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Sniper: Ghost Warrior - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
L'esempio forse più celebre di un videogioco interamente dedicato alle gesta di un silenzioso e mortale cecchino, è Silent Scope. A metà degli anni novanta, nelle sale giochi di tutto il mondo imperversava il cabinato con il grosso fucile dall'ottica funzionante, in grado di far provare agli avventori l'ebrezza di un head shot da antologia. Ma, al di là di questa fortunata parentesi (chiusa in maniera non troppo elegante con il trasporto della serie su Playstation 2), sono davvero pochi i prodotti che hanno saputo tradurre in linguaggio videoludico le gioie del cecchinaggio più spinto. Sniper Elite (2005) ha fallito miseramente il colpo, mentre su Personal Computer si sprecano i titoli a basso budget che hanno provato ad irretire il pubblico con il brivido della filosofia “One Shot, One Kill”. Solo i due capitoli di Modern Warfare (e, dobbiamo ammetterlo, anche il meno riuscito World at War), hanno saputo declinare in maniera perfetta emozioni ed ansie della guerra silenziosa, grazie all'uso sapiente di script, uniti ad un'architettura ludica assolutamente pregevole. Proprio sulla scia di queste conquiste, arriva Sniper: Ghost Warrior, titolo uscito per PC e Xbox 360, intenzionato a dimostrare che c'è spazio per un videogame interamente dedicato ai soldati invisibili. Sfortunatamente, magagne tecniche ed una struttura decisamente fallace affossano ogni possibilità di successo.
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HeadShot
Dopo un breve tutorial che serve per familiarizzare con il sistema di controllo, opportunamente classico ed efficace, Sniper: Ghost Warrior vi proietta direttamente nel bel mezzo dell'azione. Nessun filmato introduttivo è pronto ad accogliervi (soltanto un trailer utilizzato come fosse una presentazione), mentre le schermate fisse su cui si consumano i lunghi caricamenti non offrono nessun dettaglio che vada oltre il semplice obiettivo della missione in corso. A livello narrativo, Ghost Warrior è sfuggente quanto un cecchino ben mimetizzato. Una non meglio precisata ambientazione tropicale, un dittatore spietato e dei traffici di droga che servono per finanziare l'esercito, sono gli ingredienti di base di un plot sconnesso, banale, evanescente. Se l'intenzione del team era quella di inseguire il realismo bellico tipico di Arma II o Operation Flashpoint, il proiettile della sceneggiatura manca clamorosamente il bersaglio, dal momento che linee di dialogo e intermezzi in-game non sono in grado di caratterizzare in nessun modo la progressione. Figurarsi poi quanto può essere distante Sniper dalla spettacolare sceneggiatura dei già citati Call of Duty.
E se i paragoni, vista l'evidente differenza di budget, potrebbero essere, per molti, impietosi e fuori luogo, bisogna dire che Ghost Warrior fa davvero di tutto per stimolarli, recuperando una serie di “situazioni-tipo” che risultano non solo già viste e piuttosto abusate, ma anche costruite senza arte e senza mezzi. Le premesse, all'inizio, possono sembrare più che buone: il tutorial e le prime fasi di gioco sono davvero tutte concentrate sul cecchinaggio. Bisogna appostarsi, attendere il giusto momento, e poi far fuoco considerando (grazie ad un comodo indicatore rosso), deviazione del vento, parabola dovuta alla gravità e persino compensazione legata ai sussulti del proprio battito cardiaco. L'emozione di un Headshot perfetto, mentre il proiettile compie la sua traiettoria, è sempre grande, ed il brivido viene sostenuto anche dalla bellissima “kill cam”, che si avvicina alla pallottola e la segue per tutta la sua parabola, fino allo schianto mortale contro il cranio del nemico.
Ma non bastano gli schizzi di sangue e qualche sporadico brivido caldo per sostenere un prodotto del genere. Invece che ricercare una discreta varietà di situazioni in cui l'intervento di un cecchino può essere determinante, Sniper si contenta di accostarsi, in moltissimi casi, ad uno shooter classico, che non si fa scrupolo di presentare scontri diretti e ritmi più agitati. Con l'unica differenza che, invece di mitragliatrici e pistole, anche gli assalti alle roccaforti nemiche vanno condotti spesso imbracciando il fucile da cecchino (caratterizzato da un rateo di fuoco impressionante e poco credibile). Si delinea così una progressione banale e trita, fatta tutta di luoghi comuni, che non manca di inciampare in clamorose cadute di stile, sopraffatta da una serie di bug ed imprecisioni soverchianti. Ci sono, ad esempio, momenti in cui si deve utilizzare un rampino per calarsi lungo i dirupi o raggiungere posizioni sopraelevate, che vedono il protagonista sospeso per aria, senza orientamento, oscillare in barba a tutte le leggi fisiche basilari. Ma ancora più ilare è l'osservazione del comportamento dei nemici: gli avversari passano, nel giro di pochi attimi, da una cecità quasi totale ad una onniscienza imbarazzante. Aggirarli, nei tratti in cui l'azione stealth è prevista dal team di sviluppo, è di una semplicità impressionante, ma quando il gioco vuole proporre lo scontro frontale, basta un semplice rumore per allertare tutti i soldati nella zona. Osservandoli da lontano, si vedono mentre fanno fuoco in direzioni completamente casuali; ma nonostante la linea di tiro sia del tutto sbagliata, i proiettili arrivano comunque a destinazione, direttamente sul vostro corpo (piuttosto fragile). Raramente si ha l'idea di esser morti per un proprio sbaglio: fra proiettili “teleguidati”, settori di una difficoltà imbarazzante (da superare solo con il run & gun più spinto o con la desolante pratica del trial & error), un'Intelligenza Artificiale inesistente, ogni Game Over genera frustrazione e fastidio, dovuto piuttosto ai mezzucci del team di sviluppo che alla conduzione del videoplayer.
