte. Ottenute le indicazioni necessarie sulla terraferma ci sposteremo a piedi, esplorando liberamente l'intera superficie dei vari isolotti tra pericolose giungle e spiaggie insidiose. Anche in questo caso, ovviamente, potremo teletrasportarci da un punto all'altro della mappa semplicemente selezionando uno dei punti chiave del territorio (ma non prima di averlo esplorato andando in avanscoperta). Comune a molti RPG open world come Risen 2 questa feature potrebbe far storcere il naso ai puristi: in realtà il gusto dell'esplorazione e della scoperta delle molte aree segrete non svanisce; il fast travel, considerando soprattutto la bellezza del circondario, verrà sfruttato con naturalezza soltanto nelle quest più tediose - quelle che richiedono magari andirivieni continui da un'area all'altra.
Alla componente esplorativa si salda indissolubilmente quella interattiva, indispensabile nella risoluzione di alcune quest e nella gestione dell'equipaggiamento di alto livello. In primis ci troviamo di fronte alle ottime possibilità di selezione per quanto riguarda le fondamentali sezioni dialogiche con i personaggi chiave. Oltre alle risposte "canoniche" (tra le quali ne spiccherà sempre una sarcastica in perfetto stile piratesco) saremo in grado di far valere le nostre abilità oratorie per intimidire o persuadere l'interlocutore. Per quanto questa si riveli spesso una scelta interessante, soprattutto per risolvere diversi incarichi senza muovere un dito, è anche la prima avvisaglia di un "difetto" abbastanza fastidioso. Per le prime ore di gioco (diverse ore), infatti, non saremo in grado di potenziare alcuna di queste abilità a livello desiderato (servirà una certa quantità d'oro per farsi insegnare l'arte dai maestri) e ci ritroveremo piuttosto limitati negli approcci. Una volta sbloccate le possibilità, Risen 2 si tramuterà quasi in un altro gioco, aprendo tutto il suo potenziale. A proposito di potenziale, in apertura, si parlava di crafting, un'altra delle possibilità concessa dai ragazzi di Piranha Bites ai videoplayer interessati. Per veicolarla è stato introdotto il Voodoo, una simpatica variazione sul tema della "magia classica" in un contesto dove la stessa risulterebbe poco consona. Trattasi di una disciplina mistica che ci permetterà di creare pozioni e infusi in grado di migliorare le nostre abilità, oppure di forgiare oggetti indossabili e scettri magici per l'attacco a distanza. Per padroneggiarne le doti mistiche dovremo prima di tutto recuperare la ricetta o gli schemi di costruzione; poi raccogliere gli ingredienti necessari alla realizzazione. Infine dovremo recarci ad un calderone o ad un altare per unire il tutto ed ottenere l'oggetto desiderato. Durante il gioco avremo anche la possibilità di creare delle bambole Voodoo per entrare nel corpo di una vittima designata, ma solo in sezioni specifiche previste dalla storia.
Lo stesso iter creativo degli oggetti magici è richiesto per la forgiatura di armi da taglio o da fuoco, che si possono facilmente riassumere nelle classiche abilità lavorative dei giochi di ruolo di stampo occidentale.

