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Saw: the Game - Recensione

Inviato il da Marcello "Pavo" Paolillo
Analizzare un videogame ispirato alla saga di Saw - L’Enigmista non è cosa facile. Difatti, la serie creata da James Wan e Leigh Whannell è, volente o nolente, il nuovo baluardo della cinematografia horror di questo decennio, sebbene gli ultimi episodi non brillino certo per chissà quale trovata registica o narrativa (e non è finita, dato il settimo capitolo è attualmente in lavorazione, girato completamente in stereoscopia 3-D).
Ad ogni modo, partiamo dal principio: la trama del primo e storico episodio della saga ruotava intorno al killer Jigsaw (Tobin Bell), un carnefice con l’abitudine di rapire persone comuni, piazzandole poi in complesse e terribili macchine di tortura dalle quali si poteva uscire solo patendo indicibili e atroci sofferenze fisiche. Tutto questo al fine di far comprendere ai malcapitati quanto importante fosse la vita intesa come tale, bene prezioso che non andrebbe sprecato con vizi o lussi di alcun tipo. Sicuramente una filosofia nobile, ma non quanto i mezzi usati per divulgarla al mondo. A fronte di ciò, poteva quindi Konami (regina dei survival horror psicologici e sanguinolenti come Silent Hill) farsi scappare una licenza del genere?
Pentitevi!
Saw: the Game - recensione - XBOX 360 Saw - The Videogame nasce infatti come un tributo sincero alla saga omonima da cui prende il nome, immergendo il giocatore in un contesto di terrore e angoscia tipici dei film da cui trae ispirazione. All’inizio del gioco, il protagonista (il tenace Detective Tapp) si ritroverà imprigionato all'interno di una sorta di manicomio, con un in testa un casco metallico composto da lame e spuntoni di vario tipo.
Starà a noi riuscire ad uscire da questa situazione spinosa, dando adito a tutta la nostra abilità nel premere in rapida sequenza i tasti del pad. Una volta risolto questo piccolo ma angosciante enigma, ci accorgeremo tuttavia che il luogo in cui ci troviamo altri non è che una temibile trappola di mattoni e cemento messa in piedi dall’Enigmista, al cui interno è possibile udire solo echi di morte e disperazione.
L’intera vicenda è quindi un’avventura d’azione e di terrore inquadrata in terza persona, mentre il nostro sfortunato alter ego è chiamato a destreggiarsi nelle claustrofobiche ambientazioni di gioco. Il nostro acerrimo nemico Jigsaw ci proporrà i suoi enigmi senza mai mostrarsi in prima persona, bensì apparendo di tanto intanto nei consueti apparecchi televisivi sparsi per le varie camere del manicomio (proprio come succedeva nei film). E, sempre come nelle pellicole cinematografiche, ogni macabro indovinello è legato a doppio filo ad una macchina di tortura ben precisa, con all’interno il malcapitato di turno. Pena: la mutilazione e la morte del soggetto. Starà a noi, grazie al nostro ingegno, risolvere un indovinello dietro l’altro, sino all’inevitabile rush finale. Detta così può anche sembrare un’avventura affascinante e con una quantità notevole di puzzle solving di qualità, ma vi assicuriamo che non è affatto così: purtroppo, gran parte dell’interesse svanisce dopo solo 4/5 enigmi, dato che spesso saremo chiamati a ripetere sempre e solo determinate azioni predefinite. Ma non è tutto: le ambientazioni, per quanto affascinanti sotto il profilo meramente estetico, sono alla lunga ridondanti e poco varie, con un assiduo backtracking che non fa altro che accentuare questa sensazione di noia e frustrazione.
Un enigma irrisolvibile
Saw: the Game - recensione - XBOX 360 Insomma, si tratta di fare avanti e indietro da un punto ad un altro della mappa di gioco, risolvendo enigmi di scarsa qualità e interesse. A tentare goffamente di risolvere la situazione, intervengono alcune sporadiche fasi di combattimento contro i loschi figuri che infestano il manicomio di Jigsaw: sebbene si possano usare armi improvvisate prese dall'ambiente circostante, o persino sfruttare a proprio vantaggio le trappole sparse qua e la nello scenario (come botole o marchingegni infernali incastonati nei muri), a rovinare il tutto interviene un sistema di controllo grossolano ed imperfetto, oltre ad una telecamera che definire schizofrenica è un eufemismo. Nel complesso, quindi, una vera tortura, ma non nel senso che intendete voi.
La formula di gioco, quindi, è l’anello debole di Saw - The Videogame, la quale instillerà nel giocatore un inevitabile senso di noia dopo solo poche ore dall’inizio dell’avventura, complice purtroppo anche un livello di difficoltà decisamente rivolto verso il basso (è pressoché impossibile morire, se non per una svista causata dalla pessima telecamera dinamica).
E purtroppo, anche per quanto riguarda l'aspetto meramente tecnico, Saw - The Videogame non brilla per chissà quale spettacolo, sebbene il risultato sia comunque quantomeno sufficiente. Il motore grafico Unreal Engine 3 dimostra come sempre di fare il suo dovere, sebbene le (poche) locazioni orrorifiche ed i personaggi di contorno siano ad ogni modo realizzati con scarsa cura per i particolari. Il manicomio risulterà infatti un enorme di collage di stanzoni e corridoi, messi li semplicemente a fare numero. E ciò lascia piuttosto perplessi, considerando anche ad esempio che il recente Batman: Arkham Asylum del team Rocksteady ha dimostrato come, pur avendo un’unica locazione a disposizione per tutta la durata dell’avventura principale (che, guarda caso, anche nel titolo Eidos era un manicomio criminale), si può comunque realizzare un level design di tutto rispetto, vario e mai monotono. Purtroppo, in quel di Brash Entertainment, non hanno ancora ben chiaro questo concetto.
Il sonoro, invece, è sicuramente uno dei punti di forza del titolo Konami: claustrofobico e ansiogeno quanto basta, il comparto audio riesce a trasmettere la giusta dose di terrore, complice anche il doppiaggio (rigorosamente in inglese) realizzato dagli stessi attori della pellicola originale (tra cui spicca la voce di Tobin Bell, interprete di Jigsaw nel film).
In una recente intervista, Konami dichiarò che Saw - The Videogame sarebbe stato a tutti gli effetti il successore spirituale del suo Silent Hill, e che il titolo sarebbe presto diventato un paradigma del genere dei survival horror insieme ai mostri sacri del genere. Quale sacrilegio! Il titolo Brash Entertainment non riesce a replicare in alcun modo le tematiche profonde e toccanti di un Silent Hill qualsiasi o l’azione senza sosta di un Resident Evil.
Certo, l’atmosfera della saga cinematografica omonima di James Wan e Leigh Whannell è realizzata quantomeno con decenza, ed alcuni passaggi riflettono pedissequamente quanto visto nell’esalogia su cellulosa.
Ma alla fine della fiera il giocatore non proverà alcun sussulto, alcun brivido, mentre il povero Jigsaw continuerà a perseguire la sua crociata personale, pur sapendo di aver commesso un terribile errore ad entrare nell’affollato universo videoludico. E purtroppo, non vi è alcun modo per espiare questo atroce peccato.

VOTOGLOBALE4.5

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Saw: the Game

Disponibile per: PC | PS3 | XBOX 360
Genere: Survival Horror
Sviluppatore: Zombie Studios
Distributore: Halifax
Pegi: 18+
Data di Pubblicazione: 19/11/09
Saw: the Game
6.5
4
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7.5
79 voti
4.5
ND.
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