Insomma, c'è davvero poco da salvare nell'offerta ludica di Sniper: Ghost Warrior. I primi, timidi entusiasmi si scontrano con una realizzazione assolutamente incapace sia di appassionare, che di sostenere premesse più che buone. Poco a poco, anche i colpi dalla distanza diventano una consueta routine, ed il trasporto del giocatore è ridotto ai minimi storici, dal momento che manca una contestualizzazione e qualsiasi empatia con il personaggio principale. Lineare, con script malcelati, programmato di fretta, Sniper finisce per essere un FPS come tanti altri, un emulo poco riuscito delle produzioni più blasonate.
La stessa sensazione si prova esplorando i server online, in quella che è una modalità multiplayer canonica e poco incline a premiare l'impegno metodico del giocatore. Si salva l'architettura di qualche mappa, evidentemente scaturita in un momento di particolare rigoglio creativo del team, ma il resto, dalle modalità di gioco alle caratteristiche delle armi, rientra placidamente nei confini tracciati da sua maestà Call of Duty. E persino il Netcode, di tanto in tanto, pungola i giocatori con qualche evidente problema di Lag.
Colpi a vuoto
Dal punto di vista grafico, la performance di Sniper è di quelle da dimenticare. Su Xbox 360 il gioco è incapace di meravigliare: si salva soltanto la profondità dell'orizzonte visivo, ma il resto scade su tutti i fronti. La modellazione poligonale, dei nemici come degli scenari, è semplice, povera, a malapena sufficiente. Ogni scena è poi ammorbata da una quantità di aliasing sovrabbondante, e da elementi scenici (erba, cespugli, alberi) davvero bruttini. Non manca pop-up e qualche rallentamento, più un fastidioso difetto di ottimizzazione che interrompe bruscamente l'azione, di tanto in tanto, per caricare i file del commento audio. Texture piatte, in bassa risoluzione, a volte quasi monocromatiche, riducono ai minimi storici l'appeal visivo del prodotto, che scade nel banale anche a livello artistico (giungle e villaggi, ripetuti in abbondanza).
Desolante il commento sonoro. Si salva il doppiaggio, su livelli accettabili, ma per quel che riguarda qualità e pulizia di effetti ambientali e rumori delle armi, c'è poco da stare allegri (soprattutto per le campionature degli spari, tutti uguali, affatto caratterizzanti). Ma quello che più lascia basiti è la piattezza delle tracce sonore, che non si esaltano né si acquietano per sottolineare la tensione della fuga o i vari ritmi della progressione. Semplicemente, vengono riprodotte per tutta la durata di un livello, stancando anche l'orecchio meno attento.
Sniper: Ghost Warrior non ha davvero nulla di buono per farsi piacere, agli amanti del genere come agli occasionali giocatori estivi. La premessa di un prodotto dedicato ai “soldati fantasma” svanisce a causa di una struttura che invece non si fa scrupolo di prediligere l'assalto frontale e la guerra più confusionaria e becera. I colpi esplosi dal team di sviluppo si infrangono su un muro impenetrabile di bug tecnici e glitch visivi, mentre una pessima intelligenza artificiale e la trivialità di tutta la progressione (offline e online) riduce drasticamente l'appeal del prodotto. Qualche buona idea, proprio sulla gestione dei colpi dalla distanza e sulla loro spettacolarizzazione per mezzo di una Killcam efficace, sarà forse recuperata da titoli più determinati, coraggiosi, e meglio sviluppati. Perchè collocata all'interno di un titolo così, anche qualche trovata di buon gusto finisce per evaporare. Un prodotto da evitare, nonostante la penuria estiva.
VOTOGLOBALE5
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Sniper: Ghost Warrior

Disponibile per: PC | XBOX 360 | PS3
Genere: FPS - Sparatutto in Prima Persona
Sviluppatore: City Interactive
Pegi: 16+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 16 Giocatori
Data di Pubblicazione:
PC: 09/07/2010   
XBOX 360: 09/07/2010   
PS3: 28/04/2011   
Sniper: Ghost Warrior
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