Immancabili, per quanto riguarda l'interazione "sociale" i consueti minigiochi che fanno da contorno alle svariate situazioni. Per scassinare le serrature dovremo munirci di grimaldello, alzare i pistoncini nell'ordine corretto e poi girare il tamburo. Interessante anche la risoluzione degli eventi da taverna, come la gara di bevute o il tiro al bersaglio. Nel primo caso dovremo bere tutte le bottiglie di rum sul tavolo facendo attenzione a non far scivolare nulla dalle nostre mani. Il tiro al bersaglio è invece una normale prova di abilità, durante la quale dovremo colpire velocemente bersagli che passeranno sullo schermo con un massimo di dieci pallettoni a disposizone.
Il trittico, come si diceva, si conclude con il combattimento. L'impostazione dei comandi per il combattimento è molto semplice e piuttosto classica. Si inizia estraendo la spada per mettersi in posizione di combattimento da scherma tenendo premuto il grilletto destro. Una volta adottata la postura, potremo automaticamente parare i colpi più deboli dell'avversario, mentre per i colpi caricati si rende rà indispensabile una schivata o un contrattacco. Proprio come in un vero duello di scherma, saremo liberi di incedere o arretrare per rendere il combattimento il più tattico e realistico possibile. L'azione è simile a quella vista di recente in molti action RPG e in tutti i giochi di Piranha Bytes, seppur meno dinamica rispetto a quella di The Witcher 2. I front button ci permetteranno infatti di sfruttare armi primarie (lame) e secondarie (pistole), attingendo anche a qualche diversivo: potremo accecare il nemico lanciandogli una manciata di sabbia o sale, sfoderare la pistola o la spada, o ancora utilizzare un pugnale da lancio, una bomba o una noce di cocco per mettere fuori gioco il nostro sfidante dalla distanza. La rastrelliera delle armi comprende, in ogni caso, anche altri strumenti offensivi, come la lancia tribale dei guerrieri aborigeni. A narrazione inoltrata avremo accesso anche agli scettri Voodoo, oggetti magici del tutto simili ad una tradizionale bacchetta, in grado di danneggiare il nemico senza ingaggiarlo, ma anche intimorirlo e indurlo alla fuga grazie al potere unico dello stesso. I combattimenti risultano abbastanza impegnativi, specialmente ai primi livelli quando il nostro personaggio non padroneggia alcuna tecnica di combattimento. Ancora una volta, infatti, per incrementare le proprie prestazioni in duello, sarà indispensabile acquisire le varie mosse dai numerosi maestri d'arme che popolano le isole. Una possibilità preclusa sino alla raccolta di un cospicuo numero di monete, che ci costringerà ad arrancare per la prima porzione d'avventura, con un minimo di frustrazione.
Downgrade importante
Risen 2: Dark Waters - recensione - XBOX 360 Dal punto di vista tecnico questa versione console risulta inferiore alla controparte PC, e non di poco. Se per quanto riguarda il sistema di controllo possiamo tranquillamente soprassedere alla mancanza delle scorciatoie (sostituite dalla facoltà d'assegnare oggetti ed abilità dl D-Pad), è il maquillage a non lasciare completamente soddisfatti. Il punto di forza del comparto tecnico sono senza dubbio gli ambienti, realistici e ricchi di dettagli, disegnati minuziosamente per donare il feeling che da sempre accompagna ogni produzione a sfondo piratesco. Ottima in questo caso la gestione dell'illuminazione e l'implementazione di un set di texture complessivamente convincente. Non bene, invece, i modelli poligonali, meno caratterizzati rispetto ad altre produzioni e decisamente più grezzi anche rispetto alla controparte PC, nei confronti della quale l'edizione console perde moltissimi dettagli. Anche alla luce di un buon doppiaggio inglese l'espressività dei volti non riesce a stare al passo con quella di altri engine dell'attuale generazione, lasciando spesso con l'amaro in bocca per l'occasione mancata. Ma il problema più grave risiede sicuramente nel comparto animazioni, molto legnoso e ricco di problematiche - una su tutte le notevoli compenetrazioni poligonali visibili nel corso dei duelli. Ma i personaggi a schermo, in generale, non si muovono mai in maniera credibile, agitandosi in maniera confusa e ripetendo spesso in loop animazioni apparentemetne incoerenti, soprattutto in fase dialogica. La rigidità dei modelli rovina il colpo d'occhio, rendendo l'azione molto meno coinvolgente di quanto non avrebbe potuto essere.
Risen 2, in questa versione console, mostra tutti i limiti di un porting non perfetto. I difetti grafici, sia quanto ripresi dalla versione PC sia quando ex novo per la versione console, non rovinano comunque in maniera irreparabile l’avventura, che, in ogni caso, ne risente. Il colpo d’occhio globale funziona lostesso ed ancor più le meccaniche ludiche, solide anche senza entusiasmare. Pur con le difficoltà (forse eccessive) per “carburare”, il sistema di combattimento si mostra interessante e coinvolgente, così come le possibilità d’esplorazione ed interazione offerte dal titolo Piranha Bites. Risen 2 è un titolo imperfetto, le cui lacune sono però colmate da una sincera ed accurata ricostruzione di un'atmosfera che da sempre rende uniche le avventure per i sette mari. Un RPG più che discreto dunque, consigliato a tutti gli amanti del genere.
VOTOGLOBALE7.7

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Risen 2: Dark Waters

Disponibile per: XBOX 360 | PC | PS3
Genere: Gioco di Ruolo
Sviluppatore: Piranha Bytes
Distributore: Koch Media
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PC: 27/04/2012   
XBOX 360: 03/08/2012   
PS3: 03/08/2012   
Risen 2: Dark Waters
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