Silent Hill, passato presente e futuro > Speciale
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Silent Hill, passato presente e futuro - Speciale

Inviato il 16/08/2011 da Alessandro "Neon" Mazzega
La maggior parte dei talk aventi come protagonisti titoli recenti, durante i vari appuntamenti con la Game Developer Conference, sono spesso quelli che in gergo vengono definiti post mortem: analisi critiche effettuate a posteriori, riguardanti titoli che hanno già raggiunto il mercato.
Per Silent Hill, invece, è stato fatto uno strappo a tale regola non scritta: il nuovo episodio, Downpour, non è ancora disponibile ma Brian Gomez, design director di Vatra, ha avuto a disposizione quasi un’ora per convincere tutti i presenti sulla bontà del progetto, almeno a livello di intenti ed obiettivi.
Ne è nata una interessante dissertazione sul genere horror nella sua globalità, superando i confini dei videogiochi per toccare il cinema ma, soprattutto, il passato, presente e futuro di una delle serie videoludiche più amate.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
Da Climax a Vatra
Come sapranno bene gli appassionati della serie è da alcuni episodi che lo sviluppo di Silent Hill non è più nelle mani di team nipponici: Double Helix e Climax hanno avuto l’onere e l’onore di creare gli ultimi seguiti, con capitoli che hanno ricevuto fortune alterne.
Ora tale impegno è richiesto a Vatra Games, studio con base in Repubblica Ceca e nato da una costola di Illusion Softworks e da alcuni ex dipendenti di 2K Czech, rappresentato alla GDC Europe proprio da Gomez.
La spinta per formare un nuovo studio è però nata dalle ceneri di Kuju Entertainment nel 2008 e ora il team può contare già uno staff di cinquanta persone.
Gomez vanta un buon numero di anni di esperienza all’interno dell’industria, ricoprendo figure differenti, dal game design al director, in team importanti come Pandemic e Paradox.
Il suo chiodo fisso, però, sono sempre stati i titoli a sfondo horror, avendo partecipato allo sviluppo di un episodio di Evil Dead, come consulente sul capitolo sviluppato da Eden Studios di Alone in the Dark e avendo stretto una collaborazione con Clive Barker che ha portato alla nascita del progetto Jericho.
Una retrospettiva sull’horror
Prima di arrivare a parlare di Silent Hill e di Downpour Gomez ha cercato di dare una sua definizione per il genere horror, andando a delineare due differenti punti di vista fondamentali: un’intenso sentimento di paura, shock o disgusto e un genere letterario o cinematografico che pone alla sue basi tali sensazioni.
Proprio sul cinema l’analisi ha avuto il suo inizio, citando i primi esempi di film horror fino ad arrivare al celebre Nosferatu, passando quindi per le pellicole dedicate a Frankenstein e a varie tipologie di lupi mannari e vampiri.
Ci fu poi la rivoluzione degli anni ’70, dove i registi iniziarono a voler cercare di superare i tabù di un tempo, producendo pellicole altamente disturbanti e di rottura rispetto al passato, con la nascita, quindi, di produzioni immortali come Shining.
Si passò poi al cinema dell’orrore degli anni ’80, con una deriva verso una tipologia di paura differente, rappresentata da Nightmare e Venerdì 13, fino ad arrivare al più recente Scream, meno datato ma con le stesse atmosfere.
Gli anni ’90 hanno invece portato verso una narrazione meno convenzionale e ad un orrore più psicologico e meno esplicito, con film di frontiera poi divenuti molto noti, come The Others, The Blair Witch Project e, in maniera più marginale, Il Sesto Senso.
In Giappone, nel frattempo, il cinema horror ha continuato ad evolvere in direzioni differenti, con temi e stili talmente interessanti da arrivare poi in occidente, come Ringu, divenuto The Ring nel remake holliwoodiano che tanto successo ha ottenuto all'inizio degli anni 2000.
Nell’ultimo decennio, infine, l’orrore ha preso una strada collaterale, andando a creare il filone basato sulle torture, con Saw ed Hostel a rappresentare il genere, o con il rinnovato interesse per lo stile documentaristico, come possono testimoniare gli incassi di Paranormal Activity.
Dal grande schermo all’interattività
Silent Hill: Downpour - speciale - XBOX 360 Mentre il cinema faceva evolvere il concetto di horror con un ritmo vertiginoso il videogioco ha sempre arrancato: donare l’interattività ad un genere che basa le sue fondamenta sulla tensione non è mai stato facile e la strada è stata lunga: dalle avventure grafiche testuali di Infocom si è arrivati a quelle grafiche, aventi come protagonista i due capitoli di Darkseed.
L’avvento della grafica poligonale ha cambiato le regole del gioco e il primo titolo horror ad averne tratto giovamento è sicuramente stato il primo Alone in the Dark.
Il formato CD e i supporti digitali hanno permesso l’introduzione di filmati in grande quantità, spesso con l’inclusione di veri e propri spezzoni recitati da attori in carne ed ossa, come sicuramente ricorderanno i giocatori che hanno avuto il piacere di giocare a titoli come The 7th Guest o Phantasmagoria, rimanendo tanto affascinati quanto delusi per l’involuzione del genere degli anni ’90.
L’uscita del primo Resident Evil ha nuovamente ridefinito tutto, andando a creare un nuovo paradigma nell’uso della telecamera e nell’implementazione dei controlli.
Altri titoli fondamentali vengono rapidamente citati da Gomez, da System Shock 2 a Fatal Frame, da Eternal Darkness a Dead Rising, fino ad arrivare a successi più recenti, come Bioshock, Dead Space, Alan Wake e, incredibilmente, Heavy Rain.
Col passare degli anni e delle tipologie di piattaforme il genere si è però diviso in due differenti filosofie di pensiero.
Quella del survival, basata su ritmi meno serrati, la risoluzione di puzzle e, di conseguenza, sull’esplorazione, il tutto nell’ottica di mettere il giocatore in una situazione nella quale non si sente affatto sicuro.
Gli action horror, invece, hanno fatto leva sul combattimento, sull’azione pura e sul fornire un eroe come protagonista, in modo da far percepire al giocatore un senso di forza e potenza nell’affrontare le varie aberrazioni con le quali sarà obbligato a confrontarsi.
L’horror è quindi un genere videoludico atipico, pieno di incongruenze, soprattutto dovute al fatto che spesso chi gioca ai videogiochi lo fa per evadere dalla vita quotidiana e rilassarsi, mentre i fan di certe tipologie di titoli sono in cerca di emozioni forti.

Silent Hill: Downpour

Disponibile per: PS3 | XBOX 360
Genere: Survival Horror
Sviluppatore: Vatra
Pegi: 18+
Pegi Descrittore: Violenza
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Data di Pubblicazione:
PS3: 29/03/2012   
XBOX 360: 29/03/2012   
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